Nel disegnare la collezione a Nicola Formichetti sono tornate in mente le uniformi da hostess della madre, il massimo dell'eleganza per la sua fantasia di bimbo. Ecco perciò da Mugler una lunga teoria di donne dell'aria, aviatrici alla Amelia Earhart piuttosto che assistenti di volo- come ci segnala la cuffia da pilota rétro. Spalle bombate per le giacche, ma senza quel parossismo architettonico qui fin troppo abusato; le gonne oscillano dalla tipologia a vita bassissima, residuato degli anni '90 hipster, alla longuette più militaresca che pesca dritto negli anni '40. I pantaloni?  Di taglio sartoriale con piega al mezzo oppure leggings in lucente vinile. È un po' come se la suggestione vintage andasse di pari passo col futuribile, merito anche della silhouette curvilinea tinta di pastello: impazzano il grigio tortora, l'arancio sorbettato, rosa e caramello. Poi, di nuovo, la ricerca dell'effetto speciale sfugge di controllo. Con abiti in satin dallo scollo ondulato, su maglie aderenti chiazzate di fluo, e macchiettistici fazzoletti annodati in testa. Peccato.

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