Palm Springs International Film Festival 2018: i look del red carpet

plam-springs-2018-DESKTOPplam-springs-2018-MOBILE

Il 2 gennaio ha aperto i battenti il Palm Springs International Film Festival e con lui parte anche la stagione dei red carpet. 


Il 2 gennaio a Palm Springs si è aperta ufficialmente la stagione dei red carpet: proprio nella città del sud della California si è tenuto il galà per l'inaugurazione dell'edizione 2018 dell'International Film Festival che proseguirà fino al 14 gennaio. 

E come preludio per il periodo ricco di tappeti rossi che ci attende da qui agli Oscar non è stato niente male! Alla serata d'apertura abbiamo visto sfilate la statuaria Gal Gadot in un abito giallo sole con scollatura con dettaglio cut out (molto difficile su chiunque altro) di Esteban Cortazar

"Coloratissime" anche Salma Hayek e la giovane Saoirse Ronan, entrambe in Gucci, come la cantante Mary J Blige, che ha optato per un modello a sirena in pizzo azzurro di Elie Saab. 

Pizzo ma nero e dal gusto gotico per la splendida Jessica Chastain, seguita a ruota nel suo black dress code da Jessica Parè ed Elizabeth Chambers

Scoprite gli abiti del red carpet del Palm Springs International Film Festival 2018


  • IN ARRIVO

Fjona Cakalli: «Vi racconto il futuro che ho visto al CES»

Fjona-cakalli-foto-2026Fjona-cakalli-2026
Tra robot empatici, armadi smart, coltelli super efficienti e anelli per prendere appunti, ecco il futuro del tech visto al CES 2026

Benvenuti nell’era della Physical AI: al CES 2026 di Las Vegas è stato chiaro: la tecnologia non si limita più a connetterci ma, grazie all’Intelligenza Artificiale, impara e si adatta in tempo reale per offrirci esperienze profondamente personalizzate, trasformando il modo in cui viviamo e lavoriamo.

Insomma, siamo entrati nell’era della Physical AI, come ha spiegato al CES Jensen Huang, il CEO di NVIDIA.

In sintesi: l’Intelligenza Artificiale non solo “ragiona” sulle parole ma percepisce, analizza e “comprende” il mondo reale grazie ai sensori e permettendo a qualsiasi tipo di robottino (o di elettrodomestico) sia di eseguire degli ordini, sia di comprendere il mondo che ci circonda, di pianificare le proprie azioni nello spazio e di svolgerle in autonomia.

Si apre così una nuova era di oggetti di uso quotidiano che diventano davvero intelligenti (sulla loro utilità e efficienza sarà il tempo a dirci se avevamo ragione).

Un esempio? LEGO ha lanciato i suoi smart brick, mattoncini 2×4 che, pur mantenendo la compatibilità con i classici LEGO, integrano tecnologia digitale avanzata come microchip, sensori di movimento, altoparlanti e luci LED per rendere le costruzioni interattive e “vive”.

Il celebre piccolo mattoncino ora capisce il tipo di costruzione in cui è inserito, interagisce con gli altri mattoncini, aggiunge effetti sonori e luminosi (ad esempio la costruzione di un aereo riproduce il suono di un ‘vero’ aereo), il tutto grazie alla piattaforma LEGO Smart Play. Il gioco diventa esperienza immersiva, e anche un po’ magica.

Ecco alcune delle ultime novità tech scoperte al CES 2026

(Continua sotto la foto)

sweekar

L'Intelligenza Artificiale diventa "indossabile" (e ha una memoria perfetta)

Il trend dell’anno è che l’AI ricorda tutto al posto nostro. Al CES è stato presentato Omi, un chip open source da indossare come una collana intelligente: ascolta la tua giornata, crea riassunti, promemoria e "action items" (come ricordarti di portare fuori il cane) senza che tu debba fare nulla.

