10 cose che (probabilmente) non sapete sui Puffi

Chi li ha inventati? Quanti sono? E perché si chiamano così? Ecco tutto quello che c'è da sapere sui Puffi - e come festeggiare i loro primi 60 anni
«Alti due mele o poco più», come cantava Cristina D’Avena, i Puffi crescono, ma non invecchiano mai, con il loro caratteristico cappellino bianco, la pelle blu e quello spirito di solidarietà e di amicizia che li fa vivere in armonia nelle loro casette a forma di fungo a Pufflandia, i Puffi compiono 60 anni.
In tanti anni di puffosa (ehm, onorata) carriera, hanno conquistato il cuore di tre generazioni di bambini, cresciuti a pane e cartoni animati dopo la scuola, diventando un fenomeno mondiale che ha sbancato in tv, al cinema e tra i collezionisti (alzi la mano chi non ha almeno uno dei pupazzetti in gomma!).
Un pezzo di storia, che come tale va celebrata: ecco allora tutte le curiosità che (forse) non sapete sul fantastico mondo di Grande Puffo e Puffetta, Puffo Vanitoso, Puffo Inventore, Puffo Quattrocchi, Puffo Burlone… fino al terribile, arcinemico Gargamella, che con l’aiuto della perfida, inseparabile Birba, cerca ogni volta di catturarli (fallendo sistematicamente!).
Ma prima, tanti puffosi auguri, amici Puffi… e cento di questi puffi!
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1. Puffi non è il loro vero nome
I buffi folletti blu nascono nel 1958 dalla fantasia del fumettista belga Pierre Culliford, in arte Peyo.
Il nome Strunfi, traduzione del termine belga Schtroumpf, inventato da Peyo, fu cambiato in Puffi dopo un anno dall'arrivo in Italia nel 1963 perché ricordava una parolaccia.
Il nome Puffi apparve per la prima volta nel 1964 sul Corriere dei Piccoli e fu scelto per la sua assonanza con l'aggettivo buffo.
2. Esiste un puffo, uno solo, senza cappello
Agli esordi, i Puffi apparvero come personaggi secondari della storia La flûte à six schtroumpfs (Il flauto a sei puffi), nella striscia di fumetti Johan & Pirlouit (in Italia John e Solfamì), che Peyo realizzava per Le Journal de Spirou.
L'autore non avrebbe dato seguito alla cosa, ma il successo riscosso dai piccoli folletti blu lo convinse a continuare.
Il primo racconto con i Puffi come protagonisti fu pubblicato sul numero 1107 de Le Journal de Spirou, si intitolava I Puffi Neri (Les Schtroumpfs noirs) ed è l'unico in cui compare un Puffo senza cappello.
3. Prima ci sono stati i gadget, poi il cartone
Alla fine degli anni '70 negli Stati Uniti i gadget dei Puffi spopolarono: pupazzetti in miniatura, peluche, accessori a tema ebbero un così grande successo che si decise di farne una serie animata (così seguita da aggiudicarsi diversi premi Emmy).
4. Quanti anni ha Grande Puffo
Nell'universo Puffo, ogni Puffo fa un mestiere. C'è il più saggio e il più vecchio Grande Puffo, che ha 542 anni ed è l’unico in grado di preparare pozioni magiche.
Ci sono Puffo Golosone (cuoco), Puffo Inventore, Puffo Pittore...
I Puffi vivono tutti insieme nella foresta di Pufflandia, dentro funghi dal tetto rosso.
Sono molto golosi di bacche - le puffbacche - che raccolgono fuori dai confini del sicuro villaggio rischiando di essere catturati da Gargamella.
In ogni episodio s'innesca un'avventura, in cui sono protagonisti diversi amici e nemici dei Puffi: Madre Natura, Gargamella, Bue Grasso, Padre Tempo, John e Solfamì, Lenticchia, Birba, Gherardo, Omnibus, Baldassarre e tantissimi altri.
Ogni avventura però ha il suo lieto fine e si conclude con la Festa del Villaggio e l'immancabile danza dei Puffi.
5. Ma quanti sono i puffi?
I puffi nei fumetti di Peyo sono 99.
Con l'episodio Il centesimo puffo, si arriva a 100.
