La musica fa bene: che musica ascoltare per ottenere il beneficio che desiderate

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La musica fa bene all’umore e non solo: dalla classica al jazz passando per il pop, ecco che musica ascoltare in base al beneficio che volete ottenere

La musica non è solo bella da ascoltare ma anche buona da assimilare: le sette note aiutano a migliorare l’umore e a equilibrare la mente, apportando un notevole benessere psicofisico a chi le ascolta.

Dalla classica che rilassa e stimola l’intelligenza al blues che aumenta la passione fino ad arrivare al metal che favorisce l’autostima, ogni genere musicale apporta specifici benefici.

Eccoli tutti, per scoprire che musica ascoltare in base alla necessità.

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Musica classica per rilassarsi e aumentare l'intelligenza

La musica classica ha un notevole effetto rilassante. I suoi ritmi e le sue tipiche tonalità contribuiscono a ridurre la pressione arteriosa, il battito cardiaco, il ritmo respiratorio e la secrezione di cortisolo (l’ormone dello stress).

Rilassando i muscoli, riesce a calmare tutto il corpo, mente compresa.

Inoltre alle musiche di alcuni compositori classici vengono associati determinati benefici, in particolare a Mozart e a Vivaldi.

Il cosiddetto Effetto Mozart è una teoria secondo cui l’ascolto di musica mozartiana sarebbe in grado di aumentare l’intelligenza delle persone. In particolare le sinfonie K448 e K488 aumenterebbero (temporaneamente) le facoltà dell’intelligenza spazio-temporale, quella che riguarda l’analisi delle forme, della posizione degli oggetti nello spazio e lo sviluppo del senso di orientamento.

C’è anche l’Effetto Vivaldi, quello per cui ascoltare le sue composizioni aiuterebbe a potenziare la memoria. Pare infatti che la musica più quieta (precisamente quella intorno ai 60 battiti al minuto, come molte delle composizioni di Vivaldi) ascoltata durante il processo di memorizzazione favorisca l’attivazione contemporanea dell’emisfero destro e sinistro del cervello. In più riascoltando la tal composizione di Vivaldi riaffiorerebbero spontaneamente le informazioni immagazzinate nella memoria durante il primo ascolto.

Interessante è anche ciò che è emerso da uno studio scozzese secondo il quale la musica classica attiverebbe specifiche zone del cervello che possono influenzare la percezione del gusto del vino e del cibo. Per questo motivo nei ristoranti c’è spesso la musica classica in sottofondo, per migliorare l’esperienza culinaria.

Al contrario, nei fast food la musica ha ritmi velocissimi e vivaci. Sapete perché? Perché crea un’immagine di frenesia e affollamento nel cervello di chi è lì a mangiare, spingendolo a consumare velocemente il pasto per liberare il tavolo.

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Jazz: calma e creatività

Il jazz è uno dei generi più strettamente connessi alla creatività.

Se siete scrittori con il blocco o pittori alla ricerca dell’ispirazione, scegliete come musa un brano jazz e un fiume di creatività vi inonderà.

Nonostante i ritmi del jazz siano spesso sincopati e veloci, soprattutto nella sua variante "acid", questo genere è ottimo per calmare e ridurre l’ansia.

Dopo la classica, è il jazz il più rilassante per il cervello, specie se insieme ai suoni caldi che lo contraddistinguono si combinano quelli della natura, ad esempio lo scrosciare di cascate oppure il tuonare di temporali. I

l motivo del suo effetto calmante è la produzione di onde alfa che fa la mente durante l’ascolto, quelle onde benefiche che hanno un potere rilassante davvero notevole.

In alcuni casi si consiglia l’ascolto post-operatorio di alcuni brani di artisti come Miles Davis o John Coltrane per diminuire lo stress e l’ansia durante la convalescenza, questo perché i ritmi delle canzoni di questi musicisti abbassano la frequenza dei battiti cardiaci.

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Country per ritrovare il buonumore in tempo record

La musica country è un concentrato di gioia, positività e scorpacciate di torte di mele ascoltando strimpellare un banjo.

