Otto motivi per organizzare un weekend romantico in Burgenland

Il Burgenland è l'angolo più soleggiato d'Austria e il posto dove si trova il Mare di Vienna: vi spieghiamo perché, se non lo conoscete, dovreste scoprirlo
A due passi da Vienna e a quattro dall'Italia, tra panorami che vi lasceranno senza fiato, cibo in grado di mandare in visibilio le papille gustative e vino a sufficienza per rimettervi in pace col mondo: se quello che cercate è un posto in cui rigenerare mente, corpo e last but not least l'affinità di coppia, il Burgenland è la meta che fa per voi.
Conosciuto come l'angolo più soleggiato d'Austria, è una sottile lingua di terra sul confine austriaco con l'Ungheria, poco frequentato dagli stranieri, ma adorato dai viennesi, che ne fanno un rifugio dalla città in tutte le stagioni - non a caso, visto che è un piccolo paradiso in grado di soddisfare ogni piacere.
Se non lo conoscete, vi spieghiamo perché il Burgenland è il posto perfetto per un weekend romantico.
1. Non ci sono distrazioni
Se non quelle che vorrete concedervi voi.
Con 300 giorni di sole all'anno, un parco naturale che copre quasi un terzo della regione, un lago conosciuto come il mare di Vienna popolato da surfisti e villeggianti in primavera ed estate ma incredibilmente instagrammabile anche in tutte le altre stagioni, decine di vigneti e produttori vinicoli da andare a visitare per una degustazione e tracce di cavalieri, principi e principesse dietro ogni angolo, il Burgenland è uno di quei pochi posti al mondo in cui poter avere la meglio sul tempo.
Decidete come e quanto riempire le giornate, ritagliando spazi per voi e per la coppia e lasciando che tutti quei momenti a due che solitamente sono relegati tra un impegno e l'altro siano invece la vostra unica priorità.
Scegliete il ritmo da dare alle ore, tornate ai bisogni primari e rivisitateli come più preferite, riempiendo stomaco, occhi e giornata solo di cose belle.
2. Ci sono le cicogne
Figli di Walt Disney, andate a Rust e alzate gli occhi al cielo: su quasi tutti i tetti della cittadina i comignoli dei camini sono sormontati da grandi nidi di paglia.
Sono quelli delle cicogne che ogni anno, da più di un secolo, tornano dal Sudafrica in marzo e si fermano in Burgenland fino alla fine dell'estate - ogni coppia (a Rust ce ne sono 17 habitué) sempre sullo stesso comignolo, dove i volontari del circolo delle cicogne di Rust imbastiscono la base di un nido, che verrà poi ultimato (e personalizzato, secondo la nostra visione disneyana della cosa) dalle cicogne al loro arrivo.
Una volta lì, si accoppiano e crescono i cuccioli fino alla migrazione successiva, per cui partono separati: prima i piccoli, da soli, e poi i genitori, che passeranno i mesi invernali divisi per ritrovarsi solo la primavera successiva.
Una volta trovata la propria anima gemella, infatti, le cicogne rimangono insieme per tutta la vita - ma si vedono solo sei mesi all'anno. Che sia il loro segreto?
3. Si beve un sacco di buon vino
Where to. Sulla sponda occidentale del Lago di Neusiedl, a Purbach, lungo la via delle Cantine (Kellergasse).
Immaginate un'enoteca lunga una strada intera, con 64 casette in pietra ricoperte di erba (quelle della foto qui sopra) ognuna adibita a cantina in cui poter fare degustazione dei vini prodotti nella zona.
Costruite nel 1850, queste mini cantine dal tetto a punta servivano ai produttori come luogo di produzione del vino - sembrano piccole, ma scendono di qualche metro sotto il livello del terreno e sono molto più lunghe di quanto si possa immaginare guardandole dall'esterno - mentre oggi sono adibite a locali in cui fermarsi per un (ottimo) bicchiere di vino e un tagliere di assaggi in ogni momento.
Ogni primo sabato del mese, poi, le cantine di Kellergass vengono aperte tutte insieme e i viticoltori organizzano degustazioni in piazza per far conoscere vini e prodotti culinari tipici della zona.
Scegliete quella che vi ispira di più o andate da Haus am Kellerplatz, la vineria del Comune, per degustare (ed eventualmente acquistare) tutta l'offerta della regione. Grazie a un sistema self service in cui ogni giorno vengono messe a disposizione 64 etichette (ognuna alla temperatura migliore per essere assaporata), si compra una tessera a scalare e, bicchiere alla mano, si sceglie cosa provare - ogni assaggio costa tra i 50 centesimi e i 10 euro a seconda del vino.
I vini prodotti in zona hanno un sapore particolare, minerale e delicato, perché il terreno è ricco di argilla e calcare: se siete fan di Müller-Thurgau e Gewurztraminer, provate il D'Artagnan.
