Cosa vedere a Londra? Dipende da cosa cercate (vi diamo tutte le alternative)

Spesso mi viene chiesto da italiana che ha vissuto a Londra per molto tempo, dove sia meglio soggiornare in città. Sarebbe come rispondere a: “che tempo farà a Londra?”, missione impossibile, perchè Londra è molto grande e la zona che sceglierete per dormire impronterà un po’ tutto il soggiorno e i vostri spostamenti giornalieri e notturni.
Per ovviare alle incertezze ho messo a punto negli anni un test: dimmi cosa cerchi (o che intenzioni hai) e ti dirò che zona di Londra sei.
** 3 cose da vedere a Londra (e dintorni) se siete fan di Kate, William & co **
** 10 cose da fare a Londra almeno una volta nella vita *
Cosa vedere nei più bei quartieri di Londra
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West End
Perfetto se ti piacciono le certezze e/o non sei mai stat* a Londra (succede) e vuoi partire dalle basi
Tra le vie di Soho, Covent Garden e Mayfair il “centro” di Londra è la base perfetta per iniziare a scoprire la città partendo dalle tappe “obbligatorie” dal Big Ben a Trafalgar Square, per poi godersi una zona che pulsa tutta la vita di questa città sempre in movimento.
Da Carnaby Street e le sue famose luminarie, passando per Soho e i suoi negozi di dischi e di design fino a Covent Garden e i suoi artisti di strada, poi Chinatown, i musical e i famosi teatri, qui non ci si annoia mai.
West End, gli indirizzi da non perdere
Neal’s Yard, un piccolo “segreto” accanto a Covent Garden, una corte colorata piacevolissima per gli occhi (e instagram) e per il palato.
Bar Italia, dopo qualche giorno a Londra un buon caffè ci vuole e magari anche sedersi al tavolino e vedere Soho che scorre e non si ferma mai.
Royal Opera House, e la sua Floral Hall in vetro e ferro battuto - stupenda la vista dal bar Amphitheatre, con la sua splendida terrazza che affaccia sulla piazza. Da qui è un attimo perdersi tra le vie dei teatri, luccicanti e imponenti come la loro storia, fino a risalire e raggiungere China Town per un po’ di street food (da provare il bun d’asporto in qualsiasi bancarella e il gelato in cono fatto a sirena alla pasticceria cinese di fronte all’hotel W).
Per respirare poi la “vecchia” Londra via verso Mayfair con la sua atmosfera sofisticata ed elegante, proprio come il mitico Fortum and Mason, forse meno famoso del suo “cugino” Harrods ma ugualmente suggestivo.
Dopo una giornata nella Londra più Londra, si può “volare” in India per la cena, da Dishoom, oltre ai deliziosi piatti speziati, da non perdere il loro Espresso Martini piccante.
Oriental, per provare i famosi dim sum, ravioli cinesi di ogni forma e dimensione, qui il menu ne conta infiniti gusti, fatti freschi ogni giorno. Niente parla di questa città come i mille sapori che la rendono irresistibile.
Dove dormire
Broadwick Soho praticamente un distillato di Soho, appena "sbarcato" in città, ha aperto le sue porte nel 2023 ed è già punto di riferimento per la Soho creativa ed eccentrica proprio come i suoi interni. Perfetto per una notte nel West End o anche solo per un drink in terrazza.
City
Per chi guarda le email prima del caffè e se sente la parola borsa non pensa (solo) a Prada
Centro nevralgico della finanza inglese e non, casa di uffici e grattacieli ma non solo.
Zona strategica per muoversi (Liverpool Street Station con collegamenti per aeroporti e metropolitane è proprio qui).
Una zona cambiata dalla pandemia, che tuttora rivede i suoi spazi e i suoi orari, dove si percepisce un ritmo diverso.
Qui nella city bisogna guardare in alto, perché i migliori ristoranti, bar, club e addirittura i giardini sono tutti sospesi lassù e aspettano soltanto di essere scoperti.
Gli indirizzi della City da non perdere
Da qui sono facilmente raggiungibili il Tower Bridge (sapevate che si può camminare sul pavimento di vetro e magari anche guardare giù?), il Tamigi e la zona sud di Londra con l’immancabile Tate Modern, Borough Market e una camminata a South Bank.
Spitafield: grande mercato coperto che offre street food e memorabilia. Ogni giorno un’offerta diversa, tra vintage, vinili, libri e ovviamente l’immancabile street food.