Pebble ha lanciato un anello intelligente pensato per registrare e organizzare idee e ricordi vocali, risolvendo il problema di dover prendere il telefono ogni volta che ci viene in mente qualcosa.

Robot empatici (e un po' permalosi)

Dimenticate i vecchi assistenti vocali passivi. A Las Vegas abbiamo visto Niko, un animale domestico robotico capace di provare emozioni complesse: riconosce i volti dei proprietari, ignora gli sconosciuti e può persino mostrare gelosia se accarezzi un altro pet.

Per chi preferisce i classici, c'è Sweekar (in foto qui sopra), una reinvenzione del Tamagotchi per il 2026 che cresce da uovo ad adulto basandosi sull'interazione fisica e sul contesto reale.

Salute e benessere per umani e animali: è l’era del “Better Living”

Dalla medicina di precisione alla smart home che evolve in un hub di monitoraggio clinico e diagnostico, fino alle tecnologie per l'accessibilità e la salute mentale, il benessere diventa predittivo e decentralizzato.

E anche i nostri amici a quattro zampe entrano nell’era smart. AI Tails è una sorta di "Apple Watch per gatti" integrato direttamente nella ciotola: monitora cibo e acqua e, tramite analisi facciale, rileva segnali di stress o dolore.

Per gli esseri umani, Withings ha presentato la bilancia Body Scan 2, che traccia oltre 60 biomarcatori, inclusi dati metabolici, mentre per chi soffre di allergie alimentari c'è Allergen Alert, un dispositivo portatile che analizza campioni di cibo al ristorante per rilevare tracce di glutine, noci o altri allergeni.

mui-board

Design e "Calm Tech"

Il CES 2026 segna una forte spinta verso la tecnologia che non sembra tecnologia.

La Mui Board (in foto qui sopra), ad esempio, è un controller per la smart home realizzato in vero legno con LED invisibili sottostanti, che monitora anche il sonno tramite onde millimetriche per non costringerti a indossare orologi a letto.

Sulla stessa linea, Lutron ha presentato tende smart in legno che seguono autonomamente il movimento del sole.

Molta attenzione anche alla privacy: il Wearphone è una maschera che copre la bocca per permetterti di parlare al telefono o con l'AI in pubblico senza che nessuno senta la tua voce, grazie all'isolamento vocale (qui il video).

I "mai più senza" per la smarthome

Il coltello ultrasonico

Si chiama C200 di Seattle Ultrasonics: sembra un normale coltello da chef, ma vibra 30.000 volte al secondo permettendo di tagliare qualsiasi alimento con il 50% di forza in meno. Immagina di tagliare una patata come se fosse burro. (video)

I quadri e-link

Sembrano dei quadri ma in realtà sono dei pannelli e-link che non hanno bisogno di cavi o di retroilluminazione e sono impostabili facilmente tramite app. Vuoi dare sfogo alla tua creatività? Nessun problema: fornisci un prompt e SwitchBot crea la tua opera d’arte.

L'armadio smart che stira e rinfresca gli abiti

Il nuovo Bespoke AI AirDresser di Samsung elimina velocemente pieghe, igienizza e profuma i capi.  Riduce il 99,9% di virus e batteri e oltre il 99% dei cattivi odori. L’alleato perfetto per chi odia il ferro da stiro. 

Il tamagotchi delle piante

Si chiama Senso il sensore smart che rende la cura delle piante un’esperienza divertente e interattiva: si anima in base alla salute della pianta, monitora umidità, luce e temperatura e, grazie all’AI, fornisce consigli e piccole “missioni” da completare. Anche chi ha il “pollice nero” avrà quindi una chance.

