Mai più cattivi odori al rientro: l'astuzia "invisibile" per trovare la casa fresca e profumata dopo le vacanze

Mai più cattivi odori al rientro: l’astuzia ‘invisibile’ delle donne parigine
Rientro dalle vacanze, porta che si apre e una zaffata di chiuso rovina l'idillio estivo. Tra scarichi asciutti e armadi dimenticati, esiste un gesto parigino che cambia tutto.

Quasi sette famiglie su dieci programmavano una vacanza estiva: tradotto, milioni di case chiuse per giorni, con aria ferma e frigoriferi che hanno visto cose indicibili. E il rientro è sempre lo stesso: aprite la porta, fate un passo, e vi investe quell’odore di chiuso misto cucina-bagno che rovina in un attimo l’effetto post-spiaggia.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’aria indoor può essere più inquinata di quella esterna. Se aggiungete settimane senza ricambio, un po’ di umidità e un sifone asciutto, il cocktail è servito. Le parigine però, che sull’olfatto costruiscono un intero stile di vita, questo trauma non lo accettano proprio. Il loro segreto è un’astuzia “invisibile” che parte dagli armadi ma cambia il mood di tutta la casa.

Perché la casa puzza davvero al rientro dalle vacanze

Le cause sono meno misteriose di quanto vorremmo.

Prima di tutto l’aria stagnante: finestre chiuse, porte serrate, nessun movimento. Gli odori di cucina, prodotti per la pulizia, persone e animali restano sospesi e si “impastano” tra loro, dando quella nota stantia.

Poi c’è l’umidità. Bagni e cucine sono i punti critici: se restano un po’ bagnati, muffe e microrganismi si sviluppano in fretta, soprattutto con il caldo. Il naso li riconosce subito: odore di chiuso, di vecchio, di “cantina”.

Capitolo frigo e pattumiera. Un avanzo dimenticato, un contenitore sporco, un sacchetto dell’umido lasciato nel cestino: bastano pochi giorni per produrre miasmi rancidi. Se ci aggiungete bucato sudato parcheggiato nel cesto, il quadro è completo.

Infine gli scarichi. Quando i sifoni di lavandini, docce e bidet si asciugano, il famoso “tappo d’acqua” che blocca i gas di fogna sparisce. Risultato: la puzza risale in casa e vi accoglie sulla soglia.

L’astuzia “invisibile” per un armadio sempre fresco

Le parigine non riempiono gli armadi di profumatori zuccherini da supermercato. Il loro trucco è molto più discreto e, soprattutto, funzionale.

I classici deodoranti sintetici usano molecole pesanti che si aggrappano alle fibre. All’inizio sembrano intensi, ma col tempo si ossidano e creano proprio quell’odore di stantio che volevate evitare. Gli oli essenziali legnosi, invece, sono composti volatili leggeri, ricchi di sesquiterpeni: si diffondono nell’aria, hanno una leggera azione antibatterica e antitarme e non saturano i tessuti.

La formula è semplice: olio essenziale di legno di cedro della Virginia 100% puro. Ne bastano 3 gocce su un dischetto di ceramica non smaltata (o su un pezzo di pietra pomice) per un rilascio lento che dura fino a 4 settimane. Un flacone costa intorno ai 15 euro e dura anni.

Per un tocco più femminile, aggiungete 1 goccia di lavanda vera (Lavandula angustifolia). Il supporto deve essere sempre poroso: ceramica “biscuit” o pietra, mai cotone, che assorbe e non rilascia. Il dischetto si posiziona in alto nell’armadio, perché le molecole odorose scendono verso il basso.

L’effetto è un armadio che, anche dopo due settimane di assenza, profuma di pulito elegante, non di spray chimico. Ed è completamente invisibile: nessun sacchetto colorato che pende dalla gruccia.

Le antenate di questo trucco? Negli anni Venti Coco Chanel rifiutava la naftalina per il suo appartamento in Rue Cambon. Faceva riempire i bauli di viaggio con radici di iris fiorentino essiccate per tre anni, che regalavano ai tailleur un profumo di pulito poudré, sofisticato e mai invadente.

La checklist prima di partire: 10 minuti che vi salvano il rientro

Partiamo dalla cucina. Svuotate il frigorifero da tutti gli alimenti deperibili e da ciò che è vicino alla scadenza, pulite velocemente i ripiani e lasciate lo sportello socchiuso. Svuotate tutte le pattumiere, lavatele e fatele asciugare.

Bucato: nessun capo sporco deve restare in casa, soprattutto l’abbigliamento sportivo carico di sudore. Una lavatrice in più prima di partire vale un rientro senza shock olfattivi.

Scarichi: versate periodicamente bicarbonato di sodio in lavandini e docce, seguito da aceto bianco. Dopo la reazione, risciacquate con acqua per mantenere i sifoni pieni e i gas di fogna ben lontani. In alternativa, prima di chiudere casa, potete semplicemente far scorrere qualche secondo di acqua calda in tutti gli scarichi.

Se avete climatizzazione, impostare la temperatura intorno ai 20 °C aiuta a rallentare muffe e decomposizione. Nelle stanze più umide potete lasciare un deumidificatore elettronico o gli appositi assorbi-umidità.

Ultimo tocco: preparate gli armadi “alla parigina”. Inserite nei punti alti i vostri dischetti di ceramica con cedro e lavanda, senza chiudere gli armadi ermeticamente. Le ante possono restare appena accostate, così l’aria circola un minimo.

*** 5 cose indispensabili da fare a casa prima di partire per le vacanze ***

Il rituale olfattivo al rientro

Appena rientrate, prima ancora di disfare le valigie, aprite finestre e balconi per creare corrente. Bastano 10-15 minuti di aria incrociata per cambiare atmosfera.

Poi passate in rassegna gli scarichi: versate un po’ d’acqua in lavandini, docce e bidet per riempire i sifoni. Se sentite ancora odore di fogna, ripetete il mix bicarbonato + aceto bianco e risciacquo.

In cucina controllate subito frigo e pattumiera: se qualcosa è andato storto, intervenite con una pulizia rapida e, se serve, una ciotolina di bicarbonato aperta per assorbire gli odori.

Nel guardaroba, aprite le ante e annusate. Se il profumo di cedro è leggero ma presente, l’astuzia ha funzionato. Se volete un boost, aggiungete altre 2-3 gocce di olio essenziale sui dischetti e lasciate gli armadi aperti per qualche minuto.

