10 cose che (probabilmente) non sapete sui Puffi

Puffi 60 anni compleanno curiosita segreti ometti blu Peyo Cristina d avena sigla tv I Puffi Five Records DESKPuffi 60 anni compleanno curiosita segreti ometti blu Peyo Cristina d avena sigla tv I Puffi Five Records MOBILE

Chi li ha inventati? Quanti sono? E perché si chiamano così? Ecco tutto quello che c'è da sapere sui Puffi - e come festeggiare i loro primi 60 anni

«Alti due mele o poco più», come cantava Cristina D’Avena, i Puffi crescono, ma non invecchiano mai, con il loro caratteristico cappellino bianco, la pelle blu e quello spirito di solidarietà e di amicizia che li fa vivere in armonia nelle loro casette a forma di fungo a Pufflandia, i Puffi compiono 60 anni.

In tanti anni di puffosa (ehm, onorata) carriera, hanno conquistato il cuore di tre generazioni di bambini, cresciuti a pane e cartoni animati dopo la scuola, diventando un fenomeno mondiale che ha sbancato in tv, al cinema e tra i collezionisti (alzi la mano chi non ha almeno uno dei pupazzetti in gomma!).

Un pezzo di storia, che come tale va celebrata: ecco allora tutte le curiosità che (forse) non sapete sul fantastico mondo di Grande Puffo e Puffetta, Puffo Vanitoso, Puffo Inventore, Puffo Quattrocchi, Puffo Burlone… fino al terribile, arcinemico Gargamella, che con l’aiuto della perfida, inseparabile Birba, cerca ogni volta di catturarli (fallendo sistematicamente!).

Ma prima, tanti puffosi auguri, amici Puffi… e cento di questi puffi!

(Continua sotto la foto)

Peyo ideatore dei Puffi 60 anni compleanno

1. Puffi non è il loro vero nome

I buffi folletti blu nascono nel 1958 dalla fantasia del fumettista belga Pierre Culliford, in arte Peyo.

Il nome Strunfi, traduzione del termine belga Schtroumpf, inventato da Peyo, fu cambiato in Puffi dopo un anno dall'arrivo in Italia nel 1963 perché ricordava una parolaccia.

Il nome Puffi apparve per la prima volta nel 1964 sul Corriere dei Piccoli e fu scelto per la sua assonanza con l'aggettivo buffo.

Copertina della versione a fumetti del Flauto a sei puffi

2. Esiste un puffo, uno solo, senza cappello

Agli esordi, i Puffi apparvero come personaggi secondari della storia La flûte à six schtroumpfs (Il flauto a sei puffi), nella striscia di fumetti Johan & Pirlouit (in Italia John e Solfamì), che Peyo realizzava per Le Journal de Spirou.

L'autore non avrebbe dato seguito alla cosa, ma il successo riscosso dai piccoli folletti blu lo convinse a continuare.

Il primo racconto con i Puffi come protagonisti fu pubblicato sul numero 1107 de Le Journal de Spirou, si intitolava I Puffi Neri (Les Schtroumpfs noirs) ed è l'unico in cui compare un Puffo senza cappello.

Copertina della storia I Puffi neri la prima storia ad essere pubblicata in albo 60 anniversario nascita Puffi

3. Prima ci sono stati i gadget, poi il cartone

Alla fine degli anni '70 negli Stati Uniti i gadget dei Puffi spopolarono: pupazzetti in miniatura, peluche, accessori a tema ebbero un così grande successo che si decise di farne una serie animata (così seguita da aggiudicarsi diversi premi Emmy).

Il meraviglioso mondo dei puffi tante avventure 60 anni compleanno Puffi

4. Quanti anni ha Grande Puffo

Nell'universo Puffo, ogni Puffo fa un mestiere. C'è il più saggio e il più vecchio Grande Puffo, che ha 542 anni ed è l’unico in grado di preparare pozioni magiche.

Ci sono Puffo Golosone (cuoco), Puffo Inventore, Puffo Pittore...

I Puffi vivono tutti insieme nella foresta di Pufflandia, dentro funghi dal tetto rosso.

Sono molto golosi di bacche - le puffbacche - che raccolgono fuori dai confini del sicuro villaggio rischiando di essere catturati da Gargamella.

In ogni episodio s'innesca un'avventura, in cui sono protagonisti diversi amici e nemici dei Puffi: Madre Natura, Gargamella, Bue Grasso, Padre Tempo, John e Solfamì, Lenticchia, Birba, Gherardo, Omnibus, Baldassarre e tantissimi altri.

