Se avete animali domestici, queste sono le piante "pet friendly" da scegliere
Secondo le linee guida dell'AIVPA, le intossicazioni da piante d’appartamento in cani e gatti sono relativamente rare, ma quando capitano possono essere serie, soprattutto per cuccioli e gattini.
Nelle case italiane però le piante non sono mai state così presenti: salotti trasformati in piccole giungle, balconi pieni di vasi, cucine con mini orti. Il punto è capire quali specie sono compatibili con chi gira per casa su quattro zampe.
Molte amatissime sono tutt’altro che innocue: aloe vera, azalee, crisantemi, gigli, giglio della pace, pothos e oleandro compaiono spesso nelle liste delle piante tossiche. Niente panico: esiste un catalogo sorprendentemente ampio di piante davvero pet friendly, belle da vedere e sicure per cani e gatti. Bisogna solo saperle scegliere prima del prossimo giro in vivaio.
Perché scegliere piante pet friendly (e cosa significa davvero)
Per piante pet friendly si intendono le specie che non risultano tossiche per cani e gatti nei principali database tossicologici. Tra questi c’è quello dell’ASPCA, American Society for the Prevention of Cruelty to Animals, e le liste compilate dai veterinari italiani.
Questo non vuol dire che l’animale possa farne un’insalata quotidiana: anche una pianta non tossica, se mangiata in quantità, può provocare vomito o diarrea leggera.
I veterinari ricordano che i sintomi di un avvelenamento possono andare dal vomito ripetuto alla diarrea, dalla salivazione eccessiva fino a tremori e difficoltà respiratorie nei casi più gravi. Secondo l’AIVPA i soggetti più a rischio sono cuccioli e gattini, che esplorano tutto con la bocca, e i cani golosi che funzionano come piccoli tosaerba domestici.
*** 6 idee originali per arredare casa con le piante ***
Le piante pet friendly da scegliere per casa e balcone
ARECA (Dypsis lutescens). Palma da salotto scenografica, cresce in vasi grandi e regala subito un’aria un po’ tropicale al soggiorno. Il database dell’ASPCA la considera non tossica per cani e gatti, quindi potete lasciarla anche a livello pavimento senza ansie particolari.
FELCI VERE (felce di Boston, capelvenere). Amano l’umidità e stanno benissimo in bagno o vicino a una finestra luminosa ma non troppo assolata. Diverse guide italiane alle piante pet friendly e le liste veterinarie le indicano come sicure, purché non vengano trasformate in cuccia dal gatto.
PIANTA RAGNO (Chlorophytum comosum). Le foglie a nastro ricadono dal vaso e invitano il gatto al gioco, ma la pianta non è classificata come tossica per cani e gatti. Se l’animale ne mangia troppa può comparire un leggero vomito, più per irritazione meccanica che per un vero effetto velenoso.
CALATHEA E MARANTA. Foglie grandi e disegnate, perfette per chi sogna un angolo “urban jungle” anche con poco sole diretto. Queste specie sono considerate sicure dai database tossicologici per i pet e stanno bene in ambienti umidi come cucina e bagno.
PILEA PEPEROMIOIDES E BEAUCARNEA RECURVATA. La prima è la famosa pianta delle monete, la seconda il cosiddetto piede d’elefante, con il tronco gonfio e le foglie a fontana. Entrambe sono incluse tra le piante non tossiche per cani e gatti e funzionano bene su mensole e scrivanie.
ORCHIDEA PHALAENOPSIS. È la classica orchidea che si compra al supermercato o dal fiorista. Il database dell’ASPCA la classifica non tossica per cani e gatti: potete quindi lasciare che il cane la annusi o che il gatto dorma sotto al vaso senza preoccuparvi.
ERBE AROMATICHE. Basilico, rosmarino, salvia, timo e menta sono un ottimo compromesso tra cucina e sicurezza. Secondo diversi articoli divulgativi il profumo del basilico stimola persino l’appetito di cani e gatti e, in ogni caso, queste piante non compaiono tra quelle tossiche per gli animali domestici.
CAMOMILLA (Matricaria chamomilla). In vaso regala fiori delicati e profumati, e in fitoterapia veterinaria viene usata, a piccole dosi, come blando calmante. I veterinari sottolineano però che infusi e preparazioni vanno dati solo su indicazione professionale, mai in autonomia.
ERBA GATTA (Nepeta cataria) ED ERBA MEDICA. L’odore dell’erba gatta rende molti felini euforici e giocosi, mentre l’erba medica li aiuta a eliminare i boli di pelo e a digerire meglio. Tenerne un vaso a disposizione è un modo intelligente per offrire al gatto qualcosa di sicuro da mordicchiare, invece di puntare il ficus del salotto.
*** Queste sono le piante che non soffrono il caldo e il sole ***
Piante da evitare, falsi miti e cosa fare se il pet mangia una foglia
Accanto alle specie davvero pet friendly esistono piante molto di moda che sarebbe meglio evitare se in casa vivono cani e gatti. Tra le più citate dai veterinari ci sono pothos (Epipremnum aureum), monstera deliciosa, dieffenbachia, sansevieria, giglio della pace, ficus, stelle di Natale, azalee e oleandro: tutte possono provocare dal semplice vomito a sintomi ben più seri.
Un capitolo a parte meritano la pianta di giada (Crassula ovata) e la lavanda. In molte guide per la casa vengono descritte come innocue, mentre il database dell’ASPCA le inserisce tra le specie tossiche: meglio quindi evitarle a portata di bocca e preferire alternative sicure.
Se nonostante le attenzioni il vostro animale ha rosicchiato una pianta, la regola d’oro è non improvvisare. I veterinari di pronto soccorso consigliano di:
1) allontanare subito il cane o il gatto dalla pianta e rimuovere eventuali residui da bocca e pelo;
2) conservare un campione della pianta o scattare una foto nitida, insieme all’etichetta con il nome scientifico;
3) non provocare il vomito e non somministrare latte o rimedi casalinghi, a meno che non sia il veterinario a chiederlo;
4) contattare il proprio veterinario o una clinica aperta h24, indicando specie animale, peso, pianta ingerita e sintomi osservati.
Le linee guida italiane sulle intossicazioni da piante ricordano che una telefonata in più al veterinario vale sempre la tranquillità di rientrare a casa e trovare cane e gatto che dormono tra i vostri vasi, senza rischi nascosti.
© Riproduzione riservata