Mykonos, Santorini, Creta: il vero significato dei nomi che quasi nessuno conosce
In Grecia ci sono circa 6.000 isole greche e isolotti sparsi tra Egeo e Ionio. Molte sono minuscole, altre sono nomi che pronunciate ogni estate prenotando un traghetto: Mykonos, Santorini, Corfù, Creta. Quasi sempre senza chiedervi da dove arrivi quel suono.
Dietro l'origine dei nomi delle isole greche si intrecciano miti, descrizioni del paesaggio e secoli di dominazioni straniere. In pratica, ogni biglietto del porto è anche un bignami di storia mediterranea.
Miti, eroi e ninfe: quando il nome è un personaggio
Una grande fetta di isole greche prende il nome da figure della mitologia greca o da sovrani leggendari. Mykonos, per esempio, sarebbe intitolata all'eroe Mykonos, discendente del re sacro di Delo, Anio. Nelle leggende locali le rocce dell'isola sarebbero i corpi dei giganti uccisi da Eracle.
Naxos ha almeno due spiegazioni affascinanti. Per alcuni il nome viene da Naxos, capo dei primi coloni. Per altri è legato al termine antico "naxai", cioè sacrifici, perché qui si svolgevano molti riti agli dei.
Nel caso di Corfù la storia è molto romantica. Il nome greco, Kerkyra, deriva dalla ninfa Korkyra, figlia del dio fluviale Asopo. Poseidone se ne innamora, la rapisce e la porta su un'isola senza nome. In suo onore la chiama Korkyra, poi diventata Kerkyra. Dal loro figlio, Feace, nasce il popolo dei Feaci.
Anche Aegina rimanda a una ninfa: la bella Egina, amata da Zeus, che partorisce sull'isola il futuro re Eaco. Zakynthosprende il nome da un figlio del principe troiano Dardano, approdato qui dopo lunghe peregrinazioni. Cefalonia si ricollega invece all'eroe ateniese Cefalo, esule e poi sovrano dell'isola.
Lesbo, patria di Saffo, sarebbe chiamata così dal semidio Lesbos, arrivato con una spedizione di coloni. Ikaria rimanda immediatamente a Icaro: il ragazzo dalle ali di cera precipita in questo tratto di mare, che diventa Mar Icarico, e l'isola assume il suo nome.
Isole che si descrivono da sole: colore, forma, rocce, acqua
Altri nomi sono più "pratici" e fotografano l'aspetto del luogo. Lefkada viene da "lefkas", bianco: sono i faraglioni e le scogliere candide che chiunque abbia visto una foto riconosce subito.
Skiathos unisce "skia" (ombra) e Athos. L'isola si trova proprio nella "ombra" del Monte Athos, sulla costa opposta. Skyros deriva da "skyros" o "skiron", ossia pietrame, detrito roccioso, perfetto per un territorio selvaggio e frastagliato. Leros sembra ricondursi a "leros" nel senso di liscio, piatto, in linea con i rilievi poco alti.
Alonissos spiega da sola la posizione: da "als", mare, e "nisi", isola. Un'isola immersa nel blu profondo, oggi cuore di un parco marino. Ithaca, la patria di Ulisse, potrebbe collegarsi alla radice di "ithys", diritto, lungo: l'isola è stretta e allungata, quasi un coltello di roccia.
Chios è un caso particolare. Una tradizione racconta di Chios, figlio di Poseidone, nato durante una nevicata miracolosa che rese fertile l'isola. Il nome si lega così a "chiōn", neve. Il paesaggio, però, oggi profuma soprattutto di mastice e agrumi.
Quando la geografia incontra la leggenda
Alcuni nomi raccontano un evento preciso. Anafi, piccola Ciclade vicino a Santorini, entra in scena con gli Argonauti. Colti da una tempesta, pregano Apollo di salvarli. Il dio fa emergere dall'acqua un'isola che diventa rifugio. Da qui l'idea di un nome legato al "far apparire, far risplendere". I locali ci aggiungono una versione più prosaica: sentirete dire che Anafi si chiama così perché non ha serpenti.
Amorgos, stretta e allungata, forse deriva da "amorgà", la trave lunga del tetto di una casa, che ricorda il profilo dell'isola. Un'altra teoria la collega al lino che qui si coltivava, usato per tessere tuniche chiamate proprio "amorgos".
Creta, regina del Mediterraneo orientale, ha etimologie multiple. Secondo un filone mitologico il nome viene da Kriti, una delle ninfe che custodivano i pomi d'oro nel giardino delle Esperidi. Una lettura più "politica" la fa risalire a "krataie", forte, potente, in riferimento alla grande potenza marittima minoica.
Hydra invece è molto letterale: in origine si chiamava Hydrea, da "hydor", acqua, per le sorgenti naturali che la rendevano preziosa in un tratto di mare piuttosto arido.
Veneziani, crociati e doppi nomi: l’influenza italiana
Appena entrate nelle isole Ionie, i nomi italiani spuntano ovunque. Zakynthos diventa Zante, Kefalonia è Cefalonia, Kythira è Cerigo o Tsirigo, Lefkada era nota come Santa Maura. Sono tracce della lunga stagione veneziana in questa zona.
Santorini è forse l'esempio più famoso di doppio nome. Per i greci l'isola si chiama ufficialmente Thira, da Theras, lo spartano che secondo la tradizione la colonizzò. Il toponimo "Santorini" nasce nel Medioevo, quando i crociati che facevano scalo qui cominciano a parlare dell'"isola di Santa Irene", dalla chiesa dedicata alla martire. Il soprannome resta e oggi è quello che vedete sui cataloghi.
Corfù porta con sé un triplo strato. C'è Kerkyra, la ninfa amata da Poseidone. C'è Corfù, forma italiana legata probabilmente a "koryphai", le cime gemelle che dominano la città. E c'è l'identità veneziana ancora visibile nelle fortezze e nei palazzi.
Spetses deve il suo nome alla definizione veneziana "Isola di Spezie", non tanto per il commercio vero e proprio, quanto per i profumi forti della macchia mediterranea che colpivano i navigatori.
Mini guida per leggere e pronunciare i nomi
Molti nomi delle isole greche finiscono in -os, -a, -i. In greco, però, anche quelli in -os sono spesso femminili: si dice "i Mykonos", la Mykonos, "i Paros", la Paros. Utile da sapere se provate a scambiare due parole in taverna.
L'alfabeto non è poi così ostile. Κέρκυρα si legge Kerkyra: la K si pronuncia sempre come una c dura. Ζάκυνθος è Zakynthos, con la th resa spesso come semplice t sulle mappe italiane, da cui Zante. Μύκονος è Mykonos, Πάτμος è Patmos, Ρόδος è Rodos, cioè Rodi.
Sul tabellone del porto potreste quindi vedere affiancati nomi diversi: Thira/Santorini, Kerkyra/Corfù, Zakynthos/Zante. Le due forme convivono e raccontano viaggi, conquiste, lingue che si sono alternate per secoli.
La prossima volta che scegliete tra Naxos e Ikaria, tra Creta e Lefkada, potete farlo anche in base alla storia che quel nome porta con sé. Che sia una ninfa, una scogliera bianca o un vecchio governatore, l'isola inizia a parlare già dal cartello del traghetto.
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