La musica tipica dell’America rurale tratta tematiche semplici, quelle della campagna e dei ritmi circadiani della natura, e anche nel ritmo e nella melodia si ricollega a madre natura.

Questo ritorno alla genuinità è altamente benefico, in più i ritornelli semplici, facili da memorizzare e abbastanza simili a filastrocche e canzoncine per bambini rallegra inconsciamente qualsiasi orecchio in ascolto, riportandolo alla verde età dell’infanzia come una succulenta madeleine proustiana.

Se siete alla ricerca di allegria spiccia e buonumore pronto all’uso, procuratevi una bella dose di country.

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Metal per aumentare l’autostima

Un recente studio svolto dalla Humboldt State University ha dimostrato come gli effetti benefici della musica metal si baserebbero sull’aumento dell’autostima e della sensazione di appartenenza.

Dato che l’una e l’altra sono importantissime in fase adolescenziale, ecco spiegato perché il metal è così in voga tra i teenager e i giovani. Ma anche all’intera famiglia l’ascolto di pezzi metal fa benone perché rende più coeso il gruppo.

Inoltre libera dai sensi di colpa chi lo ascolta.

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Il pop è perfetto per aumentare le prestazioni sportive 

Il pop è una fonte di energia da non sottovalutare. Funziona come un integratore multivitaminico, dando sferzate di allegria, dinamismo e voglia di fare.

Ascoltando brani pop mentre si fa attività fisica, le performance aumentano di livello e si percepisce molta meno fatica.

Anche prima di un esame, di un meeting o di un appuntamento galante, pare che una bella scorpacciata di musica pop allevi l’ansia da prestazione e doni il sorriso.

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Rock: più adrenalinico di un energy drink

Anche il rock è una fonte energizzante a cui abbeverarsi prima di sottoporsi a prove importanti.

L’energia che ne consegue è però più adrenalinica: mentre il pop rende allegri, il rock rende titanici!

Un pezzo rock che tocca le corde giuste dell’io di chi lo ascolta saprà dargli quella carica che gli permetterà di affrontare sforzi sovrumani. Sforzi fisici, come quelli richiesti dallo sport, e sforzi mentali: esami universitari, colloqui e addirittura l’esame della patente risulteranno più facili dopo l’ascolto di un po’ di sano rock.

Questa musica permette di scaricare la tensione, assicurando una forma fisica e mentale più rilassata proprio grazie allo smaltimento di energie in surplus ascoltando assoli di chitarra elettrica firmati Jimi Hendrix, Jimmy Page o Keith Richards così come i ritmi frenetici di una batteria à la John Bonham.

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Rap: funziona come gli psicofarmaci

Un vero e proprio antidepressivo, privo di controindicazioni e senza il vincolo di prescrizioni mediche, è il rap.

A decretarlo sono stati gli studiosi dell’Università di Cambridge che hanno analizzato gli effetti di questo genere sulla mente di un gruppo di volontari che si sono sottoposti al test.

Grazie al suo ritmo molto fisso, schematico e regolare, il rap viene recepito dalla mente come contrario a tutti i disturbi di tipo psichico e quindi tende a correggere le menti che soffrono di qualche anomalia psichiatrica.

Ovviamente non è da sostituire agli psicofarmaci in caso di disturbi gravi ma di certo è un aiuto complementare da non sottovalutare.

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Blues per aumentare il desiderio e la passione sessuale

Se state cercando disperatamente la passione e il desiderio sessuale, perduti o solo andati un po’ in letargo, questo genere nato nel Sud degli States agli inizi del Novecento fa per voi.

Le note calde, i timbri bassi e baritonali, i ritmi che riproducono quelli di un amplesso, le melodie avviluppanti e gli acuti che riecheggiano orgasmi belli e buoni fanno sì che il blues faccia scoccare la scintilla del desiderio più ardente.

Ascoltare Muddy Waters e John Lee Hooker per credere...

