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Ecco perché é sempre meglio non stampare lo scontrino dopo aver prelevato con il bancomat (il motivo c’entra con le truffe!)

Ecco perché é sempre meglio non stampare lo scontrino dopo aver prelevato con il bancomat (il motivo c'entra con le truffe!)

7 Maggio 2026
bancomat

Milioni di italiani stampano lo scontrino dopo aver prelevato con il bancomat ma quei dati, nelle mani sbagliate, possono trasformarsi in una truffa

Avete appena prelevato, lo sportello vi chiede se volete stampare la ricevuta e la mano va in automatico sul tasto "Sì". Lo scontrino finisce nel portafogli o, peggio, nel cestino accanto al bancomat. Sembra un gesto innocuo, perché lì sopra non c’è il PIN e neppure il numero completo della carta. In realtà, proprio quel pezzetto di carta è diventato uno degli alleati preferiti dei truffatori che si fingono operatori della vostra banca.

La ricevuta di per sé non permette a nessuno di svuotare il conto. Il problema nasce quando entra in un copione di ingegneria sociale già pronto: chiamate, sms, finti avvisi di sicurezza costruiti su misura. Il risultato è che chi sta dall’altra parte del telefono sembra sapere tutto di voi e del vostro ultimo prelievo. E a quel punto convincervi a dare un codice o cliccare su un link è molto più facile.

Cosa c’è davvero scritto sulla ricevuta del bancomat

La ricevuta non mostra il PIN e, nella maggior parte dei casi, neppure il numero completo della carta. Ma contiene diversi dati molto utili a chi vuole sembrare la vostra banca: data e ora esatte del prelievo, importo, sportello utilizzato (spesso con indirizzo o almeno la zona), ultime cifre della carta e talvolta il saldo residuo.

Presi uno per uno, questi elementi non aprono il conto corrente. Messi insieme, però, permettono a un truffatore di raccontare una storia credibile. Gli basta recuperare lo scontrino lasciato vicino all’ATM e abbinarlo a un numero di telefono pescato in un vecchio data breach, da annunci online o da altre banche dati illegali. Secondo gli esperti di sicurezza, oggi le frodi funzionano proprio così: i criminali non cercano un’unica chiave magica, ma sommano tanti piccoli indizi.

Il mito è: "Senza il mio PIN non possono fare nulla". La realtà è che non hanno bisogno di forzare la tecnologia se riescono a farvi abbassare la guardia. E i dettagli stampati sulla ricevuta servono esattamente a questo.

Come funziona la truffa: dallo scontrino dimenticato alla finta telefonata

Lo schema è lineare. Fase uno: voi prelevate, stampate lo scontrino e lo lasciate nel cestino o appoggiato sopra lo sportello. Poco dopo, qualcuno passa a controllare sistematicamente quella zona, raccoglie le ricevute e seleziona quelle più “interessanti”, magari con saldi alti o importi importanti.

Fase due: scatta il contatto. Arriva una telefonata o un messaggio da un presunto "ufficio antifrode". La voce all’altro capo del filo dice, con tono rassicurante: "Stiamo verificando un’anomalia sul prelievo di 250 euro effettuato oggi alle 10.24 allo sportello di via Roma. Conferma che l’operazione è sua?". È qui che i dettagli della ricevuta fanno la differenza: luogo, cifra e orario coincidono al centesimo, quindi l’interlocutore sembra davvero un operatore della vostra banca.

Fase tre: la richiesta decisiva. Dopo avervi conquistato con le informazioni corrette, il finto operatore parla di un blocco urgente, di un tentativo di furto, di un rimborso da sbloccare. Poi vi chiede di comunicare un codice ricevuto via sms, confermare un’operazione sull’app, cliccare su un link o addirittura trasferire i soldi su un "conto sicuro". Nel momento in cui fate una di queste azioni, il danno può essere immediato.

Negli Stati Uniti la Federal Trade Commission e l’FBI segnalano da tempo i falsi sms e le finte chiamate bancarie tra le truffe più diffuse. E diverse banche, come Texas Bank & Trust e HSBC, inseriscono proprio la gestione delle ricevute ATM tra le buone pratiche per ridurre il rischio di furti d’identità e accessi illeciti.

scontrini-bancomat

Perché è meglio non stampare la ricevuta (e come usarla in sicurezza)

La regola più prudente è semplice: se non avete un’esigenza specifica, al bancomat premete "No" quando vi viene chiesto se stampare la ricevuta. Per controllare saldo e movimenti oggi avete app e home banking, molto più sicure di un foglietto lasciato in giro. In più, usate meno carta, che non guasta.

Se invece per lavoro o per abitudine volete lo scontrino, dovete trattarlo come un documento riservato. Non lasciatelo mai allo sportello, non abbandonatelo in auto né nella borsa aperta. Metterlo nel portafogli è già un passo avanti. Quando non vi serve più, non buttatelo intero nel primo cestino: meglio strapparlo in piccoli pezzi o usare un distruggidocumenti, soprattutto se compare anche il saldo.

Un altro gesto importante è chiudere sempre la sessione dell’ATM. Se dopo il prelievo lo schermo vi chiede se volete fare un’altra operazione, premete "Annulla" o "Cancel" prima di allontanarvi. Lasciare la schermata attiva è un regalo in più a chi passa dopo di voi.

*** Presto un sistema di riconoscimento biometrico sostituirà il pin della carta di credito ***

Come riconoscere una finta chiamata della banca

Secondo la maggior parte degli istituti di credito e le linee guida delle autorità di vigilanza, ci sono alcune regole ferree: la banca non vi chiederà mai al telefono PIN, password di accesso, codici usa e getta ricevuti via sms, né vi inviterà a trasferire soldi su un conto indicato come "di sicurezza". Non vi manderà link da cliccare in fretta per evitare il blocco del conto.

Se, dopo un prelievo, arriva una chiamata che cita con precisione importo, orario e sportello, la cosa migliore è mantenere il controllo della situazione. Potete rispondere con una frase del tipo: "Per sicurezza preferiamo richiamare noi il numero ufficiale della banca". Poi chiudete la conversazione, aprite l’app o il sito ufficiale, controllate eventuali notifiche e, solo se necessario, chiamate il numero riportato lì o sul retro della carta.

Anche in Italia la Banca d’Italia segnala che le frodi su carte e conti correnti coinvolgono milioni di clienti e valori complessivi di centinaia di milioni di euro. In questo quadro, eliminare uno dei tasselli che rendono più credibili i truffatori, cioè la ricevuta dimenticata al bancomat, è un gesto piccolo ma molto efficace.

© Riproduzione riservata

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