4. Per perdervi nei vicoli di un altro tempo
Una volta a Rust perdetevi tra i suoi vicoli che sembrano essere in altro luogo e altro tempo.
Partite dalla piazza principale, Rathausplatz, dove vale la pena fermarsi per un caffè e una fetta di torta Esterhazy da Café Kaiser, caffetteria storica alla destra della chiesa, e poi inoltratevi nelle vie che la circondano in tutte le direzioni.
Scoprirete scorci coloratissimi, botteghe di oggettistica e piccoli bazar per comprare vini e prodotti enogastronomici preparati artigianalmente; sbirciate nei portoni, è pieno di cortili da favola in cui mangiare all'aperto tempo permettendo.
Uscendo dalla porta della città si arriva a un grande parco affacciato sul lago, da dove partono numerosi percorsi pedonali o ciclistici (ben segnalati ognuno con la sua lunghezza, per non ritrovarsi esausti dalla parte sbagliata del lago).
5. Si mangia benissimo
Preparatevi a un viaggio gastronomico, perché in Burgenland con la cucina non si scherza - e oltre ai piatti tipici austriaci ci sono molte specialità locali per far contenti tutti i palati: dalle zuppe all'oca, passando per cioccolato, pesce di lago e i salumi dei bovini grigi della steppa.
Per un pranzo con vista, il Ristorante Kloster am Spitz è uno dei più noti e buoni del lato occidentale del Lago. Il piatto da provare? Il pike perch o zander (il luccio), ottimo pesce di lago pescato a (letteralmente) chilometri zero e piatto tipico del Burgenland. Sempre tipiche e da assaggiare sono le zuppe di pesce.
Una cena in trattoria? La taverna Buschenschank Schandl è un'osteria tipica, con pergolato all'esterno e interno da trattoria. Prima di cena assaggiate gli antipasti, che si scelgono direttamente al banco. Poi non perdete il goulash (si può scegliere tra quello di maiale e quello di cinghiale, che è preparato magistralmente, per una carne a sorpresa davvero morbidissima). Se per dolce volete assaggiare qualcosa di tipico, provate gli gnocchi con semi di papavero caramellati, da mangiare con marmellata di prugne.
Per una cena romantica, il Ristorante Wirtshaus im Hofgassl, nel pieno centro storico di Rust. All'interno, sale storiche risalenti al XVI secolo, arredi classici e ambiente elegante, all'esterno un cortile ad alto tasso di romanticismo.
In zona Illmitz, il Ristorante Presshaus è una locanda incredibilmente accogliente, a gestione famigliare, che offre ampia scelta sui piatti tipici del Burgenland e non deluderà i palati più esigenti - anche grazie all'eccellente carta dei vini.
6. Per il parco naturale
Il Parco Nazionale Neusiedlersee see-Seewinkel, intorno al lago di Neusiedl, è stato riconosciuto Patrimonio dell'Umanità UNESCO, è a cavallo tra Austria e Ungheria e ha una superficie di quasi 400 chilometri quadrati.
Area di pit stop per un'incredibile quantità di uccelli migratori, è il paradiso per gli appassionati di bird watching (all'interno del parco sono state registrate oltre 300 specie diverse e si contano fino a 30/40 mila oche per stagione) e un luogo magico per tutti gli altri.
Prenotando con un po' di anticipo si può organizzare una visita guidata su misura, per tutti gli altri con circa 10 euro si può partecipare alle escursioni di gruppo. Se invece volete muovervi in autonomia, all'interno della riserva sono possibili vari itinerari, da percorrere a piedi o in bici.
Binocolo alla mano (compreso nel prezzo) e ornitologo al fianco, si passeggia nella steppa: negli occhi un orizzonte pressoché infinito, nelle orecchie solo il canto degli uccelli.
Il centro informazioni del parco è aperto tutto l'anno, a Illmitz, fino al tramonto.
7. Il lago Neusiedl, o Mare di Vienna
Se vi parlano di mare non vi stupite, perché in tedesco c'è una sola parola per dire sia mare che lago (cambia solo la declinazione maschile o neutra) e nel parlare in inglese il fraintendimento è più che frequente.
Detto questo, il lago di Neusiedl, è uno dei più grandi laghi di steppa della Mitteleuropa con i suoi 300 chilometri quadrati di superficie ed è l'unico lago salato d'Europa.
Certo, è un salato che non ha niente a che vedere con il mare, dove ci sono 33 grammi di sale per litro, mentre qui solo uno (nel Mar Morto sono 60), ma la differenza la si sente, sia nel contatto con l'acqua (i viennesi vengono qui per stare in spiaggia e per la grande offerta di sport acquatico, tra cui surf, vela e kitesurf) sia a tavola, perché il pesce lacustre del Burgenland è incredibilmente più saporito degli altri.
