Mini guida di Atene: cosa fare e dove mangiare (non solo) in attesa del traghetto

Che vi facciate scalo in aereo o in traghetto per raggiungere qualche isola, Atene è una città a cui vale davvero la pena dedicare del tempo: sempre più in fermento e con moltissimo da offrire.
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Ecco una mini guida di tutto quello che offre per decidere cosa fare ad Atene nel tempo che avete a disposizione (e ovviamente anche dove mangiare).
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Vacanze in Grecia: cosa fare ad Atene in un giorno
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Da Cenerentola d’Europa a capitale di tendenza e cosmopolita: dopo anni molto difficili legati alla crisi economica, Atene sta diventando una destinazione sempre più gettonata.
Non è soltanto per le meraviglie dell’antichità, come l’Acropoli che arroccata su una collina fa capolino da ogni angolo della città, ma anche per la voglia di cambiamento (e di riscatto) che si respira per le strade.
Nuove aperture, locali alla moda, ristoranti con cucina internazionale, gallerie e musei di arte contemporanea, boutique di giovani stilisti e artigiani: la capitale greca, oggi più che mai, merita di essere visitata.
E sono sempre più i voli giornalieri dall’Italia: di recente Sky Express, che vanta la flotta più eco friendly della Grecia, ha potenziato i collegamenti con Fiumicino e Malpensa garantendo tariffe vantaggiose e servizi da compagnia di bandiera (dall’aeroporto internazionale di Atene serve poi più di trenta destinazioni interne).
Atene, i quartieri più belli da visitare
L'area metropolitana di Atene ospita da sola quasi quattro degli oltre 11 milioni di abitanti dell'intero paese.
Se non avete tanto tempo da dedicarle sappiate che ogni quartiere della capitale ellenica ha un suo tratto peculiare che lo rende diverso e unico rispetto agli altri: il consiglio è di fare l’abbonamento giornaliero ai mezzi pubblici, che comprende sia metro che filobus (funzionano bene e in orario), in modo da potersi spostare facilmente e in maniera economica.
I taxi non costano molto ma accettano solo contanti e spesso gli autisti non parlano inglese.
Plaka
Casette dalle facciate color pastello, bouganville e gelsomini in fiore, viuzze acciottolate e scalinate che si inerpicano sulla collina: Plaka è tra i quartieri più caratteristici di Atene.
La sua vicinanza all’Acropoli la rende sempre super affollata e, di conseguenza, scandita anche di tanti negozi di souvenir e cianfrusaglie economiche, oltre che di ristoranti spesso “trappole” per turisti. Nonostante questo merita senz’altro una visita.
Syntagma
La sua piazza omonima l’abbiamo sentita nominare, soprattutto negli anni di crisi economica, per gli scioperi e le proteste contro la Troika (Ue, Bce e Fmi): è qui infatti che si affaccia l’ex palazzo reale, oggi sede del Parlamento.
Alle sue spalle c’è il “polmone verde di Atene”, il National Garden, che regalerà un po’ di ombra sotto i suoi alberi: più di 15 ettari di superficie, centinaia di specie diverse di piante, laghetti e resti archeologici.
Da uno dei suoi ingressi si sbuca di fronte alla residenza del presidente della Repubblica (una donna, Aikaterinī Sakellaropoulou) e del primo ministro: provate ad assistere al cambio della guardia quando gli Euzones, i soldati scelti di fanteria, si fanno notare non solo per l’abbigliamento (gonnellino plissettato con 400 pieghe, quanti gli anni di dominazione turca, e calzamaglia bianca) ma soprattutto per il rumore che fanno con le scarpe (a punta e con pompon).
Se nel frattempo vi fosse venuta fame, fate un salto da Ariston al civico 10 di Voulis. La specialità di questo forno storico è la tiropita, un fagottino di sfoglia ripieno di feta: c’è sempre fila, ma è uno spuntino di pochi euro che merita l’attesa.
Psiri
Un tempo quartiere di artigiani, oggi zona dall’anima alternativa: a Psiri convivono in sintonia piccole botteghe, opere di street art, un mercatino delle pulci e gallerie d’arte.
È una meta amata soprattutto dai giovani artisti che qui trovano spazi a loro dedicati, come Barrett dove ci si può fermare per un caffè o un cocktail, ascoltando musica live circondati da fotografie e quadri di arte contemporanea.
Così fuori dagli schemi Psiri da ospitare un posto tanto surreale come Little Kook: una caffetteria che ogni sei mesi cambia tema – dagli arredi al menu, passando per le divise dei camerieri – attualmente (fino all’arrivo Halloween) il regno di Alice nel Paese delle meraviglie.
Non a caso a prendere le ordinazioni vi ritroverete la Regina di Cuori.
Koukaki
Multiculturale, cosmopolita, hipster: in ogni angolo di Koukaki troverete ristoranti, bar, caffetterie e bistrot gestiti da giovani dove mangiare street food e cucine da tutto il mondo, aperti senza sosta dalla mattina alla sera.
Gli indirizzi da segnare sono la boutique artigianale The Curios Cat (omaggio ai tantissimi gatti randagi di Atene) che vende vestiti e accessori da donna, la galleria Mosaic Art con opere uniche realizzate in mosaico (la titolare ha studiato a Ravenna) e Solebike che affitta bici ed e bike, oltre ad organizzare tour in giro per la città.
Kolonaki
È il quartiere del ceto medio e della borghesia ateniese, dove vivono in prevalenza impiegati e studenti.
