Cinque Terre, no grazie! Sulla Riviera di Levante c'è un piccolo ristorante a picco sul mare che in pochi conoscono ma che è già finito nella Guida MICHELIN
Tra Levanto e Sestri Levante, mentre tutti affollano le Cinque Terre, c’è un tratto di scogliera che rimane sorprendentemente quieto. È Framura, minuscolo comune della Riviera di Levante, fatto di borghi appesi alla montagna e scalinate che scendono verso il blu. Qui, proprio sopra il porticciolo, si è materializzata una delle tavole più sorprendenti della costa ligure: L’Agave.
Non è il classico ristorante vista mare. Ci arrivate in treno, scendete con un ascensore direttamente dalla stazione, attraversate un sottopasso e vi ritrovate sul molo. Solo allora, alzando lo sguardo, vedete le terrazze aggrappate alla roccia. Lì, tra una parete di pietra e l’orizzonte, L’Agave unisce cucina d’autore, carta dei vini quasi interamente ligure e una storia imprenditoriale che merita di essere raccontata.
Framura, il borgo verticale della Riviera di Levante
Framura sta in quella parte di Liguria che le definizioni geografiche collocano nella Riviera di Levante, ma l’atmosfera è tutt’altro che da località di massa. Il comune è composto da piccole frazioni arrampicate in verticale, collegate da scalinate e creuze che, curva dopo curva, aprono scorci improvvisi sul mare. In basso, un porticciolo raccolto, circondato da scogli e calette dal sapore ancora selvaggio.
La ciclopedonale Maremonti, ricavata sul vecchio tracciato ferroviario, collega Framura a Bonassola e Levanto attraversando gallerie fresche a picco sull’acqua. La stazione di Framura è quasi sospesa sul mare: da lì un ascensore porta verso il porticciolo, poi una passerella sulla roccia accompagna alle spiagge. È lungo questo percorso che si incontra L’Agave, incastonato nella parete a pochi metri dalle onde.
Dalla bici al piatto: la visione di Marco Rezzano
Tutto parte proprio dalla Maremonti. Quando il Comune decide di aprire la ciclopedonale, nella vecchia sala d’attesa del secondo binario nasce un noleggio di biciclette. A gestirlo è Marco Rezzano, classe 1966, sommelier e figura di riferimento per l’Associazione Italiana Sommelier in Liguria. Ogni giorno, dalla porta del noleggio, Marco vede un ricovero attrezzi abbandonato che si affaccia sui binari e sulla scogliera.
Da quel colpo di fulmine prende forma un progetto che molti definirebbero folle. Dopo un bando pubblico e lavori complessi, tra ponteggi appesi alla roccia e terrazze scavate nella pietra, il ricovero diventa L’Agave. La struttura viene ripensata rispettando un ecosistema delicatissimo, al punto da studiare verande che consentano a un raro marangone dal ciuffo di continuare a nidificare. In sala, con Marco, ci sono le figlie Elisa e Sofia, entrambe sommelier: una vera famiglia di “ambasciatori” del gusto ligure.
Ristorazione eroica sopra il porticciolo
L’Agave si trova in località Chiama, affacciato direttamente sul porticciolo turistico. Secondo la Guida MICHELIN, qui la vista è tra le più spettacolari della zona, con il locale letteralmente a strapiombo sul mare. La bellezza, però, ha il suo prezzo: le forniture arrivano spesso in treno o via mare, le casse di vino vengono trasportate a braccia attraverso il sottopasso e le terrazze su più livelli rendono ogni servizio una piccola impresa.
Per chi si siede a tavola, questa fatica si traduce in magia. Arrivate con il regionale lungo la linea Genova-La Spezia, scendete alla minuscola stazione di Framura, poi ascensore, tunnel, qualche gradino: in pochi minuti siete tra tavoli che guardano il tramonto senza barriere. I coperti sono limitati, la stagione concentrata soprattutto nei mesi miti, e il meteo può decidere se si cena all’aperto o negli spazi interni: un motivo in più per prenotare con anticipo.
Cucina e vini: la Liguria nel piatto e nel calice
In cucina c’è lo chef genovese Guido Genzone, classe 1991. Prima disegna ogni piatto, poi lo porta ai fornelli. Il suo tratto distintivo è l’uso delle erbe e delle piante aromatiche liguri: maggiorana, timo, finocchietto, borragine, spesso raccolte nei dintorni del ristorante, entrano nelle portate in consistenze diverse, mai come semplice decorazione. La Liguria che racconta non è solo mare: è fatta anche di boschi, funghi, selvaggina, formaggi delle vallate interne.
Il menu ruota intorno a tre percorsi degustazione. Quello di mare, in cinque o sette portate, può includere gnocchi con muscoli, aglio nero e pomodoro giallo o una rivisitazione del cappon magro servito quasi tutto crudo, con una ricciola morbida accanto alle verdure e alla salsa verde. L’Altra Liguria esplora l’entroterra, con piatti come la capra con fagioli di Pigna, erbe di macchia mediterranea e riduzione al Rossese, che racconta la cultura pastorale ponentina. Le Suggestioni vegetali sono dedicate alle verdure di stagione: un percorso completo che mette d’accordo vegetariani e onnivori curiosi.
In sala, la carta vini è il regno di Marco Rezzano. Secondo diverse guide gastronomiche, L’Agave propone una delle selezioni più ricche di etichette liguri: più di centocinquanta, tra vermentino e pigato, bianchetta, rossese e piccoli vitigni autoctoni. La Guida MICHELIN parla di piatti e vini come di una vera dichiarazione d’amore per la Liguria. Qui potete iniziare con un vermentino della Riviera di Levante accanto al pesce crudo, passare a un Rossese di Dolceacqua con la capra e chiudere con un vino dolce locale, senza mai uscire dai confini regionali.
Come vivere L’Agave in un weekend sulla Riviera di Levante
Il modo migliore per goderselo? Pensarlo come il momento clou di un weekend lento sulla Riviera di Levante. Arrivate in treno, affittate una bici direttamente alla stazione e percorrete la Maremonti fino a Bonassola o Levanto, tra gallerie fresche e scorci di scogliera. Nel pomeriggio scendete al mare nelle calette sotto Framura, tra snorkelling e tuffi.
Quando il sole comincia a calare, rientrate al porticciolo e salite alle terrazze di L’Agave per un calice di bianco ligure e una cena che mette insieme mare, boschi ed erbe in modo contemporaneo. I prezzi dei percorsi degustazione sono in linea con una cucina fine dining di costa, e possono variare: conviene sempre verificare menu aggiornati e aperture sul sito del ristorante. Di una cosa potete essere abbastanza sicuri: uscirete con la sensazione di aver conosciuto la Riviera di Levante da un punto di vista privilegiato, seduti a un tavolo quasi sospeso sull’acqua.
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