 

 

 

Reporter, content creator, divulgatrice e conduttrice TV, Fjona Cakalli nasce in Albania nel 1987 da due primi ballerini dell’Opera di Tirana. Appassionata di videogame  fin dall’infanzia, fonda Games Princess nel 2011, il primo sito italiano dedicato ai videogiochi e gestito esclusivamente da ragazze. Nel 2013 dà vita a Techprincess.it e nel 2014 apre Driving Fjona, canale Youtube dedicato a un’altra sua grande passione: l’automotive. 

Moderatrice di numerosi talk in presenza e in streaming, ha condotto il programma Rai “Touch - Impronta Digitale”, un format con cui Fjona ha accompagnato gli spettatori in giro per il mondo attraverso i distretti dell’innovazione. Autrice della newsletter SuggeriPODCAST, Fjona da gennaio 2026 è autrice e voce del podcast Storytech prodotto da OnePodcast in cui racconta storie di tecnologia con il suo stile divulgativo chiaro e approfondito.

  • IN ARRIVO

Look natalizi: 6 outfit visti su Instagram da indossare durante le feste

00_DESKTOP_Inspo_IG_look_natale02_MOBILE_Inspo_IG_look_natale
Cosa indossare per la festa tra colleghi? E per il cenone con i parenti? Niente panico: abbiamo selezionato 6 look da copiare per affrontare ogni occasione delle feste con stile e senza stress.

Il periodo delle feste natalizie è sempre un vero tour de force: cene con le amiche, scambio di regali, occasioni mondane… e la domanda resta sempre la stessa: “cosa mi metto?”

Non esiste momento migliore di questo per entrare nello spirito festivo e sperimentare outfit “a tema”, che rendono il Natale speciale non solo per la magia che porta con sé, ma anche per i look che lo accompagnano e che ci divertiamo a creare. 

Ogni occasione, poi, richiede la sua mise: quelle più informali, come lo shopping natalizio o gli aperitivi con cioccolate calde fumanti al bar, chiamano accenni di rosso, maglioni soffici e dettagli casual. Per le occasioni più formali, invece, è via libera a tessuti preziosi, decorazioni di perline e paillettes, e un tocco di scintillio che fa subito festa.

Ma come sappiamo quando indossare…cosa? Niente paura!

Esiste infatti un look perfetto per ogni momento delle feste, come una sorta di regola non scritta che alterna camice e pantaloni a lunghi abiti eleganti; l’unico passo che vi serve per scoprirla è dare un’occhiata a niente di meno che Instagram, tra outfit da copiare e ricreare, tendenze del momento e abbinamenti pronti a ispirarvi.

Ecco perché noi di Grazia.it, come regalo anticipato di Natale, abbiamo già selezionato per voi 6 delle occasioni più comuni delle feste e i rispettivi outfit da coordinare, per aiutarvi a scegliere il look perfetto per ogni appuntamento. Pronte?

Look di Natale secondo Instagram: per l’aperitivo con i colleghi dell'ufficio

Al posto del classico tailleur pantalone, perché non scegliere un’opzione più contemporanea, come un blazer abbinato a una gonna a matita? L’aperitivo con i colleghi pre vacanze è l’occasione perfetta per elevare il vostro office look e renderlo più festivo, magari optando per un raffinato rosso natalizio. In questo modo sarete perfettamente in tema, ma sempre eleganti e in linea con il contesto professionale.

Look di Natale secondo Instagram: per lo shopping natalizio last minute

Avete pochi minuti per prepararvi prima di uscire a fare i regali in compagnia? Niente paura: per creare un outfit Christmas friendly che sia casual e comodo per una lunga giornata di shopping non serve molto. Puntate su un paio di pantaloni confortevoli, un mocassino - la scarpa bassa è sempre la scelta migliore quando si deve camminare tanto - e un cappotto semplice. La vera nota natalizia del look sarà data dal maglione - rigorosamente rosso - reso ancora più suggestivo da una sciarpa in tartan nelle stesse tonalità.