A Kapsali Street, c’è il bellissimo showroom dell’artista Maritsa Travlos che realizza opere colorate in ceramica: installazioni a forma di pesci e di libellule, lampade, piatti e bicchieri che sono un vero spettacolo per gli occhi.
Di lì a pochi passi, inizia Skoufa, una via piena di localini e ristoranti frequentati da gente del posto, come Philos.
Monastiraki
Altro quartiere centralissimo, pieno di turisti ma tappa d’obbligo ad Atene.
Lungo una delle arterie principali, Ermou street, si susseguono negozi di antiquariato, vinili e libri. Di qui potete continuare la passeggiata alla scoperta di due antiche chiesette bizantine: Panagia Pantanassa e Panagia Kapnikarea, entrambe molto affascinanti.
Per uno spuntino veloce c’è Biologiko Xorio - Organic Village, mini market lungo Mitropoleos street con cibo organico, gluten free, lactois free e bio.
Atene, Acropoli e musei da visitare
Acropoli e Agorà
Ritagliatevi anche solo un paio d’ore per visitare questo sito Patrimonio dell’Umanità Unesco che non ha eguali al mondo.
Durante il periodo estivo l’Acropoli è aperta dalle 8.00 alle 20.00 ma evitate di andare la mattina, soprattutto nel weekend, perché perderete tantissimo tempo in fila tra turisti e passeggeri di navi da crociera.
C’è sempre la possibilità di acquistare online il biglietto salta fila a un prezzo maggiorato ma in caso contrario sappiate che all’ora di pranzo (sole e caldo permettendo) c’è meno gente così come nel tardo pomeriggio (consigliato a chi ama i tramonti).
Impossibile non restare affascinanti dal Partenone, dai Propilei, dall’Eretteo con la sua loggetta delle Cariatidi: nel camminare con il naso all’insù ammirando questi imponenti capolavori capita spesso di ritrovare qualcuno per terra inciampato tra pietre scivolose, radici e terreno scosceso. Meglio quindi evitare i sandali e indossare scarpe comode.
Non dimenticate di fare un salto anche all’Agorà, appena sotto l’Acropoli: un tempo piena di edifici e di monumenti votivi, oggi in perfette condizioni c’è ancora il bellissimo (e poco affollato) Tempio di Efesto.
Museo Nazionale Archeologico
Un’altra istituzione ad Atene, non solo per appassionati di Antica Grecia, è il Museo Nazionale Archeologico.
Tra i pezzi che “valgono il viaggio” le maestose statue di Kouroi e Korai e la Maschera di Agamennone, tuttora avvolta nel mistero: maschera funeraria in lamina d’oro, fu ritrovata nel 1876 dall'archeologo tedesco Heinrich Schliemann accusato di averne ritoccato i tratti per farla somigliare al cancelliere Bismarck.
Dove mangiare ad Atene: ristoranti e aperitivi consigliati
Tavern Thomas 1971
A neanche dieci minuti a piedi dall’EMST – il Museo Nazionale di Arte Contemporanea inaugurato nel 2016 in una ex birreria con opere di artisti greci e internazionali – ha aperto di recente Tavern Thomas 1971.
L’idea è quella di proporre, nel menu e nell’arredamento (curato da uno scenografo teatrale), lo stile di una autentica taverna tradizionale ma in veste contemporanea.
Dunque atmosfera familiare, servizio molto cordiale e cucina sostanziosa, senza vezzi: tra le proposte consigliate, l’Agnello cotto a bassa temperatura con erbe selvatiche, il Rooster pastitsada (piatto originario di Corfù a base di pasta, carne brasata e spezie) e le Soutzoukakia (polpette al sugo con cumino).
Tra gli antipasti sono da provare senz’altro le Mini cheese pie di pasta fillo con ripieno di formaggi a latte misto (galeni e metsovone) e fuori una crosticina croccante di miele e sesamo.
Koukatsi
Se volete provare la cucina cretese (a base prevalentemente di carne e verdura) un indirizzo a Koukaki per un pranzo veloce è Koukatsi, a due minuti a piedi dalla stazione della metro di Syngrou–Fix.
Appena seduti portano un cestino di pane bruscato con olio, sale grosso e rosmarino accompagnato da un bicchierino di Tsikoudia, distillato tipico dell’isola servito come digestivo.
Ottimi i nkatos, versione ellenica delle nostre friselle con pomodori, capperi, origano, olio e mizithra (formaggio misto cremoso tipico di Creta), la sfakiani, pita ripiena di formaggio e topping di miele, e il fennel pie con spinaci e finocchietto.
La sera il locale si riempie di giovani ateniesi che vengono qui per l’aperitivo o per mangiare qualcosa ascoltando il live di qualche band emergente.
Bougatsadiki
Siete amanti dello street food? E allora non perdetevi una specialità greca come la bougatsa, pasta fillo ripiena di crema pasticcera solitamente mangiata a colazione o come dessert a fine pasto.
Uno degli indirizzi più conosciuti ad Atene dove mangiarla è Bougatsadiki a Psiri: non lasciatevi scoraggiare dalla fila e se avete tempo sedetevi ai tavolini esterni all’ombra degli alberi di piazza Iroon.
Dal laboratorio a vista ne impastano e sfornano a volontà e quindi l’attesa sarà veloce ma soprattutto ricompensata nel gusto: oltre alla versione classica ce ne sono molte anche salate, ideali per un pranzo rapido o per uno spuntino dopo una serata (è aperto fino a tardi).