Passeggiando lungo le sponde del lago, oltre alle piante caratteristiche con un po' di fortuna si incontrano cicogne bianche, aironi rossi, garzette e oche grigie.
8. Per il fascino dell'Impero Austriaco
Tutta la superficie del Burgenland è disseminata di tracce di cavalieri, principi e conti, e castelli e fortezze caratterizzano il paesaggio almeno quanto vigneti e natura.
Cosa vedere. Eisenstadt è la capitale del Burgenland e vi permetterà di fare il pieno di aristocrazia austriaca. Situata ai piedi dei monti Leithagebirge, è il capoluogo meno popoloso d'Austria e camminare tra i suoi edifici barocchi sarà come fare due passi nel passato.
Iniziate dal Castello Esterhàzy, uno dei castelli barocchi più belli d'Europa, situato nel pieno centro storico dell'antica città e storica residenza della dinastia dei principi. Visitate le sale del palazzo per fare indigestione di carte da parati cinesi che vi verrà voglia di trovare per casa, mobili d'epoca (che ricreano gli spazi così com'erano vissuti dalla famiglia) e dipinti.
Proseguite poi verso la Chiesa del Monte Calvario, una costruzione barocca a forma di teschio in cui seguire il percorso del calvario composto da 320 statue di gesso colorato (il percorso inizia dietro l'altare e termina in cima alla chiesa, da cui si gode di un panorama che merita la sfacchinata di salire per tutti quei gradini). Una volta su, cercate con lo sguardo i mulini e starete guardando verso Vienna.
Sulla strada, è d'obbligo tappa alla farmacia della Chiesa della Misericordia, una bottega in stile rococò dove far scorta di the e tisane della Sonnentor - ce n'è per tutti i gusti e tutte le necessità, buon umore compreso.
Infine, fate due passi nella via pedonale dello shopping, dove lungo una fila di casette a schiera in tutti i toni pastello che riuscite a immaginare e alte appena un piano si trovano negozi di abiti tradizionali e prodotti gastronomici tipici della regione.
La merenda? Nella panetteria interamente bio per un pretzel appena sfornato o nel cortile interno del Café Central.
Dove dormire e come arrivare
Sulla sponda occidentale del Lago Neusiedl, a pochi passi dal centro pedonale di Rust, la Pensione Drahteselboeck è un piccolo hotel di design dal gusto nordico dove sentirsi immediatamente a casa.
Se invece preferite il lusso del grande albergo, Hotel Vila Vita Pannonia è un resort immerso nel cuore della steppa a Seewinkel, con oltre 200 ettari di terreno e decine di percorsi ciclabili e pedonabili in mezzo al parco naturale, dove sentirsi coccolati tra i vizi dell'hotel e quelli della natura che lo circonda.
Il modo più comodo per raggiungere e visitare il Burgenland è atterrare a Vienna (Austrian Airlines copre tutti i principali aeroporti italiani) e da lì noleggiare un auto - il Lago è a poco più di mezz'ora di strada.
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Se siete amanti del mare d’inverno dovete conoscere questi 5 posti

C’è un momento, lontano dal clamore dell’estate, in cui il mare smette di essere una cartolina e torna a essere poesia. L’inverno infatti lo spoglia di tutto ciò che è superfluo: ombrelloni, rumori, file, fretta. Quello che resta del mare d'inverno è il respiro delle onde, il vento che accarezza le scogliere, i colori più intensi del cielo.
Il mare d’inverno non è qualcosa che si guarda: si ascolta. Un’esperienza intima, quasi segreta, fatta di passeggiate sulla battigia silenziosa, caffè caldi nei borghi vuoti, tramonti che sembrano dipinti a mano. Un lusso autentico, per chi cerca bellezza senza distrazioni.
Ecco cinque mete italiane dove goderselo.
Mare d'inverno: cinque mete da scoprire
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Polignano a Mare, Puglia
Tutti conosciamo Polignano a Mare, ma non tutti sanno come questa località in inverno sembri sospesa nel tempo. Le sue scogliere bianche, a picco sull’Adriatico, si stagliano contro un mare di un blu quasi irreale.
Cala Lama Monachile è incredibilmente deserta. Immaginate una lingua di sabbia tra le falesie bianche, le case dei pescatori e quel mare blu che Domenico Modugno cantava in alcune delle sue canzoni. Il centro storico si attraversa con lentezza d'inverno, tra balconi fioriti e luci soffuse. Una meta romantica, per chi ama la bellezza senza filtri.
Portovenere, Liguria
Misteriosa e magnetica, Portovenere in inverno è un gioiello che non stanca mai. Le case colorate si riflettono su un mare spesso agitato, creando un contrasto potente e romantico. La prima cosa che salta agli occhi non appena arrivati è la meravigliosa vista che offre la palazzata delle case. Siamo abituati a vederla in foto, ma è impossibile non essere stupiti dalle case colorate verticali che si affacciano sul mare.
