Paul Smith non ama le trovate spettacolari. Le sue donne, sovente a loro aggio nei panni di lui, hanno il dono della grazia e della semplicità. Un blazer privo di maniche può dilungarsi in un abitino da città, un bomber da collegiale assicurarsi un guizzo di raffinatezza con l'impiego del satin. Le righe sono l'altro ingrediente essenziale, sui pantaloni di taglio ampio ma regolare, sulle gonne a pieghe perfette per un party in giardino con le amiche. Altrimenti via libera alle seducenti vestagliette, alle canotte dall'orlo a frange per una nota di esotico nomadico. La camicia alla maschietta? Dà la stura a una serie di brillanti variazioni. I suoi lembi si agglutinano alla t-shirt leggera, altrimenti si presenta nella forma di uno chemisier in cotone croccante o di una smoking shirt trasparente con plastron in bella vista. Sul finale, la seta. Fluida e carezzevole, fiorita di corolle minute, per una mise che gioca col négligé.

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