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Lifestyle

Attenzione: il caldo anomalo potrebbe farci invecchiare più velocemente del previsto

Attenzione: il caldo anomalo potrebbe farci invecchiare più velocemente del previsto

foto di Grazia.it Grazia.it — 4 Luglio 2026
caldo venitlatore
Le continue ondate di calore possono farci invecchiare senza che ce ne accorgiamo. Cosa significa vivere in un’Italia sempre più rovente?

Quattro giorni in più di ondata di calore possono aggiungere circa nove giorni alla nostra età biologica. Lo suggerisce uno studio su quasi 25 mila adulti in Taiwan, pubblicato sulla rivista Nature Climate Change.

In pratica, ogni nuova ondata di caldo anomalo sembra far correre leggermente più in fretta l’orologio interno del nostro corpo. Non si parla solo di colpi di calore o di malesseri estivi: le ondate di calore e l’invecchiamento biologico stanno diventando una nuova coppia da tenere d’occhio.

**Ondata di caldo: il posto inaspettato dove mettere il ventilatore per dormire meglio**

Ondate di calore e invecchiamento biologico: cosa dicono le ricerche

Nello studio di Taiwan, circa 25 mila persone sono state seguite per 15 anni. I ricercatori hanno calcolato la loro età biologica usando diversi parametri clinici, dalla pressione alla funzione di fegato, reni e polmoni. Risultato: chi aveva sperimentato più giornate di ondate di calore mostrava un’età biologica leggermente più alta rispetto ai coetanei esposti a meno caldo.

In media, quattro giorni in più di ondata di calore in due anni corrispondevano a circa nove giorni di età biologica aggiuntiva. Per i lavoratori manuali, spesso esposti al sole per molte ore, l’incremento arrivava a oltre un mese.

Gli autori paragonano questo effetto a quello di fattori classici che accelerano l’invecchiamento, come fumo, abuso di alcol, dieta povera e poca attività fisica. Non è un dramma immediato, ma un logorio che si accumula estate dopo estate.

Altri lavori puntano nella stessa direzione. Uno studio pubblicato su Environment International ha analizzato il sangue di oltre 900 adulti e ha osservato che chi viveva per mesi o anni a temperature medie più alte aveva cellule del sangue biologicamente più vecchie.

Sul fronte più molecolare, un team della USC Leonard Davis School of Gerontology ha usato il cosiddetto orologio epigenetico per valutare l’effetto del caldo estremo su migliaia di over 65, in uno studio apparso su *Science Advances*. Hanno trovato modifiche diffuse e durature nella metilazione del DNA, soprattutto in geni che regolano infiammazione, metabolismo, difese immunitarie e riparazione cellulare.

(Continua sotto la foto)

caldo in casa

Perché il caldo anomalo fa correre l’orologio interno

L’età anagrafica dice quanti compleanni avete festeggiato. L’età biologica racconta in che stato sono cuore, vasi sanguigni, reni, polmoni, sistema nervoso: per alcuni è più bassa dell’età sulla carta, per altri più alta.

Gli orologi biologici usati negli studi possono basarsi su parametri clinici oppure su segnali epigenetici, come la metilazione del DNA. In pratica, piccole “etichette” chimiche si attaccano o si staccano da certe regioni del genoma e modulano l’attività dei geni.

Secondo diversi gerontologi queste modifiche formano una sorta di memoria biologica degli stress affrontati. Finché lo stimolo è blando e raro, l’organismo si allena e diventa più resiliente; quando lo stress termico è intenso, prolungato e ripetuto, la memoria diventa maladattiva.

Il caldo anomalo aumenta lo sforzo cardiovascolare, favorisce disidratazione e sbalzi pressori, altera sonno e ormoni. Aumenta anche infiammazione sistemica e stress ossidativo, con possibili danni a proteine, lipidi e DNA, che nel tempo si traducono in invecchiamento accelerato.

Alcuni studi collegano il caldo estremo a un declino cognitivo più rapido in gruppi vulnerabili e, se l’esposizione avviene in età precoce, a uno sviluppo meno armonico della sostanza bianca cerebrale. Non tutto però è già scritto: parte di queste alterazioni potrebbe attenuarsi riducendo lo stress termico e curando sonno, alimentazione, movimento.

Un punto chiave, sottolineato dagli stessi autori della ricerca, è che tutti questi sono studi osservazionali. Mostrano associazioni robuste, non una causalità dimostrata, e non definiscono ancora quanta parte del danno sia reversibile.

Come difendere il vostro corpo dalle ondate di calore

Nel nostro Paese il problema non è teorico. Il Mediterraneo si sta scaldando più della media globale e varie analisi indicano l’Italia tra i primi posti in Europa per decessi legati al caldo, soprattutto tra over 65, cronici e persone che vivono in città dense e case senza condizionatore.

Gli esperti ricordano che il corpo può andare in difficoltà anche senza temperature da record: restare per molte ore in ambienti chiusi sopra i 24-26 gradi, specie di notte, aumenta il carico su cuore, reni e cervello e peggiora la qualità del sonno.

• Tenere d’occhio le allerte: seguire i bollettini della Protezione Civile, cambiare orari di lavoro, sport e commissioni nei giorni segnalati come a rischio elevato.

• Ridurre l’esposizione: evitare le ore centrali, cercare ombra e ambienti climatizzati, mantenere la camera da letto il più possibile fresca e buia.

• Curare idratazione e farmaci: bere regolarmente, limitare alcolici, chiedere al medico se alcune terapie aumentano il rischio da caldo e conservare i medicinali lontano da fonti di calore.

Per chi lavora all’aperto servono orari freschi, pause e abbigliamento adeguato; per chi è anziano o fragile è utile un “piano caldo” con vicini e parenti, con controlli e luoghi dove ripararsi nelle giornate calde.

© Riproduzione riservata

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