La Chiesa di San Pietro poi, un esempio di stile gotico genovese è affacciata sul promontorio e regala uno dei panorami più suggestivi d’Italia. Uno dei punti più romantici, anche di inverno, dove un tempo sorgeva il tempio pagano dedicato proprio a Venere, dea dell'amore, da cui questa località prende il suo nome "Portus Veneris" .
Scilla, Calabria
Qui il mare è leggenda, dopotutto anche Omero ne ha scritto nella sua Odissea. Scilla, con il suo borgo di Chianalea, sembra galleggiare sull’acqua. In inverno questo si svuota, e il suono delle onde diventa colonna sonora di giornate lente.
Questa località per molti è l'immagine simbolo di una Calabria fatta di borghi, leggende, spazi carichi di storia, tutti da scoprire. Scilla è sicuramente un luogo intimo, perfetto per chi cerca un Sud autentico, fatto di silenzi e luce dorata. A Scilla infatti il tempo sembra rallentare per permetterci di ascoltare ciò che resta: il mare, il mito, e quella bellezza discreta che esiste solo lontano dalla folla.
Alghero, Sardegna
Dimenticate la Sardegna mondana, d’inverno Alghero è elegante, malinconica e profondamente mediterranea. Ma è la destinazione perfetta per chi, anche in inverno, cerca eventi culturali, gastronomici e mercati stagionali con sapori autentici.
Alghero infatti è la meta ideale per coloro che sognano relax e avventura: le passeggiate tra i palazzi storici, il profumo dei dolci tipici del luogo, creano l'atmosfera ideale da scoprire, specialmente nei mesi più freddi, senza folla, più intima e romantica.
Le mura sul mare, le stradine in pietra, il vento che soffia dal nord: tutto racconta una storia antica.Il tramonto sul lungomare è uno spettacolo che resta nel cuore. E per gli amanti del vino, l'inverno è il periodo perfetto per scoprire i famosi vini locali, dal Vermentino, al Cannonau e Cagnulari.
Cefalù, Sicilia
Con la Rocca che domina il borgo e il Duomo che guarda il mare, Cefalù in inverno è un dipinto vivente. La spiaggia infatti è deserta e il centro storico, con i suoi palazzi e chiese barocche, vibra di una calma nuova. Tra le luci che illuminano le vie al profumo del mare, Cefalù è senza dubbio una destinazione perfetta anche con le temperature più rigide.
Qui il mare d’inverno ha il colore della nostalgia e il profumo degli agrumi. Non dimenticate di fare una visita al Parco delle Madonie, alle spalle di Cefalù, nell’entroterra montano della Sicilia settentrionale. Questo paesaggio incantevole caratterizzato da frassini secolari vi farà rimanere a bocca aperta. In questo luogo mare e montagna si incontrano, dando vita a un panorama davvero suggestivo.
Forse il mare d’inverno non è una fuga, ma un ritorno. Un ritorno alla bellezza senza rumore, ai luoghi che non chiedono di essere condivisi, ma vissuti. Lontano dall’estate, lontano da tutto, quello che resta è proprio il mare, che ci ricorda chi siamo quando impariamo a guardare davvero.
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Weekend a Cervinia: cosa fare in montagna (senza dover per forza sciare)

C’è un momento preciso in cui si arriva a Cervinia e si capisce che la montagna, qui, non è solo sinonimo di sci. Succede quando il Monte Cervino, maestosa montagna piramidale di 4.478 metri situata al confine tra Italia e Svizzera, compare imponente all’improvviso davanti ai nostri occhi.
Alzare lo sguardo verso il Cervino, che domina il paesaggio con una presenza costante e quasi magnetica, aiuta a capire perché questo angolo d’Italia abbia conquistato anche lo sguardo internazionale. Non a caso, il New York Times ha inserito Cervinia nella sua lista dei 52 luoghi da visitare nel 2026, uno per ogni settimana dell’anno, rimanendo letteralmente incantato dalla potenza di questo paesaggio alpino.
Un riconoscimento che racconta bene l’anima della località: non solo una destinazione per sciatori esperti, ma un luogo capace di offrire molto di più. Un weekend a Cervinia può essere vissuto con tempi più lenti, attività alternative e un’idea di vacanza che va oltre le piste.
Sempre più spesso, infatti, la montagna invernale si rivela una destinazione ideale anche per chi non scia (o semplicemente non ha voglia di farlo).
Cervinia è uno di quei luoghi capaci di accogliere tutti: chi cerca panorami estremi senza fatica, chi desidera camminare nella neve, provare esperienze nuove e alternative, o chi semplicemente è alla ricerca del silenzio. Un modo diverso di stare in montagna; più contemporaneo, più inclusivo e sorprendentemente completo.