Ogni avventura però ha il suo lieto fine e si conclude con la Festa del Villaggio e l'immancabile danza dei Puffi.

I puffi buffi ometti blu che giocano allegri e felici nel villaggio di Pufflandia

5. Ma quanti sono i puffi?

I puffi nei fumetti di Peyo sono 99.

Con l'episodio Il centesimo puffo, si arriva a 100.

In seguito, nella serie animata si aggiungono Grande Puffo, Puffetta, Baby Puffo, Nonno Puffo e Nonna Puffa.

Fino a un totale di 105.

Il creatore dei Puffi Pierre Culliford in arte Peyo 60 anni dalla nascita dei Puffi

6. Come è nato il linguaggio dei Puffi

Il nome Shtroumpfs viene da un equivoco: durante una cena Peyo chiese al vicino di passargli il sale, ma non ricordandosi il nome gli disse, in francese, qualcosa che in italiano suonerebbe come «Passami il… puffo».

Così l'amico rispose: «Tieni il tuo puffo, e quando avrai finito di puffarlo, me lo ripufferai!».

Peyo decise di inserirle il termine nella sua serie di fumettiJohan et Pirlouit e creò molti neologismi utilizzandolo a volte come verbo (puffare) altre volte come aggettivo (puffoso).

Lo straordinario "linguaggio puffo" fu studiato addirittura dal grande Umberto Eco che nel settembre 1979, su Alfabeta n. 5., pubblicò il saggio Schtroumpf und Drang, dedicato alla semantica della lingua dei Puffi.

Il primo schizzo preparatorio dei Puffi oggi 60 anni anniversario

7. Puffetta aveva i capelli neri (quando era cattiva)

La prima versione grafica dei puffi li ritraeva meno armonici e tondeggianti e con cinque dita per mano anziché quattro.

Anche il cappello bianco si accorcia nel tempo.

L'unico Puffo femmina, Puffetta, creata da Gargamella per spiare i Puffi, aveva inizialmente i capelli lunghi neri.

Fu nel passaggio dal male al bene che Grande Puffo la trasformò in una vera Puffa biondissima. 

Più avanti per tacere alcune polemiche sul fatto che nel villaggio Puffetta fosse l’unica femmina in mezzo a tanti uomini, fu ideata Bontina, con lentiggini, due trecce rosse e la salopette rosa.

Come Puffetta, anche Bontina all'inizio era un personaggio cattivo, infiltrato da Garmella nel villaggio per seminare zizzania…  ma come sempre, poi, il lieto fine.

Un model sheet con i Puffi per la serie a cartoni animati di Hanna & Barbera 60 anni dalla nascita dei Puffi

8. Non sono alti due mele

«Alti due mele o poco più» non è realmente la loro altezza, ma la traduzione del detto francese haut comme trois pommes, usato in Francia per indicare le persone basse.

L’altezza dei Puffi rimane un mistero: di certo sono piccoli, rispetto ai funghi in cui vivono, al resto della natura circostante e allo stesso Gargamella, che ha le dimensioni di un umano.

Sigla tv dei Puffi grande successo Cristina D Avena Five Records

9. Ci sono una trentina di singoli a tema Puffi

La grande fortuna dei Puffi fu merito in gran parte del successo riscosso dalla serie animata.

È con Hanna & Barbera che inizia il boom di una serie che dal 1981 è andata avanti per quasi dieci anni. 

In Italia, al successo della serie animata ha contribuito l'uscita del 45 giri con la sigla del cartone, seguito poi da un 33 giri dal titolo Arrivano i Puffi, interpretato da Victorio Pezzolla, musicista argentino naturalizzato italiano, creatore di colonne sonore e spot televisivi.

Fu poi scelta Cristina D’Avena, regina delle sigle tv, che ha inciso circa una trentina di singoli a tema Puffi (il primo ha ottenuto il Disco d’Oro per aver superato le 500mila copie vendute).

Nel mondo, i dischi dei Puffi hanno venduto circa 30 milioni di copie.

I puffi al cinema Viaggio nella foresta segreta 60 anni anniversario compleanno Puffi

10. Il successo al cinema

Lo sbarco al cinema nel 2011 con I Puffi, film d'animazione di grande successo, seguito dallo speciale natalizio intitolato I Puffi - A Christmas Carol.