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Musica techno: ipnotizza e toglie i pensieri

Benché la musica techno sia spesso additata dai benpensanti come musica del diavolo di oggigiorno perché interconnessa a droghe e sballo, in realtà presa da sola non è dannosa.

A volte potrebbe addirittura risultare benefica, soprattutto per chi tende a rimuginare e avere continue preoccupazioni.

La techno si basa su ritmi sincopati, accelerati e martellanti che hanno un effetto quasi ipnotico.

E come l’ipnosi a livello ottico aiuta ad abbassare ansia e stress, anche quella uditiva riesce a fare defluire i pensieri ossessivi, ripulendo la mente e dandole un po’ di respiro.

Tuttavia potrebbe invece capitare che innalzi i livelli di ansia perché la frenesia che connota la musica techno aumenta i battiti cardiaci, quindi è bene non esagerare.

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Musicoterapia in Italia

L'uso della musica a scopi terapeutici è documentato in parecchie civiltà dal mondo antico a oggi.

Come disciplina scientifica, la musicoterapia si sviluppa all'inizio del secolo XVIII e il primo trattato risale alla prima metà del Settecento (redatto da un medico musicista londinese, Richard Brocklesby).

In Italia i primi esperimenti di musicoterapia vengono fatti presso il Morotrofio di Aversa a partire dal 1843 grazie a Biagio Gioacchino Miraglia.

Tuttavia a oggi da noi non è ancora riconosciuta ufficialmente la figura professionale del musicoterapeuta però alcuni conservatori incominciano a proporre corsi specializzati.

C’è un corso accademico sperimentale di primo livello presso il Conservatorio di Pescara, un Diploma Biennale di Specializzazione in Musicoterapia presso i Conservatori di Verona e dell'Aquila e un Biennio sperimentale di specializzazione in Musicoterapia (Laurea Magistrale) presso il Conservatorio di Musica Girolamo Frescobaldi a Ferrara.

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"Buy Nothing Challenge": un mese senza comprare niente fa diventare più felici

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Se il vero lusso è riscoprire ciò che abbiamo già, bastano 30 giorni senza comprare niente di nuovo per diventare più felici

Diventare più felici in un mondo in costante movimento e soprattutto pieno di offerte e proposte che creano in noi un desiderio si trasforma in una rincorsa perenne.

E così compriamo cose che non ci servono per colmare un vuoto, per premiarci, per spegnere l’ansia di una giornata storta. L’acquisto diventa un piccolo anestetico quotidiano: immediato, ma temporaneo.

E se per un mese decidessimo di mettere in pausa tutto questo? Niente shopping, niente nuovi oggetti, niente “mi serve assolutamente” detti davanti a un carrello online. È la "Buy Nothing Challenge", una sfida che più che una rinuncia è un esercizio di consapevolezza.

Perché 30 giorni senza comprare niente possono farci diventare più felici

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All’inizio può sembrare difficile: ci si accorge di quante volte la mente corre verso l’idea di comprare qualcosa di nuovo. Ma già dopo pochi giorni succede qualcosa. Si apre uno spazio mentale, prima ancora che fisico. Ed è proprio in quell’intervallo tra desiderio e gesto che impariamo a guardarci davvero attorno. Le cose che possediamo smettono di essere sfondo e tornano protagoniste.

La leggerezza che arriva dal non avere bisogno di altro

C’è una forma di libertà nel riscoprire ciò che già abbiamo. Aprire l’armadio e trovare capi dimenticati che tornano a piacere, combinazioni che non avevamo mai provato, ricordi che riaffiorano da un tessuto. Anche la casa si trasforma, come un libro lasciato a metà, un oggetto che riacquista valore solo perché gli abbiamo restituito attenzione.

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La Buy Nothing Challenge non parla di privazione, ma di presenza. Di un rapporto diverso con il desiderio: meno impulso, più intenzione. È un modo per rallentare, per ascoltare cosa ci muove davvero quando diciamo “mi serve”.