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Gli errori che vi tengono ancorate agli anni Ottanta

Due nemici dichiarati dell’eleganza olfattiva: i sacchetti di pot-pourri colorato e le palline di canfora. Impregnano lana e seta di un odore chimico che sa di vecchio ed è difficilissimo da eliminare, anche con più lavaggi a secco.

Altro scivolone: spruzzare profumi dolcissimi direttamente sui vestiti prima di chiudere l’armadio per settimane. L’alcool evapora, le note sintetiche restano e ossidano, regalando quell’aroma indefinito di “armadio chiuso da troppo tempo”.

Meglio pochi gesti mirati, invisibili ma intelligenti. Proprio come farebbero le donne parigine.

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L'hamburger di cui tutti parlano è arrivato a Milano! Ecco dove potete mangiarlo (anche se per poco!)

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A Parigi il Dumbo smash burger ha conquistato chef e creativi, a Milano arriva solo per un periodo limitato al Mercato Isola. Quanto durerà l’hamburger più buono di Parigi in città e cosa vi aspetta tra i banchi di piazzale Lagosta?

C’è un hamburger che a Parigi mette d’accordo chef stellati, stylist e creativi in pausa pranzo. Lo servono in un locale minuscolo di Pigalle, premiato come “miglior burger” dalla guida gastronomica francese Le Fooding. Ora quella stessa icona arriva a Milano.

Si chiama Dumbo, è specializzato in smash burger e da fine maggio ha aperto un pop-up estivo al Mercato Isola, “fino a data da destinarsi”. Traduzione: non resterà per sempre. Chi vuole provare l’hamburger più buono di Parigi senza prendere un aereo ha una finestra di tempo limitata.

Cos’è Dumbo e perché il suo smash burger è diventato di culto

Dumbo nasce nel 2019 a Pigalle da un’idea di Samuel Nataf e Charles Ganem, appassionati di street food. Il format è radicale: pochissimi posti, cucina a vista, menu ridotto all’osso. Niente fronzoli, niente topping creativi, solo concentrazione totale sul burger.

La risposta di Parigi è immediata. Le Fooding lo incorona “miglior burger”, davanti al classico indirizzo da guida turistica, e davanti al locale si formano code lunghissime. In pochi anni arrivano tre nuove sedi in città – Petites-Écuries, Marais, Oberkampf – e poi un’apertura a Shoreditch, il quartiere più creativo di Londra.

Al centro c’è lo smash burger, tecnica americana nata tra gli anni Venti e Trenta: una polpetta di manzo viene letteralmente schiacciata sulla piastra rovente per aumentare la superficie a contatto con il calore. Si crea così una crosta sottilissima e caramellata, mentre l’interno resta succoso. Il cheeseburger iconico di Dumbo mette in fila carne dry-aged, formaggio americano fuso, cipolla, cetriolini, ketchup e senape dentro un potato bun morbido e leggermente “briochato”. C’è anche una versione vegetariana progettata per replicare struttura e resa dello smash originale, con polpetta plant-based, lattuga, cipolla, pickles e salsa segreta.

Nel frattempo Dumbo è diventato anche un marchio di stile: locali in acciaio inox, palette minimal, richiami ai diner anni Cinquanta e ai café di quartiere. Collaborazioni con brand come Nike e Jacquemus, presenze al Festival di Cannes, merchandising da collezione. Non più solo una hamburgeria, ma un piccolo fenomeno culturale.

 

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(L'esterno del primo Dumbo a Pigalle, Parigi - Credits: dumboparis.com)

Dumbo smash burger Milano: il pop-up al Mercato Isola

Dopo un primo assaggio milanese con l’evento da Pizza Stella durante le Olimpiadi invernali, Dumbo è tornato in città in modo più strutturato. Il nuovo Dumbo smash burger Milano ha preso casa dentro il Mercato Isola, il mercato coperto di piazzale Lagosta 7 trasformato negli ultimi anni in hub gastronomico contemporaneo e plastic free.

Partito il 29 maggio, con un pop-up estivo a tempo indeterminato, l’esperienza parigina insegna che le file non mancheranno: a Pigalle la coda fuori è ormai parte del rito, e anche a Milano, durante il takeover da Pizza Stella, i burger sono andati via velocemente. Meglio organizzarsi pensando che qualche minuto di attesa sarà quasi certo.

Per la tappa milanese Dumbo rinnova la collaborazione con Saro Pomario e Maurizio Tentella, che hanno già contribuito a portare il brand in città. Il cuore del progetto resta lo stesso, ma con un twist molto italiano: la carne è di razza piemontese firmata La Granda, realtà di eccellenza nella filiera bovina. Un dettaglio che farà felici chi a Milano è abituato ad hamburger di livello alto.

Anche l’estetica è curata nei minimi dettagli. Lo spazio all’interno del Mercato Isola è stato disegnato da Rodaa Studio, che ha reinterpretato le linee pulite e l’acciaio tipici di Dumbo inserendo riferimenti a Milano e al contesto del mercato. L’effetto è quello di un micro angolo di Parigi e New York incastonato tra i banchi di un mercato di quartiere.

Cosa ordinare, quanto aspettare e perché andarci adesso

Il menu del pop-up milanese segue la filosofia di sottrazione che ha reso famoso Dumbo. In carta troverete l’hamburger più buono di Parigi nella sua versione cheeseburger classica, la variante vegetariana, nuggets e patatine fritte. Stop. Nessun burger con dieci ingredienti, nessuna salsa esotica: tutto il lavoro è sulla qualità della carne, sul pane e sulla cottura.

Per chi arriva per la prima volta, il consiglio è semplice: cheeseburger e patatine. Il panino è compatto, pensato per essere mangiato con le mani senza collassare al primo morso. La crosta dello smash burger dà quella nota intensa e quasi croccante, bilanciata dall’acidità dei pickles e dalla dolcezza lieve del bun di patate. Se siete vegetariani, la versione plant-based non è un ripiego: nasce proprio per copiare consistenza e godibilità dello smash di carne.

Sul fronte prezzi, Dumbo a Parigi si posiziona nella fascia medio-alta dello street food, e a Milano la logica sarà simile: non è un panino da fast food low cost, ma un burger curato, allineato agli altri indirizzi “di culto” della città. L’esperienza è però diversa: qui non si va a costruire il panino su misura, si entra nel mondo Dumbo e si accetta la sua ossessione per il dettaglio.

