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Lifestyle

I 50 viaggi più belli da fare nel 2027 secondo Best in Travel di Lonely Planet

I 50 viaggi più belli da fare nel 2027 secondo Best in Travel di Lonely Planet

foto di Miriam Tagini Miriam Tagini — 25 Settembre 2026
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Dal Veneto a Okinawa, passando per l’Oman e la Polinesia Francese: Best in Travel 2027 di Lonely Planet raccoglie 50 idee (25 destinazioni e 25 esperienze) per scoprire il mondo seguendo itinerari meno prevedibili

Se anche voi avete già più viaggi nella wishlist che giorni di ferie a disposizione, sappiate che la situazione sta per peggiorare: Lonely Planet ha presentato Best in Travel 2027, la sua selezione annuale dei luoghi e delle esperienze che vale la pena tenere d'occhio per il prossimo anno.

Sono 50 le idee raccolte in Best in Travel 2027, scelte attraverso la rete internazionale di autori Lonely Planet: persone che vivono, conoscono e raccontano quei territori e che ogni anno vengono chiamate a segnalare ciò che, secondo loro, merita in questo momento un'attenzione particolare.

Il risultato è una mappa decisamente eterogenea, che ci fa venire immediatamente voglia di programmare più vacanze di quante probabilmente riusciremo a fare.

C'è il Veneto, unica destinazione italiana selezionata quest'anno, da scoprire spingendosi oltre la classica Venezia. Ci sono Okinawa e l'Oman, il Québec e la Nuova Caledonia, León in Spagna, il Gujarat in India, le sequoie della California e Dunedin, in Nuova Zelanda. E poi luoghi molto meno prevedibili, quelli che probabilmente non avevamo ancora considerato per il prossimo viaggio e che sono spesso la parte più interessante di una selezione come questa.

Perché Best in Travel non nasce per individuare semplicemente le destinazioni che saranno di moda nei prossimi mesi. L'idea è piuttosto quella di intercettare luoghi, storie e modi di viaggiare che vale la pena conoscere adesso.

E le scelte del 2027 raccontano inevitabilmente anche qualcosa di come stanno cambiando le nostre vacanze: la ricerca di posti meno affollati, il desiderio di fermarsi più a lungo, di entrare maggiormente in contatto con le culture locali e di andare oltre quella manciata di indirizzi che abbiamo già visto (e rivisto) centinaia di volte sui social.

(Continua sotto la foto)

Bariloche

Dal Veneto a Okinawa: le destinazioni da scoprire nel 2027

Tra le 25 destinazioni selezionate ce n'è una italiana: il Veneto. Ma la ragione della scelta è interessante proprio perché non coincide con il suo luogo più famoso - Venezia, ovviamente. L'invito di Lonely Planet è infatti quello di utilizzare la città come punto di partenza per scoprire una regione che viene descritta come una sorta di “Italia in miniatura”: dalle Dolomiti al Lago di Garda, passando per Verona, Padova, Vicenza e Treviso, fino alle colline del Prosecco e alla Valpolicella.

Ed è una scelta che contiene già uno dei messaggi di Best in Travel: non è sempre necessario cercare una meta sconosciuta. A volte basta cambiare prospettiva su un luogo che pensavamo di conoscere.

Lo stesso principio ritorna altrove. In Spagna compare León, con la sua storia medievale; in Germania Dessau, legata all'eredità del Bauhaus; mentre sulla costa svedese Skanör-Falsterbo offre un'alternativa più tranquilla alle mete scandinave maggiormente conosciute. In Croazia c'è Šibenik, città adriatica che Lonely Planet segnala proprio per il suo carattere ancora relativamente lontano dalle grandi folle turistiche.

Spostandosi più lontano, la mappa diventa ancora più interessante. Ci sono Oman, Rabat e i parchi Tsavo East e Tsavo West in Kenya; Québec e Prince Edward Island in Canada; New Mexico e Maryland negli Stati Uniti. Nei Caraibi e in America Latina troviamo Montserrat, Granada in Nicaragua, Bocas del Toro a Panama e Bariloche con il Distretto dei Laghi argentino.

In Oceania la scelta cade su Dunedin e Waitaki in Nuova Zelanda, The Tweed in Australia e Nuova Caledonia. L'Asia porta invece nella lista Okinawa, Chengdu, Gujarat, Danang e Fulidhoo alle Maldive.

Darjeeling

Non solo dove andare: le esperienze di Best in Travel da fare almeno una volta

L'altra metà della lista racconta ancora meglio il cambiamento. Perché tra i 50 viaggi consigliati per il 2027, 25 non sono propriamente luoghi ma esperienze.

In Europa si può ripercorrere la Route Napoléon in Francia, camminare lungo la St Cuthbert's Way fino all'isola di Lindisfarne tra Scozia e Inghilterra, esplorare il mondo sommerso dell'Egeo oppure raggiungere il Killary Fjord, che si insinua per 16 chilometri nel Connemara irlandese. Per l'Italia, invece, la proposta è scoprire le Isole Eolie in barca a vela.