The Naxos Apothecary
I profumi e i colori dell’isola più grande delle Cicladi rivivono tra gli scaffali di The Naxos Apothecary, uno spazio dedicato alla cura della persona a poca distanza da piazza Syntagma.
Al piano di sotto, con tanto di laboratorio omeopatico a vista, si vendono prodotti a base di erbe, creme, oli, candele e fragranze che richiamano la flora della macchia mediterranea: timo, fico, mirto, erica, mora, alcuni dei sentori che provengono dalle boccette retrò in stile antica profumeria.
Salite le scale si accede alla herbal tea room dove, tra tavolini e divanetti, ci si può accomodare per una tisana, un succo di frutta fresca o uno smoothie (consigliato quello con yogurt greco, banana, lamponi, arancia e menta) dall’ora della colazione a quella dell’aperitivo.
Si possono ordinare uova, insalate, primi e dolci e in carta c’è anche una sezione molto particolare perché tutta dedicata ai cocktail, con e senza alcol, preparati con piante endemiche della Grecia e prodotti legati al territorio come il bitter alle olive, lo sciroppo di miele, il mastice di lentisco, oltre a distillati e liquori tipici (dalla Metaxa alla Tsikoudia).
Louvron
Sentirsi per un attimo ateniesi doc: Louvron, tra Mets e Pangrati, è una piccola caffetteria e bistrot frequentata quasi esclusivamente da locals.
Ve ne renderete conto quando, una volta seduti, vi porteranno in automatico il menu in greco.
Ma niente panico. Lo staff, giovanissimo e quasi tutto al femminile, vi aiuterà a scegliere tra i piatti proposti come uova, sandwich, insalate e un’ampia selezione di meze (tra cui troverete dolmadakia, pastirma pie e apaki).
Da veri intenditori della pasticceria greca ordinate un piatto di loukoudames: frittelle imbevute di sciroppo al miele e ricoperte di cannella, sesamo o noci.
Nel tardo pomeriggio le luci si abbassano e il volume si alza: la musica è indie rock, proprio come nello stile del locale, e sotto al pergolato ricolmo di piante rampicanti si può ordinare un bicchiere di vino a pochi euro, da accompagnare a un tagliere di formaggi e miele. Tutti di produzione greca.
Se volete proseguire la serata dirigetevi a Varnava Square, una piazzetta circolare con tanti localini e ristoranti frequentati da ateniesi.
Lotte
Una tazzina di caffè greco, intenso e aromatico, con vicino un lokum, dolcetto gelatinoso e zuccherino tipico del Medio Oriente, e si è pronti per visitare l’Acropoli: Lotte (da un romanzo di Gothe) è un kafenion dall’aria di bistrot parigino che merita una deviazione lungo la strada.
Lo stile vintage è nell’arredamento – tra lampadari anni Trenta, porcellane e vecchie foto in bianco e nero – e nella musica (in sottofondo c’è Sofia Vempo, la “cantante della Vittoria” durante la guerra tra Grecia e Italia del 1940), così come voluto dalla proprietaria che è anche attrice teatrale.
A colazione ci si può fermare per un croissant o uno yogurt greco con granola, miele e frutta; a pranzo per un’insalata leggera servita con un crostone di pane tipo frisella (ottima quella con pomodori, feta, capperi, peperoni) o delle bruschette.
Per merenda sono tanti i dolci in menu, dalla torta con le carote all’halva (a base di tahina, salsa di semi di sesamo).
Ci si può sedere all’interno, dove c’è un bacone in marmo ricolmo di bottiglie e liquori e qualche sgabello, o nello spazio esterno all’ombra di alberi di arance.
O Platanos
A Plaka O Platanos, a dispetto della zona in cui si trova, non propone una cucina per turisti bensì piatti autentici della tradizione.
È una delle taverne più antiche di Atene, e se questo non bastasse, un altro punto a suo favore è che si trova in una piazzetta molto carina sotto a un pergolato con piante fittissime: uno scorcio da vera cartolina della Grecia.
Tzatziki (per stomaci forti perché molto aglioso), moussaka, insalata greca, carne di agnello in diverse varianti, piatti a base di pesce: ce ne è per tutti i gusti, ma non dimenticate di lasciarvi spazio per un baklava come dessert.
Atene, i rooftop con la vista più bella
Herodion Hotel
Uno dei punti migliori per vedere l’Acropoli illuminata di notte è il rooftop dell’Herodion Hotel, in posizione centralissima proprio sotto la città alta (àkros "alto", pòlis "città").
Dalla terrazza all’ultimo piano di questo moderno 4 stelle a gestione familiare la vista sul Partenone è così in primo piano che quasi sembra di sfiorarlo con un dito: una location ineguagliabile per bere un drink o fermarsi a cena, tra musica lounge e luci soffuse.
Ma non solo, qui si può vivere un’altra esperienza unica: ammirare tutta la bellezza e la maestosità del Partenone accomodati nella Jacuzzi messa a disposizione degli ospiti nella zona solarium.
E chi volesse godersi questo spettacolo con ancora più privacy, può scegliere una delle camere e suite (alcune dotate di balcone privato) con affaccio sul monumento iconico dell’Antica Grecia.
Prima però di lasciare l’Herodion affacciatevi nella hall dove si trova l’Atrium Greek Bistrot, altro angolo speciale: l’impressione è di mangiare in una serra tra piante rigogliose e tronchi d’albero che sbucano dal grande lucernario che fa da tetto. Se andate di fretta potete fare una sosta più veloce al bancone.