Quanto alle file, meglio puntare su orari strategici: pranzo presto o tardi, oppure la fascia dopo cena se il servizio lo permette. Portatevi l’idea di fare una mini gita gastronomica: un giro tra i banchi del Mercato Isola, un drink al bancone e poi lo smash burger più chiacchierato d’Europa.

Il punto è che questo Dumbo smash burger Milano non è destinato a restare per sempre. Quando il pop-up chiuderà, per ritrovare quell’hamburger bisognerà tornare a prenotare un weekend a Parigi o a Londra. Fino ad allora, l’indirizzo è uno solo: Mercato Isola, piazzale Lagosta 7.

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(Mercato Isola in Piazzale Lagosta)

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A meno di un’ora da Parigi esistono castelli e relais super chic perfetti per un weekend da sogno

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Alla scoperta dell’eleganza della campagna francese a meno di un’ora dalla Ville Lumière

Parigi è sempre una buona idea. La capitale francese resta una delle città più romantiche e desiderate del mondo, ma a volte il vero lusso è rallentare e allontanarsi dal ritmo incessante della capitale. Basta meno di un’ora di viaggio per ritrovarsi tra castelli nascosti, giardini impressionisti, relais immersi nella natura e tavole stellate dove il tempo sembra scorrere più lentamente.

Tra dimore storiche affacciate sui laghi, tenute bucoliche un tempo abitate da dive del cinema francese e piccoli hotel d’autore frequentati da artisti e scrittori, la campagna intorno a Parigi custodisce indirizzi capaci di trasformare un semplice weekend in un’esperienza elegantemente cinematografica.

Perfetti per una fuga romantica, ma anche per un viaggio tra amiche all’insegna del buon vivere francese, del relax e di quella raffinata art de vivre che qui sembra ancora intatta.

**Weekend a Parigi: gli indirizzi migliori per mangiare, passeggiare, comprare**

(Continua sotto la foto)

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Les Étangs de Corot – Ville-d’Avray

A soli 15 minuti dal centro di Parigi e a due passi da Versailles, questo Relais&Chateaux, che si affaccia su laghetti e giardini ispirati al pittore Corot, offre un rifugio d’arte e natura. Le camere, dal fascino bohémien chic, e la spa firmata Les Bains de Corot rendono ogni soggiorno un’esperienza sensoriale unica.

Tips chic:

Cena al tramonto con vista sull’acqua e riflessi da quadro impressionista.

Passeggiate nei giardini e relax nella spa con massaggi, sauna e piscina interna.

Scatti fotografici tra ponticelli e panchine isolate lungo i laghetti.

Picnic elegante in riva al lago con cestino gourmet e champagne.

Cosa vedere nei dintorni

Versailles e i suoi giardini: fontane, statue e viali alberati perfetti per una passeggiata elegante.

Ville-d’Avray: villaggio pittoresco con laghetti e giardini, ideale per camminate romantiche o fotografiche.

Museo di Ville-d’Avray: per scoprire arte e storia locale.

Boschi circostanti: passeggiate a piedi o in bicicletta immersi nella natura.

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Domaine de Primard – Guainville (Normandia)

A un’ora da Parigi, questa tenuta di 40 ettari, un tempo dimora di Catherine Deneuve, è un paradiso romantico sulle rive dell’Eure. Giardini firmati Jacques Wirtz, spa Susanne Kaufmann, animali al pascolo e cucina stellata dello chef Romain Meder completano l’esperienza. 

Tips chic:

Passeggiate all’alba tra roseti, specchi d’acqua e prati: l’aria fresca e la vista degli animali creano momenti magici.

Menu degustazione serale con abbinamenti creativi di piatti e vini.

Momento relax nella spa con vista sul parco.

Passeggiate guidate tra giardini e sentieri per foto lifestyle tra fiori e alberi secolari.

Cosa vedere nei dintorni

Casa e giardini di Claude Monet a Giverny: un must per gli amanti dell’arte e dei fiori.

Castello di Anet: elegante dimora rinascimentale legata a Diane de Poitiers.

Foresta di Rambouillet: escursioni, cavallo e picnic immersi nel verde.

Fiume Eure: passeggiate, pesca o canoa tra scenari bucolici

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Auberge de l’Ill – Illhaeusern 

Più distante ma imperdibile per gli amanti della grande cucina francese: tre stelle Michelin in un ambiente che unisce tradizione e alta gastronomia. La famiglia Haeberlin propone menu memorabili, ideali per chi ama vivere il gusto come esperienza di stile.

Tips chic:

Tavolo con vista fiume e notte nelle camere del relais.

Menu degustazione completo con vini locali selezionati dal sommelier.

Passeggiate al tramonto lungo il fiume Ill: perfetto per foto romantiche.

Portate una guida ai vini locali per scoprire etichette da collezione.

Cosa vedere nei dintorni

Riquewihr: pittoresco villaggio medievale con case a graticcio e vigneti.

Colmar: quartiere della Piccola Venezia e musei, ideale per passeggiate eleganti.

Sessenheim: museo letterario legato a Goethe e alla storia locale.

 

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L’Esquisse – Barbizon, ai margini della foresta di Fontainebleau

A soli 25 minuti di treno da Gare de Lyon, questo indirizzo sfoggia il suo DNA: “L’esquisse, hôtel culturel”. In questo pittoresco borgo, un tempo villaggio di boscaioli, a metà Ottocento nacque la Scuola di Barbizon, che ispirò la pittura pre-impressionista. Ognuna delle nove camere è dedicata a un artista europeo dell’epoca, con dettagli che raccontano storie di creatività e natura. Fa parte di Teritoria

Tips chic:

Gustate piatti a base di prodotti locali e di stagione nella caffetteria.

Sorseggiate un tè davanti al camino nelle giornate invernali o rilassatevi nel giardino durante la bella stagione.

Partecipate a workshop, conferenze o incontri con artisti in residenza per vivere l’anima culturale dell’hotel.

Scoprite le mostre permanenti e temporanee dedicate alla Scuola di Barbizon.

Cosa vedere nei dintorni

Foresta di Fontainebleau: passeggiate tra sentieri segreti, scogliere di arenaria e panorami spettacolari.

Castello di Fontainebleau: una delle residenze reali più sontuose di Francia, con giardini e interni ricchi di storia.

Villaggio di Barbizon: gallerie d’arte, atelier di pittori e piccole boutique perfette per shopping creativo.

Escursioni a cavallo o in bici tra i boschi che ispirarono gli artisti dell’Ottocento.

