7 trucchi per non ingrassare a Natale

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Tra pranzi coi parenti e cene con colleghi e amici, le calorie in eccesso rischiano di essere deleterie, ma esistono dei trucchi per non ingrassare a Natale

Talvolta facciamo persino finta di non vederla: nel periodo natalizio la bilancia diventa un tabù.

D'altronde, chi avrebbe mai il coraggio di pesarsi dopo il cenone della Vigilia, l'abbuffata del 25 e il pranzo di Santo Stefano? Un gesto destinato solo a cuori forti, insomma.

Eppure, affrontare il Natale senza ingrassare più di tanto (e senza avere sensi di colpa) si può: basta mettere in atto alcuni semplici accorgimenti. Ecco quali.

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Mangiate tutto, limitando le porzioni

Non è necessario privarsi dei cibi della nostra tradizione per paura di metter su qualche chilo di troppo.

Nei 5-6 giorni di festa (ma non di più), ci si può concedere un po' di tutto: l'importante è non strafogarsi di antipasti, che generalmente sono un tripudio di salse, sottaceti e insaccati grassi e calorici, non eccedere con le porzioni (meglio limitarsi ai canonici 80-100 grammi di pasta e alle 2-3 fettine di arrosto, per intenderci) e non cedere alla tentazione di fare il bis (o addirittura il tris).

natale ingrassare porzioni

Tamponate la fame prima del pranzo

Sedersi a tavola con le voragini nello stomaco è deleterio: in questo modo si rischia di mangiare tutto ciò che passa sotto il naso e in maniera incontrollata.

Prima del cenone o del pranzo, invece, bisognerebbe spezzare la fame con uno spuntino light: l'ideale sarebbe optare per un pinzimonio a base di sedano, finocchi e carote crude, per della frutta secca o un paio di gallette integrali.

natale ingrassare spuntino

Mangiate lentamente

Parola d'ordine: lentezza.

Masticare accuratamente ogni boccone consente non solo di gustarsi appieno le prelibatezze nel piatto ma anche di raggiungere prima il senso di sazietà.

Ciò permette di porre un freno alla tentazione di abbuffarsi e di fermarsi prima di aver assaggiato tutto o fatto il bis.

natale ingrassare mangiare lentamente

Bevete tanta acqua

Tra una portata e l'altra non bisognerebbe mai dimenticarsi di bere almeno 2-3 bicchieri d'acqua naturale, anche se non si ha effettivamente sete: anche in questo caso il senso di sazietà arriva prima e, avendo già introdotto liquidi in abbondanza nell'organismo, si tende a schivare più facilmente bibite zuccherate e alcolici.

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Attenzione ai condimenti

Nel caso in cui ci si occupi di preparare qualche piatto per il cenone o il pranzo di Natale, è bene limitare l'uso del sale ed evitare di condire gli alimenti con burro, panna e besciamella, ricchissimi di grassi saturi.

Meglio optare per spezie ed erbe aromatiche (come pepe, coriandolo, cumino, zenzero, origano, timo), olio extravergine di oliva, aceto, succo di limone, senape.

Stando attenti a non esagerare oltre il dovuto.

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Sì al panettone e al pandoro

In quanto a calorie, tra panettone e pandoro non c'è molta differenza: il primo ne contiene 340, il secondo 390.

La scelta, quindi, ricade esclusivamente sul gusto personale.

L'importante è limitarsi alla canonica fetta, che conclude magnificamente un pranzo o una cena, per 6-7 giorni al massimo.

natale ingrassare dolci

Niente digiuni

Dopo le abbuffate natalizie la tentazione di mettersi a digiuno per recuperare la linea è forte, anzi fortissima.

Eppure questa pratica non sortisce alcun effetto positivo: in 2-3 giorni, infatti, non si riesce a perdere peso ma, anzi, il rischio è quello di sentirsi ancor più affamati di prima e di rimpinzarsi nuovamente di cibi poco sani.

Meglio un regime detox e leggero, caratterizzato da vegetali amari in grado di drenare i liquidi (carciofo, cardo, rucola, cicoria), legumi, pesce bianco e cereali integrali, accompagnati da acqua, tisane a base di finocchio, tarassaco, pilosella.

*** Dieta detox: 3 giorni per rimettersi in sesto ***

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Progetto-senza-titoloNatale Cotechino
Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

(Continua sotto la foto)

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95