Caffetteria del Museo dell’Acropoli
Seduti ai tavolini esterni della caffetteria, al secondo piano, potrete assistere a uno dei tramonti più indimenticabili della vostra vita: il consiglio è quindi di visitare il Museo dell’Acropoli nel tardo pomeriggio (attenzione però agli orari, nel periodo estivo resta aperto fino alle 20.00 dal martedì alla domenica, alle 22.00 il venerdì e a mezzanotte durante il plenilunio di agosto) anche per evitare le lunghe file della mattina.
E se al calar del sole vi troverete ancora a camminare per le sale, il momento sarà altrettanto affascinante: piano piano i vari reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi nell’Acropoli (tra cui le famosissime statue delle Cariatidi) dal bianco candido del marmo iniziano a tingersi di rosa grazie alla luce che filtra dalle grandi finestre a tutto vetro.
Terrazza della Stavros Niarchos Foundation
Un’altra meta da non perdere con vista a 360° su Atene (e in primo piano sul Pireo) è la terrazza panoramica dello Stavros Niarchos Foundation, il centro culturale dalle linee avveniristiche inaugurato nel 2016 su progetto di Renzo Piano.
Oggi questa enorme struttura ecologicamente sostenibile in vetro e acciaio è uno dei luoghi simbolo della capitale greca, esempio tangibile di come la città non guardi solo al passato ma sia proiettata al futuro: al suo interno si trovano la Biblioteca nazionale e l’Opera nazionale greca. Tutt’attorno c’è un parco di oltre venti ettari aperto fino a mezzanotte in estate.
Per raggiungere questa destinazione, a neanche dieci chilometri dal centro di Atene, si può approfittare del servizio navetta gratuito che ogni 30 minuti collega il Snfcc (Stavros Niarchos Foundation Cultural Center) a piazza Syntagma.
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Se siete amanti del mare d’inverno dovete conoscere questi 5 posti

C’è un momento, lontano dal clamore dell’estate, in cui il mare smette di essere una cartolina e torna a essere poesia. L’inverno infatti lo spoglia di tutto ciò che è superfluo: ombrelloni, rumori, file, fretta. Quello che resta del mare d'inverno è il respiro delle onde, il vento che accarezza le scogliere, i colori più intensi del cielo.
Il mare d’inverno non è qualcosa che si guarda: si ascolta. Un’esperienza intima, quasi segreta, fatta di passeggiate sulla battigia silenziosa, caffè caldi nei borghi vuoti, tramonti che sembrano dipinti a mano. Un lusso autentico, per chi cerca bellezza senza distrazioni.
Ecco cinque mete italiane dove goderselo.
Mare d'inverno: cinque mete da scoprire
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Polignano a Mare, Puglia
Tutti conosciamo Polignano a Mare, ma non tutti sanno come questa località in inverno sembri sospesa nel tempo. Le sue scogliere bianche, a picco sull’Adriatico, si stagliano contro un mare di un blu quasi irreale.
Cala Lama Monachile è incredibilmente deserta. Immaginate una lingua di sabbia tra le falesie bianche, le case dei pescatori e quel mare blu che Domenico Modugno cantava in alcune delle sue canzoni. Il centro storico si attraversa con lentezza d'inverno, tra balconi fioriti e luci soffuse. Una meta romantica, per chi ama la bellezza senza filtri.
Portovenere, Liguria
Misteriosa e magnetica, Portovenere in inverno è un gioiello che non stanca mai. Le case colorate si riflettono su un mare spesso agitato, creando un contrasto potente e romantico. La prima cosa che salta agli occhi non appena arrivati è la meravigliosa vista che offre la palazzata delle case. Siamo abituati a vederla in foto, ma è impossibile non essere stupiti dalle case colorate verticali che si affacciano sul mare.
La Chiesa di San Pietro poi, un esempio di stile gotico genovese è affacciata sul promontorio e regala uno dei panorami più suggestivi d’Italia. Uno dei punti più romantici, anche di inverno, dove un tempo sorgeva il tempio pagano dedicato proprio a Venere, dea dell'amore, da cui questa località prende il suo nome "Portus Veneris" .
Scilla, Calabria
Qui il mare è leggenda, dopotutto anche Omero ne ha scritto nella sua Odissea. Scilla, con il suo borgo di Chianalea, sembra galleggiare sull’acqua. In inverno questo si svuota, e il suono delle onde diventa colonna sonora di giornate lente.
Questa località per molti è l'immagine simbolo di una Calabria fatta di borghi, leggende, spazi carichi di storia, tutti da scoprire. Scilla è sicuramente un luogo intimo, perfetto per chi cerca un Sud autentico, fatto di silenzi e luce dorata. A Scilla infatti il tempo sembra rallentare per permetterci di ascoltare ciò che resta: il mare, il mito, e quella bellezza discreta che esiste solo lontano dalla folla.
Alghero, Sardegna
Dimenticate la Sardegna mondana, d’inverno Alghero è elegante, malinconica e profondamente mediterranea. Ma è la destinazione perfetta per chi, anche in inverno, cerca eventi culturali, gastronomici e mercati stagionali con sapori autentici.
Alghero infatti è la meta ideale per coloro che sognano relax e avventura: le passeggiate tra i palazzi storici, il profumo dei dolci tipici del luogo, creano l'atmosfera ideale da scoprire, specialmente nei mesi più freddi, senza folla, più intima e romantica.