Sky Garden - il giardino più alto di Europa, da vedere anche solo per gustarsi una delle viste migliori della città a costo zero. Basta prenotare l’orario e poi ci si può godere un caffè vista cielo e Tamigi.
Sushi Samba, cucina fusion di sushi e sapori brasiliani, indimenticabile come la vista dal suo ultimo piano.
Dove dormire nella City di Londra
Recentissima new entry, Pan Pacific: un angolo di pace, relax e opulenza tra i grattacieli della city. Una vista impareggiabile ed un vero gioiello con piscina a vista grattacieli.
Un regalo di relax e pace mentre sotto di noi tutto scorre veloce e qui invece tutto sembra fermarsi. Piccolo gioiello: cocktail bar “segreto” e uno dei ristoranti asiatici più acclamati del momento. Tante gioie sotto un unico tetto.
King’s Cross
Per chi è così organizzato che stai facendo tabelle excel con questi suggerimenti e ha un solo credo: attenersi al programma serrato
Centro di Londra ed epicentro della metropolitana, non c’è linea che non passi di qui (perfino Parigi dista solo poche ore).
Un tempo area difficile, King’s Cross ha da tempo abbandonato la vecchia nomea per trasformarsi in un’area creativa ed in divenire.
Complice il nuovo quartiere generale Google (apertura prevista 2024) e l’arrivo di tanti nomi del design mondiale a ridisegnare la zona, è sicuramente una delle zone più comode per raggiungere ogni punto della città.
Gli indirizzi da non perdere a King’s Cross
Una camminata sul Regents Canal fino a Camden Town, storico mercato che vale la pena visitare anche se purtroppo ormai spogliato di quell’atmosfera maleducata e grintosa che lo avevano reso mitologico per tante generazioni. Insomma e più facile ritrovare Amy Winehouse in uno dei tanti graffiti che nell’animo della buona vecchia Camden.
Ma con questa constatazione nostalgica si può proseguire costeggiando il canale e godendo di una Londra poco conosciuta e davvero incantata. Immersi nel verde si può proseguire fino a Regent’s Park e se si ha ancora energia si può proseguire fino a Little Venice che ripaghera’ della fatica (tip: se preferite pedalare ci sono moltissimi punti per noleggio bici).
Coal Drops Yard: quartiere generale di Tom Dixon, designer inglese di fama mondiale, che ha deciso di aprire proprio sul canale una town house showroom che insieme ad altri nomi conosciuti ed emergenti ha dato vita a questa nuova destinazione per shopping e ristorazione.
British Library, vedendola dall’alto (bella la vista dal negozio Samsung di Coal Drops Yard) sembra una navicella spaziale atterrata nel mezzo di Londra. Invece e’ solamente il luogo che contiene 130 milioni di libri oltre alla più grande collezione di manoscritti dei Beatles, un po’ spaziale lo è.
Words on the water, dalla più’ grande alla più’ piccola e magica libreria di Londra. Una barca sul canale, profumo di parole e jazz che risuona nell’aria.
Coal Office un parco giochi di cibo e design, nato dalla collaborazione tra Tom Dixon e lo chef Assaf Granit, ricco di materiali, stile ed aromi. Un duo inedito come i piatti medio orientali che si spingono oltre i confini.
Dove dormire
The Standard, ospitato in un edificio in stile brutalista del 1974, (vecchia sede del municipio di Camden) questo hotel dal design inconfondibile racchiude al suo interno una biblioteca, tre ristoranti, un rooftop bar e uno studio audio con musica dal vivo. Per niente "standard" a differenza del nome.
East London
Per chi non perde un concerto e ha già segnato ogni mercatino
Tra negozi vintage unici, boutique di designers emergenti, mercatini infiniti e pub storici, in una parola: Hackney, con la sua costellazione di aree cool, multiculturali e in perenne cambiamento. Tutta da vivere e scoprire.
Gli indirizzi da non perdere a East London
Mercato di Brick Lane: mecca del vintage domenicale, bancarelle di tutti i tipi tra vintage, piccoli brands indipendenti e street-food da ogni angolo del mondo.
London Fields: polmone verde della zona est, perfetto per camminate e per una fresca birra al Pub in the Park e poi una visita al Broadway Market, meno famoso del suo vicino di casa, si tiene ogni sabato e vale una visita per scoprire nuovi brand emergenti, godersi musica dal vivo e l’immancabile street-food.
