Un romanzo emozionante ci guida alla scoperta della Calabria e questi sono i borghi da visitare questa primavera
Il 17 marzo 2026 è uscito Duramadre, il nuovo romanzo di Erica Cassano per Garzanti. Nelle sue pagine c’è un paese che non esiste sulle mappe, Paese Nuovo, ma esiste benissimo nell’immaginario: una Calabria anni Sessanta dura, bellissima, dove basta un pettegolezzo per marchiare una vita intera.
Mentre seguite Celeste, la protagonista quarantenne che lascia Napoli per insegnare in questo borgo chiuso e giudicante, è quasi impossibile non pensare: «Ma com’è davvero, oggi, quella Calabria di paesi in salita, campane e sguardi dalle finestre?». La risposta è in alcuni borghi da visitare in Calabria che sembrano cugini di Paese Nuovo, ma molto più accoglienti.
Duramadre, la Calabria e quel paese che assomiglia a molti
Cassano ha raccontato di aver rinunciato a ispirarsi al paese reale del nonno per creare «un posto totalmente nuovo, immaginario, con le sue regole e le sue tradizioni». Il risultato è un concentrato di dettagli che ritrovate in tanti borghi calabresi veri: piazze dove tutto si sa, chiese come punto di ritrovo sociale, montagne che proteggono ma isolano. Da qui l’idea: usare Duramadre come guida emotiva per un itinerario reale tra Pollino e Alto Tirreno.
Mormanno e Papasidero: i borghi del Pollino
Per visualizzare Paese Nuovo è naturale partire da Mormanno, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. È un borgo medievale arroccato a circa 840 metri di altitudine, fatto di vicoli, scalette, archi e portali in pietra. Nel centro spiccano il Duomo in stile barocco napoletano, la chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso e, più in alto, il Faro Votivo ai Caduti della Calabria sul monte San Michele. Qui si respira quella compattezza di comunità che nel romanzo diventa talvolta controllo, nella realtà soprattutto senso di appartenenza.
Pochi chilometri più in là, Papasidero aggiunge al quadro la forza dell’acqua. Il borgo domina il fiume Lao, dove si organizzano rafting ed escursioni: la versione più dinamica del turismo lento nei borghi da visitare in Calabria. Il Santuario della Madonna di Costantinopoli è incastonato nella roccia e si raggiunge scendendo una scalinata e attraversando un ponte, come un piccolo rito iniziatico. Ancora più indietro nel tempo porta la Grotta del Romito, sito paleolitico con celebri incisioni rupestri di un grande bovide: una pagina di pietra che racconta quanto sia antica questa terra che in *Duramadre* sembra immobile, ma in realtà ha millenni di storia alle spalle.
Praia a Mare, tra santuario e grotte sul mare
Dalla montagna al mare il salto è breve: in meno di un’ora di strada dal Pollino si arriva a Praia a Mare, una delle località costiere più amate della Calabria. La scena è quasi cinematografica: la lunga spiaggia, l’isola di Dino che sembra tagliare in due il Tirreno, le barche che puntano alle grotte marine. È il luogo perfetto per continuare il romanzo con i piedi nella sabbia, mentre la luce cambia sul mare.
Alle spalle del paese, il santuario della Madonna della Grotta occupa una grande cavità alla base del monte Vingiolo, circa 90 metri sopra il livello del mare. Cappelle sovrapposte, volte rocciose, ex voto: una religiosità popolare che ritroviamo anche nelle pagine di Cassano, dove le processioni e le statue diventano specchio dei rapporti di potere nel paese. Qui, invece, si sale per cercare silenzio e panorami. Dall’alto, il contrasto tra le montagne del Pollino alle spalle e l’isola di Dino di fronte racconta in un colpo solo la doppia anima della regione.
Un giro in barca intorno all’isola di Dino permette di entrare nelle grotte, come la celebre Grotta Azzurra, e vedere da vicino pareti verticali coperte di vegetazione mediterranea e i resti di una torre normanna. Quando il motore si spegne, resta solo il rumore dell’acqua che rimbalza sulla roccia: il momento ideale per riaprire Duramadre e ascoltare Celeste con lo sguardo rivolto alla costa.
Aieta, uno dei borghi più belli d’Italia
Dal mare si risale verso Aieta, nell’entroterra sopra Praia. Inserito nel club nazionale «I borghi più belli d’Italia» e citato anche dai materiali dell’ENIT sui centri storici calabresi, è un piccolo gioiello di pietra affacciato insieme sul Tirreno e sulle cime del Pollino. Vicoli stretti, case addossate, scalinate improvvise: lo scenario perfetto per un paese come quello del romanzo, con un dettaglio non trascurabile, qui l’aria che si respira è decisamente più aperta.
Dominando il borgo c’è il Palazzo rinascimentale Martirano-Spinelli, monumento nazionale dal primo Novecento, con una facciata elegante che sembra una quinta teatrale. La chiesa di Santa Maria della Visitazione, del XII secolo, e le tante cappelle raccontano una fede intrecciata alla vita quotidiana, ma senza quella durezza moralistica che tormenta Celeste. Aieta è un ottimo punto base per la notte: perfetto per leggere le ultime pagine del romanzo su un balcone vista montagne.
Come organizzare il viaggio ispirato a Duramadre
Per vivere questo itinerario tra borghi da visitare in Calabria senza soffrire il caldo né le folle, l’ideale è puntare su primavera e inizio autunno. Le giornate sono abbastanza lunghe per alternare trekking nel Parco Nazionale del Pollino e mare a Praia a Mare, i colori sono più nitidi e si ha il tempo di fermarsi davvero. In tre o quattro giorni si riesce a toccare tutte le tappe senza correre.
L’auto è praticamente indispensabile: tra Mormanno, Papasidero, Praia a Mare e Aieta le distanze sono brevi ma i collegamenti pubblici scarsi. Conviene informarsi in anticipo sugli orari di visita della Grotta del Romito e dei santuari, consultando le informazioni ufficiali del Parco e dei comuni. Poi c’è un ultimo consiglio, molto poco tecnico ma fondamentale: nei piccoli paesi ci si ricorda dei volti gentili. Chiedere prima di fotografare le persone, fare la spesa nelle botteghe, fermarsi a chiacchierare sulle sedie in strada. È il modo più semplice per non diventare, come Celeste all’inizio del libro, “la forestiera”, ma parte, anche solo per qualche giorno, di questa Calabria che non si dimentica.
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