Asciugamani e accappatoio: ecco ogni quanto cambiarli
Un asciugamano può sembrare pulito anche dopo una settimana appeso in bagno. Ma tra le sue fibre, già dopo pochi utilizzi, si accumulano cellule morte, sudore, sebo, residui di detergenti e una discreta collezione di batteri. L’ambiente umido del bagno fa il resto, trasformandolo in una piccola spa per microbi.
La domanda cruciale quindi non è se lavare asciugamani e accappatoio, ma ogni quanto farlo per mantenere un’igiene decente senza vivere con la lavatrice sempre accesa. E qui arrivano delle linee guida “realistiche” che potete adattare alla vostra casa.
Perché asciugamani e accappatoio vanno cambiati spesso
Ogni volta che vi asciugate, fate una specie di peeling meccanico: togliete cellule della pelle, peli, tracce di sudore e sebo. Tutto questo resta intrappolato nelle fibre, dove funghi e batteri trovano cibo e umidità per proliferare velocemente.
Il bagno, spesso poco ventilato, mantiene asciugamani e accappatoi umidi per ore. Più restano bagnati, più aumentano i microbi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che molti patogeni restano sulle mani anche dopo un lavaggio “veloce”: capite bene cosa succede sul telo delle mani cambiato raramente.
Il primo segnale che state aspettando troppo? L’odore di umido. Quando lo sentite, non è suggestione: sono già in azione batteri e micro-muffe. In quel momento l’asciugamano è ufficialmente da cambiare, anche se il giorno “programmato” deve ancora arrivare.
Ogni quanto cambiare gli asciugamani del bagno
Gli esperti di igiene e dermatologia convergono su una fascia abbastanza chiara: gli asciugamani andrebbero cambiati più spesso di quanto facciamo di solito.
Regola veloce:
- Telo doccia / corpo: ogni 2-3 giorni, oppure dopo 3 utilizzi.
- Asciugamano viso: 2-3 volte a settimana; tutti i giorni se avete pelle acneica o molto sensibile.
- Asciugamano mani: una volta al giorno o dopo pochi utilizzi, perché le mani non vengono quasi mai lavate per i famosi 20 secondi canonici.
- Asciugamano bidet: il più delicato di tutti, da cambiare anche quotidianamente.
C’è un’altra regola pratica utile: ogni componente della famiglia dovrebbe avere il proprio set personale, soprattutto bambini e adolescenti, che spesso sono meno precisi sull’igiene.
Ogni quanto lavare l’accappatoio
L’accappatoio è ancora più “critico” del telo: avvolge praticamente tutto il corpo, trattiene più acqua, trattiene capelli e residui di prodotti. Se poi lo tenete addosso mentre fate skincare, si arricchisce di creme e oli.
Se fate la doccia tutti i giorni e il bagno è umido:
- lavaggio ogni 3-4 utilizzi, quindi circa una volta a settimana.
Se fate la doccia a giorni alterni e il bagno è ben ventilato:
- potete arrivare a 7-10 giorni, ma solo se l’accappatoio asciuga completamente tra un uso e l’altro e non ha il minimo odore.
Capitolo palestra: l’accappatoio (o telo) che va e viene nella borsa, spesso riposto ancora umido, andrebbe lavato dopo ogni 1-2 utilizzi. Lì i batteri hanno davvero vita facilissima.
I fattori che fanno accorciare gli intervalli
Non tutte le case sono uguali. Se il bagno non ha finestra, fate molte docce calde e usate poco l’estrattore d’aria, meglio accorciare i tempi: telo doccia ogni 2 giorni, accappatoio massimo ogni 3-4 usi.
Anche il numero di persone che usano lo stesso tessile conta. In coppia, condividere gli asciugamani non è un dramma se siete entrambi in salute, ma in presenza di bambini è molto meglio che ognuno abbia il suo. In caso di malattie infettive, micosi, herpes, influenze gastrointestinali, gli esperti consigliano asciugamani separati e cambi più ravvicinati.
Attenzione anche alla pelle delicata: chi soffre di acne, dermatiti o ha la tendenza alle follicoliti dovrebbe privilegiare asciugamani viso e corpo cambiati più spesso, perché un tessuto “carico” di batteri può peggiorare le irritazioni.
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Come lavare e asciugare per igiene e durata
Una volta deciso ogni quanto cambiare, resta il tema del lavaggio. Gli asciugamani si possono lavare in lavatrice con un normale ciclo a 40-60 °C, in base ai colori e al tessuto. Molti detersivi sono efficaci già a 40 °C; si può salire a 60 °C quando serve un’azione più profonda.
Gli additivi “disinfettanti” non sono sempre necessari: un buon detersivo e la temperatura corretta bastano nella maggior parte dei casi. Meglio non esagerare con l’ammorbidente, che alla lunga rende la spugna meno assorbente; se volete morbidezza, potete usare un po’ di acido citrico o aceto nella vaschetta.
Fondamentale l’asciugatura: appendete asciugamani e accappatoi ben distesi su un porta asciugamani o su un termoarredo, non appallottolati sul gancio. L’aria deve circolare. Se avete un balcone, il sole è un alleato: i raggi ultravioletti hanno anche un leggero effetto germicida.
Prima di buttarli nel cesto, verificate che siano completamente asciutti. Un asciugamano ancora umido nel mucchio del bucato fa salire odori sgradevoli e batteri anche sugli altri capi. Meglio aspettare qualche ora in più che ritrovarsi con tutto il cesto che sa di chiuso.
Infine, per riuscire a rispettare questi ritmi senza fare lavatrici ogni giorno, può aiutare fare il conto dei set: per una coppia che segue le regole base servono almeno tre set di asciugamani a testa e due accappatoi a persona. Il resto, come sempre, lo deciderà il vostro naso.
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