Columbia Flower Market per perdersi in mezzo ad ortensie ed english roses e terminare la giornata al mitico The Nags Head per un buon Fish and Chips (amanti di Guy Ritchie lo riconoscerete, spoiler: inizia con Lock e finisce con Stock ).
Cafe Oto, caffè durante il giorno e istituzione per musica sperimentale durante la notte, qui si va sopratutto per respirare musica (e per incontrare Thurston Moore, amanti dei Sonic Youth prendete appunti).
The Bistroteque, piccolo gioiello amato dai locals, cocktails e buona cucina fusion con buone proposte vegane. Fantastico brunch della domenica con pianista live.
Dove dormire
Mama Shelter - new entry nella scene londinese, condivide con la zona il senso di libertà, accoglienza e calore.
Un hotel ma non solo, oltre alle aree comuni open space dal design impeccabile e le stanze curate in ogni particolare non può mancare il palco per musica dal vivo. Perfetto per bere un cocktail in giardino accompagnato dalle note di qualche band emergente, per dormire c’è sempre tempo.
The One Hundred, nel pieno dell'azione con vista diretta su Shoreditch High Street, questo hotel dal design minimal e ricercato offre un porto sicuro nel fantastico "caos" dell'East London con camere comodissime, uno spazio co-working funzionale e un rooftop con vista spettacolare su Shoreditch High Street. Per una sosta nella città che non si ferma mai.
West London
Per chi ha visto infinte volte il film Notting Hill e/o per chi ma ama Vivienne Westwood (disclaimer: le due personalità a volte possono convivere)
Patria della Swinging London, la zona che confina con Hide Park abbandona i grattacieli e il design e si distingue per case vittoriane colorate e curate in quella perfezione fiorita che difficilemente non farà sbocciare il colpo di fulmine.
Indirizzi da non perdere a West London
Nothing Hill con il suo Portobello Road Market - grande mercato dove si può trovare di tutto, dalla frutta e la verdura, all’abbigliamento e agli oggetti d’antiquariato. Ma non fermatevi alla parte più gettonata (e non appostatevi fuori dalla famosa libreria, gli avvistamenti di Hugh Grant sono molto rari), proseguite verso nord e raggiungete Landroke Grove. Qui bancarelle di abbigliamento vintage si dividono lo spazio con ceramiche marocchine e ristoranti portoghesi. Una zona tutta da scoprire.
The Churchill Arms, il pub per eccellenza, con il suo esterno ricoperto di fiori e i suoi interni affascinanti ed eccentrici, per gustare una pinta circondati da cimeli di Winston Churchill in uno dei pub più iconici di Londra.
Per chi cerca lo shopping più esclusivo la direzione giusta è sempre una: Kings Road, non ci sarà più Mary Quant con il suo atelier dove lanciò la minigonna, ma troverete alcuni nomi molto interessanti, uno tra tutte Rixo, un marchio 100% inglese, amato e rinomato a Londra e non solo.
Finito con lo shopping, via con l'arte, partendo dalla meno nota Saatchy Gallery alla famosissima “Museum Mile” di Kensington, ossia “il miglio” dei musei, dal Victoria & Albert Museum al Museo di Storia Naturale, e poi finire in bellezza con un tradizionale "afternoon tea" (il te del pomeriggio accompagnato da dolcetti e tramezzini) a Kensington Palace per sentirsi dentro a una puntata di The Crown.
Dove dormire
Ember Locke glamour come Chelsea e colorato come i fiori di Notting Hill, questo nuovissimo aparthotel (le unità sono dotate di cucina) rispecchia in pieno lo stile di questo angolo di Londra. Tra art-deco e ispirazioni retro-futuristiche, questo hotel è una gioia per gli occhi e per il cuore e in un attimo è di nuovo swinging London.
Tutto pronto per partire, non dimenticate il passaporto!
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In viaggio da sola: 5 mete sicure (e bellissime) per iniziare

C’è un momento preciso in cui l’idea di mettersi in viaggio da sola smette di sembrare un azzardo e inizia a suonare come una promessa. Una promessa di libertà, di silenzi scelti e di ritmi personali.
Il solo female travel infatti non è solo una moda, ma un bisogno sempre più condiviso: partire senza dover mediare, senza compromessi, con l’unica bussola del proprio desiderio. Il segreto per iniziare? Scegliere mete “soft”, sicure e accoglienti, capaci di farci sentire a casa anche dall’altra parte d’Europa (o del mondo).
