5 proprietà dello zenzero che ve lo faranno amare alla follia

Lo zenzero è una delle spezie più salubri (e versatili) che esistano, con proprietà in grado di apportare numerosi benefici all'organismo. Ecco quali
C'è chi lo consuma sotto forma di infuso, prima di abbandonarsi nelle braccia di Morfeo, chi lo mangia fresco al ristorante giapponese, dopo una bella scorpacciata di sushi, e chi aggiunge quello in polvere nei sughi e nelle salsine: lo zenzero, il superfood coltivato in Oriente ed esportato in tutto il mondo, non può più mancare nelle nostre cucine.
E, in questo caso, tendenze e food blogger c'entrano ben poco: oltre a essere versatile e fresca (per chi non l'avesse mai provata, il sapore è acidulo e piccantino), questa spezia è diventata preziosa e indispensabile grazie solo alle sue mille virtù, esercitate sull'organismo da una sostanza in particolare, il gingerolo.
Se questo ingrediente giallo-arancione è presente anche nelle vostre dispense ma non sapete bene quali sono le sue proprietà, continuate a leggere.
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Un vero toccasana contro la nausea
Quando prende il sopravvento, magari durante un viaggio in nave, dopo un'indigestione o nei primi mesi della gravidanza, la nausea può diventare una vera scocciatura, fino a limitare gesti, movimenti e scambi interpersonali.
Niente paura, la soluzione è più semplice di quanto si possa pensare.
Lo zenzero, infatti, è un vero toccasana contro questo disturbo (qualunque sia la sua origine) perché è in grado di placarne immediatamente il riflesso e di alleviare la sensazione di malessere.
Prendete nota: bastano 1,5 grammi di radice fresca, da grattugiare in acqua bollente, per stare subito meglio.
In alternativa, molto efficaci sono anche le gocce, da diluire in acqua, e le capsule a base di zenzero essiccato da masticare (entrambe si trovano in erboristeria).
Favorisce la digestione
Quando il boccone si piazza sullo stomaco a mo' di macigno (e non ci sono «massaggini» e boule dell'acqua calda che tengano) lo zenzero può essere di grande aiuto: questa spezia, infatti, è nota anche per le sue proprietà digestive e depurative.
Non appena si avverte questa sensazione di pesantezza, bisognerebbe prepararsi una tisana fumante preferibilmente con la radice fresca grattugiata o, in alternativa, con le classiche bustine da infusione.
Per gli stomaci più difficili e per sgorgare ancor di più, il consiglio è quello di aggiungere qualche goccia di limone.
Addio dolori del ciclo!
Dolori al basso ventre, mal di schiena, emicrania, giramenti di testa, debolezza, nausea: chi soffre di dismenorrea, cioè l’insieme dei disturbi associati al ciclo, conosce bene questi sintomi.
In questi casi gli antidolorifici sono indispensabili, certo, ma lo zenzero, che è un antinfiammatorio naturale, può supportare la terapia, dando una mano in più.
Una ricerca iraniana, condotta qualche anno fa su 150 studentesse con problematiche simili, ha dimostrato che assumere zenzero (in questo caso in polvere) più volte al dì nei primi tre giorni di ciclo riduceva il dolore esattamente alla stregua dei farmaci a base di ibuprofene.
Quello in polvere, più difficile da utilizzare, può essere facilmente sostituito con quello fresco: basta tagliarne due o tre fettine, lasciarle in acqua bollente per 5-7 minuti e berle come una tisana.
Combatte i radicali liberi
Le radiazioni ultraviolette, l'inquinamento atmosferico, un'alimentazione sregolata, il fumo, l'alcol, le tensioni e la stanchezza possono innescare una produzione eccessiva di radicali liberi, responsabili dello stress ossidativo e, di conseguenza, dell'invecchiamento precoce.
L'organismo si difende da questo processo invisibile, dispiegando un esercito di difese antiossidanti, in grado di metterlo al riparo da un declino anticipato.
Lo zenzero, consumato quasi tutti i giorni (ne bastano meno di 2 grammi), supporta proprio questa roccaforte protettiva, difendendoci dall'insorgenza di rughe precoci e inestetismi cutanei, dalla caduta dei capelli e dalla manifestazione di disturbi molto più seri.
Tiene a bada gli zuccheri
Resistere a una fetta di torta Sacher non è facile, per non parlare della brioche alla crema o di un bombolone super farcito.
Anche in questo caso interviene lo zenzero che, di fronte ai nostri sgarri zuccherini, mette (ancora una volta) lo zampino.
Eh sì, perché questa spezia piccante tiene sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue. Questo è fondamentale per non far impennare la glicemia e per allontanare il rischio di diabete.
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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.
Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.
In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP
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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate.
Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.
Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.
E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.
Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella.
Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.
Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.
Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.
Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).
E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!
Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo.
Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95
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