Tips pratici per un weekend chic fuori Parigi

Per vivere davvero l’atmosfera di questi luoghi, il momento migliore per partire è la primavera, quando giardini e roseti sono in piena fioritura, oppure l’inizio dell’autunno, con la luce dorata che rende ancora più suggestivi boschi, castelli e villaggi di campagna.

L’ideale è puntare su un guardaroba semplice ma raffinato: trench leggero, scarpe comode e un foulard di seta sono perfetti per alternare passeggiate nei giardini, pranzi stellati e pomeriggi tra atelier e gallerie d’arte. Vale la pena prenotare con anticipo relais e ristoranti gourmet, soprattutto nei weekend più richiesti, perché molti indirizzi hanno poche camere e tavoli molto ambiti.

E poi c’è tutto il resto: una macchina fotografica (o semplicemente uno smartphone con una buona fotocamera) per catturare laghetti, serre e scorci romantici; un taccuino da viaggio per annotare indirizzi e ispirazioni; magari un cappello da sole da indossare durante i picnic in riva all’acqua o le passeggiate tra i vigneti normanni. Perché qui, più che altrove, il viaggio è fatto soprattutto di dettagli.

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Shalimar di Guerlain: un secolo di storia olfattiva, piccoli segreti preziosi nel cuore di Parigi e una mostra speciale

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Shalimar di Guerlain: cent'anni di suggestioni evocative e trasformazioni. Oggi il ritorno in una nuova veste olfattiva per celebrare un'amatissima fragranza storica
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Cento anni di Shalimar: profumo indossato dalle gentildonne nobili e dalle divine di Hollywood (si parla anche di principesse) nato nel 1925 e che ha accompagnato come un accessorio prezioso abiti da sogno e occasioni speciali.

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Per raccontare questa fragranza storica siamo state negli archivi di Guerlain dove vengono conservati flaconi antichi e custoditi i preziosi segreti che testimoniano la longeva esistenza di questo jus così speciale e amato.

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Le guide eccezionali in questo viaggio nella memoria sono state per noi, e ora anche per voi mentre leggete, le parole di Delphine Jelk, Guerlain Fragrance Creative Director & Perfumer. Il suo racconto di Shalimar si snoda nel tempo, sino ad arrivare all'ultima versione appena creata, Shalimar l'Essence.

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Il cuore della fragranza

"Conosco Shalimar da molti anni. Alcune persone intorno a me la indossano da quando sono piccola. È parte della mia vita olfattiva. Volevo fare un passo in più partendo proprio dal jus creato da Jacques Guerlain nel 1925, che rende questa fragranza così speciale."

La struttura dell’ambra

"Ho voluto mantenere il cuore della fragranza: l’ambra. È un'ambra speciale, miscelata a patchouli, vanillina, opoponax e altre note balsamiche. Jacques Guerlain ha inoltre usato etilvanillina, una molecola creata nel XIX secolo, usata per la prima volta proprio in Shalimar."

Il ruolo della vaniglia

"Quando mi sono accostata alla formula originale, ho notato che la quantità di etilvanillina era minima, ma per l’epoca, enorme. Oggi è possibile andare oltre. La vaniglia è proprio la regina della fragranza. Mi piace sovrapporla per esaltarne le qualità. Allo stesso tempo, ciò che rende Shalimar vintage e contemporaneo in dosi differenti, è il bergamotto."

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Alcuni degli ingredienti della guerlinade ovvero la firma olfattiva che caratterizza molte delle fragranze Guerlain, creata nel 1921 da un accordo di sei ingredienti: vaniglia, bergamotto, fava tonka, iris, rosa e gelsomino. 

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Un particolare della lavorazione finissima di un flacone a edizione limitata a cura delle Dames de Table, artigiane esperte deputate alla lavorazione manuale.

Il momento della decisione

"Un naso senior mi disse: una creazione è finita quando non vuoi aggiungere né togliere nulla. Essere un naso per una Maison per me è come essere stilista. Vengo dalla moda, ho studiato design e interpreto la creazione di profumi come la moda. Mi ci dedico per anni, visito e studio gli archivi, ho responsabilità verso l'heritage del brand, il suo presente e il suo futuro" continua Delphine.

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L'evoluzione del nome

"Questa nuova versione si chiama Shalimar l’Essence. Della formula originale sono stati modificati i pesi e la distribuzione degli ingredienti per renderla attuale ma il bouquet originale che lo caratterizza è il medesimo."

Per celebrare il centenario del profumo Shalimar, Guerlain, partner ufficiale di Art Basel Paris, ha realizzato la mostra En Plein Coeur che esplora il rapporto con l’amore in tutte le sue sfaccettature declinate in chiave moderna, classica e contemporanea con le opere di artisti e artiste che hanno dato il loro personale contributo. Fino al 16 novembre potete visitarla allo storico indirizzo di Avenue des Champs-Élysées al 68.

Artwork: Simona Rottondi

Foto: Guerlain Press Office / Daniela Losini

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Tra addii e debutti, il meglio delle sfilate Haute Couture Autunno-Inverno 2025/26 di Parigi 

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A Parigi Demna Gvasalia fa sfilare Kim Kardashian per chiudere il suo capito da Balenciaga e Glenn Martens svela il nuovo Margiela

Le sfilate Haute Couture di Parigi dedicate alle collezioni Autunno-Inverno 2025/26 si sono concluse. Tra addii e debutti sono diverse le cose di cui abbiamo preso nota in questa non più settimana (ma quattro giorni) dedicata all’alta moda che ha visto, come grande assente Dior, reduce dall'uscita di Maria Grazia Chiuri e dall'arrivo del nuovo direttore creativo Jonathan Anderson.

Nessuno spazio per nostalgie o sensazioni di vuoto però, perché le Maison che sono salite in passerella l'hanno fatto a dir poco in grande stile. L'apertura di calendario con Schiaparelli ha subito piazzato l'asticella in alto, non senza qualche effetto speciale.

Ad affascinare lo spettatore ci hanno pensato anche Glenn Martens, che con la sua sfilata di debutto nel ruolo di direttore creativo di Maison Margiela ha dato grande ragione a chi l'ha scelto come successore di John Galliano. Le sue maschere, in bilico tra prezioso e inquietante, ben si sposano con l'immaginario dark a cui hanno dato forma altri due grandi nomi dell'alta moda, Robert Wun e Viktor&Rolf.