Dove andare in viaggio da sola: 5 mete sicure e bellissime
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Lisbona: la prima volta in viaggio da sola è più dolce
Lisbona è una di quelle città che sanno essere gentili fin dal primo sguardo, perfette per viaggiare da sola. Luminosa, malinconica al punto giusto, rilassata e incredibilmente vivibile, è perfetta per una prima esperienza in solitaria.
Ci si muove facilmente, si cammina molto e senza ansia, ci si siede a bere un caffè senza sentirsi mai fuori posto. È una città che non giudica e non corre, dove anche stare da sole a guardare l’oceano diventa un piccolo rito quotidiano.
Copenhagen: ordine, silenzio e libertà di movimento
Copenhagen è l’esatto opposto, e proprio per questo funziona benissimo. Ordinata, verde, silenziosa, è una delle città più sicure al mondo e una delle più facili da vivere in autonomia. Qui viaggiare da sole è la normalità: si pedala, si legge in un caffè, si passeggia lungo i canali con quella sensazione rassicurante di essere sempre nel posto giusto. La lingua non è mai un problema e la città sembra progettata per semplificare la vita, non per complicarla.
Siviglia: il calore che mette a proprio agio
Se invece si ha voglia di calore, di colori e di una socialità spontanea, Siviglia è una scelta perfetta. È una città viva, ma non caotica, dove ci si sente accolte senza essere invase. Le giornate scorrono lente tra tapas improvvisate, piazze assolate e musica che arriva dai vicoli.
Viaggiare da sole qui significa lasciarsi andare, fidarsi del ritmo locale e scoprire che anche la sera, se vissuta con attenzione, può essere serena e piacevole.
Amsterdam: la libertà è di casa
Amsterdam è la meta ideale per chi cerca libertà totale. Nonostante i pregiudizi, è una delle mete migliori per viaggiare da sola. È una città inclusiva, sicura, abituata alle persone che viaggiano da sole e che rivendicano il proprio spazio.
Nessuno si sorprende se si entra in un museo in solitaria o se si pranza leggendo un libro davanti a un canale. Tutto è intuitivo, semplice, accessibile, e la sensazione costante è quella di potersi muovere senza mai sentirsi vulnerabili.
Kyoto: il viaggio interiore
Per chi sogna qualcosa di più lontano ma sorprendentemente rassicurante, Kyoto è una rivelazione. Silenziosa, rispettosa, profondamente armonica, è una città che invita all’introspezione e rende il viaggio in solitaria un’esperienza quasi meditativa.
Qui la sicurezza è altissima e il rispetto per lo spazio personale è parte della cultura. Camminare da sole tra templi e giardini, senza fretta, diventa un modo per riconnettersi con sé stesse in modo profondo e gentile.
Viaggiare da sole non significa esporsi al rischio, ma imparare ad ascoltarsi. Scegliere alloggi centrali, informarsi, fidarsi del proprio istinto e concedersi il diritto di cambiare idea sono piccoli gesti che fanno la differenza. E soprattutto ricordare che essere sole non è mai sinonimo di solitudine, ma spesso di presenza piena.
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Abbiamo guidato una Porsche su un ghiacciodromo in Lapponia (e potete farlo anche voi)

Nell’ambito delle Ice Experience firmate Porsche Italia, abbiamo avuto la possibilità di vivere tre giorni alla scoperta del Grande Nord, scanditi da avventure inusuali e travolgenti. Un’occasione non solo per mettersi ai comandi di una macchina iconica come la 911 ma anche di divertimento e di fuga adrenalinica dall’ordinario.
Perché, sì, ci sono momenti in cui lasciarsi scuotere dall’imprevisto e dal brivido fa bene. E qui è stata proprio una questione di brividi, in tutti i sensi.
Da ormai quasi dieci anni Porsche Italia, infatti, organizza corsi di guida su ghiaccio in Svezia – aperti a tutti gli appassionati, neofiti compresi – e nello specifico a Luleå: una cittadina costiera nel nord est del Paese, quasi al confine con la Finlandia.
Ecco che allora, appena atterrati nel suo minuscolo aeroporto e messo fuori il naso, il benvenuto nella terra dei Sami sono stati i meno venti gradi che hanno aiutato però a risvegliare la mente e i muscoli intorpiditi dalle 4 ore di volo da Milano (intervallate da un veloce scalo a Stoccolma). Spoiler confortante: il freddo è molto secco e, piano piano, ci si abitua.