E il risultato è sorprendente: non è solo il portafoglio a ringraziare, ma la mente. Meno stimoli, meno caos, più chiarezza. Si scopre che non ci serve “qualcosa di nuovo” per sentirci bene e finalmente diventare più felici, ma tempo, cura, significato.

Durante la sfida, potete provare a riscoprire ciò che già avete: guardate l’armadio con occhi nuovi e provate a combinare capi dimenticati o accessori nascosti, trasformando anche un vecchio vaso o un foulard in qualcosa di speciale.

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In cucina, invece di correre al supermercato, finite gli ingredienti in dispensa e sperimentate ricette creative con ciò che avete a disposizione. I piccoli piaceri quotidiani diventano protagonisti: una passeggiata senza meta, un caffè con un’amica, un libro lasciato da parte, attività che arricchiscono senza costi.

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Ogni volta che desiderate qualcosa di nuovo, fermatevi a chiedervi se ne avete davvero bisogno, e se volete, potete tenere un diario o qualche foto dei momenti e oggetti riscoperti: serve a rendere concreta la consapevolezza. Infine, condividere l’esperienza con un’amica o sui social può trasformare la sfida in un gioco creativo e motivante, rendendo più facile apprezzare ciò che già è parte della vostra vita.

Alla fine del mese, forse torneremo a comprare. Ma lo faremo in modo diverso, scegliendo meno e meglio. Perché la vera rivoluzione non è non comprare mai più: è sapere perché compriamo. E sentire che, nel frattempo, la leggerezza non arriva dall’aggiungere, ma dal riconoscere che, spesso, abbiamo già tutto.

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Decluttering di gennaio: 6 cose da eliminare per iniziare l'anno con una sensazione di leggerezza

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Il decluttering di gennaio aiuta a fare ordine in casa dopo le feste: ecco cosa eliminare per iniziare il 2026 con leggerezza

Il decluttering di gennaio non è solo una questione di ordine, ma di energia.

Il 2026 è appena iniziato e, mentre in casa resistono ancora tracce delle feste (decorazioni dimenticate, oggetti fuori posto, armadi pieni) questo è il momento ideale per fare spazio, anche mentalmente. Il decluttering di gennaio, infatti, funziona un po’ come un reset: non serve rivoluzionare tutto, basta partire da ciò che non serve più.

Ecco allora sette cose da eliminare a gennaio per affrontare il nuovo anno con una casa (e una testa) più leggera.

**5 regole d’oro per avere la casa sempre in ordine (senza perdere la testa)**

**10 regole di decluttering efficaci per (ri)organizzare la casa**

Decluttering di gennaio: cosa buttare, donare o riciclare dopo le feste

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Elettrodomestici che non usate mai

Nei pensili della cucina si nascondono spesso oggetti dimenticati: piccoli elettrodomestici acquistati con entusiasmo e poi mai più utilizzati. 

Il decluttering di gennaio è il momento giusto per chiedersi con onestà se torneranno mai utili. Se la risposta è no (o se per prenderli dovete spostare mezzo armadio), meglio venderli, regalarli o riciclarli. Liberare spazio in cucina ha un effetto immediato anche sulla percezione dell’ordine quotidiano.

Oggetti per hobby ormai abbandonati

Hobby mai coltivati, passioni lasciate a metà, strumenti musicali che occupano spazio e accumulano polvere. Tenerli “per senso di colpa” non li rende più utili, anzi.

Se questi oggetti, qualsiasi siano, non vengono usati da anni, allora è il caso di donarli a qualcuno che li userà davvero. 

Occhiali vecchi

Un paio di occhiali non è di certo un problema, ma è innegabile che col tempo si trasformano in una collezione involontaria. Occhiali con gradazioni superate finiscono nei cassetti “perché costavano tanto”.

Il decluttering di gennaio invita a essere pratici: tenete solo quelli che usate davvero e riciclate gli altri. Le custodie, invece, possono diventare piccoli organizer per gioielli o accessori da viaggio.