Tra cuori pulsanti, insetti mastodontici e impronte insanguinate, non senza celebrities che hanno sfilato a sorpresa, scoprite di seguito cosa ci ha colpito di più di queste sfilate Haute Couture a Parigi.

Schiaparelli stupisce ancora

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Courtesy of Schiaparelli.

Proporzioni scultoree e qualche effetto speciale sulla passerella che ha aperto ufficialmente la Couture parigina. Daniel Roseberry porta avanti il suo racconto affascinante, denso di citazioni e di richiami al passato della Maison e della sua fondatrice. Omaggia il periodo in cui, agli inizi degli anni Quaranta del secolo scorso, Elsa Schiaparelli lasciò Parigi dirigendosi a New York.

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Courtesy of Schiaparelli.

Un momento storico che incarna sia l'apice della sua arte che lo stagliarsi, all'orizzonte, del secondo conflitto Mondiale. In questo scenario spariscono Roseberry fa spariscono le celebri linee corsettate preferendo un racconto fatto di drammaticità. Un elemento che conosce la sua massima espressione in un abito che ha subito fatto parlare: un vestito che presenta un cuore, di pietre preziose, che pulsa.

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Courtesy of Schiaparelli.

Armani Privé e le sfumature del nero

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Courtesy of Giorgio Armani.

Di nero non ce n'è uno solo: è un'intera gamma di sfumature e di variazioni quella che Giorgio Armani ha portato in passerella con la collezione Armani Privé. Da sempre attratto dal colore della notte, Armani sceglie di raccontarlo in modo seducente, creando ancora una volta un dialogo tra maschile e femminile, tra blazer abbinati a camicie bianche e abiti fluidi, sinuosi, che puntano su affascinanti effetti di luce.

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Courtesy of Giorgio Armani.

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Courtesy of Giorgio Armani.

Il racconto pastorale di Chanel

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Courtesy of Chanel.

In questa ultima prova firmata dallo Studio Creativo, in attesa del debutto di Matthieu Blazy alla direzione creativa, Chanel porta in passerella un racconto bucolico invernale. Lo sguardo, e la memoria, corrono verso le brughiere scozzesi tanto care a Coco Chanel. Di queste rivivono il tema della spiga, finemente ricamata in all-over o come bordura, e il tweed, in una sequenza di raffinate sfumature avorio ed écru.

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Courtesy of Chanel.

Demna chiude il capitolo Balenciaga portando Kim Kardashian in passerella

Ormai direttore creativo di Gucci, in procinto di debuttare alla Milano Fashion Week il prossimo settembre, Demna Gvasalia saluta Balenciaga con un ultima passerella. Un po' già vista, poco spettacolare, ma 100% affine al suo creatore. Anche nell'introdurre in passerella, a sorpresa, le sue muse : Isabelle Huppert e lei, proprio lei, Kim Kardashian, che ha ancheggiato come una Marilyn decadente indossando un paio di orecchini appartenuti a Elizabeth Taylor (e oggi parte della sua collezione privata).

Il glamour dei grandi maestri

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Georges Hobeika Haute Couture Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

La couture è un campo da gioco condiviso da tanti, ma alcuni nomi rimangono degli assi capaci di dare forma ad autentici sogni. Disegnano il corpo femminile in modo fiabesco, lo illuminano e impreziosiscono attraverso trame uniche nel loro genere. Dal tulle ai cristalli, all'uso sofisticato dell'animalier proposto in questa stagione da Elie Saab, gli elementi per meravigliarsi non mancano.

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Elie Saab Haute Couture Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

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Zuhair Murad Haute Couture Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Nell'oscurità con Robert Wun

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Robert Wun Haute Couture Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Maschere di bellezza che, questa bellezza che devono generare, sembrano perderla incutendo timore. Strane creature, impronte di mani insanguinate che si stagliano sul bianco candido dell'abito da sposa, per tradizione quello finale: Robert Wun porta in passerella una collezione a tratti disturbante e forse, proprio per questo motivo, unica nel suo genere.

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Robert Wun Haute Couture Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Tra bello e bizzarro, tra dramma e horror, un show ricco di simbolismi contemporanei.

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Robert Wun Haute Couture Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Gli animali fantastici di Viktor&Rolf

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Viktor & Rolf Haute Couture Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Ragni e bruchi, grandi bozzoli dai quali si vorrebbe vedere uscire, colorata e vivace, una splendida farfalla. Sulla passerella di Viktor&Rolf, si assiste a un racconto a tratti oscuro fatto di materiali squisitamente romantici contrapposti a forme e volumi ingombranti e scenografici.

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Viktor & Rolf Haute Couture Autunno-Inverno 2025/26.
Credits: Getty Images

Il debutto di Glenn Martens da Margiela

C'è vita dopo John Galliano: il nuovo corso di Maison Margiela, che vede nel ruolo di direttore creativo Glenn Martens, parte decisamente bene. L'apprezzamento per la sua prima prova couture o meglio, Maison Margiela Artisanal 2025 Collection, è stato fortemente condiviso. L'omaggio al fondatore del marchio, Martin, si desume già nella scelta della location della sfilata, un centro culturale situato nella periferia di Parigi dove sfilò l'ultima collezione concepita da Martin Margiela nell'ormai lontano 2009. Un omaggio che continua attraverso le atmosfere dark e le maschere a tratti inquietanti.

Chi abbiamo visto in prima fila

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Cardi B da Schiaparelli.
Credits: Getty Images

Parte integrante degli show sono, volente o nolente, gli ospiti che vi prendono parte. In prima fila a Parigi abbiamo visto molti nomi affezionati e qualche new entry. Non sono mancate la neo-signora Bezos, Lauren Sánchez, in front row da Balenciaga con le amiche Katy Perry e Vittoria Ceretti, la cantante Lorde e lui: il nuovo direttore creativo Pierpaolo Piccioli accorso per assistere al congedo del suo predecessore.

Dua Lipa da Schiaparelli.
Credits: Getty Images

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Da sinistra: Katy Perry - Lauren Sanchez Bezos - Naomi Watts con la figlia Kai.
Credits: Getty Images

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Sofia Coppola con le figlie Romy e Cosima da Chanel
Credits: Getty Images

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Gracie Abrams e Lorde da Chanel.
Credits: Getty Images

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Keira Knightley, Virginie Ledoyen e Marion Cotillard da Chanel.
Credits: Getty Images

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Paris Haute Couture Week: 10 look di street style che non vediamo l’ora di copiare

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In cerca di ispirazione per le prossime mise estive? Lasciatevi ispirare da questi 10 look di street style avvistati per le strade di Parigi.