In direzione dell’hotel Elite Stadshotellet Luleå, fuori dal finestrino, una fitta fila ordinata di abeti ricoperti da una morbida coltre di neve ci ha accompagnato lungo i bordi della strada per tutto il tragitto: l’atmosfera era rarefatta e ovattata. L’immaginario che avevamo sempre avuto di quelle latitudini non è stato smentito; anzi, eravamo già convinti che in quell’angolo di Lapponia, ancora preservato dal turismo di massa, avremmo trovato un’autenticità intatta. E così è stato.
La Porsche Ice Experience a cui abbiamo preso parte – format che si svolge a un centinaio di chilometri a sud del Circolo Polare Artico e prevede ogni anno cinque o sei partenze nel mese di febbraio, aperta ciascuna a una ventina di partecipanti – è iniziata con un briefing il giorno stesso dell’arrivo.
È il momento in cui vengono presentate le vetture da provare all’indomani sul circuito di Ebbenjarka, uno specchio d’acqua ghiacciato circondato da una natura selvaggia dove correre in tutta sicurezza, assistiti da un team di esperti.
Grande protagonista, quest’anno, è stata la nuova gamma della storica 911 – emblema della casa automobilistica tedesca dal 1963 – con i modelli 911 Carrera 4 GTS, dotato della più recente tecnologia T-Hybrid – un sofisticato sistema ibrido ad alte prestazioni che garantisce un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3 secondi e una velocità fino ai 312 km/h –, e 911 GT3, una versione ancora più sportiva con tanto di alettone, dalla potenza di 510 Cavalli.
“Se le donne partecipano alle Ice Experience organizzate da Porsche? Il primo anno vengono per accompagnare fidanzati e mariti, quello successivo tornano e sono le prime a voler scendere in pista”: neanche ancora al volante, la risposta del nostro istruttore già ci aveva fatto intuire lo spasso che di lì a poco ci avrebbe aspettato.
Quello che abbiamo provato è stato divertimento allo stato puro e scariche di adrenalina a ogni curva affrontata di traverso a tutto gas, incitati dalla voce spronante del coach seduto accanto, al posto del passeggero (e certa degli impeccabili sistemi di sicurezza della 911 qualora avessimo commesso qualche errore!).
Tra una sessione di guida e l’altra, il “pit stop” consiste in una piacevole pausa al caldo di uno chalet affacciato sul circuito: seduti attorno a un focolare si ascolta il debrief dell’istruttore che ripercorre errori, traiettorie e spiega i margini di miglioramento.
E se l’appetito vien guidando, si prosegue con il pranzo: il momento giusto per assaggiare alcuni piatti tradizionali di queste zone come il Poronkaristys, stufato di renna con marmellata ai frutti rossi, oppure scoprire il vero gusto di un trancio di salmone freschissimo cotto al forno.
Ricaricate le energie, e conclusa la parte didattica, la Porsche Ice Experience prevede anche momenti dedicati alla scoperta della destinazione – pensati non solo per i partecipanti al corso di guida, ma anche per gli eventuali accompagnatori. E quale altro mezzo per andare in esplorazione della taiga svedese, se non la motoslitta?
A una ventina di chilometri dal ghiacciodromo, nella località di Mörön, si organizzano snowmobile safari di un paio d’ore attraverso foreste di conifere e praterie innevate a perdita d’occhio. Anche qui, se amate il brivido della velocità o volete mettervi alla prova con qualcosa di inconsueto, l’occasione è da non perdere: muniti di casco, tuta da sci e ricevute le dovute istruzioni su come si guidano questi bolidi delle nevi, tutto è pronto per (ri)sbizzarrirvi con l’acceleratore.
E, non saranno certo Porsche, ma sappiate che anche le motoslitte non scherzano: alcuni modelli possono toccare fino a 160 km/h! In fila indiana dietro la guida, e con un po’ di fortuna, magari c’è anche la possibilità di avvistare la fauna locale come renne, alci e volpi artiche. Ma, a proposito di fortuna, tenete un anche po’ per la sera.