Nel 2013 arrivano I Puffi 2 e nel 2017 I Puffi - Viaggio nella foresta segreta.

Manifesto della mostra

Gli eventi per festeggiare i 60 anni dei Puffi

Ai puffosi 60 anni dei Puffi, sono dedicate due puffosi eventi: a Bruxelles la Puffo Experience è un villaggio tematico per grandi e piccini (fino a gennaio 2019, per poi dopo trasformarsi in un’attrazione itinerante).

Milano celebra gli omini blu con la mostra MONDO PUFFO al WOW SPAZIO FUMETTO (Viale Campania, 12 - fino al 25 novembre 2018 - Ingresso libero, info qui).

  • IN ARRIVO

I segni zodiacali del cast di Bridgerton spiegano perché siamo così ossessionate dalla serie

bridgerton herobridgerton 1
I segni zodiacali del cast di Bridgerton rivelano affinità sorprendenti tra attori e personaggi, spiegando il fascino magnetico della serie

Corsetti e piume, sguardi rubati e scandali sussurrati tra un valzer e l’altro. Bridgerton non è solo una serie in costume: è un universo emotivo che mescola romanticismo e desiderio alla tensione sociale, con una forza magnetica difficile da ignorare.

Ma cosa rende davvero irresistibili i suoi protagonisti? Oltre ai costumi sontuosi e alle scenografie opulente, c’è un elemento meno visibile ma altrettanto intrigante: la loro energia personale.

Guardare il cast di Bridgerton attraverso la lente dell’astrologia è un gioco affascinante: molti attori centrali della serie incarnano tratti tipici dei personaggi da loro interpretati.

Non è un caso che il mondo creato da Shonda Rhimes sia così sensuale, concreto, quasi tattile. Analizzare i segni zodiacali Bridgerton aiuta a comprendere meglio il carisma degli attori e la chimica che si sprigiona sullo schermo.

Ecco allora cosa raccontano le stelle sui protagonisti della serie.

**Questi 5 attori si sono rifiutati di tornare nella serie Bridgerton**

**10 curiosità su Bridgerton che (probabilmente) non sapete**

I segni zodiacali del cast di Bridgerton: l’astrologia della serie Netflix

(Continua sotto la foto) 

anthony bridgerton

Jonathan Bailey (aka Anthony Bridgerton) - Toro

Jonathan Bailey, l’indimenticabile Anthony Bridgerton, è del segno del Toro. E si vede. Governato da Venere, il Toro è il segno della sensualità, del piacere e della presenza magnetica. Bailey incarna perfettamente quell’intensità silenziosa che rende Anthony tanto tormentato quanto irresistibile.

I Toro sono noti per il loro carisma naturale e per un fascino che non ha bisogno di eccessi. La loro energia è stabile e concreta; proprio come l’evoluzione del visconte, che da spirito inquieto diventa uomo consapevole del proprio cuore. Tra i segni zodiacali Bridgerton, il Toro è forse quello che meglio rappresenta l’estetica opulenta e passionale della serie.

bridgerton-beauty-look-stagione-3-trucco-penelope-francesca-colin-eloise-01

Nicola Coughlan (aka Penelope Featherington, aka Lady Whistledown) - Capricorno

Nicola Coughlan, volto di Penelope Featherington, è un Capricorno. Disciplinata, ironica, incredibilmente determinata: qualità che si riflettono sia nell’attrice sia nel suo personaggio.

Il Capricorno è governato da Saturno, pianeta della responsabilità e dell’ambizione. Dietro l’apparente ingenuità di Penelope si nasconde una mente brillante e strategica, proprio come quella tipica di questo segno di Terra

bridgerton lady danbury

Adjoa Andoh (aka Lady Danbury) - Capricorno

Anche Adjoa Andoh, la maestosa Lady Danbury, è nata sotto il segno del Capricorno. La sua presenza scenica autorevole, la postura regale, lo sguardo fermo: tutto parla di leadership naturale.

Il Capricorno ama il potere inteso come responsabilità, non come ostentazione. E Lady Danbury incarna esattamente questo: una donna che conosce le regole del gioco e sa come usarle. È il lato più maturo e strategico dei segni zodiacali del cast di Bridgerton.

regina charlotte

Golda Rosheuvel (aka Regina Charlotte) - Toro

Golda Rosheuvel, la regina Charlotte, è Toro. Ancora una volta, Venere domina la scena. Lusso, eleganza, amore per la bellezza e una presenza che impone rispetto: caratteristiche tipicamente taurine.