In seguito, nella serie animata si aggiungono Grande Puffo, Puffetta, Baby Puffo, Nonno Puffo e Nonna Puffa.
Fino a un totale di 105.
6. Come è nato il linguaggio dei Puffi
Il nome Shtroumpfs viene da un equivoco: durante una cena Peyo chiese al vicino di passargli il sale, ma non ricordandosi il nome gli disse, in francese, qualcosa che in italiano suonerebbe come «Passami il… puffo».
Così l'amico rispose: «Tieni il tuo puffo, e quando avrai finito di puffarlo, me lo ripufferai!».
Peyo decise di inserirle il termine nella sua serie di fumetti, Johan et Pirlouit e creò molti neologismi utilizzandolo a volte come verbo (puffare) altre volte come aggettivo (puffoso).
Lo straordinario "linguaggio puffo" fu studiato addirittura dal grande Umberto Eco che nel settembre 1979, su Alfabeta n. 5., pubblicò il saggio Schtroumpf und Drang, dedicato alla semantica della lingua dei Puffi.
7. Puffetta aveva i capelli neri (quando era cattiva)
La prima versione grafica dei puffi li ritraeva meno armonici e tondeggianti e con cinque dita per mano anziché quattro.
Anche il cappello bianco si accorcia nel tempo.
L'unico Puffo femmina, Puffetta, creata da Gargamella per spiare i Puffi, aveva inizialmente i capelli lunghi neri.
Fu nel passaggio dal male al bene che Grande Puffo la trasformò in una vera Puffa biondissima.
Più avanti per tacere alcune polemiche sul fatto che nel villaggio Puffetta fosse l’unica femmina in mezzo a tanti uomini, fu ideata Bontina, con lentiggini, due trecce rosse e la salopette rosa.
Come Puffetta, anche Bontina all'inizio era un personaggio cattivo, infiltrato da Garmella nel villaggio per seminare zizzania… ma come sempre, poi, il lieto fine.
8. Non sono alti due mele
«Alti due mele o poco più» non è realmente la loro altezza, ma la traduzione del detto francese haut comme trois pommes, usato in Francia per indicare le persone basse.
L’altezza dei Puffi rimane un mistero: di certo sono piccoli, rispetto ai funghi in cui vivono, al resto della natura circostante e allo stesso Gargamella, che ha le dimensioni di un umano.
9. Ci sono una trentina di singoli a tema Puffi
La grande fortuna dei Puffi fu merito in gran parte del successo riscosso dalla serie animata.
È con Hanna & Barbera che inizia il boom di una serie che dal 1981 è andata avanti per quasi dieci anni.
In Italia, al successo della serie animata ha contribuito l'uscita del 45 giri con la sigla del cartone, seguito poi da un 33 giri dal titolo Arrivano i Puffi, interpretato da Victorio Pezzolla, musicista argentino naturalizzato italiano, creatore di colonne sonore e spot televisivi.
Fu poi scelta Cristina D’Avena, regina delle sigle tv, che ha inciso circa una trentina di singoli a tema Puffi (il primo ha ottenuto il Disco d’Oro per aver superato le 500mila copie vendute).
Nel mondo, i dischi dei Puffi hanno venduto circa 30 milioni di copie.
10. Il successo al cinema
Lo sbarco al cinema nel 2011 con I Puffi, film d'animazione di grande successo, seguito dallo speciale natalizio intitolato I Puffi - A Christmas Carol.
Nel 2013 arrivano I Puffi 2 e nel 2017 I Puffi - Viaggio nella foresta segreta.
Gli eventi per festeggiare i 60 anni dei Puffi
Ai puffosi 60 anni dei Puffi, sono dedicate due puffosi eventi: a Bruxelles la Puffo Experience è un villaggio tematico per grandi e piccini (fino a gennaio 2019, per poi dopo trasformarsi in un’attrazione itinerante).
Milano celebra gli omini blu con la mostra MONDO PUFFO al WOW SPAZIO FUMETTO (Viale Campania, 12 - fino al 25 novembre 2018 - Ingresso libero, info qui).
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"Buy Nothing Challenge": un mese senza comprare niente fa diventare più felici

Diventare più felici in un mondo in costante movimento e soprattutto pieno di offerte e proposte che creano in noi un desiderio si trasforma in una rincorsa perenne.