In inverno (fino, indicativamente, ai primi giorni di aprile), alzando gli occhi verso il cielo si potrebbe assistere a uno dei fenomeni più affascinanti che la natura regala: l’aurora boreale. La buona notizia è che Luleå (che, in realtà si pronuncia Luleo), così come tutta l’estremità settentrionale della Lapponia svedese, è considerata una delle zone migliori per vederla ma a condizione che il cielo sia perfettamente limpido.
Con il meteo a favore, l’aurora si potrebbe addirittura ammirare comodamente affacciandosi dalla finestra della propria camera, ma volete mettere l’atmosfera romantica e lo stupore condiviso del ritrovarsi attorno a un fuoco acceso sulle sponde ghiacciate del Golfo di Botnia aspettando la sua improvvisa comparsa?
Se supererete questa prova di “sopravvivenza” al freddo in notturna, sarete allora pronti per affrontare un'altra escursione unica nel suo genere: un’uscita a bordo di una rompighiaccio lungo il fiume Pite, in direzione del Mar Baltico. L’imbarco sull’Artic Explorer è a Pite Havsbad, una sessantina di chilometri a sud di Luleå: da quel momento, inizia un’avventura di un paio d’ore difficile da vivere altrove (e per questo imperdibile).
Dal parapetto della nave si può godere di un panorama al limite del surreale, avvolto dal silenzio: ovunque si posi lo sguardo, l’orizzonte è una distesa monocromatica di ghiaccio e neve che fa entrare in una dimensione spazio temporale onirica.
Una volta frantumata dalla chiglia la banchisa in un punto sicuro, arriva il momento più emozionante della crociera: l’opportunità di fare il bagno nelle acque gelate del Golfo di Botnia – un’insenatura del Mar Baltico – indossando una spessa muta impermeabile che permette di galleggiare senza esitazioni e soprattutto, di non soffrire le temperature estreme.
Portate con voi un costume da bagno, vi venisse voglia di spingervi oltre e tuffarvi nel blu: così abituati all’adrenalina aspettatevi di tutto. Anche a non sentire il freddo a meno diciotto gradi!
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Sensoria Dolomites: dove il lusso incontra la natura

Immerso nel suggestivo panorama delle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO, Sensoria Dolomites unisce design contemporaneo, ospitalità altoatesina e un profondo senso di benessere. Un luogo pensato per chi vuole rallentare, ascoltare e lasciarsi cambiare dalla montagna.
Ci sono hotel che nascono da un business plan. E poi ci sono luoghi che nascono da una scelta d’amore. Il Sensoria Dolomites appartiene alla seconda categoria.
Dopo anni trascorsi tra Parigi, Milano, Vienna, Singapore ed Edimburgo, Lea Oberhofer e Simon Leitner hanno scelto di tornare alle origini. L’ex albergo di famiglia, il Ritterhof, è stato ripensato con rispetto per la memoria, ma con la libertà di immaginare qualcosa di completamente nuovo. Da questo gesto intimo e coraggioso nasce Sensoria: un luogo che interpreta l’ospitalità come esperienza dei sensi. Qui ogni dettaglio è parte di un ritmo lento, accompagnato dalla luce, quasi una firma, che disegna gli spazi, scalda il legno, accarezza i tessuti naturali, per cambiare poi durante il giorno e trasformare lo spazio.
Un rifugio sensoriale che dà forma a un’idea di lusso per l’anima. L’eredità altoatesina si sente nella cura silenziosa, nella qualità autentica dei materiali, nella precisione dei gesti. Ma si percepisce anche lo sguardo internazionale di Lea e Simon: un’estetica essenziale, pulita, contemporanea. Il risultato è un equilibrio raro tra calore familiare e sofisticazione discreta.
Aperto nell’estate 2022, Sensoria accoglie gli ospiti in 45 camere dal gusto minimalista e in due suite panoramiche di 125 m2 con spa privata e terrazze affacciate sullo Sciliar. L’architettura gioca con linee pulite e materiali naturali: legno caldo, tessuti materici, palette neutre interrotte da dettagli sofisticati. L’effetto è quello di una baita di design immersa in un panorama mozzafiato che entra dalle vetrate e va dritto dentro il cuore.