Il Toro non ha bisogno di alzare la voce per farsi notare. La sua forza è nella solidità, nel senso estetico, nella capacità di rendere ogni spazio più armonioso. In un mondo come quello di Bridgerton, dove il dettaglio visivo è fondamentale, questa energia è perfettamente coerente.

Kate Sharma bridgerton

Simone Ashley (aka Kate Sharma) - Ariete

Simone Ashley, l’indomita Kate Sharma, è Ariete. Segno di Fuoco governato da Marte, l’Ariete è audace, diretto, competitivo. Kate non teme il confronto, anzi lo cerca.

Quell’energia combattiva, quell’intensità nei dialoghi con Anthony, quella passione che esplode sotto la superficie: sono tratti marcatamente arietini. Tra i segni zodiacali di Bridgerton, l’Ariete rappresenta l’impulso, il desiderio che brucia senza filtri.

bridgerton4

Luke Thompson (aka Benedict Bridgerton) - Cancro

Luke Thompson, interprete di Benedict Bridgerton, è del segno del Cancro. Sensibile, intuitivo, profondamente legato agli affetti. Il Cancro è un segno d’Acqua che vive di emozioni sottili e di connessioni autentiche.

Benedict è l’artista della famiglia, il sognatore. La sua ricerca di identità e amore riflette la natura emotiva di questo segno zodiacale, che sente prima ancora di capire.

eloise bridgerton

Claudia Jessie (aka Eloise Bridgerton) - Scorpione

Claudia Jessie, la ribelle Eloise Bridgerton, è dello Scorpione. Intensa, anticonvenzionale, profondamente indipendente. Le persone nate sotto questo segno zodiacale non accettano le regole imposte, bensì le mettono in discussione.

Eloise sfida la società Regency con spirito critico e coraggio intellettuale. La sua forza trasformativa, in grado di rompere gli schemi.

colin bridgerton

Luke Newton (aka Colin Bridgerton) - Acquario

Luke Newton, che interpreta Colin Bridgerton, è nato sotto il segno dell'Acquario. Visionario, curioso, amante della libertà: l’Acquario osserva il mondo con uno sguardo originale, spesso fuori dagli schemi.

Colin incarna quell’energia leggera ma profonda, capace di sorprendere. È il segno dell’innovazione e del cambiamento, qualità che rendono il suo percorso romantico imprevedibile.

francesca bridgerton

Hannah Dodd (aka Francesca Bridgerton) - Toro

Elegante e avvolta da un’aura di mistero affascinante, il segno del Toro conferisce ad Hannah Dodd una presenza stabile, sensuale e rassicurante, qualità che si sposano perfettamente con il ruolo di Francesca Bridgerton.

Personaggio silenzioso ma profondamente riflessivo, Francesca valorizza comfort, stabilità, emozioni e gioie autentiche della vita; elementi a cui i Toro non rinunciano mai.

Sophie Baek bridgerton

Yerin Ha (aka Sophie Baek) - Capricorno

Riservata ma tenace, l’essenza del segno del Capricorno di Yerin Ha, che interpreta la protagonista della quarta stagione Sophie Baek, le dona una maturità precoce, ideale per il suo ruolo nella serie.

Il suo personaggio mantiene compostezza ed eleganza mentre affronta le complessità dell’alta società, trovando infine la propria versione di una fiaba romantica. Il Capricorno non è diverso: è noto per costruire forza e successo con pazienza e determinazione nel tempo

  • IN ARRIVO

Chi è nato in questi 6 giorni del mese (di solito) ha più successo nella vita

felicità ottimismo successo herofelicità ottimismo successo
Ecco quali giorni del mese sono associati al successo e quali caratteristiche favoriscono carriera, soldi e realizzazione personale

C’è chi consulta l’oroscopo ogni mattina e chi, invece, si affida alla numerologia. Quest'antica disciplina esoterica affascina da sempre perché promette di svelare qualcosa di più profondo rispetto al semplice segno zodiacale: attraverso i numeri legati alla nostra data di nascita, racconta tratti della personalità, inclinazioni naturali e perfino potenzialità di successo economico.

**Numeri angelici: guida pratica per decifrare i segnali segreti che ci manda l'universo**

Secondo alcune recenti interpretazioni diventate virali sui social, esisterebbero sei giorni del mese particolarmente favorevoli dal punto di vista finanziario.

