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Lifestyle

In Piemonte c’è un borgo che a giugno si trasforma in un piccolo angolo di Provenza!

In Piemonte c'è un borgo che a giugno si trasforma in un piccolo angolo di Provenza!

foto di Grazia.it Grazia.it — 4 Giugno 2026
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A Viguzzolo, borgo dei Colli Tortonesi, tra metà giugno e fine luglio i campi di lavanda tingono le colline di viola. A un’ora da Milano, Torino e Genova, questo angolo di Provenza nasconde sentieri, regole e sapori da conoscere prima di partire.

Tra metà giugno e fine luglio, sui Colli Tortonesi, un paese di tremila abitanti si colora di viola intenso. È Viguzzolo, in Piemonte, e i suoi campi di lavanda regalano quell’effetto “piccola Provenza” senza attraversare il confine.

Il profumo arriva già dalla strada che sale verso la collina, la stessa dove si snodano i famosi campi di lavanda di Viguzzolo. Davanti, il borgo e i vigneti; intorno, il viola che si accende soprattutto all’alba e al tramonto. Perfetto per una gita in giornata da Milano, Torino o Genova.

Viguzzolo, il borgo tra vigne e lavanda nei Colli Tortonesi

Viguzzolo si trova in provincia di Alessandria, ai piedi dei Colli Tortonesi. È un territorio morbido, fatto di colline basse, filari di vite e cascine, dove la parola d’ordine è lentezza. Qui il vino di casa è il Timorasso, bianco autoctono diventato simbolo enologico della zona.

Il borgo è raccolto: poche strade, case in mattoni, la parrocchiale della Beata Vergine Assunta, bar dove ci si ferma per il caffè e per commentare il meteo. In questo scenario così quotidiano, la collina della lavanda è il colpo di scena che non ci si aspetta.

Sulla salita di strada Castelletto, dal 2007, il giardiniere Giancarlo Nossa coltiva fragole e soprattutto lavanda. Anno dopo anno i filari sono cresciuti: oggi scendono sul pendio con una geometria quasi perfetta, incorniciando il profilo del paese. È diventato un piccolo pellegrinaggio fotografico, ma resta prima di tutto un campo agricolo vero.

 

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I campi di lavanda di Viguzzolo: quando andare e come comportarsi

La finestra di fioritura, qui, va di solito da metà giugno a fine luglio. Il momento migliore cade intorno al 24 giugno, giorno di San Giovanni, come in buona parte della pianura padana. Le stagioni però non sono più “in orario” come una volta: caldo anticipato o piogge possono spostare tutto di una settimana in avanti o indietro.

Per questo conviene controllare pochi giorni prima i canali del Comune o dell’ente turistico locale, che spesso aggiornano su stato dei campi ed eventuali eventi. Se arrivate a fine luglio potreste trovare ancora colore, ma con fiori meno compatti perché la raccolta si avvicina.

L’accesso ai campi è gratuito, ma non è un parco pubblico. I terreni sono privati: si visita a piedi restando sui margini o sui sentieri già tracciati. Niente ingressi tra i filari, niente “corse nel viola”, niente mazzi di fiori tagliati per ricordo. I residenti sono molto chiari su questo punto: quel viola è lavoro, non scenografia.

Cani sì, ma rigorosamente al guinzaglio e senza farli entrare tra le piante. Niente picnic dentro al campo, niente musica alta, niente droni senza autorizzazione. Bastano scarpe chiuse, cappello, una bottiglia d’acqua e la voglia di respirare il profumo in silenzio.

Per le foto, la luce migliore è la mattina presto e il tardo pomeriggio, quando il sole radente fa cambiare il tono del viola e disegna ombre leggere tra un filare e l’altro. Le ore centrali appiattiscono i colori e rendono tutto più caldo, quindi meno piacevole da vivere e da fotografare.

La lavanda raccolta viene conferita alla cooperativa Agronatura di Spigno Monferrato, realtà specializzata nella trasformazione biologica di piante officinali. Qui, attraverso la distillazione in corrente di vapore, il fiore di Viguzzolo diventa olio essenziale destinato a profumi, cosmetici e prodotti erboristici. Una filiera corta, dal pendio viola al flacone.

Un giorno tra lavanda, Pieve di Santa Maria e Timorasso

Una volta archiviate le foto nei campi, vale la pena allungare la giornata. Poco fuori dal centro sorge la Pieve di Santa Maria, chiesa romanica millenaria nascosta tra prati e sentieri. L’interno custodisce un grande crocifisso ligneo in legno di fico dall’impatto scenografico, ma la magia è già nella camminata che ci arriva, tra colline e silenzio.

Rientrando in paese potete fermarvi per un pranzo semplice: cucina piemontese, qualche specialità dei Colli Tortonesi, calice di Timorasso o Barbera della zona. Molte cantine lavorano su prenotazione per visite e degustazioni: l’idea perfetta è abbinare mattina in lavanda e pomeriggio in vigna, restando sempre nel raggio di pochi chilometri.

Per chi ama la bici, queste strade sono anche quelle dei “campionissimi”: da qui passavano e ancora passano molti percorsi legati a Fausto Coppi. Le salite sono dolci, ma sufficienti a sentire le gambe lavorare, con l’aggiunta non trascurabile del profumo di lavanda che arriva dai pendii.

Raggiungere Viguzzolo è semplice. In auto, da Milano si percorre l’A7 fino all’uscita Tortona, poi si prosegue sulla ex statale 10 verso il borgo: in circa un’ora siete tra i campi. Da Torino si usa l’A21 in direzione Piacenza con uscita sempre a Tortona. Da Genova, A7 o A26 fino a Ovada, poi si risale verso i Colli Tortonesi: anche qui il tempo di viaggio resta intorno all’ora.

Chi preferisce il treno può arrivare a Tortona, nodo ferroviario ben servito, e da lì proseguire con autobus locali, taxi o bici al seguito, a seconda dello spirito con cui vuole vivere la giornata.

© Riproduzione riservata

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