L’intenzione é chiara: non competere con la natura, ma seguirne la logica. Non imporsi sul paesaggio, ma ascoltarlo. Costruito quasi interamente in legno locale, il complesso dialoga con le Dolomiti attraverso geometrie che riprendono il profilo dei monti e volumi che sembrano emergere dal terreno con naturalezza. Il legno é imperfetto, con i suoi nodi, venature e variazioni cromatiche, i cortili interni e ampi atri luminosi dissolvono i confini tra dentro e fuori e l’architettura si trasforma in un’estensione del paesaggio. L’anima del complesso è fatta di armonia grazie anche al legno d’abete rosso, ispirato ai boschi di Castelvecchio e al profilo dello Sciliar, che avvolge il Sensoria come una seconda pelle, calda e protettiva.
Ma ciò che rende davvero unico Sensoria è l’accoglienza. Familiare senza essere invadente, attenta senza formalismi. Il lusso qui è sentirsi nel posto giusto, nel momento giusto. Una colazione che profuma di caffè, pane caldo e quiete. Una tisana calda dopo la spa. Un bicchiere di vino vicino al camino sempre acceso.
E una cena senza fretta, dove ogni assaggio racconta il territorio, la stagione e le specialità tirolesi convivono con la freschezza mediterranea, mentre la raffinatezza francese aggiunge eleganza a ogni piatto. La formula “All Day Inclusive - esclusivamente inclusiva”, in vero stile Sensoria, lascia l’ospite libero e senza pensieri e ogni momento della giornata si trasforma in piacere. Dalla colazione, tra prodotti locali, ricette artigianali e ingredienti selezionati con cura, alla merenda altoatesina, fino alla cena, per un viaggio nel gusto, pensato per essere lento, consapevole e profondamente appagante.
E poi la SPA, in legno di abete di montagna, un’estensione naturale del paesaggio: piscine che riflettono il cielo, dove l’acqua riscaldata a trentadue gradi scorre dall’interno verso l’esterno e lo sguardo si perde sullo Sciliar, saune panoramiche, spazi di quiete che sembrano sospesi tra interno ed esterno. Tutto è studiato per rallentare e restituire centralità ai sensi. Da non perdere il “bagno di suoni”, un rituale di vibrazioni sonore che ti invita a vibrare insieme al ritmo dei monti. In queste sessioni immersive, strumenti come gong, campane tibetane, vocalizzi profondi creano onde di suono che risuonano nel corpo e nella mente, favorendo un rilassamento profondo, equilibrio energetico e una sensazione di leggerezza interiore in risonanza con il silenzio e la potenza naturale che circonda l’hotel.
E in questo universo anche la creatività diventa esperienza sensoriale: si è tenuta qui, infatti, la Sensoria Art Edition 01, la prima edizione di un progetto nato dal desiderio di Lea e Simon di aprire ancora di più Sensoria Dolomites al dialogo tra arte e natura. Un’estensione naturale della loro visione: trasformare l’ospitalità in esperienza culturale, viva, condivisa.
Per questa prima edizione, sono arrivate due tra le voci più significative dell’arte altoatesina contemporanea: Aron Demetz e Peter Senoner. Entrambi già presenti con le loro opere nella collezione temporanea dell’hotel, hanno accompagnato gli ospiti in un percorso fatto di incontri personali, momenti creativi e scambio diretto. Una naturale evoluzione di un luogo nato da una scelta d’amore e oggi capace di generare nuove connessioni tra persone, paesaggio e immaginazione.
E per non farsi mancare nulla e vivere appieno il paesaggio di Sensoria Dolomites, è indispensabile salire in quota: una camminata sulla neve tra panorami cristallini, respirando aria pura e silenzio immenso. E poi, tappa obbligatoria in baita per un pranzo che sa di montagna, tra canederli (gnocchi di pane) e tradizione, per poi finire con un bombardino che scalda mani e cuore.
Con il mondo ai piedi e le Dolomiti intorno, ogni attimo diventa esperienza totale, sensoriale e indimenticabile.
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Se siete amanti del mare d’inverno dovete conoscere questi 5 posti

C’è un momento, lontano dal clamore dell’estate, in cui il mare smette di essere una cartolina e torna a essere poesia. L’inverno infatti lo spoglia di tutto ciò che è superfluo: ombrelloni, rumori, file, fretta. Quello che resta del mare d'inverno è il respiro delle onde, il vento che accarezza le scogliere, i colori più intensi del cielo.
Il mare d’inverno non è qualcosa che si guarda: si ascolta. Un’esperienza intima, quasi segreta, fatta di passeggiate sulla battigia silenziosa, caffè caldi nei borghi vuoti, tramonti che sembrano dipinti a mano. Un lusso autentico, per chi cerca bellezza senza distrazioni.
