La chiamano la "piccola Toledo" ma è un borgo magico sulle montagne lombarde
Si chiama Gromo, è in Alta Val Seriana, in provincia di Bergamo, fa parte dei Borghi più belli d'Italia e dei paesi Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Un centro medievale minuscolo, ma con un soprannome potentissimo: «piccola Toledo», eredità di quando le sue fucine producevano spade e alabarde ricercate ben oltre la Lombardia.
Dov'è la «piccola Toledo» lombarda e che atmosfera ha
Poggiato a 676 metri di quota su uno sperone roccioso che domina il fiume Serio, il borgo di Gromo guarda dall’alto l’alta Val Seriana, circondato dai boschi delle Orobie. Case in pietra grigia, tetti di piöde e vicoli che si arrampicano verso la piazza principale regalano quell’aria di montagna autentica che molti cercano e pochi trovano davvero.
Da Bergamo si risale in auto tutta la Val Seriana, passando per Clusone e Ardesio; da Milano si segue l’autostrada A4 fino all’uscita di Bergamo e poi si prosegue verso l’alta valle. Nei weekend invernali ed estivi il traffico può essere intenso, quindi meglio prendersi tempo. Una volta arrivati, conviene lasciare l’auto nei parcheggi esterni e godersi il centro storico a piedi, tra vicoli stretti e scorci sul fiume.
Perché Gromo è chiamata la «piccola Toledo»
Dal Medioevo al Seicento l’Alta Val Seriana era un laboratorio a cielo aperto di metalli: dalle montagne intorno a Gromo si estraevano ferro e argento, lavorati poi in decine di fucine lungo i torrenti. Qui nascevano spade, pugnali, alabarde, scudi e corazze tanto ricercati da viaggiare ben oltre i confini lombardi, proprio come le celebri lame di Toledo in Spagna.
Tutto cambia nel 1666, quando una frana colossale, ricordata come Rovina del Goglio, travolge il fondovalle e distrugge 27 fucine, segnando l’inizio del declino economico. Il soprannome di «piccola Toledo» rimane però cucito addosso al paese e oggi rivive soprattutto al MAP - Museo delle Armi Bianche e delle Pergamene, in Palazzo Milesi, dove lame, pergamene e punzoni di famiglia raccontano quell’epoca di martelli e scintille.
Cosa vedere nel borgo tra torri, chiese e leggende
Il cuore della visita è Piazza Dante, un piccolo salotto medievale dove si affacciano il Castello Ginami, Palazzo Milesi e la chiesa di San Gregorio, tutti stretti in pochi metri di pietra. Il castello, costruito nel XIII secolo su uno sperone a picco sul Serio, conserva ancora la torre massiccia e un fascino severo, addolcito dal grande San Cristoforo dipinto sulla facciata verso la piazza.
Palazzo Milesi, con i suoi loggiati sovrapposti, ospita oggi il municipio, l’ufficio turistico e il MAP; entrando si trovano le sale dedicate alle lame e i disegni dell’architetto Luigi Angelini. Poco più in basso, la parrocchiale dei Santi Giacomo e Vincenzo custodisce opere di Antonio Cifrondi, un fonte battesimale cinquecentesco e un altare ligneo legato alla scuola dei Fantoni.
Tra una chiesa e l’altra, ci si perde volentieri nei vicoli: portali scolpiti, ballatoi in legno, antichi passaggi coperti e dettagli in ferro battuto riportano alla vita quotidiana degli artigiani di un tempo. Sulle facciate compaiono i riferimenti alla leggenda del brigante Rusì, oggi protagonista di racconti e laboratori per bambini, mentre appena fuori dal nucleo medievale spuntano alcune ville liberty di fine Ottocento, memoria della Gromo di villeggiatura.
Montagna, sport e sapori attorno alla «piccola Toledo»
A meno di mezz’ora di tornanti dal centro, la località di Spiazzi di Gromo porta a quota 1.200 metri e apre lo scenario delle piste da sci in inverno e dei prati fioriti in estate. Il comprensorio offre alcune seggiovie e circa quindici chilometri di piste, con un’atmosfera raccolta, adatta alle famiglie e a chi muove i primi passi sugli sci. In estate le seggiovie portano invece in quota escursionisti e appassionati di mountain bike fino al rifugio Vodala, a circa 1.750 metri, da cui partono passeggiate panoramiche non troppo impegnative.
Per chi ama qualcosa di diverso c’è il Büs di Tàcoi, cavità naturale sul monte Redondo: il sentiero che porta all’ingresso si percorre in circa un’ora, ma l’esplorazione interna va fatta solo con guide speleologiche. Intorno a Gromo si sviluppa una rete di sentieri che salgono verso baite e pascoli del Parco delle Orobie Bergamasche; la scelta va calibrata su meteo, stagione e allenamento, chiedendo una mano all’ufficio turistico.
Restando vicino al paese, il Parco Le Fucine offre un grande prato lungo il Serio, giochi per i più piccoli e qualche evento all’aperto, perfetto per una pausa dopo la visita al borgo. La cucina completa il quadro con polenta fumante, formaggi d’alpeggio dell’Alta Val Seriana, salumi robusti e paste ripiene come gli scarpinocc della vicina Parre. Da maggio a ottobre è più facile abbinare centro storico e montagna, mentre in inverno l’attenzione si sposta verso la neve di Spiazzi di Gromo: in ogni stagione, però, il paese mantiene lo stesso mix di silenzio e storie ferrose.
Tutte le foto sono di Gromo.eu
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