Le mura sul mare, le stradine in pietra, il vento che soffia dal nord: tutto racconta una storia antica.Il tramonto sul lungomare è uno spettacolo che resta nel cuore. E per gli amanti del vino, l'inverno è il periodo perfetto per scoprire i famosi vini locali, dal Vermentino, al Cannonau e Cagnulari.
Cefalù, Sicilia
Con la Rocca che domina il borgo e il Duomo che guarda il mare, Cefalù in inverno è un dipinto vivente. La spiaggia infatti è deserta e il centro storico, con i suoi palazzi e chiese barocche, vibra di una calma nuova. Tra le luci che illuminano le vie al profumo del mare, Cefalù è senza dubbio una destinazione perfetta anche con le temperature più rigide.
Qui il mare d’inverno ha il colore della nostalgia e il profumo degli agrumi. Non dimenticate di fare una visita al Parco delle Madonie, alle spalle di Cefalù, nell’entroterra montano della Sicilia settentrionale. Questo paesaggio incantevole caratterizzato da frassini secolari vi farà rimanere a bocca aperta. In questo luogo mare e montagna si incontrano, dando vita a un panorama davvero suggestivo.
Forse il mare d’inverno non è una fuga, ma un ritorno. Un ritorno alla bellezza senza rumore, ai luoghi che non chiedono di essere condivisi, ma vissuti. Lontano dall’estate, lontano da tutto, quello che resta è proprio il mare, che ci ricorda chi siamo quando impariamo a guardare davvero.
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Weekend a Cervinia: cosa fare in montagna (senza dover per forza sciare)

C’è un momento preciso in cui si arriva a Cervinia e si capisce che la montagna, qui, non è solo sinonimo di sci. Succede quando il Monte Cervino, maestosa montagna piramidale di 4.478 metri situata al confine tra Italia e Svizzera, compare imponente all’improvviso davanti ai nostri occhi.
Alzare lo sguardo verso il Cervino, che domina il paesaggio con una presenza costante e quasi magnetica, aiuta a capire perché questo angolo d’Italia abbia conquistato anche lo sguardo internazionale. Non a caso, il New York Times ha inserito Cervinia nella sua lista dei 52 luoghi da visitare nel 2026, uno per ogni settimana dell’anno, rimanendo letteralmente incantato dalla potenza di questo paesaggio alpino.
Un riconoscimento che racconta bene l’anima della località: non solo una destinazione per sciatori esperti, ma un luogo capace di offrire molto di più. Un weekend a Cervinia può essere vissuto con tempi più lenti, attività alternative e un’idea di vacanza che va oltre le piste.
Sempre più spesso, infatti, la montagna invernale si rivela una destinazione ideale anche per chi non scia (o semplicemente non ha voglia di farlo).
Cervinia è uno di quei luoghi capaci di accogliere tutti: chi cerca panorami estremi senza fatica, chi desidera camminare nella neve, provare esperienze nuove e alternative, o chi semplicemente è alla ricerca del silenzio. Un modo diverso di stare in montagna; più contemporaneo, più inclusivo e sorprendentemente completo.
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Weekend a Cervinia: le attività per i più avventurosi
Vivere l’alta quota senza sci
Una delle prime cose da fare a Cervinia, anche senza sciare, è salire ad alta quota. Il comprensorio Breuil-Cervinia Valtournenche Zermatt è uno dei più vasti d’Europa e permette di raggiungere facilmente altitudini spettacolari anche a chi non pratica sport invernali.
Grazie agli impianti di risalita, si può arrivare fino al ghiacciaio del Plateau Rosà e al Piccolo Cervino, vivendo l’esperienza della montagna a oltre 3.500 metri.
È un modo accessibile e potente per capire cosa significhi stare in alta quota, osservare da vicino le pareti del Cervino e ammirare 38 vette che superano i 4.000 metri, restando comodamente seduti. Un’esperienza che rende qualsiasi weekend a Cervinia memorabile, anche senza sci ai piedi.
Matterhorn Alpine Crossing
Tra le esperienze più iconiche da fare a Cervinia, anche senza mettere gli sci ai piedi, c’è il Matterhorn Alpine Crossing, il collegamento transalpino che permette di attraversare le Alpi tra Italia e Svizzera sospesi nel vuoto, a oltre 3.500 metri di altitudine.
Non è solo un mezzo di trasporto, ma un vero e proprio viaggio panoramico, pensato anche per chi non scia ma vuole comunque vivere l’alta quota in modo accessibile.
Le cabine permettono di muoversi tra Breuil-Cervinia e Zermatt con una vista continua sulle pareti del Cervino, facendo tappa al Piccolo Cervino, dove lo sguardo si apre su decine di vette sopra i 4.000 metri. È un’esperienza che unisce stupore e consapevolezza: si osserva la montagna e se ne intuisce la forza, ma lo si fa senza fretta, restando comodamente seduti.
Anche qui non serve fatto essere sciatori: il viaggio è pensato anche per chi vuole semplicemente osservare, capire, lasciarsi attraversare dalla montagna.
Un modo diverso di “attraversare” le Alpi, che trasforma il concetto di spostamento in un racconto visivo continuo.
Weekend a Cervinia: le attività per chi vuole vivere la montagna slow
Camminare e ciaspolare
C’è un modo diverso di vivere la montagna d’inverno, fatto di passi lenti, respiri profondi e soste che diventano parte dell’esperienza.
A Cervinia, questo ritmo si trova lontano dalle piste, lungo i sentieri innevati che attraversano boschi e radure, perfetti per passeggiate e ciaspolate anche per chi non è particolarmente allenato.
