Il suo segno di riconoscimento sono gli abiti di maglia fatti a mano e Mark Fast è fiero di continuare questa connotazione anche per la prossima stagione. Deserto, esotismo, un mix di dettagli etnici che ricordano l'Africa, per una collezione dove si respira il calore dell'estate. Apre la sfilata il color sabbia con mini e maxi abiti che ne emulano anche quasi la texture, tra reti a maglie larghe e lunghe frange che ricoprono le gonne fino ai piedi. Si passa poi al giallo, quasi neon, all'arancio e al nero per la sera. Al collo e ai polsi monili di ispirazione esplicitamente tribale. Nelle parole dello stesso designer le sue muse sono state infatti “la danza, l'arte e il batakari, una camicia indossata dai guerrieri delle tribù africane”. (Erica Baldi)