Dormire su un fianco fa venire più rughe? Cosa dicono davvero i dermatologi
Ogni mattina, lo specchio racconta una storia diversa del vostro viso. Le pieghe del cuscino svaniscono in pochi minuti, le rughe restano e sembrano dire: qui la notte ha lasciato il segno.
Negli studi dei dermatologi la domanda arriva puntuale: dormire su un fianco fa davvero venire le rughe? La risposta, in sintesi, è che la posizione nel sonno può contribuire alle cosiddette rughe da sonno, ma è solo uno dei pezzi del puzzle insieme a sole, età, genetica e stile di vita. Vediamo dove sta il confine tra mito e realtà e cosa potete fare senza stravolgere il vostro modo di dormire.
Cosa sono davvero le rughe da sonno
Gli specialisti distinguono tre grandi famiglie di rughe. Ci sono quelle da invecchiamento naturale, legate al fatto che con gli anni la pelle perde collagene, si assottiglia e diventa meno elastica. Poi ci sono le rughe d’espressione, quelle che seguono i movimenti abituali dei muscoli del viso, come le linee tra le sopracciglia o le zampe di gallina quando ridete.
Le rughe da sonno sono un’altra cosa. I dermatologi paragonano il viso alla crosta terrestre: con l’età si formano “linee di frattura” lungo cui la pelle tende a piegarsi. Quando dormite su un fianco o a pancia in giù, il peso della testa comprime il viso contro il cuscino, creando pieghe sempre negli stessi punti. Se la pelle è giovane e ben idratata, queste pieghe si stirano nel giro di poco tempo. Con gli anni, però, il tessuto perde “rimbalzo” e le pieghe ripetute ogni notte possono fissarsi in rughe permanenti.
Le zone più esposte sono il contorno occhi, le guance vicino al naso, l’area intorno alla bocca e il collo. Sul corpo, i dermatologi notano un fenomeno simile sul décolleté: i materiali educativi di marchi dermocosmetici come Avène spiegano che le pieghe verticali tra i seni sono peggiorate proprio dal dormire costantemente su un fianco.
Dormire su un fianco fa venire rughe? Cosa dice la ricerca
Sul piano teorico il meccanismo è chiaro: pressione, attrito del cuscino e gravità agiscono sulle “linee di frattura” del viso. Chi dorme a pancia in giù schiaccia di più il volto, chi dorme su un fianco crea una compressione laterale, mentre chi dorme sulla schiena lascia il viso quasi libero. Non stupisce che molte guide di brand come NIVEA consiglino la posizione supina come la più “skin-friendly”.
Anche il décolleté racconta qualcosa: contenuti educativi di Avène sottolineano che il sole è il primo responsabile delle rughe in quella zona, ma aggiungono che dormire di lato accentua le pieghe verticali, mentre dormire sulla schiena tende a attenuarle. Insomma, la posizione conta, soprattutto quando la pelle ha già perso parte della sua elasticità.
E la skincare notturna? Ricercatori brasiliani, in un articolo pubblicato sul Journal of Dermatology, ricordano che mantenere la pelle ben idratata aiuta le cellule cutanee a restare “gonfie” e flessibili, rendendo i tessuti più resistenti alle pieghe da compressione. Suggeriscono anche la posizione supina per ridurre lo stress meccanico notturno. Avvertenza importante: i famosi cuscini “antirughe” hanno una logica - cercano di tenere il viso sospeso o meno schiacciato - ma i benefici reali non sono ancora supportati da studi solidi.
Il verdetto, quindi, è questo: dormire su un fianco non vi regala rughe dall’oggi al domani, ma nel corso degli anni può contribuire ad accentuare determinati segni, soprattutto se la pelle è secca, sottile e fotodanneggiata. I veri grandi colpevoli restano sole senza protezione, fumo, inquinamento e genetica; la posizione nel sonno è un co-protagonista, non l’unico villain.
Come proteggere la pelle se amate dormire su un fianco
Per la pelle, dormire sulla schiena è l’ideale: niente pressione diretta sul viso, niente pieghe del cuscino sempre nello stesso punto. Molti dermatologi la consigliano, e diversi brand la inseriscono tra i consigli anti-rughe. Ma non tutti riescono a mantenerla tutta la notte, e in alcuni casi il fianco è preferibile per motivi di salute, per esempio in gravidanza o in caso di russamento.
Se il vostro corpo chiede il fianco, ha più senso ridurre i danni che lottare contro il sonno. Un primo trucco è il cuscino: dovrebbe sostenere bene il collo senza far “affondare” metà del viso. Cercate di tenere guancia e contorno occhi il più possibile verso il bordo, non schiacciati al centro. Alternare il lato destro e sinistro aiuta a non stressare sempre la stessa metà del viso e lo stesso lato del décolleté.
Il materiale conta: federe lisce, in seta o raso, riducono l’attrito rispetto al cotone ruvido e possono rendere più leggere le pieghe del mattino. I cuscini sagomati o con incavi laterali possono diminuire il contatto diretto del viso, ma la priorità resta il comfort; se non ci dormite bene, il gioco non vale la candela.
La sera, puntate su una routine essenziale ma costante. Detergente delicato, siero idratante con ingredienti come l’acido ialuronico e una crema più ricca nelle zone che tendono a segnarsi, soprattutto contorno occhi e guance. I ricercatori brasiliani ricordano anche l’idratazione “da dentro”: bere a sufficienza durante il giorno e dormire un numero adeguato di ore sostiene le naturali capacità di riparazione della pelle.
Infine, non dimenticate il giorno. I contenuti scientifici e dermocosmetici concordano su un punto: senza protezione solare quotidiana le rughe arriveranno comunque, indipendentemente da come dormite. Un buon filtro ad ampio spettro e un po’ di disciplina con il fumo e l’esposizione al sole valgono più di qualsiasi acrobazia notturna sul cuscino.
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