Una delle mete più suggestive è senza dubbio il Lago Blu, raggiungibile con una camminata semplice ma scenografica, che in inverno si trasforma in un piccolo viaggio sospeso nel silenzio. Quando il lago è ghiacciato o leggermente innevato, il riflesso del Cervino sullo sfondo crea un’immagine quasi irreale, di quelle che invitano a fermarsi, più che a scattare una foto. Qui la montagna non chiede performance, ma presenza: camminare diventa un gesto meditativo, ciaspolare un modo per ascoltare il suono ovattato della neve sotto i piedi.
È questa dimensione più intima e contemplativa a rendere speciale un weekend a Cervinia, soprattutto per chi cerca un contatto autentico con la natura, lontano dal rumore e dalla fretta.
Provare la slitta trainata dai cani
Tra le esperienze più emozionanti da provare a Cervinia c’è senza dubbio la slitta trainata dai cani.
Un’attività avventurosa (ma al tempo stesso sicura) che sembra uscita da un film, ma che qui trova un contesto naturale perfetto; tra distese innevate e silenzi interrotti solo dal rumore soffice della neve.
Seduti sulla slitta, ci si lascia guidare dai cani lungo percorsi immersi nel paesaggio alpino, vivendo la montagna da una prospettiva completamente diversa, più istintiva e primordiale.
La cosa bella è che, come per la ciaspolata, anche qui non serve alcuna preparazione fisica particolare: l’esperienza è accessibile a tutti e regala una sensazione di libertà difficile da raccontare a parole.
È uno di quei momenti che restano impressi più per come fanno sentire che per quello che si vede, e che trasformano un weekend in montagna in un ricordo davvero fuori dall’ordinario, perfetto anche per chi cerca attività alternative allo sci ma non vuole rinunciare al lato più emozionale della montagna.
VRetreats Cervino, l'hotel perfetto per scoprire tutto quello che la montagna ha da offrire
Qui regna il silenzio, il paesaggio si apre e all’improvviso il Cervino appare davanti agli occhi, imponente e rassicurante allo stesso tempo.
Siamo al VRetreats Cervino, hotel 5 stelle parte del gruppo VRetreats, brand di hôtellerie di VOIhotels, catena alberghiera di Alpitour World, che ci fa entrare in una dimensione diversa, dove la montagna non è solo uno sfondo ma una presenza costante, quasi intima.
L’hotel, inaugurato nel 2021, si inserisce con naturalezza nel contesto alpino, senza mai forzarlo: linee pulite, materiali caldi, grandi vetrate che sembrano fatte apposta per incorniciare il panorama e portarlo dentro.
L’atmosfera è quella di un rifugio elegante, contemporaneo ma profondamente legato al territorio. Appena si entra, tutto invita a rallentare: la luce che filtra dalle vetrate, il legno, le tonalità neutre, il silenzio ovattato tipico della montagna d’inverno. È uno di quei luoghi in cui si ha subito la sensazione di essere arrivati, non solo geograficamente, ma mentalmente.
Le 66 camere (suddivise in Superior, Deluxe, Suite e Spa Suite) raccontano la stessa filosofia: un equilibrio riuscito tra lo stile classico della montagna e un design moderno ed essenziale, ma mai freddo.
I dettagli sono curati senza ostentazione, pensati per creare comfort e continuità con l’esterno. Al mattino, aprire le tende significa ritrovarsi davanti alla cresta del Cervino, ai boschi di larici, alla neve che cambia colore con la luce. È un risveglio lento, quasi rituale, che dà subito il senso di cosa voglia dire concedersi davvero un weekend a Cervinia.
All’esterno, terrazze e spazi comuni dialogano con il paesaggio circostante: un campo da golf che in inverno riposa sotto la neve e sentieri da escursione che partono proprio dall’hotel; con la montagna sempre lì, a fare da bussola. VRetreats Cervino non è solo un luogo dove dormire, ma una base ideale da cui partire per esplorare (o semplicemente osservare) la Valle del Cervino.
Un indirizzo che riesce a unire lusso e autenticità, comfort e senso del luogo, trasformando il soggiorno in parte integrante del viaggio, non in una semplice parentesi tra un’attività e l’altra.
Adara Spa: il lusso di fermarsi, davvero
C’è un momento preciso, dopo una giornata passata all’aria aperta, in cui la montagna chiede di essere vissuta in un altro modo. È allora che si entra alla Adara Spa, lo spazio benessere di VRetreats Cervino, pensato come un rifugio nel rifugio.
Oltre 600 metri quadri dedicati al recupero e al silenzio. Qui il tempo sembra perdere i suoi contorni abituali e farsi più morbido, più gentile.
La spa si apre con ambienti ampi, luminosi, in cui il legno e le superfici naturali dialogano con la luce che arriva dall’esterno. Le piscine permettono di immergersi nell’acqua calda mentre lo sguardo corre lungo il profilo delle montagne. È un'esperienza che non stanca mai, soprattutto d’inverno, quando il vapore sale lentamente e il Cervino resta lì, immobile, a fare da scenografia.
Accanto alle piscine, l’area relax invita a fermarsi senza fretta, tra lettini, tisane e silenzi che non hanno bisogno di essere riempiti. I trattamenti e i massaggi sono pensati per sciogliere tensioni e stanchezza, ma anche per accompagnare chi arriva qui semplicemente con il desiderio di prendersi cura di sé.