Naturalmente, nessuna data di nascita garantisce automaticamente ricchezza o realizzazione professionale. La numerologia, più che predire il futuro, offre una lente attraverso cui osservare inclinazioni e potenzialità. Eppure è affascinante pensare che il giorno in cui siamo venute al mondo possa raccontare qualcosa del nostro rapporto con l’ambizione, il denaro e la realizzazione personale.

Forse i numeri non scrivono il destino, ma possono suggerire quali qualità coltivare per trasformare le opportunità in successo duraturo.

Curiosi di saperne di più? Ecco allora quali sono le date considerate più promettenti.

**Se volete avere più successo nella vita seguite queste 8 regole d'oro**

(Continua sotto la foto) 

calendario

Chi è nato l’1 o il 4 del mese ha più leadership e disciplina

Chi nasce il primo giorno del mese, secondo la numerologia, possiede un’energia da pioniere. È indipendente, visionario, naturalmente portato alla guida. Non ama ricevere ordini e tende a costruire il proprio percorso con determinazione. Questo spirito imprenditoriale, unito a una forte capacità di resilienza, può trasformarsi in un potente alleato quando si parla di carriera e crescita personale. Il desiderio di autonomia spesso si traduce in scelte audaci che, nel tempo, possono portare al successo.

Diverso ma complementare il profilo di chi nasce il quattro del mese. Qui dominano concretezza e affidabilità. Sono persone metodiche, costanti, abituate a lavorare sodo senza cercare scorciatoie. Se l’1 accende l’intuizione, il 4 costruisce le fondamenta. In ambito economico, questa combinazione di disciplina e perseveranza è spesso la chiave per risultati solidi e duraturi. Il successo, per loro, non arriva per caso ma come conseguenza di un impegno continuo.

Chi è nato il 7 o il 9 del mese ha più intuito e fortuna

Il sette è tradizionalmente legato all’introspezione e alla profondità mentale. Chi nasce in questa data viene descritto come intuitivo, brillante, dotato di una spiccata capacità analitica. L’intelletto è la sua risorsa principale, ma per trasformarlo in successo è fondamentale canalizzare le energie in un’unica direzione. La dispersione può essere il suo punto debole. Quando invece riesce a specializzarsi e a coltivare un talento preciso, i risultati possono essere sorprendenti.

Il nove, invece, porta con sé un’aura più emotiva e carismatica. Empatia, generosità e spirito umanitario sono le sue caratteristiche distintive. Curiosamente, proprio questa attitudine altruista sembra attrarre opportunità economiche in modo quasi naturale. Chi nasce il nove tende a non inseguire ossessivamente il denaro, ma a considerarlo uno strumento. E forse è proprio questo distacco a favorire il successo, spesso accompagnato da entrate inattese o occasioni fortunate.

Chi è nato il 18 o il 19 ha più ambizione e potere decisionale

Le date 18 e 19 sono considerate tra le più potenti in ambito finanziario. Chi nasce il 18 combina ambizione e visione strategica. Ha capacità organizzative sviluppate e una naturale autorevolezza che lo rende un leader credibile. Tuttavia, la fretta può essere un’insidia: scegliere con attenzione il proprio percorso professionale è fondamentale per trasformare il talento in successo concreto.

Il 19, invece, è associato a una personalità audace e indipendente. Il desiderio di affermazione è forte, così come la propensione a correre rischi calcolati. Questa sicurezza interiore, unita alla creatività, può tradursi in traguardi importanti, soprattutto in ambiti imprenditoriali o innovativi. Il successo, in questo caso, nasce dalla capacità di osare senza perdere lucidità.

  • IN ARRIVO

5 cose che (probabilmente) non sapete di Can Yaman

can yaman herocan yaman 1
Dalla laurea in Giurisprudenza al successo internazionale, fino al palco dell'Ariston per Sanremo: ecco 5 curiosità su Can Yaman

La sua apparizione alla prima serata del Festival di Sanremo ha riacceso immediatamente i riflettori su di Can Yaman. Elegante, magnetico, con quel mix di fascino internazionale e intensità mediterranea che lo ha reso uno dei volti più amati delle serie tv degli ultimi anni.

Attore, modello, ex avvocato, star globale capace di far impazzire le fan tra Turchia, Italia e Spagna, Can Yaman è molto più di un volto da copertina (o di un ospite sul palco dell'Ariston). È uno dei protagonisti più discussi e seguiti del panorama entertainment contemporaneo.

