Questa è la coloratissima pianta da balcone che non teme il caldo e fiorisce tutta l’estate (anche quando le altre si arrendono)

Da maggio a ottobre, mentre molte piante da balcone tirano i remi in barca, l’oleandro continua a produrre fiori come se fosse sempre il primo giorno di vacanza.
Chi ha un affaccio esposto a sud o ovest lo sa bene: gerani bruciati, petunie disfatte dopo la prima ondata di caldo. L’oleandro, invece, più il sole picchia più si sente a casa. E con una sola pianta in vaso potete avere un muro di colore alto 1,5-2,5 metri, perfetto anche come frangivista.
Perché scegliere l’oleandro per dare vita al vostro balcone in estate
Oleandro sul balcone è il massimo. Fiorisce senza sosta dall’inizio di maggio fino all’autunno inoltrato, regalando corimbi pieni in tantissime tonalità: bianco, rosa, rosso, porpora, salmone, giallo, albicocca, perfino rame. Esistono varietà a fiore semplice, doppio o semidoppio, così potete scegliere lo stile che vi rappresenta di più.
È una pianta tosta: sopporta caldo intenso, brevi periodi di siccità, vento anche forte e smog cittadino. In molte zone del Sud cresce spontanea lungo i fiumi, tra Calabria, Sicilia e Sardegna, ma con qualche attenzione invernale si coltiva bene anche al Nord.
In vaso resta più compatta che in piena terra, ma su un balcone medio può comunque creare una piccola “parete” verde e fiorita, discreta tutto l’anno perché è sempreverde. Perfetta se volete privacy dal palazzo di fronte senza rinunciare alla luce.
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Come coltivare l’oleandro in vaso sul balcone
La regola base è semplice: più sole riceve, più fiori produce. L’esposizione ideale è in pieno sole per almeno sei ore al giorno.
Su balconi molto ventosi l’oleandro sta comunque bene; solo le varietà a fiore doppio gradiscono un angolo un po’ riparato per non sciupare i petali.
Il vaso deve essere profondo più che largo, con un buon peso per evitare ribaltamenti nelle giornate di vento. Sul fondo uno strato di argilla espansa o ghiaia, poi terriccio universale ben lavorato, di medio impasto. Le piante giovani si rinvasano ogni anno in primavera, quelle adulte ogni 2-3 anni.
L’oleandro ama l’acqua, soprattutto in estate. Il terriccio in vaso dovrebbe restare sempre leggermente umido nei mesi caldi, senza ristagni. Nei periodi roventi può servire annaffiare anche ogni 1-2 giorni, meglio con acqua tiepida: quella troppo fredda fa impallidire le foglie. In inverno, invece, le bagnature vanno ridotte al minimo.
Da marzo a settembre la pianta ha bisogno di nutrimento regolare. Un concime per piante da fiore ogni 7-15 giorni, oppure un prodotto a lenta cessione all’inizio della stagione, mantiene le foglie di un verde intenso e la fioritura generosa. Quando l’oleandro fa pochi fiori, spesso mancano luce o concime.
Per le vacanze estive, il trucco è prepararla: bagnatura abbondante prima di partire, un sottovaso con un sottile filo d’acqua, eventuale piccolo sistema a goccia e, se possibile, spostamento del vaso in un punto leggermente meno esposto nelle ore centrali.
Potatura, inverno e piccoli problemi da conoscere
Con la potatura serve mano leggera. I boccioli dell’anno successivo si formano sui rami che hanno fiorito, quindi in autunno e inverno vanno eliminati solo i polloni troppo lunghi, spogli o danneggiati, tagliando alla base o sul punto di ramificazione. Le potature energiche si riservano alle piante molto vecchie o rovinate dal gelo e si fanno a fine inverno, accorciando i rami e accompagnando con cambio di vaso e buona concimazione.
Al Sud e nelle zone costiere miti l’oleandro può restare sul balcone tutto l’anno, in una posizione riparata dalle gelate più intense. Dove il freddo è più serio conviene coltivarlo in vaso e spostarlo in autunno in un luogo luminoso tra 4 e 8 °C. In mancanza di luce può svernare anche in cantina fresca, quasi asciutto. Nelle regioni del Nord, se resta all’esterno, è utile avvolgere la chioma con telo non tessuto fissato a un’intelaiatura e sollevare il vaso da terra.
Idee per un balcone mediterraneo a misura di oleandro
Un oleandro bianco o salmone in un grande vaso di terracotta, qualche ciotola di lavanda e rosmarino più in basso, un pavimento con ghiaia chiara: bastano questi elementi per trasformare il balcone in un piccolo angolo mediterraneo.
Con due o tre esemplari allineati potete creare una quinta verde che nasconde il caos della strada e fa da sfondo alle vostre serate estive, senza paura del caldo né dell’afa di luglio.
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