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Tecnologia vecchia e dimenticata

Cassetti pieni di vecchi telefoni, caricabatterie senza più un dispositivo, smartwatch inutilizzati. La tecnologia obsoleta è uno dei primi candidati al decluttering di gennaio, anche perché tende ad accumularsi rapidamente.

Attenzione però: prima di eliminarla, è importante cancellare i dati personali. Poi si può scegliere se riciclare, vendere o donare. 

Servizi “buoni” mai usati

Piatti, bicchieri e cristalli conservati per occasioni speciali che non arrivano mai. Se nemmeno durante le feste appena passate sono usciti dalla credenza, è probabile che non lo faranno nemmeno in futuro.

Fare decluttering aiuta a distinguere ciò che vi piace davvero da ciò che conservate solo per abitudine. Quello che non usate può essere venduto o regalato, mentre i pezzi a cui siete affezionati possono essere esposti o conservati in modo più sicuro.

Decorazioni e oggetti fuori stagione

Natale è finito, ma spesso non del tutto. Decorazioni rimaste in giro, candele mai accese, oggetti stagionali che occupano spazio per mesi.

Il decluttering di gennaio è l’occasione perfetta per fare una selezione: tenere ciò che vi fa ancora piacere vedere e lasciar andare il resto. Riporre tutto in modo ordinato renderà più semplice anche il prossimo cambio di stagione.

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Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

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Concerti, moda, mostre, teatro ed eventi speciali: gennaio a Milano è il mese giusto per ripartire con cultura, musica e spettacoli

Milano a gennaio si risveglia. Dopo le feste, nonostante un'ondata di gelo, la città riprende il suo ritmo e accoglie un anno nuovo con la stessa grinta di sempre.

Concerti, grandi mostre, spettacoli ed eventi sono pronti ad accompagnarci per tutto il mese e ad assecondare i gusti di tutti. 

Ecco la nostra selezione di appuntamenti da segnare in agenda.

Cosa fare a Milano a Gennaio 2026

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Concerti

Gennaio è un mese particolarmente generoso sul fronte live, con una programmazione che attraversa generazioni e generi musicali.

Si parte il 9 gennaio con Edoardo Bennato al Teatro Arcimboldi, che porta sul palco le sue canzonette senza tempo, tra ironia e impegno. Il 12 gennaio Giovanni Allevi arriva al Teatro dal Verme per una serata intensa e introspettiva, seguita il giorno dopo, il 13 gennaio, dalla PFM - Premiata Forneria Marconi con il “Doppia Traccia Tour”, sempre al Dal Verme. La stessa sala ospita anche i Nomadi il 16 gennaio, in un concerto che è insieme memoria collettiva e attualità.

Il 18 gennaio la Santeria Toscana accoglie Irene Grandi & The Groove Aviators, mentre il 20 gennaio il Legend Club ospita l’energia folk-punk dei canadesi The Real McKenzies. Il 22 gennaio è una data doppia: Sergio Caputo sale sul palco del Lirico Giorgio Gaber, mentre all’Alcatraz suonano i Selton, con il loro mix caldo e colorato di pop e influenze brasiliane.
Il 24 gennaio è il turno dei Dream Syndicate di Steve Wynn, al Circolo Magnolia di Segrate, una tappa imperdibile per gli amanti del rock d’autore. Chiudono il mese gli Hammerfall all’Alcatraz il 26 gennaio, Mondo Marcio ai Magazzini Generali il 27 gennaio e Johnnie Guilbert il 28 gennaio al Legend Club.

Hermes : Runway – Paris Fashion Week – Menswear F/W 2020-2021

Milano Fashion Week Men’s Collection

Dal 16 al 20 gennaio Milano torna capitale della moda maschile con la Fashion Week Uomo dedicata alle collezioni Autunno/Inverno 2026/27. È un appuntamento che porta in scena non solo sfilate: eventi, presentazioni e installazioni trasformano la città in un laboratorio creativo diffuso, raccontando il continuo processo di evoluzione e metamorfosi che definisce la moda. 