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Weekend a Cervinia: le attività per i più avventurosi
Vivere l’alta quota senza sci
Una delle prime cose da fare a Cervinia, anche senza sciare, è salire ad alta quota. Il comprensorio Breuil-Cervinia Valtournenche Zermatt è uno dei più vasti d’Europa e permette di raggiungere facilmente altitudini spettacolari anche a chi non pratica sport invernali.
Grazie agli impianti di risalita, si può arrivare fino al ghiacciaio del Plateau Rosà e al Piccolo Cervino, vivendo l’esperienza della montagna a oltre 3.500 metri.
È un modo accessibile e potente per capire cosa significhi stare in alta quota, osservare da vicino le pareti del Cervino e ammirare 38 vette che superano i 4.000 metri, restando comodamente seduti. Un’esperienza che rende qualsiasi weekend a Cervinia memorabile, anche senza sci ai piedi.
Matterhorn Alpine Crossing
Tra le esperienze più iconiche da fare a Cervinia, anche senza mettere gli sci ai piedi, c’è il Matterhorn Alpine Crossing, il collegamento transalpino che permette di attraversare le Alpi tra Italia e Svizzera sospesi nel vuoto, a oltre 3.500 metri di altitudine.
Non è solo un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio viaggio panoramico, pensato anche per chi non scia ma vuole comunque vivere l’alta quota in modo accessibile.
Le cabine permettono di muoversi tra Breuil-Cervinia e Zermatt con una vista continua sulle pareti del Cervino, facendo tappa al Piccolo Cervino, dove lo sguardo si apre su decine di vette sopra i 4.000 metri. È un’esperienza che unisce stupore e consapevolezza: si osserva la montagna e se ne intuisce la forza, ma lo si fa senza fretta, restando comodamente seduti.
Anche qui non serve fatto essere sciatori: il viaggio è pensato anche per chi vuole semplicemente osservare, capire, lasciarsi attraversare dalla montagna.
Un modo diverso di “attraversare” le Alpi, che trasforma il concetto di spostamento in un racconto visivo continuo.
Weekend a Cervinia: le attività per chi vuole vivere la montagna slow
Camminare e ciaspolare
C’è un modo diverso di vivere la montagna d’inverno, fatto di passi lenti, respiri profondi e soste che diventano parte dell’esperienza.
A Cervinia, questo ritmo si trova lontano dalle piste, lungo i sentieri innevati che attraversano boschi e radure, perfetti per passeggiate e ciaspolate anche per chi non è particolarmente allenato.
Una delle mete più suggestive è senza dubbio il Lago Blu, raggiungibile con una camminata semplice ma scenografica, che in inverno si trasforma in un piccolo viaggio sospeso nel silenzio. Quando il lago è ghiacciato o leggermente innevato, il riflesso del Cervino sullo sfondo crea un’immagine quasi irreale, di quelle che invitano a fermarsi, più che a scattare una foto. Qui la montagna non chiede performance, ma presenza: camminare diventa un gesto meditativo, ciaspolare un modo per ascoltare il suono ovattato della neve sotto i piedi.
È questa dimensione più intima e contemplativa a rendere speciale un weekend a Cervinia, soprattutto per chi cerca un contatto autentico con la natura, lontano dal rumore e dalla fretta.
Provare la slitta trainata dai cani
Tra le esperienze più emozionanti da provare a Cervinia c’è senza dubbio la slitta trainata dai cani.
Un’attività avventurosa (ma al tempo stesso sicura) che sembra uscita da un film, ma che qui trova un contesto naturale perfetto; tra distese innevate e silenzi interrotti solo dal rumore soffice della neve.
Seduti sulla slitta, ci si lascia guidare dai cani lungo percorsi immersi nel paesaggio alpino, vivendo la montagna da una prospettiva completamente diversa, più istintiva e primordiale.
La cosa bella è che, come per la ciaspolata, anche qui non serve alcuna preparazione fisica particolare: l’esperienza è accessibile a tutti e regala una sensazione di libertà difficile da raccontare a parole.
È uno di quei momenti che restano impressi più per come fanno sentire che per quello che si vede, e che trasformano un weekend in montagna in un ricordo davvero fuori dall’ordinario, perfetto anche per chi cerca attività alternative allo sci ma non vuole rinunciare al lato più emozionale della montagna.
VRetreats Cervino, l'hotel perfetto per scoprire tutto quello che la montagna ha da offrire
Qui regna il silenzio, il paesaggio si apre e all’improvviso il Cervino appare davanti agli occhi, imponente e rassicurante allo stesso tempo.
