2 trucchi veloci veloci per potenziare l'effetto del ventilatore
L'estate in arrivo minaccia temperature sopra i 40 gradi in molte città italiane e il condizionatore è diventato quasi un coinquilino fisso. Peccato che consumi tanto e che ogni ora in cui rimane acceso si trasformi in una cifra non proprio simpatica in bolletta.
Se avete un ventilatore ma vi sembra solo un "phon al contrario" che soffia aria tiepida, la buona notizia è che si può rimediare. Con 2 trucchi casalinghi e velocissimi, potete potenziare l’effetto rinfrescante e rendere l’aria decisamente più sopportabile, senza cambiare elettrodomestico né aumentare i consumi.
Prima mossa: posizionare bene il ventilatore (in un minuto)
Il ventilatore non produce aria fredda, sposta l’aria che c’è. Per questo la posizione è tutto. L’idea è creare una corrente che porti via il caldo e richiami aria più fresca, invece di limitarsi a rimescolare la stessa aria afosa.
Il trucco base è metterlo davanti a una finestra aperta. Se fuori c’è anche solo qualche grado in meno, il flusso incrociato spinge l’aria calda verso l’esterno e fa entrare quella più fresca. Di giorno potete orientare il ventilatore leggermente verso l’esterno, la sera verso l’interno, così sfruttate meglio l’escursione termica.
Anche l’altezza conta: l’ideale è circa all’altezza della vita o del torace, inclinato verso busto e viso, dove percepite di più il fresco. Evitate mobili, pareti vicine e tende davanti alla griglia, che bloccano il flusso. E ricordate il motivo per cui vale la pena impegnarsi: secondo Altroconsumo un ventilatore domestico consuma in genere fra 20 e 70 watt, mentre un condizionatore fisso sta intorno ai 900-1000 watt. In pratica, diverse ore di ventilatore equivalgono a circa un’ora di aria condizionata.
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Trucco n.1: la bottiglia di acqua congelata (effetto mini-condizionatore)
Questo è il classico trucco “da provare stasera”. L’idea è trasformare il ventilatore in una sorta di mini-condizionatore fai-da-te, facendo passare l’aria sopra una superficie gelata.
Vi servono solo:
- una o due bottiglie di plastica da 1,5-2 litri, riempite per circa tre quarti d’acqua e già congelate
- un vassoio o una bacinella stabile
- il vostro ventilatore orientabile
Passaggi rapidi:
1. Appoggiate la bottiglia congelata nel vassoio, a pochi centimetri davanti alla griglia del ventilatore, senza toccarla.
2. Accendete il ventilatore a velocità media o alta.
3. Posizionatevi a uno-due metri, esattamente nel cono d’aria che ha “sfiorato” la bottiglia.
4. Tenete pronte altre bottiglie in freezer da sostituire quando la prima non è più fredda.
Funziona perché l’aria in movimento cede una parte del proprio calore al ghiaccio. Quella che arriva a voi è un po’ più fresca e la sensazione sul corpo cambia parecchio, soprattutto in stanze piccole o medie. Non aspettatevi dieci gradi in meno sul termometro, ma la percezione di sollievo può essere decisamente più alta.
Capitolo sicurezza, fondamentale quando acqua e corrente elettrica si avvicinano. Il ghiaccio non deve mai gocciolare su motore, cavi o presa. Il vassoio serve proprio a raccogliere condensa e gocce: meglio sceglierlo con bordi alti e controllare ogni tanto che non trabocchi. Evitate di lasciare questa “postazione” incustodita se in casa ci sono bambini piccoli o animali curiosi. Il trucco rende al massimo la sera e la notte, con finestre socchiuse, quando la temperatura esterna è più bassa.
Trucco n.2: il panno umido (raffreddamento evaporativo espresso)
Secondo gli esperti di climatizzazione domestica, il cosiddetto raffreddamento evaporativo è molto efficace quando l’aria è secca: l’acqua che evapora assorbe calore e fa scendere la temperatura percepita. Il panno umido sfrutta esattamente questo principio.
Vi servono:
- un panno in cotone leggero o un asciugamano sottile
- una bacinella di acqua fredda (magari con qualche cubetto di ghiaccio)
Come usarlo senza rischi:
1. Immergete il panno, poi strizzatelo con decisione: deve restare umido, non gocciolante.
2. Opzione più sicura: appendete il panno su uno stendino o una sedia tra voi e il ventilatore, così il flusso d’aria lo attraversa e arriva a voi più fresco.
3. Se il ventilatore ha un motore ben protetto, potete fissare il panno alla griglia anteriore, lasciando libera una buona parte dei fori per non soffocare il flusso.
4. Controllate ogni 10-15 minuti: se è asciutto, re-immergetelo; se inizia a gocciolare, strizzate di nuovo.
Qui l’umidità relativa fa la differenza. In molte zone interne d’Italia, dove il caldo è secco, l’effetto è notevole: l’acqua evapora rapidamente e “ruba” calore all’aria che vi investe. In Pianura Padana o sulle coste afose, invece, l’aria è già satura di umidità e il panno può rendere l’ambiente solo più appiccicoso se esagerate, oltre ad aumentare il rischio di muffe se lo lasciate umido per ore e ore. In questi casi conviene usare il panno con più moderazione, preferendo il trucco della bottiglia e un buon ricambio d’aria.
Qualunque trucco scegliate, c’è una regola che vale sempre: pale e griglie pulite. La polvere riduce il flusso d’aria e peggiora la qualità di quello che respirate. Una passata regolare con panno asciutto o aspirapolvere fa lavorare meglio il ventilatore e rende ancora più efficaci sia la bottiglia congelata sia il panno umido.
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