Armani Brera

Mostre

Gennaio è un mese di transizione, in cui si attende l'arrivo delle grandi mostre che contraddistingueranno l'anno, ma è ancora possibile ammirare alcune delle più belle esposizioni aperte nei mesi scorsi.

Sono entrambe prorogate fino a maggio 2026 le due grandi esposizioni dedicate a Giorgio Armani, che continuano ad attirare pubblico anche oltre l’anno celebrativo. Giorgio Armani Privé 2005–2025, in corso all'Armani/Silos ripercorre vent’anni di alta moda attraverso una selezione di abiti couture che raccontano la visione del designer tra rigore, leggerezza e raffinatezza formale, mentre Giorgio Armani: Milano, per amore, alla Pinacoteca di Brera, illustra la creatività di di Re Giorgio attraverso 133 creazioni esposte tra i capolavori che raccontano l’arte italiana dal Medioevo all’Ottocento.

Tra le mostre tematiche più interessanti del periodo, avvicinandoci al via delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, L’Italia sulla neve racconta oltre un secolo di immaginario invernale italiano, mettendo in dialogo manifesti pubblicitari, fotografie storiche, oggetti e filmati legati alla nascita del turismo alpino, degli sport invernali e delle vacanze sulla neve come fenomeno culturale e sociale. Un percorso che intreccia costume, comunicazione e storia del tempo libero.

Al Museo Poldi Pezzoli, Meraviglie del Grand Tour esplora invece il viaggio in Italia tra Settecento e Ottocento attraverso opere d’arte, taccuini, vedute, oggetti e testimonianze che raccontano come il nostro Paese sia stato a lungo tappa fondamentale nella formazione culturale dell’aristocrazia e della borghesia europea. Una mostra dal taglio classico, ideale per chi ama una visita più contemplativa.

Tra le esperienze immersive, prosegue allo Spazio Ventura Monet. Esperienza immersiva, che utilizza proiezioni digitali, animazioni e suono per restituire la centralità della luce e del colore nell’opera dell’artista francese, accompagnando il visitatore dentro paesaggi, stagni e giardini diventati iconici.

Gennaio è inoltre l’ultima occasione per visitare M.C. Escher. Tra arte e scienza al MUDEC, aperta fino all’8 febbraio, mentre alla Fabbrica del Vapore resta visitabile fino al 25 gennaio Dalí, Picasso, Miró. I tre grandi di Spagna, un confronto tra tre protagonisti assoluti del Novecento europeo.

Ah Comedy Manzoni

Teatro

Il nuovo anno si apre con tanti spettacoli tra comicità e imponenza.

I Legnanesi tornano protagonisti al Teatro Manzoni dall’8 gennaio fino al 22 febbraio, con uno spettacolo che conferma il loro legame storico con il pubblico milanese.

Il 9 e 10 gennaio Beatrice Arnera porta la sua comicità diretta e tagliente al Teatro Lirico Giorgio Gaber, mentre sempre al Manzoni il 12 gennaio va in scena Ah Comedy Night, il format dedicato alla stand-up contemporanea.

Dal 13 al 25 gennaio il Teatro Arcimboldi ospita Shen Yun, lo spettacolo che racconta la cultura tradizionale cinese attraverso danza, musica e scenografie spettacolari.

Eataly

Eventi

Prosegue da Eataly Milano Smeraldo il format Giovani Talenti, realizzato in collaborazione con Identità Golose, che porta in città alcuni dei nomi più interessanti della nuova cucina italiana. Martedì 13 gennaio è protagonista Matteo Grandi, chef una stella Michelin del ristorante Matteo Grandi in Basilica di Vicenza, con una cena che racconta una cucina istintiva ma misurata, guidata da tecnica invisibile, leggerezza e grande rispetto per la materia prima. Il menu invernale proposto per l’occasione attraversa mondi diversi, dalla sensibilità asiatica a quella francese, reinterpretati con una cifra personale ed elegante, tra piatti come il branzino al vapore con beurre blanc, il risotto al broccolo fiolaro e la faraona con cavolfiore fumé e salsa al tartufo.