Look di Natale per il pranzo pre-natalizio con le amiche

Per un pranzo con le amiche serve un look all’altezza delle foto che scatterete per ricordare il momento! L’ideale è puntare su un outfit semplice e raffinato (come una gonna a ruota, una camicia e un paio di ballerine) e giocare poi su un capo statement che renda immediatamente chiaro il mood festivo. Un esempio perfetto? Un cappotto rosso con motivo tartan, che richiama subito l’atmosfera del Natale classico anni ’80 e il gioco è fatto.

Look di Natale per il brindisi e il panettone con i vicini di casa

Dal pigiama da casa al pigiama outwear per un brindisi a pochi metri dalla porta di casa. Per il tradizionale augurio con i vicini, la scelta ideale - per fare bella figura restando super comode - è proprio il pigiama pensato per essere indossato anche fuori. Meglio ancora se in tessuti come satin o raso, che regalano un effetto chic immediato, e magari impreziosito da perline o paillettes per entrare pienamente nello spirito delle feste.

Look di Natale per il “Christmas & Chic” party

Quale capo evoca il Natale meglio di un lungo abito rosso?Probabilmente nessuno. Soprattutto se si tratta di un vestito dal taglio classico e intramontabile, ideale da tirare fuori anno dopo anno, lasciandogli il tempo di creare - e acquisire - la sua storia, dal fascino principesco e lievemente fiabesco perfettamente in linea con le feste.
A questo proposito, un modello senza spalline, con gonna ampia a ruota, ci sembra l’opzione ideale per lasciare tutti a bocca aperta.

Look di Natale per il cenone da gran soirée (e magari per far rosicare la ex del vostro fidanzato)

Per una cena come si deve, l’arma segreta non è un singolo capo, ma il gioco perfetto tra gli elementi dell’outfit: ognuno strepitoso da solo, ma insieme capaci di sussurrare un deciso “wow”. 

Immaginate un lingerie dress impreziosito da delicate piume applicate e dal tessuto lucente e ipnotico e sopra, un cappotto animalier con il collo in pelliccia che completi il tutto. Un mix che dice “sono pronta a festeggiare e a farmi notare!”, divertente e audace, senza rinunciare a un tocco di glamour da vera star della serata.

  • IN ARRIVO

Dentro Sharra Pagano: Alessia Pellarini riscrive il linguaggio del gioiello

00_DESKTOP_sharra_pagano02_MOBILE_sharra_pagano
La nuova direttrice creativa riapre gli archivi storici del brand milanese e firma Collezione A, una visione genderless, no-age e profondamente contemporanea del fashion jewelry

Dopo oltre cinquant’anni di storia, Sharra Pagano inaugura un nuovo capitolo sotto la direzione creativa di Alessia Pellarini. Designer con un percorso che attraversa alcune delle più importanti maison del lusso come Prada, Chloé, Fendi e Louis Vuitton. Pellarini porta con sé uno sguardo stratificato, che nasce dalla moda ma oggi trova nel gioiello un nuovo spazio di libertà.

ok 60_GLP1692_highres@giulianalopresti2025

Credits: Courtesy of Press Office

Per lei infatti, il passaggio dal prêt-à-porter al fashion jewelry non è una rottura, ma una continuità: «Ho sempre lavorato su proporzioni, equilibrio, armonia. Qui lo faccio in scala ridotta, ma con la stessa intensità».

Il risultato? La Collezione A: si tratta di una linea che rilegge l’archivio del marchio senza nostalgia, trasformandolo in un vocabolario contemporaneo fatto di catene, maglie tubolari, richiami a cinturini d’orologio e geometrie essenziali. Gioielli pensati per essere indossati ogni giorno, senza età, senza genere, senza etichette.

ok Sharra 1

Credits: sharrapagano.it

Fondata a Milano da Lino Raggio e diventata negli anni un punto di riferimento per lo stile di una generazione di creativi – da Giorgio Armani a Moschino, Sharra Pagano torna oggi a essere un laboratorio di idee. Un marchio che non imita, ma interpreta: “fantasia applicata ai materiali”, come diceva il suo fondatore.