E così compriamo cose che non ci servono per colmare un vuoto, per premiarci, per spegnere l’ansia di una giornata storta. L’acquisto diventa un piccolo anestetico quotidiano: immediato, ma temporaneo.
E se per un mese decidessimo di mettere in pausa tutto questo? Niente shopping, niente nuovi oggetti, niente “mi serve assolutamente” detti davanti a un carrello online. È la "Buy Nothing Challenge", una sfida che più che una rinuncia è un esercizio di consapevolezza.
Perché 30 giorni senza comprare niente possono farci diventare più felici
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All’inizio può sembrare difficile: ci si accorge di quante volte la mente corre verso l’idea di comprare qualcosa di nuovo. Ma già dopo pochi giorni succede qualcosa. Si apre uno spazio mentale, prima ancora che fisico. Ed è proprio in quell’intervallo tra desiderio e gesto che impariamo a guardarci davvero attorno. Le cose che possediamo smettono di essere sfondo e tornano protagoniste.
La leggerezza che arriva dal non avere bisogno di altro
C’è una forma di libertà nel riscoprire ciò che già abbiamo. Aprire l’armadio e trovare capi dimenticati che tornano a piacere, combinazioni che non avevamo mai provato, ricordi che riaffiorano da un tessuto. Anche la casa si trasforma, come un libro lasciato a metà, un oggetto che riacquista valore solo perché gli abbiamo restituito attenzione.
La Buy Nothing Challenge non parla di privazione, ma di presenza. Di un rapporto diverso con il desiderio: meno impulso, più intenzione. È un modo per rallentare, per ascoltare cosa ci muove davvero quando diciamo “mi serve”.
E il risultato è sorprendente: non è solo il portafoglio a ringraziare, ma la mente. Meno stimoli, meno caos, più chiarezza. Si scopre che non ci serve “qualcosa di nuovo” per sentirci bene e finalmente diventare più felici, ma tempo, cura, significato.
Durante la sfida, potete provare a riscoprire ciò che già avete: guardate l’armadio con occhi nuovi e provate a combinare capi dimenticati o accessori nascosti, trasformando anche un vecchio vaso o un foulard in qualcosa di speciale.
In cucina, invece di correre al supermercato, finite gli ingredienti in dispensa e sperimentate ricette creative con ciò che avete a disposizione. I piccoli piaceri quotidiani diventano protagonisti: una passeggiata senza meta, un caffè con un’amica, un libro lasciato da parte, attività che arricchiscono senza costi.
Ogni volta che desiderate qualcosa di nuovo, fermatevi a chiedervi se ne avete davvero bisogno, e se volete, potete tenere un diario o qualche foto dei momenti e oggetti riscoperti: serve a rendere concreta la consapevolezza. Infine, condividere l’esperienza con un’amica o sui social può trasformare la sfida in un gioco creativo e motivante, rendendo più facile apprezzare ciò che già è parte della vostra vita.
Alla fine del mese, forse torneremo a comprare. Ma lo faremo in modo diverso, scegliendo meno e meglio. Perché la vera rivoluzione non è non comprare mai più: è sapere perché compriamo. E sentire che, nel frattempo, la leggerezza non arriva dall’aggiungere, ma dal riconoscere che, spesso, abbiamo già tutto.
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Decluttering di gennaio: 6 cose da eliminare per iniziare l'anno con una sensazione di leggerezza

Il decluttering di gennaio non è solo una questione di ordine, ma di energia.
Il 2026 è appena iniziato e, mentre in casa resistono ancora tracce delle feste (decorazioni dimenticate, oggetti fuori posto, armadi pieni) questo è il momento ideale per fare spazio, anche mentalmente. Il decluttering di gennaio, infatti, funziona un po’ come un reset: non serve rivoluzionare tutto, basta partire da ciò che non serve più.
Ecco allora sette cose da eliminare a gennaio per affrontare il nuovo anno con una casa (e una testa) più leggera.
**5 regole d’oro per avere la casa sempre in ordine (senza perdere la testa)**
**10 regole di decluttering efficaci per (ri)organizzare la casa**
Decluttering di gennaio: cosa buttare, donare o riciclare dopo le feste
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Elettrodomestici che non usate mai
Nei pensili della cucina si nascondono spesso oggetti dimenticati: piccoli elettrodomestici acquistati con entusiasmo e poi mai più utilizzati.