A Parigi in questi giorni è in corso la Haute Couture Week che con il suo ricco calendario di sfilate ha portato in città addetti ai lavori, celeb e trend setter pronte a scoprire le collezioni d’Alta moda delle Maison più prestigiose.

Se da un lato tutti i riflettori sono inevitabilmente puntati sulle passerelle, è per le strade della Ville Lumiére che va in scena un altro attesissimo show, quello dello street style.

E come sempre sono tantissimi i look che hanno catturato la nostra attenzione e che siamo pronte a sfoggiare anche noi quest’estate.

Eh sì, perché in mezzo a molti outfit decisamente stravaganti e sopra le righe, in questa edizione della Haute Couture parigina non sono mancate neanche mise decisamente più sobrie e raffinate che sono anche facili da ricreare nel quotidiano.

I look più interessanti da copiare ASAP? Ecco alcuni dei nostri preferiti.

10 look di street style dalla Paris Haute Couture Week

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Charlotte Casiraghi non si smentisce mai e fuori dalla sfilata di Chanel ci mostra come indossare in maniera semplicemente perfetta un co-ord adatto anche agli appuntamenti più glamour. Il suo completo giacca-minigonna in tweed, indossato con canotta ricamata, ballerine Mary Jane e micro bag a mano, ci ha già rubato il cuore.

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Un altro co-ord che ci ha fatto innamorare a prima vista? Questo bianco, composto da giacca a maniche corte e minigonna, abbinato a sandali essenziali con i listini sottili e borsa a mano nera.

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Se il trend del giallo burro non vi ha ancora stancato, ecco un’idea per abbinarlo al meglio quest’estate. Tutto ciò che vi serve è un abito midi con lo scollo quadrato in questo colore, un paio di sandali nude con i fiocchetti e una it-bag dai toni neutri.

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Anche un paio di jeans a zampa, combinati con i capi e gli accessori giusti, possono diventare degli ottimi alleati di stile. Alle sfilate della Haute Couture parigina li abbiamo visti indossare con gilet dai motivi multicolor e borsa con la tracolla a catena e il mix ci ha conquistato.

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In questa stagione preferite di più gli abiti? Scegliete un maxi dress lungo declinato in uno dei colori must della stagione: il marrone. Indossato con pumps a punta dello stesso colore, borsa in pelle e rafia e micro belt bag che segna il punto vita anche il più anonimo degli abiti marroni risulta super chic.

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Se i minidress sono la vostra passione, potete sceglierne uno rosa monospalla con la gonna a palloncino e indossarlo con sandali neri con i listini sottili, borsa in rafia e maxi fiocco sui capelli che aggiunge un tocco romantico al tutto.

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Ma anche un abito corto a righe bianche e blu, portato con sandali minimal in pelle nera e pochette bianca, può essere una valida soluzione per le calde giornate estive.

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Anche la combo camicia + gonna è stata molto gettonata e scelta da diverse trend setter per partecipare a eventi, presentazioni e sfilate. Per un look versatile e adatto a ogni occasione, potete puntare sul mix camicia bianca e gonna midi total white, da completare con slingback nere dal gusto retrò e con una borsa a spalla a pois.

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In alternativa, ecco un altro look di street style (ancora più trendy) finito nel nostro radar: camicia azzurra con tasche frontali, minigonna blu, pumps animalier e cestino in paglia.

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Per un outfit ancora più easy, invece, partite da una camicia a righe cropped. Anche solo indossata con pantaloni neri a vita alta e borsa dai colori vitaminici assicura una mise promossa a pieni voti.

Foto: GettyImage

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Bal d'Été: tutte le celeb presenti al gala organizzato da Sofia Coppola a Parigi

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Il galà "diretto" da Sofia Coppola ha aperto ufficialmente la Settimana della Haute Couture parigina in un tripudio di celeb e look da red carpet!

"Volevo mantenere il tema del ballo estivo e inserire al suo interno un giardino e l'ho affrontato nello stesso modo in cui avrei affrontato una scena di festa in un film". così Sofia Coppola ha definito il "suo" Bal d’Été, evento organizzato con la sua direzione creativa e che si è tenuto ieri sera a Musée des Arts Décoratifs di Parigi .

La missione? Raccogliere fondi per l’attesissima mostra sui 100 anni di Art Deco che verrà inaugurata il prossimo 22 Ottobre. E l'occasione non poteva che raccogliere molti volti e nomi noti dello spettacolo e della moda, accorsi per l'occasione in una Parigi che si prepara alla settimana della Haute Couture, che si terrà dal 7 al 10 luglio.

L'ispirazione per il Bal, come ha rivelato la stessa regista, arriva da uno scatto che ritrae la contessa Jacqueline de Ribes, un'aristocratica, designer, icona della moda, imprenditrice, produttrice e filantropa francese, accanto a un'esuberante composizione floreale, immortalata in una fotografia di Horst negli anni 80. Una mise en place nei toni del rosa, un menù ideato da Bertrand Grébaut, chef del ristorante "Septime" e un’esibizione del soprano sudafricano Pretty Yende hanno accolto ospiti e celeb

Tra di loro Kirsten Dunst, Keira Knightley, Penelope Cruz e Camille Rowe, tutte in look firmati Chanel, mentre Diane Kruger ha indossato un etereo abito in chiffon bianco Alberta Ferretti. Total white anche per Bianca Brandolini mentre Chiara Mastroianni ha optato per un elegante tailleur nero. Più colorata invece Ginevra Elkann in un abito con mantello firmati Maison Valentino by Alessandro Michele.