Siamo al VRetreats Cervino, hotel 5 stelle parte del gruppo VRetreats, brand di hôtellerie di VOIhotels, catena alberghiera di Alpitour World, che ci fa entrare in una dimensione diversa, dove la montagna non è solo uno sfondo ma una presenza costante, quasi intima.
L’hotel, inaugurato nel 2021, si inserisce con naturalezza nel contesto alpino, senza mai forzarlo: linee pulite, materiali caldi, grandi vetrate che sembrano fatte apposta per incorniciare il panorama e portarlo dentro.
L’atmosfera è quella di un rifugio elegante, contemporaneo ma profondamente legato al territorio. Appena si entra, tutto invita a rallentare: la luce che filtra dalle vetrate, il legno, le tonalità neutre, il silenzio ovattato tipico della montagna d’inverno. È uno di quei luoghi in cui si ha subito la sensazione di essere arrivati, non solo geograficamente, ma mentalmente.
Le 66 camere (suddivise in Superior, Deluxe, Suite e Spa Suite) raccontano la stessa filosofia: un equilibrio riuscito tra lo stile classico della montagna e un design moderno ed essenziale, ma mai freddo.
I dettagli sono curati senza ostentazione, pensati per creare comfort e continuità con l’esterno. Al mattino, aprire le tende significa ritrovarsi davanti alla cresta del Cervino, ai boschi di larici, alla neve che cambia colore con la luce. È un risveglio lento, quasi rituale, che dà subito il senso di cosa voglia dire concedersi davvero un weekend a Cervinia.
All’esterno, terrazze e spazi comuni dialogano con il paesaggio circostante: un campo da golf che in inverno riposa sotto la neve e sentieri da escursione che partono proprio dall’hotel; con la montagna sempre lì, a fare da bussola. VRetreats Cervino non è solo un luogo dove dormire, ma una base ideale da cui partire per esplorare (o semplicemente osservare) la Valle del Cervino.
Un indirizzo che riesce a unire lusso e autenticità, comfort e senso del luogo, trasformando il soggiorno in parte integrante del viaggio, non in una semplice parentesi tra un’attività e l’altra.
Adara Spa: il lusso di fermarsi, davvero
C’è un momento preciso, dopo una giornata passata all’aria aperta, in cui la montagna chiede di essere vissuta in un altro modo. È allora che si entra alla Adara Spa, lo spazio benessere di VRetreats Cervino, pensato come un rifugio nel rifugio.
Oltre 600 metri quadri dedicati al recupero e al silenzio. Qui il tempo sembra perdere i suoi contorni abituali e farsi più morbido, più gentile.
La spa si apre con ambienti ampi, luminosi, in cui il legno e le superfici naturali dialogano con la luce che arriva dall’esterno. Le piscine permettono di immergersi nell’acqua calda mentre lo sguardo corre lungo il profilo delle montagne. È un'esperienza che non stanca mai, soprattutto d’inverno, quando il vapore sale lentamente e il Cervino resta lì, immobile, a fare da scenografia.
Accanto alle piscine, l’area relax invita a fermarsi senza fretta, tra lettini, tisane e silenzi che non hanno bisogno di essere riempiti. I trattamenti e i massaggi sono pensati per sciogliere tensioni e stanchezza, ma anche per accompagnare chi arriva qui semplicemente con il desiderio di prendersi cura di sé.
Non importa se la giornata è stata riempita di ciaspolate, passeggiate o puro dolce far niente: Adara Spa accoglie tutti allo stesso modo, con un’idea di benessere che non è mai performativa, ma profondamente rigenerante.
Dove (e cosa) mangiare a Cervinia
A Cervinia, il cibo è parte integrante del viaggio (quasi) quanto il paesaggio.
Qui la montagna si racconta anche a tavola, attraverso piatti che parlano di tradizione, di stagioni e di sapori pensati per scaldare. La cucina valdostana è fatta di ingredienti semplici ma decisi: fontina filante, polenta servita calda, zuppe sostanziose, carni saporite, funghi e formaggi che diventano protagonisti assoluti. È una cucina che non ha bisogno di effetti speciali, perché nasce dal territorio e dalla sua storia, e che dopo una giornata all’aria aperta diventa quasi un rito.
All’interno di VRetreats Cervino, questa tradizione trova una rilettura elegante al Ristorante Abrì, il ristorante che racconta la Valle d’Aosta in chiave contemporanea. Qui i piatti tipici vengono reinterpretati con rispetto e creatività, mantenendo intatta l’anima della cucina di montagna ma alleggerendone la forma. È il luogo ideale per assaggiare i sapori locali in un contesto raffinato ma mai rigido, dove la materia prima resta al centro e ogni piatto dialoga con il territorio che lo circonda.