Abbiamo fatto una chiacchierata con Alessia Pellarini per farci raccontare questo nuovo inizio.

Se dovesse descrivere Sharra Pagano oggi con due parole, quali userebbe?

ok 251126_SHARRAP_FILM_SHOT_04_08

Credits: Courtesy of Press Office

«Direi Milano e libertà. Milano perché Sharra Pagano, per me, è un ritratto fedele della città in diverse epoche: dagli anni ’70 agli ’80, fino a oggi. In quel periodo Milano era una capitale creativa con una forte identità, ma anche sorprendentemente aperta, inclusiva, internazionale. Sharra Pagano incarna proprio quello spirito. Libertà perché, guardando i gioielli, non ho mai percepito confini netti: non di genere, non di età, non di stile. Sono oggetti che si trasformano a seconda di chi li indossa. Non “appartengono” a qualcuno: prendono la personalità di chi li sceglie».

Quando ha aperto per la prima volta l’archivio del brand, cosa l’ha colpita di più?

«C’è stato un vero e proprio shock positivo. Mi aspettavo un archivio ordinato, quasi museale, e invece mi sono trovata davanti a una sorta di anarchia creativa. C’erano centinaia, anzi migliaia di pezzi: gioielli monumentali accanto a forme minimal, sperimentazioni fortissime vicino a linee pulite. Era come entrare in una famiglia imperfetta, piena di caratteri diversi. Quella libertà, quell’energia, mi ha emozionata perché non era “costruita”: era istintiva, vera. È stato lì che ho capito che non dovevo copiare il passato, ma assorbirne lo spirito».

ok SHarra 2

Credits: sharrapagano.it

Il nome Sharra Pagano nasce come un suono “sospeso”, senza genere. Quanto questa libertà le somiglia e quanto ha influenzato la sua visione creativa?

«Tantissimo. Non mi sono mai sentita a mio agio dentro strutture troppo rigide. Nel mio lavoro di moda ho sempre cercato di spingere oltre i limiti, anche quando c’erano regole precise su fit, silhouette, categorie. Con il gioiello questa libertà è ancora più forte: non penso mai a “per chi” è un pezzo, ma a che energia ha. Quando ho scoperto la storia del nome, ho avuto la sensazione di unire i puntini. Come se inconsciamente fossi già in sintonia con quella visione sospesa, aperta, fluida».

Se Collezione A fosse una persona, che carattere avrebbe?

«Sarebbe una persona magnetica. Non ha paura di essere notata, ma non è mai sfacciata. È bold, ma con una naturalezza sofisticata. È qualcuno che ama esprimersi, che gioca con la propria immagine, ma senza ostentazione. C’è sempre un equilibrio tra forza e misura, tra presenza e leggerezza».

Qual è, secondo lei, il gesto più bello che una persona può fare con un gioiello?

ok 61_GLP1530_highres@giulianalopresti2025

Credits: Courtesy of Press Office

«Dimenticarselo addosso. Quando un gioiello smette di “decorare” e diventa parte della persona. Non deve dominare chi lo indossa, ma fondersi con lui. È in quel momento che l’oggetto diventa davvero vivo».

Il brand è storicamente legato a Milano. Che rapporto ha con questa città?

«Milano per me è casa, anche se la vivo poco perché viaggio molto. Ha un rigore che adoro, ma allo stesso tempo una libertà fortissima. È una città che ti spinge a essere concreta e creativa insieme. Questo equilibrio tra struttura e slancio è qualcosa che ritrovo spesso anche nel mio lavoro».