I look delle celeb al Bal d'Été di Parigi:

Sofia coppola

Sofia Coppola in CHANEL


KEIRA KNIGHTLEY

Keira Knightley in CHANEL e James Righton


KIRSTEN DUNST

Kirsten Dunst in CHANEL e Jesse Plemmons


Penelope Cruz

Penelope Cruz in CHANEL


Diane Kruger

Diane Kruger in ALBERTA FERRETTI


Camille Rowe

Camille Rowe in CHANEL


Chiara Mastroianni

Chiara Mastroianni


Ginevra Elkann

Ginevra Elkann in MAISON VALENTINO


Marisa Berenson

Marisa Berenson


Lauren Santo Domingo

Lauren Santo Domingo in ROCHAS


Photo credits: Getty Images

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Happy birthday AMV! American Vintage festeggia i suoi primi 20 anni 

American vintage
Il brand francese celebra vent'anni di successo con una serie di party worldwide e una capsule collection molto speciale

I vent’anni sono un traguardo importante, un momento che ti fa sentire grande davvero. Lo sa bene American Vintage, che per brindare a questi primi due decenni di successo ha dato vita a un vero e proprio brithday tour in sei destinazioni internazionali. Da Parigi, prima tappa che ha visto riunirsi dj set, performance di danza, corner dedicati alla personalizzazione delle t-shirt e divertenti photoboot, la voglia di fare gruppo e di stare insieme condividendo creatività e ispirazioni che da sempre caratterizza il brand volerà a Londra, Amsterdam, Los Angeles e Shanghai, per concludere poi le celebrazioni a Marsiglia, città natale del brand, con una favolosa esperienza immersiva.

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Michaël Azoulay, al centro, founder e CEO di American Vintage.
Credits: @Louislieb + @saywho

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L'influencer Ambra Cotti, ospite al party per i 20 anni di American Vintage a Parigi.
Credits: @Louislieb + @saywho

Fondata nel 2005 da Michaël Azoulay, la storia di American Vintage ha inizio con una collezione femminile che punta ad esaltare la semplicità di un capo iconico del guardaroba: la t-shirt bianca. Nel 2008 il brand amplia la sua visione con una linea maschile, introducendo nel 2020 anche la linea kids, e diventando una realtà internazionale che conta oggi 138 boutique e oltre 1500 rivenditori in tutto il mondo. 

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Gian Maria Sainato, modello e influencer ospite del party organizzato da American Vintage a Parigi.
Credits: @Louislieb + @saywho


Una storia importante, immortalata in un video-documentario, guidato dallo sguardo del regista tedesco Nicolaï Fischer, che ripercorre luoghi e momenti che hanno segnato la crescita del marchio attraverso il viaggio del suo founder e CEO, che attraversa Marsiglia, Signes, Parigi, Los Angeles, Anversa, Londra e Bruxelles. Un viaggio che arriva anche nel cuore della produzione, dentro le 11 fabbriche partner – dislocate in Portogallo, Tunisia, Marocco e Bulgaria - in un esclusivo dietro le quinte della realizzazione dei capi diventati simbolo di uno stile contemporaneo e versatile.

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Un'immagine della campagna dedicata alla capsule collection 20 years.

Per l'occasione il team creativo ha lavorato alla realizzazione di una speciale capsule collection che punta su un'estetica massimalista, fatta di loghi e patch applicati su pezzi iconici declinati in una palette cromatica che spazia dall'écru al grigio, ai toni più avvolgenti del burro e del rosa pastello fino a note intense e profonde di bordeaux, marrone, blu notte e kaki.

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Due pezzi della capsule collezione per i 20 anni di American Vintage.

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Due scatti della campagna dedicata alla capsule collection 20 years.

Una serie di pezzi da collezionare, che mixano silhouette e materiali, incluso il denim simbolo di AMV, e che sono acquistabili online su americanvintage-store.com e nei numerosi store del marchio.

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Weekend a Parigi: gli indirizzi migliori per mangiare, passeggiare, comprare

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Le dritte per un fine settimana da sogno a Parigi: dove fare shopping, dove mangiare, dove passeggiare e dove dormire

Parigi, la città della luce e del divertimento, promette emozioni vibranti in ogni angolo.

Dai caffè bohémien alle notti di balli lungo la Senna, nella capitale francese ogni istante offre un'avventura unica.

Vi spifferiamo tutti gli indirizzi utili da segnarsi in vista di un weekend a Parigi: dove trovare i croissant più buoni, dove passeggiare, dove comprare e dove andare al museo (gratis).

Prendete appunti!

Gli indirizzi utili per un weekend a Parigi

(Continua sotto la foto)

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Dove mangiare i migliori croissant di Parigi

Insieme alla baguette, è il prodotto più rappresentativo dell’arte fornaia francese. Il croissant (non chiamatelo brioche) incarna l’arte di vivere parigina, con la sua leggerezza dorata e il sapore burroso. Simbolo di raffinatezza e piacere, è una delizia da gustare con un caffè fumante mentre si osserva la vita che scorre lungo le strade di Parigi, in un connubio perfetto tra tradizione e modernità.

Queste le migliori boulangerie:

Chez Meunier in 185 rue de Crimée, 75

Panetteria moderna, in16 rue des Fossés Saint-Jacques,

Boulangerie M.Jacques, in 132 rue Saint-Maur, 75

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Coccole e benessere 

A Parigi i buoni indirizzi non mancano, tanto meno in termini di bellezza. Dalla spa dove farsi coccolare a un salone di manicure olistico 

La Wellness Galerie des Galeries Lafayette Haussmann, destinazione del benessere dove riconciliare corpo e mente: questo è il mantra della Wellness Galerie. 3000 mq interamente dedicati al wellness, immerso nella cornice delle Galeries Lafayette

manicure

Griffe, lo studio manicure minimalista, immerso in un cortile interno di Place Madeleine, si prende cura delle vostre unghie. Il suo è un approccio olistico alla manicure, con l’utilizzo di prodotti sani e tecniche non abrasive per la cura di mani e piedi.

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Le più belle mostre gratuite da vedere a Parigi

In città anche l'arte e la cultura sono accessibili gratuitamente. Da vedere:

La mostra fotografica di Richard Avedon alla Gagosian Gallery

In occasione del ventesimo anniversario della morte dell'iconico fotografo Richard Avedon, la Galleria Gagosian di Parigi gli rende un bellissimo omaggio. Gratuitamente, gli amanti dell'arte e della cultura possono visitare la galleria per scoprire una sessantina delle sue foto emblematiche, come il suo famoso ritratto di Brigitte Bardot.

La Tour Paris 13: la galleria di street art parigina

Vera e propria galleria a cielo aperto che svela agli amanti della street art affreschi colorati e costantemente rinnovati. Qui artisti urbani di ogni provenienza vestono i nudi muri di cemento, dando loro un'anima e colori.

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Per i nottambuli

In primavera, le rive della Senna ospitano un festival techno XXL.

Il 26 e 27 aprile, il Quai de la Rapée diventerà il cuore pulsante della scena musicale elettronica grazie all'Entente Nocturne. Con cinque palchi e oltre sessanta artisti, l'evento trasformerà la zona in una gigantesca pista da ballo, con tre chiatte e le banchine circostanti pronte ad accogliere gli appassionati.