Il decluttering di gennaio è il momento giusto per chiedersi con onestà se torneranno mai utili. Se la risposta è no (o se per prenderli dovete spostare mezzo armadio), meglio venderli, regalarli o riciclarli. Liberare spazio in cucina ha un effetto immediato anche sulla percezione dell’ordine quotidiano.
Oggetti per hobby ormai abbandonati
Hobby mai coltivati, passioni lasciate a metà, strumenti musicali che occupano spazio e accumulano polvere. Tenerli “per senso di colpa” non li rende più utili, anzi.
Se questi oggetti, qualsiasi siano, non vengono usati da anni, allora è il caso di donarli a qualcuno che li userà davvero.
Occhiali vecchi
Un paio di occhiali non è di certo un problema, ma è innegabile che col tempo si trasformano in una collezione involontaria. Occhiali con gradazioni superate finiscono nei cassetti “perché costavano tanto”.
Il decluttering di gennaio invita a essere pratici: tenete solo quelli che usate davvero e riciclate gli altri. Le custodie, invece, possono diventare piccoli organizer per gioielli o accessori da viaggio.
Tecnologia vecchia e dimenticata
Cassetti pieni di vecchi telefoni, caricabatterie senza più un dispositivo, smartwatch inutilizzati. La tecnologia obsoleta è uno dei primi candidati al decluttering di gennaio, anche perché tende ad accumularsi rapidamente.
Attenzione però: prima di eliminarla, è importante cancellare i dati personali. Poi si può scegliere se riciclare, vendere o donare.
Servizi “buoni” mai usati
Piatti, bicchieri e cristalli conservati per occasioni speciali che non arrivano mai. Se nemmeno durante le feste appena passate sono usciti dalla credenza, è probabile che non lo faranno nemmeno in futuro.
Fare decluttering aiuta a distinguere ciò che vi piace davvero da ciò che conservate solo per abitudine. Quello che non usate può essere venduto o regalato, mentre i pezzi a cui siete affezionati possono essere esposti o conservati in modo più sicuro.
Decorazioni e oggetti fuori stagione
Natale è finito, ma spesso non del tutto. Decorazioni rimaste in giro, candele mai accese, oggetti stagionali che occupano spazio per mesi.
Il decluttering di gennaio è l’occasione perfetta per fare una selezione: tenere ciò che vi fa ancora piacere vedere e lasciar andare il resto. Riporre tutto in modo ordinato renderà più semplice anche il prossimo cambio di stagione.
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Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

Milano a gennaio si risveglia. Dopo le feste, nonostante un'ondata di gelo, la città riprende il suo ritmo e accoglie un anno nuovo con la stessa grinta di sempre.
Concerti, grandi mostre, spettacoli ed eventi sono pronti ad accompagnarci per tutto il mese e ad assecondare i gusti di tutti.
Ecco la nostra selezione di appuntamenti da segnare in agenda.
Cosa fare a Milano a Gennaio 2026
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Concerti
Gennaio è un mese particolarmente generoso sul fronte live, con una programmazione che attraversa generazioni e generi musicali.
Si parte il 9 gennaio con Edoardo Bennato al Teatro Arcimboldi, che porta sul palco le sue canzonette senza tempo, tra ironia e impegno. Il 12 gennaio Giovanni Allevi arriva al Teatro dal Verme per una serata intensa e introspettiva, seguita il giorno dopo, il 13 gennaio, dalla PFM - Premiata Forneria Marconi con il “Doppia Traccia Tour”, sempre al Dal Verme. La stessa sala ospita anche i Nomadi il 16 gennaio, in un concerto che è insieme memoria collettiva e attualità.
Il 18 gennaio la Santeria Toscana accoglie Irene Grandi & The Groove Aviators, mentre il 20 gennaio il Legend Club ospita l’energia folk-punk dei canadesi The Real McKenzies. Il 22 gennaio è una data doppia: Sergio Caputo sale sul palco del Lirico Giorgio Gaber, mentre all’Alcatraz suonano i Selton, con il loro mix caldo e colorato di pop e influenze brasiliane.