Ecco cinque mete italiane dove goderselo.
Mare d'inverno: cinque mete da scoprire
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Polignano a Mare, Puglia
Tutti conosciamo Polignano a Mare, ma non tutti sanno come questa località in inverno sembri sospesa nel tempo. Le sue scogliere bianche, a picco sull’Adriatico, si stagliano contro un mare di un blu quasi irreale.
Cala Lama Monachile è incredibilmente deserta. Immaginate una lingua di sabbia tra le falesie bianche, le case dei pescatori e quel mare blu che Domenico Modugno cantava in alcune delle sue canzoni. Il centro storico si attraversa con lentezza d'inverno, tra balconi fioriti e luci soffuse. Una meta romantica, per chi ama la bellezza senza filtri.
Portovenere, Liguria
Misteriosa e magnetica, Portovenere in inverno è un gioiello che non stanca mai. Le case colorate si riflettono su un mare spesso agitato, creando un contrasto potente e romantico. La prima cosa che salta agli occhi non appena arrivati è la meravigliosa vista che offre la palazzata delle case. Siamo abituati a vederla in foto, ma è impossibile non essere stupiti dalle case colorate verticali che si affacciano sul mare.
La Chiesa di San Pietro poi, un esempio di stile gotico genovese è affacciata sul promontorio e regala uno dei panorami più suggestivi d’Italia. Uno dei punti più romantici, anche di inverno, dove un tempo sorgeva il tempio pagano dedicato proprio a Venere, dea dell'amore, da cui questa località prende il suo nome "Portus Veneris" .
Scilla, Calabria
Qui il mare è leggenda, dopotutto anche Omero ne ha scritto nella sua Odissea. Scilla, con il suo borgo di Chianalea, sembra galleggiare sull’acqua. In inverno questo si svuota, e il suono delle onde diventa colonna sonora di giornate lente.
Questa località per molti è l'immagine simbolo di una Calabria fatta di borghi, leggende, spazi carichi di storia, tutti da scoprire. Scilla è sicuramente un luogo intimo, perfetto per chi cerca un Sud autentico, fatto di silenzi e luce dorata. A Scilla infatti il tempo sembra rallentare per permetterci di ascoltare ciò che resta: il mare, il mito, e quella bellezza discreta che esiste solo lontano dalla folla.
Alghero, Sardegna
Dimenticate la Sardegna mondana, d’inverno Alghero è elegante, malinconica e profondamente mediterranea. Ma è la destinazione perfetta per chi, anche in inverno, cerca eventi culturali, gastronomici e mercati stagionali con sapori autentici.
Alghero infatti è la meta ideale per coloro che sognano relax e avventura: le passeggiate tra i palazzi storici, il profumo dei dolci tipici del luogo, creano l'atmosfera ideale da scoprire, specialmente nei mesi più freddi, senza folla, più intima e romantica.
Le mura sul mare, le stradine in pietra, il vento che soffia dal nord: tutto racconta una storia antica.Il tramonto sul lungomare è uno spettacolo che resta nel cuore. E per gli amanti del vino, l'inverno è il periodo perfetto per scoprire i famosi vini locali, dal Vermentino, al Cannonau e Cagnulari.
Cefalù, Sicilia
Con la Rocca che domina il borgo e il Duomo che guarda il mare, Cefalù in inverno è un dipinto vivente. La spiaggia infatti è deserta e il centro storico, con i suoi palazzi e chiese barocche, vibra di una calma nuova. Tra le luci che illuminano le vie al profumo del mare, Cefalù è senza dubbio una destinazione perfetta anche con le temperature più rigide.
Qui il mare d’inverno ha il colore della nostalgia e il profumo degli agrumi. Non dimenticate di fare una visita al Parco delle Madonie, alle spalle di Cefalù, nell’entroterra montano della Sicilia settentrionale. Questo paesaggio incantevole caratterizzato da frassini secolari vi farà rimanere a bocca aperta. In questo luogo mare e montagna si incontrano, dando vita a un panorama davvero suggestivo.
Forse il mare d’inverno non è una fuga, ma un ritorno. Un ritorno alla bellezza senza rumore, ai luoghi che non chiedono di essere condivisi, ma vissuti. Lontano dall’estate, lontano da tutto, quello che resta è proprio il mare, che ci ricorda chi siamo quando impariamo a guardare davvero.
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