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Dentro Roma: il viaggio di RISE tra hotel, arte e esperienze private

Dentro Roma: il viaggio di RISE tra hotel, arte e esperienze private

foto di Sara Reverberi Sara Reverberi — 26 Maggio 2026

C’è una nuova parola nel vocabolario del lusso romano: esperienza. RISE Roma è stato uno di quei momenti capaci di raccontare la trasformazione della capitale prima ancora che diventasse evidente a tutti. Un appuntamento dedicato al turismo di alta gamma che ha riunito hotel iconici, indirizzi segreti, arte, moda e nuove visioni dell’ospitalità romana.

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Negli ultimi anni la città ha vissuto una crescita straordinaria nel turismo internazionale e nell’hôtellerie di alta gamma. Il 2025 ha segnato numeri record con oltre 52 milioni di presenze, consacrando Roma tra le mete luxury più desiderate al mondo. E non è soltanto una questione di nuovi hotel: è cambiato il modo stesso di vivere la città. Roma oggi si attraversa come un racconto, tra arte, moda, archeologia e ospitalità.  

È qui che RISE ha visto lontano. Non semplicemente un evento dedicato al travel luxury, ma una chiave d’accesso a una Roma più privata, colta e inaspettata.

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Ci sono esperienze che restano impresse come scene di un film. Come attraversare le sale dei Musei Capitolini, dove Roma sembra raccontarsi da sola. Le statue antiche osservano il presente con naturalezza, mentre dalle terrazze si apre una delle viste più belle sulla città.

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Oppure entrare nel The St. Regis Rome, simbolo della grande hôtellerie europea. Fu il primo hotel di Roma ad avere un ascensore interno e ancora oggi conserva quel senso di meraviglia sofisticata. Tra le sue suite hanno soggiornato Elizabeth Taylor, Richard Burton e Maria Callas: figure che sembrano appartenere alla stessa mitologia elegante dell’hotel.

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Poi c’è Hotel de la Ville, dove il confine tra hotel e galleria d’arte quasi scompare. Gli interni sembrano pensati come una collezione privata: opere contemporanee, colori romani reinterpretati con leggerezza, terrazze sospese sopra i tetti della città. Un luogo che riesce a essere internazionale senza perdere intimità, da non perdere Café Ginori, porcellane iconiche, dettagli colorati, atmosfere da salotto europeo. Ci si ferma per un caffè, ma si resta molto più a lungo.

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Tra le esperienze più sorprendenti c’è FOROF, il progetto visionario di Giovanna Caruso Fendi. Qui arte contemporanea e archeologia convivono sopra i resti della Basilica Ulpia in una dimensione quasi irreale. Qui le mostre si attraversano lentamente, nel silenzio sotterraneo della Roma imperiale. Oggi lo spazio ospita INFRASUPRA, mostra site-specific dell’artista Alicja Kwade: un percorso immersivo tra installazioni, sculture e ambienti ipogei che riflette sul tempo, sulla memoria e sulla percezione.

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E poi la città diventa improvvisamente personale.

L’appartamento di Karl Lagerfeld sopra la boutique  Fendi in Largo Goldoni sembra appartenere a una geografia segreta della moda romana. Un rifugio creativo dove il rigore estetico di Lagerfeld incontrava la teatralità barocca della città eterna. E appena sotto, ecco l'atelier Fendi, dove ancora oggi prendono vita le creazioni della maison: mani artigiane e precisione assoluta, un vero privilegio potere assistere a questo spettacolo creativo.

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Lo stesso accade entrando nella storica boutique Bvlgari di Via Condotti. È qui che Elizabeth Taylor entrava durante le riprese di Cleopatra, spesso inseguita dai paparazzi della Dolce Vita romana. Richard Burton scherzava dicendo che l’unica parola italiana che conosceva fosse Bulgari.  Nelle sale della boutique Liz Taylor trascorreva pomeriggi interi con Gianni Bulgari, trasformando quel luogo in uno dei simboli assoluti dell’eleganza romana degli anni Sessanta.  

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Altro luogo iconico dall’ eleganza storica: l’ Hotel d’Inghilterra che resta unico proprio per questo. Non cerca di sembrare contemporaneo a tutti i costi. Ha il fascino aristocratico delle vecchie residenze romane, con stanze che sembrano custodire ancora le conversazioni di tempi passati. Qui hanno soggiornato Hemingway, Audrey Hepburn e Gregory Peck, lasciando nell’hotel una memoria quasi letteraria. E la sera sembra quasi obbligatorio fermarsi per un drink al Bond Bar. Luci soffuse, boiserie eleganti, atmosfera discreta: uno di quei luoghi dove Roma ritrova il fascino internazionale del Grand Tour. 

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Infine, impossibile non pensare al gigantesco Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel, sospeso sulla collina di Monte Mario come una residenza cinematografica sopra Roma. Qui il lusso incontra letteralmente l’arte museale: oltre mille opere disseminate tra corridoi, suite e saloni, da Tiepolo fino ad Andy Warhol. Alcune suite custodiscono perfino le celebri “Dollar Signs” di Warhol, trasformando il soggiorno in una vera esperienza da collezionista.  

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E poi c’è la Roma nuova, cosmopolita, luminosa.

The Rome EDITION rappresenta perfettamente questa trasformazione. Minimalismo internazionale, energia contemporanea, terrazze vive fino a notte inoltrata. Una città che dialoga con New York e Londra senza perdere la propria identità. E allora si scende al Punch Room, il bar nascosto dell’hotel: luci basse, legni scuri e una dimensione quasi segreta, tra punch reinterpretati e cocktail classici rivisitati.

Forse è proprio questo il successo di RISE: aver intuito prima degli altri che il lusso romano non è fatto soltanto di indirizzi esclusivi o nuove aperture. È la sensazione rarissima di accedere, anche solo per qualche ora, a una Roma nascosta, a luoghi che non si mostrano mai del tutto e a storie che vivono dietro le meravigliose facciate. 

© Riproduzione riservata

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