Il 24 gennaio è il turno dei Dream Syndicate di Steve Wynn, al Circolo Magnolia di Segrate, una tappa imperdibile per gli amanti del rock d’autore. Chiudono il mese gli Hammerfall all’Alcatraz il 26 gennaio, Mondo Marcio ai Magazzini Generali il 27 gennaio e Johnnie Guilbert il 28 gennaio al Legend Club.
Milano Fashion Week Men’s Collection
Dal 16 al 20 gennaio Milano torna capitale della moda maschile con la Fashion Week Uomo dedicata alle collezioni Autunno/Inverno 2026/27. È un appuntamento che porta in scena non solo sfilate: eventi, presentazioni e installazioni trasformano la città in un laboratorio creativo diffuso, raccontando il continuo processo di evoluzione e metamorfosi che definisce la moda.
Mostre
Gennaio è un mese di transizione, in cui si attende l'arrivo delle grandi mostre che contraddistingueranno l'anno, ma è ancora possibile ammirare alcune delle più belle esposizioni aperte nei mesi scorsi.
Sono entrambe prorogate fino a maggio 2026 le due grandi esposizioni dedicate a Giorgio Armani, che continuano ad attirare pubblico anche oltre l’anno celebrativo. Giorgio Armani Privé 2005–2025, in corso all'Armani/Silos ripercorre vent’anni di alta moda attraverso una selezione di abiti couture che raccontano la visione del designer tra rigore, leggerezza e raffinatezza formale, mentre Giorgio Armani: Milano, per amore, alla Pinacoteca di Brera, illustra la creatività di di Re Giorgio attraverso 133 creazioni esposte tra i capolavori che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento.
Tra le mostre tematiche più interessanti del periodo, avvicinandoci al via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, L’Italia sulla neve racconta oltre un secolo di immaginario invernale italiano, mettendo in dialogo manifesti pubblicitari, fotografie storiche, oggetti e filmati legati alla nascita del turismo alpino, degli sport invernali e delle vacanze sulla neve come fenomeno culturale e sociale. Un percorso che intreccia costume, comunicazione e storia del tempo libero.
Al Museo Poldi Pezzoli, Meraviglie del Grand Tour esplora invece il viaggio in Italia tra Settecento e Ottocento attraverso opere d’arte, taccuini, vedute, oggetti e testimonianze che raccontano come il nostro Paese sia stato a lungo tappa fondamentale nella formazione culturale dell’aristocrazia e della borghesia europea. Una mostra dal taglio classico, ideale per chi ama una visita più contemplativa.
Tra le esperienze immersive, prosegue allo Spazio Ventura Monet. Esperienza immersiva, che utilizza proiezioni digitali, animazioni e suono per restituire la centralità della luce e del colore nell’opera dell’artista francese, accompagnando il visitatore dentro paesaggi, stagni e giardini diventati iconici.
Gennaio è inoltre l’ultima occasione per visitare M.C. Escher. Tra arte e scienza al MUDEC, aperta fino all’8 febbraio, mentre alla Fabbrica del Vapore resta visitabile fino al 25 gennaio Dalí, Picasso, Miró. I tre grandi di Spagna, un confronto tra tre protagonisti assoluti del Novecento europeo.
Teatro
Il nuovo anno si apre con tanti spettacoli tra comicità e imponenza.
I Legnanesi tornano protagonisti al Teatro Manzoni dall’8 gennaio fino al 22 febbraio, con uno spettacolo che conferma il loro legame storico con il pubblico milanese.
Il 9 e 10 gennaio Beatrice Arnera porta la sua comicità diretta e tagliente al Teatro Lirico Giorgio Gaber, mentre sempre al Manzoni il 12 gennaio va in scena Ah Comedy Night, il format dedicato alla stand-up contemporanea.
Dal 13 al 25 gennaio il Teatro Arcimboldi ospita Shen Yun, lo spettacolo che racconta la cultura tradizionale cinese attraverso danza, musica e scenografie spettacolari.