Ma dietro l’immagine del divo si nasconde un percorso personale e professionale che pochi conoscono. Ecco allora cinque curiosità che raccontano meglio chi è davvero.

5 curiosità su Can Yaman

(Continua sotto la foto) 

can yaman

1. Prima di diventare attore aveva una carriera da avvocato

Non tutti sanno che Can Yaman ha una formazione accademica solidissima. Laureato in Giurisprudenza all’Università Yeditepe di Istanbul, ha esercitato per un breve periodo la professione di avvocato prima di dedicarsi completamente alla recitazione

Il diritto, raccontano alcune interviste, gli ha lasciato in eredità rigore e metodo. Qualità che oggi applica sul set, dove è noto per la preparazione maniacale dei ruoli e per l’impegno fisico nelle scene d’azione.

2. Il successo mondiale con le serie romantiche

La popolarità internazionale arriva con le serie turche esportate in Europa e America Latina. Titoli come DayDreamer – Le ali del sogno e Bitter Sweet lo trasformano in un fenomeno globale. Il pubblico si innamora del suo carisma e dell’intensità con cui interpreta personaggi romantici ma complessi. E anche, diciamolo, della sua bellezza. 

In Italia, in particolare, il successo è stato travolgente: ospitate televisive, copertine, campagne pubblicitarie e un seguito social impressionante. Questo successo deriva anche dal fatto che parla fluentemente diverse lingue (tra cui turco, italiano, inglese, tedesco e spagnolo).

3. Un legame speciale con l’Italia

Il rapporto tra Can Yaman e l’Italia va oltre il semplice successo televisivo. Negli ultimi anni ha scelto di lavorare stabilmente nel nostro Paese, collaborando con produzioni italiane e partecipando a eventi di grande visibilità, come appunto il Festival di Sanremo.

L’Italia rappresenta per lui un mercato importante ma anche un luogo dove sperimentare nuove sfide artistiche. Non a caso, ha dichiarato più volte di sentirsi accolto e sostenuto dal pubblico italiano, che continua a seguirlo con entusiasmo.

Sandokan can yaman

4. L’impegno fisico per i ruoli più action

Se inizialmente il nome di Can Yaman era associato soprattutto ai ruoli romantici, negli ultimi anni ha deciso di cambiare registro. Per la serie storica El Turco e per il progetto internazionale Sandokan, l'attore ha affrontato una trasformazione fisica significativa, sottoponendosi a lunghi allenamenti e a una preparazione atletica intensa.

Allenamento quotidiano, arti marziali, equitazione e una dieta rigidissima: l’attore ha spesso raccontato quanto sia importante per lui calarsi completamente nei personaggi. Un approccio quasi “da atleta”, che contribuisce a rafforzare l’immagine di un professionista determinato a non restare intrappolato in un solo tipo di ruolo.

5. Le polemiche e le vicende giudiziarie

Come spesso accade alle star internazionali, la carriera di Can Yaman non è stata priva di momenti controversi. Negli anni ha fatto discutere per alcune dichiarazioni pubbliche e per episodi legati alla sua vita privata. Più recentemente, notizie provenienti dalla Turchia hanno riportato l’attenzione su vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto, generando grande clamore mediatico.

In questi casi, l’attore ha sempre mantenuto una linea di comunicazione piuttosto riservata, lasciando che fossero i suoi legali a chiarire la situazione. Le polemiche, tuttavia, non hanno intaccato in modo significativo il suo seguito internazionale, che resta solido e molto attivo sui social.

  • IN ARRIVO

Tradizione e innovazione enologica, storie di persone e di vigne nel calice

Ponte 1948
Tra il mare Adriatico e le alture delle Prealpi della zona di Conegliano, nascono i vini moderni, tecnicamente molto puliti e costanti nel tempo di una delle realtà cooperative più importanti del Veneto

Mille soci viticoltori per circa tremila ettari di vigneti, che si estendono dal Nord di Venezia fino alla zona pedemontana della provincia di Treviso. E ancora, 18 milioni di bottiglie prodotte ogni anno distribuite in oltre 30 Paesi nel mondo. La gamma di vini? Bianchi, rossi e rosati, dai fermi ai frizzanti, dagli spumanti ai biologici, tutti accomunati da un elevato standard qualitativo certificato e testimoniato dai numerosi riconoscimenti ricevuti dai più autorevoli interlocutori del settore.