Non importa se la giornata è stata riempita di ciaspolate, passeggiate o puro dolce far niente: Adara Spa accoglie tutti allo stesso modo, con un’idea di benessere che non è mai performativa, ma profondamente rigenerante.
Dove (e cosa) mangiare a Cervinia
A Cervinia, il cibo è parte integrante del viaggio (quasi) quanto il paesaggio.
Qui la montagna si racconta anche a tavola, attraverso piatti che parlano di tradizione, di stagioni e di sapori pensati per scaldare. La cucina valdostana è fatta di ingredienti semplici ma decisi: fontina filante, polenta servita calda, zuppe sostanziose, carni saporite, funghi e formaggi che diventano protagonisti assoluti. È una cucina che non ha bisogno di effetti speciali, perché nasce dal territorio e dalla sua storia, e che dopo una giornata all’aria aperta diventa quasi un rito.
All’interno di VRetreats Cervino, questa tradizione trova una rilettura elegante al Ristorante Abrì, il ristorante che racconta la Valle d’Aosta in chiave contemporanea. Qui i piatti tipici vengono reinterpretati con rispetto e creatività, mantenendo intatta l’anima della cucina di montagna ma alleggerendone la forma. È il luogo ideale per assaggiare i sapori locali in un contesto raffinato ma mai rigido, dove la materia prima resta al centro e ogni piatto dialoga con il territorio che lo circonda.
Ma Cervinia è anche una destinazione capace di accogliere gusti diversi e internazionali. Lo dimostra il Panorama Restaurant di VRetreats Cervino, che propone una cucina più ampia, pensata per chi ama variare o semplicemente concedersi qualcosa di diverso. Il menù spazia tra piatti internazionali, proposte leggere e ricette più contemporanee, sempre con grande attenzione alla qualità e alla presentazione. Il tutto accompagnato, come suggerisce il nome, da una vista che abbraccia il Cervino e rende l’esperienza ancora più memorabile.
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Una notte nelle brughiere di "Cime Tempestose": la camera da letto di Cathy è su Airbnb

Ci sono storie che non smettono mai di parlare al presente. Cime Tempestose è una di queste: un romanzo che continua a essere riscoperto, reinterpretato, riletto attraverso il cinema, la moda, l’immaginario collettivo.
Proprio per celebrarne l'importanza e la fama internazionale, in occasione dell’uscita del nuovo film diretto da Emerald Fennell, atteso nelle sale il 12 febbraio con Margot Robbie e Jacob Elordi, Airbnb ha scelto di celebrare uno dei grandi amori tormentati della letteratura trasformandolo in un’esperienza di viaggio unica, immersa nei paesaggi selvaggi che hanno ispirato Emily Brontë.
Lo Yorkshire (in particolare il West Yorkshire, dove sono state girate molte scene del film) diventa così non solo uno sfondo, ma un vero e proprio personaggio.
Ed è proprio qui, tra brughiere battute dal vento e dimore cariche di storia, che Airbnb apre per la prima volta le porte della camera di Cathy Earnshaw a Thrushcross Grange, offrendo a tre coppie la possibilità di vivere una notte ispirata all’universo di Cime Tempestose.
Un’esperienza (che noi abbiamo vissuto in anteprima) pensata per chi sogna di abitare, anche solo per una sera, il romanticismo inquieto e assoluto di questo racconto senza tempo.
(Continua sotto la foto)
La camera di Cathy a Thrushcross Grange: dormire dentro una storia
Entrare nella camera di Cathy Earnshaw significa varcare una soglia emotiva prima ancora che fisica. L’ambiente, ricreato seguendo la visione cinematografica di Emerald Fennell, restituisce l’intensità del personaggio e il modo in cui viene idealizzato dallo sguardo di Edgar Linton. Nulla è decorativo in senso superficiale: ogni dettaglio contribuisce a evocare una presenza, un carattere, una tensione emotiva che richiama direttamente Cime Tempestose.
Lamoquette è rosa pallido. Le pareti sono ricoperte di venature. I tessuti ricchi di texture e i piccoli elementi simbolici (come le ciocche di capelli intrecciate nel tavolo) costruiscono uno spazio che sembra davvero vissuto. È una stanza che racconta una donna complessa, inquieta, passionale, e che invita chi vi soggiorna a rallentare, osservare, sentire.
L’esperienza non si limita alla camera da letto. Anche la sala da pranzo di Thrushcross Grange fa parte del soggiorno: qui gli ospiti vengono accolti per una cena a lume di candela ispirata ai sapori dello Yorkshire e ai pasti presenti nella trasposizione cinematografica.
Il racconto continua attraverso il cibo, in un’atmosfera intima che richiama l’eleganza austera delle dimore inglesi.
La serata prosegue con un momento di ascolto dedicato alla colonna sonora ufficiale del film, che include brani di Charli XCX, pensato come uno spazio di raccoglimento e connessione emotiva. A chiudere l’esperienza, un vinile esclusivo ispirato al film viene consegnato agli ospiti come ricordo tangibile di questa immersione nell’universo di Cime Tempestose.
Alla scoperta dei luoghi di Cime Tempestose
Dormire nella camera di Cathy è solo una parte di un racconto più ampio che lega Cime Tempestose al territorio che lo ha generato. Il soggiorno include infatti una serie di attività curato e ispirato al mondo del romanzo, e pensate per esplorare il legame profondo tra storia, paesaggio e immaginario letterario.
Tra le esperienze proposte, una passeggiata a cavallo attraverso le brughiere dello Yorkshire permette di attraversare fisicamente quei panorami aspri e indomiti che hanno alimentato l’atmosfera del romanzo e del film.