Un'esperienza sensoriale unica, arricchita da due crociere e un after-party memorabile, che spingerà i limiti del festival con 36 ore di suono continuo. Preparatevi per un fine settimana indimenticabile all'insegna della musica elettronica.

Boom Boom Villette

Le migliori food court di Parigi da scoprire

Negli ultimi anni, in tutta la capitale francese le food court si sono affermate come luoghi conviviali, per buongustai, che riuniscono diverse marche di ristoranti e bar.

Boom Boom Villette

Questo mercato alimentare di 4.000 m², nel cuore del Parc de la Villette, offre diverse cucine del mondo. Dallo street food asiatico alla gustosa cucina indiana o africana, ce n'è per tutti i gusti

La Communale, la food court trendy di Saint-Ouen

Questa nuovissima area ristorazione inaugurata da poco, è stata costruita in un'ex fabbrica Alstom. Ci sono una trentina di marchi di street food, un mercato alimentare molto fornito, deliziosi food truck e qualche negozio biologico

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Dove dormire a Parigi

Una vera chicca nel quartiere di Faubourg-Montmartre, nel nono arrondissement di Parigi, è l'hotel La Fantaisie, parte del gruppo alberghiero Leitmotiv.

Caratterizzato da un giardino interno, l'hotel abbraccia una filosofia sostenibile in tutti gli aspetti, inclusa l'offerta gastronomica curata da Dominique Crenn nel ristorante Golden Poppy.

Le 63 camere e 10 suite sono immerse in un mondo naturale con colori evocativi e dettagli floreali.

La spa di La Fantaisie offre trattamenti olistici ispirati alla natura, in un ambiente dal design naturalistico.

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Bulgari Hotel Paris

Se volete regalarvi il sogno di un hotel perfetto, romanticissimo, lussuosissimo, questo è perfetto. Situato nel cuore del lusso e della moda, a due passi dagli Champs Elysées, il Bulgari Hotel Paris è un concentrato del migliore made in Italy.

Incanta con spazi comuni progettati da Antonio Citterio e Patricia Viel. Un'armoniosa fusione di marmi, sete, tessuti e opere d'arte accoglie gli ospiti, mentre mobili di design e pezzi esclusivi, realizzati da maestri artigiani italiani, impreziosiscono l'ambiente.

La cucina, curata da Niko Romito, delizia il palato con piatti presentati su pregiati servizi di Richard Ginori e bicchieri di vetro di Murano.

Insomma, in tutti gli ambienti di questo straordinario hotel si respira la classe italiana, diventato subito un mito fra gli appassionati del buon vivere.

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A Parigi gran galà per Les Italiens, libro del giornalista Dario Maltese

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Cena di gala all’Ambasciata d’Italia a Parigi per il libro del giornalista e conduttore del TG5 Dario Maltese in cui 13 “italiani di Francia” si raccontano senza filtri come mai fatto prima 

Da Monica Bellucci a Francesca Bellettini, da Carla Bruni a Giambattista Valli: in Les Italiens, il giornalista, conduttore tv e scrittore Dario Maltese sfata una volta per tutte il mito della rivalità tra Italia e Francia ripercorrendo le storie di successo di imprenditori, stilisti, personaggi della cultura e dello spettacolo che vivono oltralpe.

A Parigi gran galà per Les Italiens, libro del giornalista Dario Maltese

(Continua sotto la foto)

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Trecento pagine con curiosità, retroscena e testimonianze di 13 italiani che hanno reso grande il nostro paese in Francia: si intitola Les Italiens il primo libro di Dario Maltese, edito da Rizzoli e uscito a fine settembre in tutte le librerie.

Per l’occasione nel Teatro siciliano dell'Ambasciata d'Italia a Parigi si è tenuta una cena di gala alla presenza dell’ambasciatrice Emanuela D'Alessandro con ospiti illustri come il ministro dei Trasporti Clément Beaune, il ministro della Giustizia Eric Dupond-Moretti, il presidente e amministratore delegato del gruppo Kering François Henri-Pinault, il senatore Christian Cambon, consiglieri del presidente della Repubblica Emmanuel Macron ed esponenti di spicco del mondo dei media, dell'arte e della cultura.

“Il filo rosso di queste storie è il grande talento dei 13 protagonisti del libro. Ognuno di loro nel proprio campo, rappresenta un'eccellenza di cui, come italiani, dobbiamo essere orgogliosi. Le loro storie dimostrano che con lavoro, impegno, passione e disciplina si possono raggiungere posizioni di grande autorevolezza e prestigio", ha spiegato l’autore durante la serata.

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Dopo un breve dialogo tra Maltese e la corrispondente della RAI da Parigi Giovanna Botteri, l’evento è proseguito con le testimonianze dei protagonisti presenti: da Pietro Beccari (amministratore delegato di Louis Vuitton) a Francesca Bellettini (presidente e amministratore delegato di Yves Saint-Laurent e deputy CEO di Kering), da Vittoria Colizza (direttrice di ricerca dell’Istituto superiore di Ricerca e Salute Pubblica di Parigi) ad Angelo Musa (executive Pastry Chef dell'Hotel Plaza Athénée di Parigi).

E ancora, Giambattista Valli, designer e stilista di moda, e Claudia Ferrazzi, ex consigliera per la cultura e la comunicazione del presidente Macron.

Durante l’evento l’ambasciatrice D'Alessandro ha reso "omaggio alle vite di eccellenti italiane e italiani che, nei più diversi ambiti, hanno raggiunto posizioni apicali e di successo in Francia", senza dimenticare il ruolo dei tanti francesi che "riconoscono il valore e credono in modo convinto nelle capacità e nelle professionalità creative, intellettuali e industriali di noi italiani".

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Non è mancato anche il riferimento alla tragica situazione in Medio Oriente nelle parole dell’ambasciatrice che ha ricordato il fermo sostegno dell'Italia ad Israele e la inequivocabile condanna degli spaventosi atti criminali di Hamas, che hanno causato un terribile numero di vittime innocenti, inclusi bambini, donne ed anziani.

Prossimo appuntamento importante per il “libro che sfata tanti e facili luoghi comuni, nel segno di un'amicizia oggi ancora più strutturata grazie al Trattato del Quirinale, che a novembre festeggerà i due anni dalla sua firma”, così descritto dall’ambasciatrice D'Alessandro, il 17 ottobre all’Ambasciata di Francia a Roma.

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