Ma Cervinia è anche una destinazione capace di accogliere gusti diversi e internazionali. Lo dimostra il Panorama Restaurant di VRetreats Cervino, che propone una cucina più ampia, pensata per chi ama variare o semplicemente concedersi qualcosa di diverso. Il menù spazia tra piatti internazionali, proposte leggere e ricette più contemporanee, sempre con grande attenzione alla qualità e alla presentazione. Il tutto accompagnato, come suggerisce il nome, da una vista che abbraccia il Cervino e rende l’esperienza ancora più memorabile.
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Una notte nelle brughiere di "Cime Tempestose": la camera da letto di Cathy è su Airbnb

Ci sono storie che non smettono mai di parlare al presente. Cime Tempestose è una di queste: un romanzo che continua a essere riscoperto, reinterpretato, riletto attraverso il cinema, la moda, l’immaginario collettivo.
Proprio per celebrarne l'importanza e la fama internazionale, in occasione dell’uscita del nuovo film diretto da Emerald Fennell, atteso nelle sale il 12 febbraio con Margot Robbie e Jacob Elordi, Airbnb ha scelto di celebrare uno dei grandi amori tormentati della letteratura trasformandolo in un’esperienza di viaggio unica, immersa nei paesaggi selvaggi che hanno ispirato Emily Brontë.
Lo Yorkshire (in particolare il West Yorkshire, dove sono state girate molte scene del film) diventa così non solo uno sfondo, ma un vero e proprio personaggio.
Ed è proprio qui, tra brughiere battute dal vento e dimore cariche di storia, che Airbnb apre per la prima volta le porte della camera di Cathy Earnshaw a Thrushcross Grange, offrendo a tre coppie la possibilità di vivere una notte ispirata all’universo di Cime Tempestose.
Un’esperienza (che noi abbiamo vissuto in anteprima) pensata per chi sogna di abitare, anche solo per una sera, il romanticismo inquieto e assoluto di questo racconto senza tempo.
(Continua sotto la foto)
La camera di Cathy a Thrushcross Grange: dormire dentro una storia
Entrare nella camera di Cathy Earnshaw significa varcare una soglia emotiva prima ancora che fisica. L’ambiente, ricreato seguendo la visione cinematografica di Emerald Fennell, restituisce l’intensità del personaggio e il modo in cui viene idealizzato dallo sguardo di Edgar Linton. Nulla è decorativo in senso superficiale: ogni dettaglio contribuisce a evocare una presenza, un carattere, una tensione emotiva che richiama direttamente Cime Tempestose.
Lamoquette è rosa pallido. Le pareti sono ricoperte di venature. I tessuti ricchi di texture e i piccoli elementi simbolici (come le ciocche di capelli intrecciate nel tavolo) costruiscono uno spazio che sembra davvero vissuto. È una stanza che racconta una donna complessa, inquieta, passionale, e che invita chi vi soggiorna a rallentare, osservare, sentire.
L’esperienza non si limita alla camera da letto. Anche la sala da pranzo di Thrushcross Grange fa parte del soggiorno: qui gli ospiti vengono accolti per una cena a lume di candela ispirata ai sapori dello Yorkshire e ai pasti presenti nella trasposizione cinematografica.
Il racconto continua attraverso il cibo, in un’atmosfera intima che richiama l’eleganza austera delle dimore inglesi.
La serata prosegue con un momento di ascolto dedicato alla colonna sonora ufficiale del film, che include brani di Charli XCX, pensato come uno spazio di raccoglimento e connessione emotiva. A chiudere l’esperienza, un vinile esclusivo ispirato al film viene consegnato agli ospiti come ricordo tangibile di questa immersione nell’universo di Cime Tempestose.
Alla scoperta dei luoghi di Cime Tempestose
Dormire nella camera di Cathy è solo una parte di un racconto più ampio che lega Cime Tempestose al territorio che lo ha generato. Il soggiorno include infatti una serie di attività curato e ispirato al mondo del romanzo, e pensate per esplorare il legame profondo tra storia, paesaggio e immaginario letterario.
Tra le esperienze proposte, una passeggiata a cavallo attraverso le brughiere dello Yorkshire permette di attraversare fisicamente quei panorami aspri e indomiti che hanno alimentato l’atmosfera del romanzo e del film.
Non manca un tradizionale afternoon tea, dedicato ai sapori locali e alla convivialità, e la visita alla Brontë Parsonage, la casa museo delle sorelle Brontë, dove è possibile comprendere più da vicino il contesto culturale e familiare da cui è nato Cime Tempestose.
Come prenotare il soggiorno su Airbnb
L’esperienza è disponibile dal 27 febbraio al 4 marzo per tre soggiorni distinti, ciascuno per due persone, ed è completamente gratuita.
Le richieste di prenotazione potranno essere inviate a partire dal 20 febbraio sul sito web ufficiale.