Giovedì 15 gennaio torna invece TEDxMilano al Teatro Dal Verme, con la XIII edizione dedicata al tema Umanità. Un titolo ampio, che verrà esplorato dagli speaker attraverso prospettive diverse — dalla filosofia alla scienza, dal giornalismo alla cultura d’impresa — per interrogarsi su cosa significhi oggi essere umani in un’epoca di profonde trasformazioni sociali, tecnologiche e ambientali. Sul palco si alternano voci autorevoli del panorama italiano, mentre la serata è arricchita da una performance musicale dei Twin Violins e da una selezione di fotografie d’autore sul tema dell’umanità, curate dalla community culturale Perimetro. 

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Questi 4 segni zodiacali troveranno l’amore a Gennaio

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Questi 4 segni zodiacali fortunati in amore vivranno un mese di gennaio carico di emozioni intense e nuove opportunità romantiche

Gennaio è il mese dei nuovi inizi, e per questo le stelle regalano emozioni intense ad alcuni segni zodiacali fortunati in amore, pronti a iniziare l’anno seguendo il cuore.

In queste settimane le stelle incoraggiano l’autenticità, la voglia di costruire e il desiderio di lasciarsi alle spalle vecchie incertezze. Gennaio si trasforma così in un mese ricco di possibilità romantiche e nuove emozioni.

Per i segni zodiacali fortunati in amore, questo è un momento di svolta: incontri significativi, legami che si rafforzano e una nuova consapevolezza emotiva accompagneranno l’inizio dell’anno. 

Senza ulteriori indugi, scopriamo insieme quali sono i segni più fortunati in amore, che troveranno l'opportunità di vivere storie indimenticabili in questo mese speciale.

**Perché quando le cose vanno male leggiamo l'oroscopo?**

Oroscopo di gennaio: i segni zodiacali fortunati in amore

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Toro

Gennaio porta al segno del Toro un bisogno profondo di stabilità affettiva, accompagnato da un oroscopo favorevole alle relazioni sincere. Le stelle favoriscono legami costruiti con calma e fiducia, lasciando spazio a emozioni che crescono giorno dopo giorno. È un periodo ideale per chi desidera qualcosa di solido e duraturo, lontano dalle storie complicate.

I sentimenti si fanno più chiari e rassicuranti, permettendo al Toro di sentirsi finalmente al sicuro nel dare e ricevere amore.

Cancro

Per il Cancro, gennaio sarà un mese dolce e protettivo, in cui il cuore torna protagonista. Le stelle aiutano a lasciar andare paure e insicurezze, aprendo la strada a connessioni autentiche e profonde.

Le stelle favoriscono l’equilibrio tra desiderio e razionalità, permettendo di vivere l’amore con maggiore serenità. È un mese ideale per incontri armoniosi, in cui il dialogo e la complicità diventano centrali. È il momento giusto per fidarsi delle proprie sensazioni e costruire legami basati sull’empatia.

Leone

Il Leone è tra i segni zodiacali fortunati in amore di gennaio, perché vivrà una riscoperta del lato più autentico dell’amore. Le stelle attenuano l’orgoglio e favoriscono una maggiore apertura emotiva, permettendo di vivere i sentimenti con intensità ma anche con sincerità.

Chi è single potrebbe essere attratto da una persona capace di guardare oltre le apparenze, mentre chi è in coppia sentirà il bisogno di rafforzare il legame su basi più profonde. È un mese che invita a lasciarsi amare senza dover sempre brillare.

Pesci

Per i Pesci, gennaio è un mese carico di romanticismo e intuizioni emotive. Le stelle favoriscono incontri che nascono da una forte affinità interiore, capaci di toccare corde profonde. I sentimenti si esprimono con naturalezza, senza forzature, e permettono ai Pesci di vivere l’amore in modo autentico e coinvolgente.

È un periodo in cui sogno e realtà possono incontrarsi, dando vita a legami intensi e ricchi di significato.