Eventi
Prosegue da Eataly Milano Smeraldo il format Giovani Talenti, realizzato in collaborazione con Identità Golose, che porta in città alcuni dei nomi più interessanti della nuova cucina italiana. Martedì 13 gennaio è protagonista Matteo Grandi, chef una stella Michelin del ristorante Matteo Grandi in Basilica di Vicenza, con una cena che racconta una cucina istintiva ma misurata, guidata da tecnica invisibile, leggerezza e grande rispetto per la materia prima. Il menu invernale proposto per l’occasione attraversa mondi diversi, dalla sensibilità asiatica a quella francese, reinterpretati con una cifra personale ed elegante, tra piatti come il branzino al vapore con beurre blanc, il risotto al broccolo fiolaro e la faraona con cavolfiore fumé e salsa al tartufo.
Giovedì 15 gennaio torna invece TEDxMilano al Teatro Dal Verme, con la XIII edizione dedicata al tema Umanità. Un titolo ampio, che verrà esplorato dagli speaker attraverso prospettive diverse — dalla filosofia alla scienza, dal giornalismo alla cultura d’impresa — per interrogarsi su cosa significhi oggi essere umani in un’epoca di profonde trasformazioni sociali, tecnologiche e ambientali. Sul palco si alternano voci autorevoli del panorama italiano, mentre la serata è arricchita da una performance musicale dei Twin Violins e da una selezione di fotografie d’autore sul tema dell’umanità, curate dalla community culturale Perimetro.
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Questi 4 segni zodiacali troveranno l’amore a Gennaio

Gennaio è il mese dei nuovi inizi, e per questo le stelle regalano emozioni intense ad alcuni segni zodiacali fortunati in amore, pronti a iniziare l’anno seguendo il cuore.
In queste settimane le stelle incoraggiano l’autenticità, la voglia di costruire e il desiderio di lasciarsi alle spalle vecchie incertezze. Gennaio si trasforma così in un mese ricco di possibilità romantiche e nuove emozioni.
Per i segni zodiacali fortunati in amore, questo è un momento di svolta: incontri significativi, legami che si rafforzano e una nuova consapevolezza emotiva accompagneranno l’inizio dell’anno.
**Perché quando le cose vanno male leggiamo l'oroscopo?**
Oroscopo di gennaio: i segni zodiacali fortunati in amore
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Toro
Gennaio porta al segno del Toro un bisogno profondo di stabilità affettiva, accompagnato da un oroscopo favorevole alle relazioni sincere. Le stelle favoriscono legami costruiti con calma e fiducia, lasciando spazio a emozioni che crescono giorno dopo giorno. È un periodo ideale per chi desidera qualcosa di solido e duraturo, lontano dalle storie complicate.
I sentimenti si fanno più chiari e rassicuranti, permettendo al Toro di sentirsi finalmente al sicuro nel dare e ricevere amore.
Cancro
Per il Cancro, gennaio sarà un mese dolce e protettivo, in cui il cuore torna protagonista. Le stelle aiutano a lasciar andare paure e insicurezze, aprendo la strada a connessioni autentiche e profonde.
Le stelle favoriscono l’equilibrio tra desiderio e razionalità, permettendo di vivere l’amore con maggiore serenità. È un mese ideale per incontri armoniosi, in cui il dialogo e la complicità diventano centrali. È il momento giusto per fidarsi delle proprie sensazioni e costruire legami basati sull’empatia.
Leone
Il Leone è tra i segni zodiacali fortunati in amore di gennaio, perché vivrà una riscoperta del lato più autentico dell’amore. Le stelle attenuano l’orgoglio e favoriscono una maggiore apertura emotiva, permettendo di vivere i sentimenti con intensità ma anche con sincerità.
Chi è single potrebbe essere attratto da una persona capace di guardare oltre le apparenze, mentre chi è in coppia sentirà il bisogno di rafforzare il legame su basi più profonde. È un mese che invita a lasciarsi amare senza dover sempre brillare.
Pesci
Per i Pesci, gennaio è un mese carico di romanticismo e intuizioni emotive. Le stelle favoriscono incontri che nascono da una forte affinità interiore, capaci di toccare corde profonde. I sentimenti si esprimono con naturalezza, senza forzature, e permettono ai Pesci di vivere l’amore in modo autentico e coinvolgente.
È un periodo in cui sogno e realtà possono incontrarsi, dando vita a legami intensi e ricchi di significato.
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