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Lifestyle

Colesterolo alto: come riconoscerlo e come abbassarlo senza farmaci

Colesterolo alto: come riconoscerlo e come abbassarlo senza farmaci

foto di Grazia.it Grazia.it — 22 Agosto 2026
colesterolo-alto
Un adulto su 4 in Italia ha il colesterolo alto e spesso non lo sa, perché i sintomi sono difficili da capire. Segnali su pelle e occhi, esami mirati e abitudini quotidiane possono abbassare il rischio per cuore e arterie.

In Italia oltre un adulto su quattro ha il colesterolo alto, secondo l’Istituto Superiore di Sanità. Nella maggior parte dei casi non ha alcun sintomo e viene scoperto per caso, durante un banale esame del sangue.

Il Ministero della Salute ricorda che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel nostro Paese, responsabili di circa un terzo dei decessi. La buona notizia: fino all’80% degli eventi come infarto e ictus è prevenibile agendo sui fattori di rischio modificabili, a partire dal colesterolo.

Perché il colesterolo alto è un disturbo quasi sempre silenzioso

Il colesterolo non è un veleno, è un grasso indispensabile per le membrane delle cellule, alcuni ormoni e la vitamina D. Il problema nasce quando la quota di LDL, il cosiddetto colesterolo “cattivo”, resta alta per anni.

Le particelle di LDL in eccesso si depositano nelle pareti delle arterie, favorendo l’aterosclerosi. Questo processo non fa male, non dà febbre né bruciore, ma restringe lentamente i vasi che portano sangue a cuore e cervello.

Spesso i primi sintomi compaiono tardi, sotto forma di angina, infarto o ictus. Ecco perché i cardiologi lo definiscono un killer silenzioso e perché gli esami di controllo sono fondamentali anche se vi sentite in perfetta forma.

I segnali su pelle e occhi da non ignorare

Anche se il colesterolo alto di solito non dà segnali evidenti, in alcuni casi il corpo “parla” attraverso la pelle e gli occhi.

Lo xantelasma è una piccola placca giallo paglierino, morbida, che compare soprattutto sulle palpebre, vicino all’angolo interno dell’occhio. Non fa male e non peggiora la vista, ma può indicare un eccesso di grassi nel sangue: va mostrato al medico, che spesso prescrive un profilo lipidico completo.

Gli xantomi tendinei sono noduli più duri, localizzati su tendine d’Achille, nocche, gomiti o ginocchia. Sono legati all’accumulo di colesterolo nei tessuti e si osservano soprattutto in caso di ipercolesterolemia familiare o trigliceridi molto alti.

C’è poi l’arco corneale (o arco senile): un alone bianco-grigiastro o azzurrino che circonda la parte colorata dell’occhio. Nell’anziano è quasi sempre un segno di invecchiamento normale. Se compare prima dei 45-50 anni, però, può essere un campanello d’allarme di ipercolesterolemia familiare.

Attenzione: la maggioranza delle persone con colesterolo alto non presenta nessuno di questi segni. La loro assenza non esclude il problema, la loro presenza impone solo di fare un esame del sangue.

Esami del sangue: quando farli e come leggerli

Il test chiave è il profilo lipidico, che misura colesterolo totale, LDL, HDL e trigliceridi. In genere un valore di colesterolo totale inferiore a 200 mg/dl è considerato desiderabile, ma il medico valuta sempre il quadro globale di rischio.

L’ISS suggerisce di iniziare a controllare i grassi nel sangue intorno ai 40 anni, prima se fumate, avete pressione alta, diabete, sovrappeso, familiarità per infarto o ictus precoci, o se si sospetta un’ipercolesterolemia familiare.

Se i valori sono normali e non ci sono altri fattori di rischio, il controllo può essere ripetuto ogni pochi anni. In caso contrario, la frequenza va personalizzata. L’interpretazione fai-da-te del referto è da evitare: i numeri vanno sempre discussi con il medico.

dieta-mediterranea

Come abbassare il colesterolo senza farmaci: le mosse più efficaci

Secondo gli esperti di prevenzione cardiovascolare, il primo trattamento del colesterolo alto è lo stile di vita, non la pillola. Le mosse che funzionano davvero:

1) Alimentazione di tipo mediterraneo
Verdura a ogni pasto, frutta fresca, legumi più volte alla settimana, cereali integrali, olio extravergine d’oliva come grasso principale, pesce (meglio azzurro) almeno due volte a settimana. Carni rosse, insaccati, formaggi molto grassi e dolci industriali dovrebbero diventare eccezioni, non la regola.

2) Meno grassi saturi
Ridurre burro, panna, salumi, fritture frequenti, prodotti da forno confezionati ricchi di oli tropicali e grassi idrogenati. Non serve azzerarli, ma spostarli sullo sfondo rispetto a olio extravergine, frutta secca, semi.

3) Più fibre solubili
Avena, orzo, legumi, mele, agrumi e molte verdure contengono fibre che legano i grassi nell’intestino e ne riducono l’assorbimento. Le linee guida italiane parlano di almeno 25-30 grammi di fibre al giorno.

4) Movimento regolare
Almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata, per esempio 30 minuti di camminata veloce cinque giorni su sette. Aiuta ad aumentare l’HDL, abbassare trigliceridi, controllare il peso e la glicemia.

5) Peso, fumo, alcol
Perdere anche solo il 5-10% del peso corporeo migliora spesso il profilo lipidico. Smettere di fumare è imprescindibile per proteggere arterie e cuore. L’alcol va limitato a piccole quantità, se non ci sono controindicazioni.

*** Cosa succede al colesterolo se mangiate 3 noci al giorno? La risposta che arriva dalla dieta mediterranea ***

Integratori e farmaci: dove finisce il “naturale” e dove iniziano le terapie necessarie

Fitosteroli, fibre in compresse o in polvere e integratori a base di omega-3 possono dare un piccolo aiuto, soprattutto se la dieta è già ben impostata. Vanno però valutati con il medico, perché non sono innocui per definizione e non sostituiscono uno stile di vita sano.

Più delicato il discorso del riso rosso fermentato: le sue monacoline agiscono in modo simile alle statine e possono avere effetti collaterali simili. L’uso senza controllo medico, soprattutto se assumete già farmaci per il colesterolo, è sconsigliato.

Quando i valori sono solo lievemente aumentati, non avete altri grandi fattori di rischio e non avete mai avuto eventi cardiovascolari, spesso il medico propone prima alcuni mesi di dieta e movimento, con controlli periodici.

Esistono però situazioni in cui insistere “senza farmaci” è pericoloso: LDL molto alto, ipercolesterolemia familiare, infarto o ictus in passato, diabete associato ad altri fattori di rischio. In questi casi le linee guida internazionali indicano le terapie farmacologiche come parte essenziale della protezione del cuore, insieme allo stile di vita.

Il punto chiave, quindi, non è scegliere da sole tra pastiglia e rimedi naturali, ma usare gli esami del sangue come bussola e confrontarsi con il proprio medico su obiettivi, tempi e strategie per mantenere il colesterolo sotto controllo nel modo più sicuro.

© Riproduzione riservata

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