In Africa si passa dal safari a piedi nel Gombe National Park in Tanzania, sulle tracce degli scimpanzé resi celebri dalle ricerche di Jane Goodall, alla scoperta di São Tomé e Príncipe. In Asia si può salire sulla Darjeeling Himalayan Railway, attraversare a piedi il Michinoku Coastal Trail in Giappone oppure partire in longboat per entrare nell'habitat degli oranghi in Malaysia.

Ci sono poi esperienze che sembrano pensate appositamente per ribaltare l'immagine più immediata di una destinazione. La Polinesia Francese, per esempio, non viene proposta soltanto per le sue lagune: l'oceano diventa il punto di accesso alla cultura e allo stile di vita polinesiano.

Oppure si può viaggiare attraverso il gusto, seguendo un itinerario gastronomico a Taiwan o esplorando vino e cucina nella Valle de Guadalupe in Messico. Si può dormire nel Rose Island Lighthouse in Rhode Island assumendo per una notte il ruolo di guardiano del faro, attraversare lentamente la North Shore del Minnesota o immergersi nella foresta nebulare di Monteverde, in Costa Rica.

Persino alcune esperienze apparentemente classiche vengono rilette attraverso una prospettiva diversa. Le gigantesche sequoie della California diventano l'occasione per entrare in ecosistemi antichissimi; il Red Centre australiano viene raccontato attraverso arte e cultura aborigena; Buenos Aires attraverso il tango.

La destinazione, in altre parole, resta importante. Ma il viaggio non viene più definito soltanto dal punto sulla mappa che raggiungiamo.

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Come vengono scelti i viaggi di Best in Travel 2027? 

Dietro una lista di 50 nomi c'è un processo che dura praticamente un anno intero. A raccontarcelo, durante la presentazione di Best in Travel 2027, è Tom Hall, Vicepresidente di Lonely Planet Global.

«Abbiamo centinaia di collaboratori e la grande maggioranza vive nei luoghi di cui scrive, quindi parliamo di veri esperti locali», ci spiega Tom. Ogni anno Lonely Planet chiede alla propria rete internazionale di segnalare «i luoghi che li entusiasmano, quelli che secondo loro dovrebbero essere inclusi e, idealmente, quelli in cui sta accadendo qualcosa di nuovo o che merita di essere celebrato».

Le proposte che arrivano sono centinaia. Comincia allora un lungo lavoro di selezione, durante il quale vengono considerate anche la distribuzione geografica e le destinazioni già comparse nelle edizioni precedenti. Alla fine resta una lista ancora troppo lunga sulla quale però lavora un panel editoriale composto da quattro persone.

Il risultato finale sono 25 destinazioni e 25 esperienze, scelte attraverso un processo che Hall tiene a definire «completamente indipendente»: «È un processo editoriale, non ci sono interessi commerciali coinvolti». Una volta completata la selezione, nella maggior parte dei casi Lonely Planet torna proprio all'autore che aveva suggerito il luogo e gli affida il racconto.

Messe una accanto all'altra, queste 50 proposte di viaggio raccontano soprattutto questo: nel 2027 continueremo certamente a voler vedere luoghi bellissimi, ma cercheremo sempre più spesso un motivo per rimanervi abbastanza a lungo da comprenderli.

È una tendenza che attraversa l'intero progetto. Viaggi a piedi, in treno o in barca; destinazioni secondarie rispetto alle grandi icone turistiche; esperienze legate alla natura e alle comunità locali. Anche quando la meta è famosissima, Best in Travel 2027 cerca un modo meno prevedibile di attraversarla.

Una filosofia condivisa anche da Presstour by Turisanda, main partner del progetto digital italiano. Irene Landolfi, Marketing Manager Specialist Division di Alpitour World, sottolinea come, in un momento in cui siamo «circondati da stimoli e informazioni», la capacità di selezionare ciò che davvero merita la nostra attenzione sia diventata una parte fondamentale del viaggio.

Ed è anche su questo principio che lavora il team di travel designer di Turisanda. Professionisti specializzati in determinate aree del mondo, che tornano più volte nelle stesse destinazioni, costruiscono nel tempo relazioni con le realtà locali e riescono così, spiega Landolfi, ad «andare a scovare quelle esperienze autentiche» capaci di farci conoscere in modo nuovo anche luoghi che pensavamo di conoscere già. Un approccio che prova anche a superare l'idea che turismo organizzato significhi necessariamente viaggio standardizzato. L'obiettivo è «non soffermarsi sulla superficie della foto più scattata, quella più virale su Instagram, ma entrare nelle pieghe della cultura locale».

Ed è, a mio parere, proprio questa la frase che meglio riassume ciò che emerge dalla nuova lista. Perché il viaggio del 2027 sembra allontanarsi, almeno nelle intenzioni, dalla corsa a collezionare luoghi. Rallentare, scegliere meglio, spostarsi oltre le mete più affollate, lasciare che il tragitto abbia la stessa importanza dell'arrivo e cercare esperienze che permettano di comprendere un territorio invece di limitarsi a fotografarlo.

 

 

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