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Nel cuore dell’Umbria c’è un ristorante premiato e nascosto in una chiesa sconsacrata del Cinquecento

Nel cuore dell'Umbria c'è un ristorante premiato e nascosto in una chiesa sconsacrata del Cinquecento

30 Aprile 2026
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Trai le volte in tufo di una vecchia chiesa del Rinascimento, si nasconde un indirizzo per food expert raffinati

Nel 2025 un ristorante nascosto tra le vie di Orvieto è stato selezionato tra i 16 ristoranti più belli del pianeta dal Prix Versailles, premio internazionale di architettura patrocinato da UNESCO e Nazioni Unite. Si chiama Coro, occupa una chiesa sconsacrata del Cinquecento e oggi è il motivo perfetto per programmare un weekend di primavera nel borgo umbro sospeso sul tufo.

Perché adesso? Perché la primavera è il momento in cui Orvieto è più dolce: luce lunga, colline verdi, temperature miti e meno folla rispetto all’estate. Se cercate un borgo facile da raggiungere, con un ristorante che da solo vale il viaggio, questo è il combo da segnare in agenda.

Dove si trova il ristorante più bello del mondo (in Italia)

Orvieto è in Umbria, affacciata su una rupe di tufo che domina vigneti e campagna. Si arriva in treno sulla linea che collega Roma e Firenze, con la stazione ai piedi della rupe e la funicolare che porta in centro, oppure in auto dall’uscita Orvieto dell’A1.

Coro si trova in via dei Gualtieri 1, nel cuore del centro storico, a pochi minuti a piedi dal Duomo. Secondo il Prix Versailles è l’unico ristorante italiano tra i 16 finalisti dell’edizione 2025 dedicata ai ristoranti più belli del mondo: un riconoscimento che guarda soprattutto al progetto architettonico, non solo alla cucina.

La chiesa sconsacrata del XVI secolo è stata trasformata dall’architetto Giuliano Andrea dell’Uva insieme al proprietario Raffaele Tysserand, che ha firmato anche il boutique hotel collegato, Palazzo Petrvs. L’idea è chiara: fare di Coro una vera destination, non il “semplice” ristorante del borgo.

Orvieto in primavera: il borgo umbro da vivere a piedi

Prima di sedervi a tavola, Orvieto merita di essere girata con calma. Il Duomo, con la facciata gotica decorata come un ricamo, è il punto di partenza ideale. L’interno, con gli affreschi di Luca Signorelli, vale da solo la salita sulla rupe.

A primavera il centro storico è perfetto per passeggiare tra vicoli di pietra, botteghe, piccole piazze in cui sedersi per un caffè o un calice di bianco locale. Il panorama cambia a ogni svolta, con scorci sulla campagna verdissima che circonda la città.

Per chi ha voglia di muoversi un po’, l’Anello della Rupe è un percorso ad anello ai piedi della città, tra pareti di tufo, bosco e punti panoramici. Con il clima mite di marzo, aprile e maggio diventa una passeggiata ideale prima o dopo la cena. Da non perdere anche il Pozzo di San Patrizio e la città sotterranea, per aggiungere un tocco scenografico al weekend.

 

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Dentro Coro: cena gourmet in una chiesa sconsacrata

Entrando da Coro, la prima cosa che colpisce è la verticalità. Le volte arrivano a circa 12 metri, le pareti in tufo sono lasciate a vista, la luce filtra dall’alto e disegna l’ambiente insieme a opere di arte contemporanea. Lo spazio non è un semplice contenitore: la cena è letteralmente costruita intorno al luogo.

I coperti sono una trentina, distribuiti su due livelli più una sala privata. L’atmosfera cambia molto tra pranzo e cena: di giorno prevale la luce naturale, la sera le luci sono più scenografiche, perfette per una ricorrenza o una fuga romantica.

In cucina c’è Ronald Bukri, che lavora sugli ingredienti umbri con tecniche moderne e qualche influenza internazionale. Lenticchie, carni locali, verdure dell’Appennino entrano in piatti creativi ma leggibili. In sala vi accoglie Francesco “Fra” Perali, con un servizio curato ma non rigido, in linea con l’idea di fine dining contemporaneo.

I menu degustazione sono in genere tre, da circa 4, 6 e 10 portate, con una fascia di prezzo indicativa tra i 78 e i 120 euro a persona. Ordinando alla carta, con antipasto, primo e secondo, si viaggia intorno ai 90-100 euro, vini esclusi. In poco tempo Coro ha già ottenuto due Forchette del Gambero Rosso ed è entrato nelle principali guide italiane, oltre alla menzione tra le migliori nuove aperture ai The Fork Awards.

Come organizzare un weekend a Orvieto con cena da Coro

Per la primavera è prudente prenotare con anticipo, soprattutto nei weekend e nei ponti. La prenotazione si può fare tramite sito, telefono o canali social del ristorante. Calcolate una serata intera: la durata media di un percorso degustazione è di 2-3 ore.

Per dormire, l’abbinata più naturale è Palazzo Petrvs, il boutique hotel collegato al ristorante, con lo stesso gusto per dettagli, materiali e atmosfera. Nel centro storico trovate comunque diversi piccoli hotel e B&B raccolti, perfetti se volete restare a pochi minuti a piedi dal locale.

Un possibile programma di due giorni: arrivo a Orvieto in tarda mattinata, check-in e visita del Duomo, poi giro per il centro e aperitivo con vista sulla valle. La sera, cena da Coro. Il giorno dopo, passeggiata sull’Anello della Rupe o visita ai sotterranei, pranzo leggero in città e rientro.

L’esperienza funziona benissimo per coppie, amanti dell’architettura e del design, ma anche per amiche in cerca di un weekend “bello da vedere e da mangiare”, senza dover prendere un aereo. Un borgo umbro, una chiesa del Cinquecento trasformata in ristorante e la luce morbida della primavera fanno il resto.

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© Riproduzione riservata

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