Addio folle di turisti: questo piccolo borgo di pescatori a pochi km da Bellagio è un'oasi di silenzio e pace
A meno di un quarto d’ora a piedi dal lungolago pieno di vetrine di Bellagio, il Lago di Como cambia voce. Il brusio dei turisti lascia spazio allo sciabordio dell’acqua, a qualche chiacchiera in dialetto, al profumo di legno bagnato dei piccoli moli.
Questo luogo esiste, ha un nome gentile e suona quasi sussurrato: Pescallo. Una minuscola frazione affacciata sul ramo di Lecco, antico villaggio di pescatori che oggi è un’oasi di silenzio. Se state cercando un angolo di pace sul lago, è qui che dovreste puntare la bussola.
Perché Pescallo è l’oasi segreta del Lago di Como
Pescallo è incastonata sul fianco orientale del promontorio di Bellagio. Si affaccia verso est, il che significa albe morbide, luce radente sull’acqua e pomeriggi già più quieti quando, dall’altra parte del lago, le barche continuano a fare avanti e indietro.
Secondo i documenti storici raccolti dal Comune di Bellagio, all’inizio del XIII secolo questo minuscolo porto era uno dei tre centri lariani che fornivano più pesce al mercato di Como. Oggi la grande pesca non esiste più, ma qualche barca tradizionale resiste, con le reti stese ad asciugare vicino al porticciolo.
Il paesaggio è quello, inconfondibile, del ramo di Lecco reso celebre da Manzoni: montagne ripide che scendono a picco sull’acqua, luce che cambia in continuazione, nuvole basse che si specchiano nel lago. Non stupisce che un giallo contemporaneo come La regola del lupo di Franco Vanni abbia scelto proprio Pescallo come scenario: il borgo sembra davvero sospeso nel tempo.
A differenza di Bellagio, qui non ci sono filari di negozi o comitive che scendono tutte insieme dal battello. Poche case, una piazzetta, il porticciolo. Il resto è silenzio, interrotto solo dal tintinnio delle sartie delle barche a vela o dal motore di un piccolo gozzo che rientra.
Come arrivare a Pescallo senza stress
Pescallo è frazione di Bellagio, quindi il vostro punto di arrivo “ufficiale” sarà sempre Bellagio. Da Milano potete raggiungere il lago in treno via Varenna-Esino, poi proseguire con il battello fino a Bellagio, oppure arrivare a Como e salire lungo il Lario con la navigazione o l’autobus.
Se vi muovete in auto, preparatevi a un traffico vivace nei weekend e in alta stagione. Il consiglio è di parcheggiare a Bellagio e dimenticare la macchina. Pescallo è talmente vicino che guidare fin lì, per poi impazzire con gli stalli, sarebbe il modo più rapido per rovinarsi la magia.
Dal centro di Bellagio si scende a Pescallo in 10-15 minuti a piedi lungo la Salita Cappuccini, che i locali chiamano “Scalotta”. È una scalinata in pietra, abbastanza ripida ma breve, che attraversa uliveti e giardini mediterranei. Ogni tanto, tra un gradino e l’altro, si apre uno squarcio di lago con la Grigna sullo sfondo.
Se avete passeggini o problemi di mobilità, la scalinata non è l’ideale. Esiste una strada carrabile più dolce, ma resta comunque stretta e con qualche pendenza: meglio informarsi in anticipo e valutare i propri limiti. Proprio questa relativa “scomodità” è uno dei filtri naturali che hanno preservato il borgo dal turismo di massa.
Il momento migliore per arrivare? Le prime ore del mattino, quando il sole sorge davanti a voi e il lago è ancora quasi fermo, o le giornate limpide di fine autunno e inizio primavera, quando Bellagio è più tranquilla e Pescallo torna quasi un segreto.
Cosa fare a Pescallo tra porticciolo, vela e silenzi
Il cuore del borgo è la piazzetta affacciata sul minuscolo porticciolo. Qualche panchina, le barche ormeggiate, il profilo della Grigna e delle altre montagne che chiudono l’orizzonte. Il programma qui è semplice: sedersi, respirare, guardare l’acqua cambiare colore. Magari sfogliare un libro o chiacchierare a bassa voce, come fanno i residenti.
Pochi metri sopra il porticciolo si trova la chiesa dei Santi Biagio e Andrea, edificio del XVI secolo con facciata “a capanna” e navata unica. All’interno, una tela votiva del 1668 e statue seicentesche raccontano la devozione di un paese piccolo ma orgoglioso. Entrarci nel pieno del giorno, quando fuori il lago abbaglia, è come infilarsi per qualche minuto in un’altra dimensione.
Chi ama l’acqua può osservare Pescallo anche dal lago. Il Circolo della Vela Pescallo, molto attivo, organizza regate e a settembre il Trofeo Velico Serbelloni porta in baia eleganti imbarcazioni d’epoca: anche solo vederle sfilare è uno spettacolo. Diverse esperienze in kayak o sup, proposte a livello di centro lago, prevedono passaggi davanti al borgo: l’ideale per chi vuole un contatto ancora più intimo con questa rientranza tranquilla.
Per una giornata “perfetta” potete immaginare un itinerario lento: arrivo a Pescallo al mattino, sosta in piazzetta, visita alla chiesetta, poi salita verso Bellagio per un gelato e una passeggiata tra vicoli e giardini. Nel pomeriggio, rientro a Pescallo lungo gli ulivi e ultimo sguardo al lago mentre le luci si abbassano.
Un’ultima nota, forse la più importante: Pescallo non è un set, è un paese vero. I balconi fioriti e le barche tirate in secca appartengono a persone che qui vivono tutto l’anno. Gli abitanti chiedono poche cose: niente schiamazzi, nessuna foto invadente dentro cortili e finestre, rispetto per le reti e le barche, rifiuti riportati con sé. Se lo tratterete come il rifugio prezioso che è, questo angolo di pace del Lago di Como continuerà a restare tale anche per le prossime fughe lontano dal caos.
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