Tanto smilzi e pallidi, con taglio a scodella d'ordinanza, quanto sorprendentemente scattanti e voltivi. I modelli in passerella evocano nella fisionomia la tensione ossimorica della nuova collezione di Lanvin. Lucas Ossendrijver e Alber Elbaz non sono mai stati così sensualmente glam-rock, giocando d'astuzia tutte le carte della sartorialità tradizionale ed insieme quelle dell'avvenirismo ultra-tecnico. Il binomio volumetrico è presto detto: monumentali pantaloni con le pinces e a vita altissima, più giacche e camicie che scivolano sulle spalle con una significativa bombatura. Molto dell'effetto si deve all'accoppiata grafica del bianco e nero, senza tacere l'accorta scelta dei materiali. Pelle plumbea e nylon crespo, canotte retiformi e pannellature in pitone. Più un feticcio, che meglio di altri esplica l'insolita alchimia tra classico e avanguardia: la cravatta in lucida plastica. Sul finale, progressivi accenni di colore, in un crescendo che va dall'azzurro pastello al rosa evidenziatore all'abbagliante metallizzato delle ultime uscite. (Gabriele Verratti)