Perché in aereo dobbiamo fare tutte queste cose? 5 regole che sembrano inutili (ma non lo sono)

L’aereo è in assoluto il mezzo di trasporto più veloce e sicuro per coprire lunghe distanze. Ormai si decolla e si atterra quasi ovunque nel mondo. Ma volare ha le sue regole e, piaccia o non piaccia, bisogna rispettarle.
Le procedure a bordo sono frutto di anni di studio, analisi ed esperienza delle compagnie aeree e vengono costantemente affinate. Con un solo obiettivo: garantire la sicurezza di passeggeri ed equipaggio.
Molte di queste regole, però, rimangono un mistero per molti viaggiatori, a volte infastidiscono o sembrano addirittura inutili anche per i frequent flyer.
Spoiler: tutte le procedure sono profondamente fondate (e importnatissime).
Per farci spiegare che cosa c’è davvero dietro alle procedure che milioni di passeggeri devono rispettare in volo, spesso senza sapere il perché, siamo entrati nel Training Centre easyJet di Milano Malpensa, dove gli equipaggi della compagnia vengono formati. È qui, tra simulatori di volo e ambienti che replicano fedelmente il contesto di bordo, che piloti e cabin crew imparano come gestire qualsiasi emergenza, con professionalità e lucidità, applicando protocolli stabiliti e soft skills quando si verificano degli imprevisti.
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Antonio Crocitto, uno dei 277 istruttori degli assistenti di volo easyJet, da vent’anni al servizio della compagnia, ci spiega che cosa c’è dietro alcune delle regole che i passeggeri sono tenuti a rispettare a bordo.
Curiosi? Gli abbiamo fatto 5 domande più comunemente assillano la mete dei viaggiatori. Ecco le sue risposte.
Perché bisogna tenere il tavolino chiuso durante decollo e atterraggio?
«È una questione di sicurezza preventiva: in caso di problemi l'aereo deve poter essere evacuato in 90 secondi e un tavolino aperto rappresenterebbe un impedimento per il passeggero».
Perché i device (telefono, pc, iPad) devono essere in modalità aereo?
«Perché durante le fasi più delicate del volo le frequenze dei cellulari e degli altri device possono interferire con la strumentazione della cabina di pilotaggio. In particolare, c’è il rischio che i piloti sentano in cuffia un “gracchio” che gli impedisce di sentire messaggi importanti».
Perché prima del decollo e dell’atterraggio si abbassano le luci in cabina?
«Quando fuori è buio, le luci della cabina vengono spente o abbassate in fase di decollo e atterraggio per evitare al passeggero e al personale di bordo lo shock, sempre in caso di evacuazione dell'aereo, del passaggio improvviso da un ambiente troppo luminoso ad uno esterno troppo scuro».
Perché durante decollo e atterraggio le assistenti di volo chiedono di tenere i finestrini alzati?
«Non è solo una regola di routine. Tenere i finestrini aperti permette all’equipaggio di vedere cosa succede all’esterno e valutare rapidamente eventuali situazioni di emergenza. In caso di evacuazione, che deve avvenire in 90 secondi, è fondamentale capire da quale lato dell’aereo è più sicuro uscire. Un piccolo gesto per i passeggeri, ma una grande misura di sicurezza per tutto l’equipaggio».
Perché bisogna tenere la cintura allacciata anche quando il segnale è spento?
«Semplicemente perché una turbolenza improvvisa può arrivare in qualsiasi momento».
*Il Training Centre di Milano Malpensa è il principale centro europeo di addestramento di equipaggi di volo di easyJet. È nato nel 2019 e a pieno regime può formare fino a 8 mila piloti e assistenti di volo ogni anno. I corsi per diventare piloti durano circa due anni, mentre per gli/le assistenti di volo sono richieste cinque settimane di training iniziale in aula, partendo da zero fino alla preparazione all’attività a bordo. Il motto della compagnia è “Aircraft safety first”. È, infatti, la sicurezza a bordo il punto di partenza di tutto il percorso di formazione degli equipaggi easyJet. E questa priorità orienta contenuti, metodi e tecnologie dell’addestramento, un iter che accompagna piloti e cabin crew lungo l’intera carriera, con aggiornamenti ricorrenti.
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