Le nuove generazioni hanno un rapporto diverso con il gioiello. Cosa ha notato?

ok Sharra 4

Credits: sharrapagano.it

«Credo oggi ci sia una ricerca di significato molto più profonda. In un momento storico in cui l’abbigliamento tende al minimalismo, il gioiello diventa il punto focale, lo “statement” che racconta chi sei. Vedo una generazione che usa il gioiello come linguaggio identitario, quasi filosofico, non solo come ornamento e mi piace davvero tantissimo».

C’è un gioiello a cui lega un ricordo personale?

«Sì, in generale sono molto legata ai gioielli regalati: amici, amori, affetti. Ho una collezione di ciondoli e amuleti che porto sempre con me. Ne ho tantissimi. Non li cambio spesso: diventano parte di me, come una seconda pelle perchè per me ogni pezzo racchiude una storia».

ok Sharra 54

Credits: sharrapagano.it

Cosa sogna per questo brand? Un desiderio, non una strategia

«Vorrei davvero che Sharra Pagano restasse irregolare, imperfetto e soprattutto vivo. Che continuasse a crescere senza diventare rigido, senza perdere quell’anarchia creativa che ho trovato negli archivi. Sogno collaborazioni, pezzi unici, nuove strade. Ma soprattutto sogno un brand che non smetta mai di sperimentare».

  • IN ARRIVO

Giorgio Armani: 5 highlight della sfilata FW26

COVER_Giorgio_Armani
 La nipote di Re Giorgio debutta alla guida creativa di Giorgio Armani e presenta “Nuovi Orizzonti”, la nuova collezione FW26.

Cala il sipario sulla Milano Fashion Week e come, da tradizione, è stato lo show di Giorgio Armani a chiudere questa lunga settimana ricca di eventi, presentazioni e sfilate.

Dopo l’esordio con lo show di Emporio Armani, Silvana Armani ha svelato oggi in passerella “Nuovi Orizzonti”, la nuova collezione FW26, la prima da lei realizzata dopo la scomparsa dello zio. Una collezione che riprende i codici iconici del brand ma con uno sguardo verso il futuro.

Ma ripercorriamo insieme i 5 punti salienti della sfilata.

01. La location

01_Giorgio_Armani

Lo show è andato in scena come di consueto in un luogo molto caro a Giorgio Armani, il Teatro/Armani di via Borgonuovo, il quartier generale della Maison. Proprio lì, in quello stesso palazzo in cui viveva lo stilista e che recentemente ha ospitato anche la nuova campagna del brand con Vittoria Ceretti.

02. La palette

02_Giorgio_Armani

La palette della collezione è elegante e sofisticata. Pennellate delicate di bianco, grigio, verde salvia e carta da zucchero si alternano a tocchi di blu cobalto e di bordeaux, nuance che ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo nero.

03. La collezione FW26 di Giorgio Armani

03_Giorgio_Armani

Fluidità e leggerezza sono le parole chiave della nuova collezione FW26 di Giorgio Armani. Il layering scandisce lo stile della prossima stagione: giacche, camice e maglie si sovrappongono con facilità, strati fluidi e leggeri si tolgono e si aggiungono a seconda delle occasioni. Cappotti e blouson, così come i pantaloni, hanno silhouette ampie e morbide. Il velluto è protagonista su camicie, abiti e sulle mini bag da polso. Gli abiti da sera presentano drappeggi o ricami e lavorazioni preziose che rievocano le vette delle montagne.

04. Il brano di Mina che ha chiuso lo show

04_Giorgio_Armani

A chiudere lo show, a sorpresa, “A costo di morire”, un brano inedito scritto da Fausto Leali e cantato da Mina. Una canzone che era nata per celebrare per i 50 anni di carriera di Giorgio Armani e che invece si è trasformata in un omaggio allo stilista scomparso lo scorso settembre.

05. Il front row

05_Giorgio_Armani

Ad assistere alla sfilata, tantissimi special guest come le attrici Pilar Fogliati, Andy McDowell, Margherita Buy, Vittoria Puccini insieme a molti altri amici del brand.

Foto: GettyImage