Avete perso lo scontrino? Ecco come recuperare le spese mediche per il 730
Perdere uno scontrino della farmacia sembra un dettaglio da niente, finché non arriva il momento del 730. Quel pezzetto di carta vale una detrazione fiscale del 19% sulle spese mediche e, sommato a tanti altri, può spostare il rimborso finale. Per il Modello 730/2026 (spese sostenute nel 2025) il sistema, però, è meno rigido di quanto pensiate.
La detrazione per le spese sanitarie, prevista dall’articolo 15 del TUIR, è del 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro all’anno. Quindi ogni scontrino di farmaci, visite o esami ha un suo peso. La domanda vera è: se lo scontrino si perde, la detrazione è automaticamente bruciata? Non sempre, grazie al Sistema Tessera Sanitaria.
Perché lo scontrino conta (ma non è sempre decisivo)
Per i farmaci è sufficiente lo scontrino parlante. Deve riportare natura del prodotto (farmaco o medicinale), quantità, codice identificativo e soprattutto il codice fiscale della persona che sostiene la spesa. È il documento che in teoria l’Agenzia delle Entrate può chiedere in caso di controllo formale.
In pratica, però, ogni volta che in farmacia passate la tessera sanitaria, i dati vengono trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria (STS) e da lì confluiscono nel 730 precompilato. L’Agenzia delle Entrate, come spiegano le sue istruzioni ufficiali, considera questi dati “certificati alla fonte”, perché arrivano direttamente da farmacie, medici e strutture sanitarie.
Scontrino perso e spesa presente nel Sistema Tessera Sanitaria
Scenario più frequente: avete perso lo scontrino, ma la spesa è regolarmente caricata nel portale TS. Qui entrano in gioco SPID, CIE o CNS. Con una di queste credenziali potete accedere al Sistema Tessera Sanitaria e vedere l’elenco completo dei farmaci acquistati e delle prestazioni ricevute, con data, importo e partita Iva.
Se poi accettate il 730/2026 precompilato senza modificare le spese sanitarie, potete dormire sonni tranquilli. Per le spese già presenti, comunicate da soggetti terzi, l’Agenzia delle Entrate in genere non richiede la conservazione degli scontrini originali, perché ha già il dato nei propri archivi.
Le cose cambiano se decidete di modificare o integrare le spese mediche della precompilata. In questo caso l’onere della prova torna su di voi. Se lo scontrino è perso ma la spesa appare nel Sistema TS, la soluzione è il “prospetto di dettaglio delle spese sanitarie” scaricabile dal portale.
La Circolare n. 14/E del 19 giugno 2023 dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che questo prospetto può sostituire i singoli scontrini, a patto che sia accompagnato da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000. In pratica stampate il prospetto, lo allegate a un’autocertificazione in cui dichiarate che i documenti originali sono andati smarriti ma che le spese indicate sono reali e sostenute per finalità sanitarie.
Prospetto TS più autocertificazione diventano così la vostra “cartellina” da mostrare in caso di controllo. Va conservata fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione: per il 730/2026, quindi, fino al 31 dicembre 2031.
Scontrino perso e spesa assente nel Sistema TS
Qui la faccenda si fa delicata. La spesa potrebbe non comparire perché la farmacia ha sbagliato a trasmettere i dati, perché è stato indicato un codice fiscale errato o perché voi avete negato il consenso all’invio delle spese sanitarie.
Primo passo: tornare in farmacia (o dal medico) e chiedere un duplicato. Molte farmacie, inserendo il vostro codice fiscale o la carta fedeltà nel gestionale, riescono a ristampare uno scontrino con la dicitura “copia conforme all’originale” oppure a rilasciare un’attestazione di spesa timbrata e firmata. Questo documento ha lo stesso valore dello scontrino parlante ai fini della detrazione.
Non esiste però un obbligo di farlo gratis e subito, anche se nella pratica la maggior parte degli esercizi collabora, soprattutto con i clienti abituali. Se, nonostante i tentativi, non ottenete né duplicato né attestazione e la spesa non compare nel Sistema TS, inserirla comunque nel 730 è rischioso. In caso di controllo formale l’Agenzia può contestarla e recuperare imposta, interessi e sanzioni. Meglio rinunciare a qualche euro di rimborso che finire in un contenzioso.
Attenzione anche al tema pagamenti. Dal 2020, per quasi tutte le detrazioni al 19% servono mezzi tracciabili. L’Agenzia delle Entrate prevede però un’eccezione per medicinali, dispositivi medici e prestazioni rese da strutture pubbliche o accreditate al Servizio sanitario nazionale: qui il contante è ancora ammesso. Questo non significa che basti l’estratto conto o la memoria del vostro portafoglio: senza documento fiscale (scontrino o fattura) la detrazione non è riconoscibile.
Strategia anti-panico: come organizzarvi per non perdere detrazioni
Per non arrivare a giugno con l’ansia da scontrino fantasma, serve un minimo di routine:
- almeno una volta a trimestre, accedete al Sistema Tessera Sanitaria e controllate che le spese recenti siano presenti;
- quando acquistate farmaci costosi o fate visite private, fotografate subito lo scontrino e salvate l’immagine in una cartella dedicata, ordinata per anno;
- se comprate dispositivi medici, verificate che sullo scontrino compaiano la dicitura di dispositivo e la marcatura CE, perché senza queste informazioni la detrazione può essere messa in discussione;
- se avete scelto di non far trasmettere i vostri dati sanitari al STS, sappiate che gli scontrini cartacei restano l’unica prova: vanno custoditi con la stessa cura con cui tenete i documenti d’identità.
Con questi accorgimenti, perdere fisicamente uno scontrino non significa più, automaticamente, perdere anche la detrazione. Ma richiede di conoscere bene gli strumenti digitali a disposizione e di muoversi per tempo.
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