Questa è in assoluto la villa più bella del Lago di Como! Ecco come e quando visitarla

Ogni anno migliaia di persone arrivano da mezzo mondo per vederla da vicino. Parliamo di Villa del Balbianello che è da tempo il bene FAI più visitato d’Italia; complice la posizione spettacolare sul Lago di Como e la fama conquistata tra matrimoni da favola, film e social.
Per molti visitatori è senza esitazioni la villa più bella del Lago di Como. Ecco cosa aspettarvi, quando andare e come organizzarvi per una visita che valga davvero il viaggio.
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Dove si trova Villa del Balbianello e perché è così scenografica
Villa del Balbianello occupa l’estremità del Dosso di Lavedo, una penisola che entra letteralmente nel cuore del lago, tra il ramo di Como e quello di Lecco. Dal giardino la vista abbraccia a 270 gradi il centro lago: Isola Comacina di fronte, paesi che si specchiano nell’acqua, montagne sullo sfondo.
Il portale turistico di Regione Lombardia definisce il Balbianello un “gioiello scenografico” del Lario, e il motivo è chiaro già dall’arrivo. La villa sembra sospesa tra acqua e cielo, con le terrazze che scendono verso il lago e il profilo elegante visibile da quasi ogni punto della Tremezzina.
Perché è considerata la più bella villa del Lago di Como
La storia comincia alla fine del Settecento, quando il cardinale Angelo Maria Durini decide di costruire qui la sua residenza sui resti di un convento francescano. Dell’antica chiesa resta ancora il piccolo campanile, che spunta tra gli alberi. Qualche decennio dopo, con Luigi Porro Lambertenghi, la villa diventa un salotto del Risorgimento: qui passano Silvio Pellico e altri patrioti, si discute di politica e d’Italia con vista lago.
Nel Novecento la dimora conosce un periodo di abbandono, finché l’ufficiale statunitense Butler Ames se ne innamora e la restaura. L’ultimo grande capitolo è quello di Guido Monzino, imprenditore ed esploratore milanese, primo italiano a raggiungere la vetta dell’Everest. Nel 1974 acquista il Balbianello e lo trasforma in una casa-museo delle sue imprese: carte geografiche, strumenti, oggetti d’arte primitiva, stampe antiche. Oggi una parte di questi cimeli è raccolta nel Museo delle Spedizioni all’interno della villa.
Poi c’è il giardino, il vero colpo di fulmine. Terrazze verdi, siepi scolpite, grandi platani potati “a candelabro”, il celebre leccio modellato a ombrello, fioriture di azalee e rododendri in primavera. La Loggia Durini, che collega due corpi della villa, è un salotto all’aria aperta: archi aperti sull’acqua, una rosa dei venti intarsiata a terra, il ficus rampicante che la avvolge. Sotto, la darsena scavata nella roccia accoglie le barche. È un concentrato di eleganza che sintetizza tutto ciò che si ama del Lago di Como.
Quando visitare Villa del Balbianello
La villa è aperta molti mesi all’anno, con calendario e orari che il FAI aggiorna di stagione in stagione. In linea generale, nelle giornate di apertura l’orario standard è 10–18, con orario ridotto in autunno e inverno (spesso 10–17 e ultimi ingressi anticipati). Alcuni giorni feriali la villa resta chiusa: prima di partire conviene sempre controllare il calendario ufficiale.
Primavera e autunno sono i periodi migliori per godersi la villa: temperature miti, colori del giardino al massimo, affollamento più gestibile rispetto ad agosto.
In estate, infatti, l’atmosfera è vivace ma molto più affollata: prenotazione obbligatoria, meglio puntare ai giorni feriali e scegliere mattina presto o tardo pomeriggio. Anche l’inverno ha il suo fascino, con il lago silenzioso e una luce chiarissima, ma le aperture sono meno frequenti e con orari ridotti, quindi serve più pianificazione.
Come visitarla: biglietti, accessi e consigli pratici
Villa Balbianello è gestita dal FAI e si visita solo a pagamento. Esistono due formule principali: biglietto per il solo parco e biglietto villa + parco, che include la visita guidata degli interni, della durata di circa 50 minuti e con gruppi piccoli. Al momento in cui scriviamo, il biglietto intero del parco costa intorno ai 15 euro, mentre villa + parco è sui 25 euro, con varie riduzioni e gratuità; per tariffe aggiornate, convenzioni e prenotazioni è indispensabile fare riferimento al sito del FAI.
La villa non è raggiungibile in auto: si parcheggia a Lenno o nelle frazioni vicine e si prosegue a piedi o in barca. Il percorso pedonale più breve è di circa 1 chilometro in salita, 20–25 minuti di cammino su strada e sentiero; per chi ama camminare c’è un anello di circa 2,5 chilometri sul Dosso di Lavedo con scorci bellissimi. Servono scarpe comode, e con bambini piccoli è più pratico il marsupio rispetto al passeggino.
L’alternativa più scenografica è l’arrivo via lago: dal Lido di Lenno partono regolarmente taxi boat che portano direttamente alla darsena della villa, e nei dintorni operano anche servizi privati. Per chi arriva da Milano o Brianza, una soluzione comoda è il treno Trenord fino a Como Lago e poi il bus C10 fino a Lenno, verificando orari e coincidenze in anticipo.
I cani possono accedere al giardino al guinzaglio, mentre gli interni sono riservati solo ai cani guida. Zaini voluminosi e passeggini di solito vanno lasciati all’esterno delle sale; l’accessibilità per persone con mobilità ridotta è parziale, ma il FAI indica percorsi facilitati e consiglia di contattare la villa prima della visita. Chiudere la giornata con una passeggiata sul lungolago della Tremezzina o un giro in barca verso l’Isola Comacina è il modo più naturale per allungare la magia.
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