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Grace La Margna: un nuovo indirizzo del lusso alpino a St Moritz

Aperto nel 2023, Grace La Margna segna un nuovo capitolo dell’ospitalità alpina, riportando in vita un indirizzo storico con uno sguardo decisamente contemporaneo. Una nuova visione per St. Moritz, pensata per chi cerca emozione, stile e autenticità.
Lo studio d'architettura londinese Divercity Architects e la designer d'interni Carole Topin sono stati incaricati dell'ideazione di questo progetto, con una missione: rileggere in chiave contemporanea una storica icona alpina senza perderne il fascino.
Missione compiuta, un nuovo esclusivo concetto di ospitalità, rivolto a chiunque sia alla ricerca di un luogo magico e accogliente per vivere la città in tutte le stagioni dell’anno. L’hotel, infatti, resta aperto per 365 giorni l’anno, perchè qui ogni stagione ha una storia da raccontare.
Immerso nella natura iconica dell’Engadina, Grace La Margna dialoga con il paesaggio e ne assorbe l’essenza. La vista sul Lago di St. Moritz è un invito silenzioso a lasciar andare i pensieri. L’acqua immobile riflette il cielo e le cime, mentre lo sguardo si perde in paesaggi ariosi, ampi, essenziali, capaci di far vagare la mente senza meta.
L’aria è pura, frizzante, quasi terapeutica. Entra dalle grandi vetrate ad arco, riempie le stanze, rigenera i sensi a ogni respiro. Tra luce alpina e silenzi preziosi, St. Moritz si rivela nella sua forma più autentica: elegante, naturale, profondamente rigenerante.
L’edificio La Margna, costruito all’inizio del XX secolo nello stile Art Nouveau, è una meravigliosa “cartolina”, elegante, scenografica, intrisa di un fascino senza tempo che racconta il passato più glamour di St. Moritz.
All’interno spazi sontuosamente restaurati, 47 suite e camere con una vista panoramica che comincia con il lago, prosegue verso le montagne e arriva fino al cielo. All’ala storica, si collega una nuova costruzione, con uno stile più moderno che punta sulla congiuntura tra interno ed esterno grazie alle ampie vetrate panoramiche. Qui le ulteriori 17 camere e suite spaziose e l’esclusiva Grace Penthouse, con terrazza privata e vasca idromassaggio, completano questo paradiso alpino.
Qui si viene per rallentare, rilassarsi, respirare. E non solo, qui infatti ogni ambiente invita a fermarsi un po’ di più. Punto di riferimento anche per la clientela locale, i bar e i ristoranti sono parte integrante dell'esperienza del Grace La Margna.
C’è qualcosa che richiama l’après-ski di una volta, quello fatto di eleganza rilassata e sorrisi arrossati dal freddo al N/5 - THE BAR, il luogo dove il passato glamour di St. Moritz incontra il presente. Guidato dal Bar Manager & Master Mixologist Mirco Giumelli, la cultura del bar viene celebrata e reinventata nell’imponente cornice delle pareti Art Nouveau, che hanno ascoltato tanto e tuttora continuano ad accogliere nuovi racconti (e brindisi).
E poi il THE VIEW, guidato dall’Executive Chef Andrea Bonini, che interpreta l’“all day fine dining” come un’esperienza conviviale, elegante ma senza rigidità. Affacciato sul lago, qui la giornata inizia con una colazione che è già un rituale: paste fatte in casa ogni giorno, da assaporare senza fretta, con la luce che entra morbida e il lago immobile là fuori (e magari qualche fiocco di neve per condire tutto di magia). La sera, l’atmosfera cambia ma non perde la sua anima. A cena, la pizza dal forno a legna diventa un invito a sentirsi altrove, sapori sinceri, piatti pensati per essere condivisi, con una cucina che sembra un viaggio sensoriale attraversa il Mediterraneo pur restando nel cuore delle Alpi.
E poi ancora il THE MAXMORITZ, legno e design alpino per una cucina tipica svizzera in un ambiente caldo e avvolgente e il Beefbar per un tocco internazionale e contemporaneo.
Infine, non poteva mancare la SPA, una vera e propria oasi di benessere, un angolo esclusivo di relax che si estende su 700 mq. Con una filosofia orientata al massimo comfort, offre saune, bagno turco, trattamenti personalizzati, un rifugio nel rifugio, per chi cerca rigenerazione totale.
Dopo una cena che scalda il cuore, una giornata dedicata al benessere o un risveglio lento tra design e luce alpina, tutti davanti all'imponente camino. Il cuore caldo delle serate alpine: fiamme che danzano lente, luce soffusa, conversazioni che potrebbero durare per sempre (come la nostra intervista, nata proprio qui). Un divano accogliente, un drink ben miscelato, il crepitio del fuoco — e il tempo smette di correre. Tutto, semplicemente, invita a restare ancora un po’.
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