Non manca un tradizionale afternoon tea, dedicato ai sapori locali e alla convivialità, e la visita alla Brontë Parsonage, la casa museo delle sorelle Brontë, dove è possibile comprendere più da vicino il contesto culturale e familiare da cui è nato Cime Tempestose.
Come prenotare il soggiorno su Airbnb
L’esperienza è disponibile dal 27 febbraio al 4 marzo per tre soggiorni distinti, ciascuno per due persone, ed è completamente gratuita.
Le richieste di prenotazione potranno essere inviate a partire dal 20 febbraio sul sito web ufficiale.
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Grace La Margna: un nuovo indirizzo del lusso alpino a St Moritz

Aperto nel 2023, Grace La Margna segna un nuovo capitolo dell’ospitalità alpina, riportando in vita un indirizzo storico con uno sguardo decisamente contemporaneo. Una nuova visione per St. Moritz, pensata per chi cerca emozione, stile e autenticità.
Lo studio d'architettura londinese Divercity Architects e la designer d'interni Carole Topin sono stati incaricati dell'ideazione di questo progetto, con una missione: rileggere in chiave contemporanea una storica icona alpina senza perderne il fascino.
Missione compiuta, un nuovo esclusivo concetto di ospitalità, rivolto a chiunque sia alla ricerca di un luogo magico e accogliente per vivere la città in tutte le stagioni dell’anno. L’hotel, infatti, resta aperto per 365 giorni l’anno, perchè qui ogni stagione ha una storia da raccontare.
Immerso nella natura iconica dell’Engadina, Grace La Margna dialoga con il paesaggio e ne assorbe l’essenza. La vista sul Lago di St. Moritz è un invito silenzioso a lasciar andare i pensieri. L’acqua immobile riflette il cielo e le cime, mentre lo sguardo si perde in paesaggi ariosi, ampi, essenziali, capaci di far vagare la mente senza meta.
L’aria è pura, frizzante, quasi terapeutica. Entra dalle grandi vetrate ad arco, riempie le stanze, rigenera i sensi a ogni respiro. Tra luce alpina e silenzi preziosi, St. Moritz si rivela nella sua forma più autentica: elegante, naturale, profondamente rigenerante.
L’edificio La Margna, costruito all’inizio del XX secolo nello stile Art Nouveau, è una meravigliosa “cartolina”, elegante, scenografica, intrisa di un fascino senza tempo che racconta il passato più glamour di St. Moritz.
All’interno spazi sontuosamente restaurati, 47 suite e camere con una vista panoramica che comincia con il lago, prosegue verso le montagne e arriva fino al cielo. All’ala storica, si collega una nuova costruzione, con uno stile più moderno che punta sulla congiuntura tra interno ed esterno grazie alle ampie vetrate panoramiche. Qui le ulteriori 17 camere e suite spaziose e l’esclusiva Grace Penthouse, con terrazza privata e vasca idromassaggio, completano questo paradiso alpino.
Qui si viene per rallentare, rilassarsi, respirare. E non solo, qui infatti ogni ambiente invita a fermarsi un po’ di più. Punto di riferimento anche per la clientela locale, i bar e i ristoranti sono parte integrante dell'esperienza del Grace La Margna.
C’è qualcosa che richiama l’après-ski di una volta, quello fatto di eleganza rilassata e sorrisi arrossati dal freddo al N/5 - THE BAR, il luogo dove il passato glamour di St. Moritz incontra il presente. Guidato dal Bar Manager & Master Mixologist Mirco Giumelli, la cultura del bar viene celebrata e reinventata nell’imponente cornice delle pareti Art Nouveau, che hanno ascoltato tanto e tuttora continuano ad accogliere nuovi racconti (e brindisi).
E poi il THE VIEW, guidato dall’Executive Chef Andrea Bonini, che interpreta l’“all day fine dining” come un’esperienza conviviale, elegante ma senza rigidità. Affacciato sul lago, qui la giornata inizia con una colazione che è già un rituale: paste fatte in casa ogni giorno, da assaporare senza fretta, con la luce che entra morbida e il lago immobile là fuori (e magari qualche fiocco di neve per condire tutto di magia). La sera, l’atmosfera cambia ma non perde la sua anima. A cena, la pizza dal forno a legna diventa un invito a sentirsi altrove, sapori sinceri, piatti pensati per essere condivisi, con una cucina che sembra un viaggio sensoriale attraversa il Mediterraneo pur restando nel cuore delle Alpi.
E poi ancora il THE MAXMORITZ, legno e design alpino per una cucina tipica svizzera in un ambiente caldo e avvolgente e il Beefbar per un tocco internazionale e contemporaneo.
Infine, non poteva mancare la SPA, una vera e propria oasi di benessere, un angolo esclusivo di relax che si estende su 700 mq. Con una filosofia orientata al massimo comfort, offre saune, bagno turco, trattamenti personalizzati, un rifugio nel rifugio, per chi cerca rigenerazione totale.
Dopo una cena che scalda il cuore, una giornata dedicata al benessere o un risveglio lento tra design e luce alpina, tutti davanti all'imponente camino. Il cuore caldo delle serate alpine: fiamme che danzano lente, luce soffusa, conversazioni che potrebbero durare per sempre (come la nostra intervista, nata proprio qui). Un divano accogliente, un drink ben miscelato, il crepitio del fuoco — e il tempo smette di correre. Tutto, semplicemente, invita a restare ancora un po’.
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