Dietro ai numeri, c'è un nome: Ponte1948, marchio di punta di Viticoltori Ponte, una realtà cooperativa fondata nel 1948 a Ponte di Piave (Treviso). Una cantina dai grandi numeri, e per questo dalle mille attenzioni, dove l’immaginazione è essenziale e la cultura tecnica la guida. 

Qualità&Costanza

A rendere diversi i vini Ponte sono due capisaldi imprescindibili: qualità e costanza. E il merito del successo va alle persone che ogni giorno lavorano con il cuore, come una grande famiglia, e sin dall'atto costitutivo hanno rivolto lo sguardo anche all’alto valore sociale che la cantina avrebbe rappresentato nella promozione delle attività culturali, ricreative e sportive volte a promuovere gli ideali comuni di etica, rispetto, passione ed impegno.

La composizione dei vitigni vede la netta prevalenza delle uve a bacca bianca, tra cui primeggiano la DOC Prosecco (base Glera) e la DOC Pinot Grigio delle Venezie, seguiti da Chardonnay e Manzoni. Tra le uve a bacca rossa i principali vitigni sono il Merlot e il Cabernet, oltre alla tipica varietà autoctona dell’area del Piave, il Raboso, per un totale di circa 18 milioni di bottiglie prodotte ogni anno.

Tradizione&Innovazione

Ponte1948 crede nell’importanza della biodiversità. A fine 2023 la Cantina di Ponte di Piave è stata dichiarata ufficialmente sostenibile grazie all'ottenimento della certificazione EQUALITAS che garantisce un corretto sviluppo globale nel rispetto dell'ambiente e dei diritti umani.

Dopo attente analisi e accurate verifiche, CSQA, organismo a controllo pubblico leader nei settori "agricoltura" e "alimenti e bevande", ha certificato che il sistema di gestione della sostenibilità di Viticoltori Ponte è conforme allo standard SOPD EQUALITAS, elaborato in coerenza con i 17 obiettivi (SDGs) stabiliti dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. 

Gli obiettivi fanno riferimento a temi fondamentali per lo sviluppo globale e mirano a porre fine alla povertà, a lottare contro l’ineguaglianza, ad affrontare i cambiamenti climatici e costituire società pacifiche che rispettino i diritti umani e volte alla salvaguardia di tutti gli esseri viventi.

Questo concetto, traslato nel microcosmo del vigneto, ha ispirato e guidato la creazione della linea BIO di Ponte1948 composta da tre vini d'eccellenza: Prosecco DOC Extra Dry Biologico, Pinot Grigio DOC delle Venezie Biologico e Merlot IGT Veneto Biologico nati con l'intento di favorire un'agricoltura sempre più sostenibile e amica della natura.

Ma la sostenibilità è da intendersi come un processo continuo. Per questo, oltre al corretto uso delle risorse ambientali la Cantina crede nell'importanza del rispetto della dignità e dei diritti della persona è del loro benessere economico (le cosiddette “Buone Prassi” atte a garantire un approccio il più possibile etico, orientato al benessere del lavoratore e dell'ambiente).

Inoltre, l'azienda si impegna nella riduzione dell'impronta carbonica e idrica attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili - in particolare del fotovoltaico - e il recupero di calore e acqua dagli impianti frigoriferi, coadiuvata da un consistente incremento della coltivazione biologica nel massimo rispetto delle biodiversità 

“Unitamente a ciò – commenta Luigi Vanzella, Direttore Generale Viticoltori Ponte – la conoscenza e il rispetto dei diversi suoli, la selezione dei vitigni per la valorizzazione del territorio e il monitoraggio dell’ecosistema vigna sono il punto di partenza per l’ottenimento di risultati eccellenti riducendo al minimo l'impatto ambientale”.

A sigillare il tutto, un'altra certificazione acquisita anch'essa di recente ovvero quella di Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI) emanata dal Ministero dell’Ambiente Agricoltura e foreste, un'ulteriore tutela per il consumatore immediatamente individuabile grazie al logo dell'ape presente sull'etichetta.

“Gli equilibri cambiano velocemente – conclude Vanzella – ricordandoci che nulla è scontato. Solo la cura del nostro Pianeta e una sana coesistenza, volta alla collaborazione piuttosto che all'annullamento, di tutti gli organismi possono permetterci di sognare un futuro migliore”.