Nesso, il borgo sul Lago di Como dove una cascata divide le case come in un film
Lungo il ramo comasco del Lago di Como, tra una curva e l’altra verso Bellagio, c’è un punto in cui il rumore dell’acqua arriva prima delle case. Poi la strada si apre, lo sguardo scende e l’effetto è da cinema: pareti di roccia, facciate color pastello, una gola profonda che spacca il paese in due.
Benvenute a Nesso, borgo della Lombardia costruito in verticale, dove l’Orrido - la gola scavata dai torrenti Tuf e Nosée - sembra una gigantesca scenografia naturale. Qui la cascata non è solo sfondo: attraversa il paese, lo divide, ci passa letteralmente in mezzo.
Dove si trova Nesso e perché sembra un set cinematografico
Nesso si affaccia sul Lario nel cuore del Triangolo Lariano, circa 16 chilometri da Como, lungo la provinciale SP583che porta a Bellagio.
Arrivando dall’alto, il paese appare aggrappato alla montagna: vicoli stretti, scalinate in pietra, balconi con gerani e un continuo saliscendi che mette alla prova polpacci e smartphone.
Il centro storico si sviluppa attorno alla gola dell’Orrido, che taglia il borgo in due come una quinta teatrale.
Il primo “campo lungo” perfetto è il belvedere di Piazza Castello: da qui vedete insieme il taglio profondo nella roccia, l’arco in pietra del Ponte della Civera e le case che scendono a picco nell’acqua.
È il momento in cui si capisce perché tanti lo definiscono un set a cielo aperto.
Il cuore d’acqua: l’Orrido di Nesso e il Ponte della Civera
La scena madre è la discesa verso il lago, seguendo il rumore della cascata.
Dal centro del paese parte una lunga scalinata di circa 340 gradini che si infila tra i muri delle case. I gradini sono stretti e un po’ consumati: servono scarpe comode e un minimo di allenamento, soprattutto pensando alla risalita.
Scendendo, tra archi in pietra e passaggi coperti, si intravedono l’acqua in fondo alla gola e i resti degli antichi opifici.
Mulini, cartiere, setifici: per secoli la forza dei torrenti ha fatto girare l’economia locale.
Oggi questi muri sospesi sull’orrido sono pura archeologia industriale fotogenica, perfetta per chi ama dettagli ruvidi e atmosfere da film d’epoca.
Alla base della scalinata vi accoglie un portico di pietra e, subito dopo, il protagonista: il Ponte della Civera.
Un solo arco in pietra collega le frazioni di Coatesa e Riva del Castello.
Da un lato la cascata, che secondo il portale turistico ufficiale in-lombardia.it supera i 200 metri di dislivello, precipita dentro la fessura della montagna.
Dall’altro le facciate ocra e rosa scendono dritte nel lago, con le barche ormeggiate sotto le finestre.
In primavera, dopo le piogge, gli spruzzi arrivano fin sul ponte; in estate diventa una delle inquadrature più fotografate di tutto il Lario.
Un borgo in verticale: frazioni, storia e citazioni d’autore
Nesso non è un blocco unico, ma un piccolo mosaico di “set” diversi.
A nord c’è Borgovecchio, il nucleo più antico, con case addossate e corti interne.
Coatesa è la parte più iconica, dove l’acqua è ovunque e le facciate si riflettono nel lago.
Più in alto Lissogno segue il corso del torrente Tuf, un tempo punteggiato di mulini.
Sulla roccia sporgente domina la frazione di Castello, con i resti del Castello di San Lorenzo e un muraglione merlato affacciato sul lago.
Verso l’interno, Vico mostra il lato rurale del borgo, tra orti, prati e la strada che sale verso il Piano del Tivano.
Passeggiando incontrate anche la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, fondata nel 1095 e rimaneggiata in stile barocco, e la chiesa di San Lorenzo in frazione Castello, erede di un passato di fortificazioni e assedi.
Non manca la cultura pop ante litteram: Leonardo da Vinci annotò l’orrido nel suo Codice Atlantico, descrivendo il fiume che precipita dentro una “fessura di monte”, mentre Alfred Hitchcock scelse proprio Nesso per una scena del suo film muto del 1925 Il labirinto delle passioni.
Il ponte e la cascata, oggi, sono ancora riconoscibili come un’inquadratura senza tempo.
Quando andare, come arrivare e cosa sapere prima di partire
Per arrivare in auto si prende l’Autostrada dei Laghi fino a Como e poi la SP583 verso Bellagio: in circa mezz’ora si raggiunge Nesso. Le auto si lasciano all’ingresso del paese o, se siete fortunate, vicino a Piazza Castello. Chi preferisce i mezzi pubblici può prendere il treno fino a Como e proseguire con gli autobus di linea C30 Como–Bellagio o C32 Como–Piano del Tivano, che fermano a Nesso. In alternativa, i battelli della Navigazione Lago di Como includono il borgo in alcune corse: utile controllare orari e tratte aggiornate.
Un capitolo a parte merita la sicurezza. A causa di incidenti e comportamenti poco prudenti, un’ordinanza comunale del 7 luglio 2026, consultabile sul sito del Comune di Nesso, vieta fino al 15 settembre 2026 tuffi, salti e lanci in acquadal Ponte della Civera e dal ponte di Riva di Castello, oltre a prevedere un tratto di lago antistante l’Orrido interdetto alla navigazione. Tradotto: niente acrobazie per i social. Meglio godersi la vista, rispettare il silenzio del borgo e affrontare i 340 gradini con calma, zaino leggero, scarpe con buona aderenza e bambini sempre per mano. Il vero ricordo da portare a casa saranno le immagini, non il video estremo.
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