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La pizza più buona del mondo? Forse resterete un po’ delusi: non è in Italia…

La pizza più buona del mondo? Forse resterete un po' delusi: non è in Italia...

foto di Grazia.it Grazia.it — 19 Settembre 2026
pizza
La pizza più buona del mondo, secondo 50 Top Pizza World 2026, non si trova a Napoli ma a Londra. Però dietro quel primo posto c’è una storia decisamente italiana

La scena è il Teatro Mercadante di Napoli, metà settembre 2026. Qui la guida internazionale 50 Top Pizza World 2026 ha annunciato che la pizzeria migliore del pianeta è a… Londra.

Il nome è già tutto un programma: Napoli on the Road. A portarla in vetta è un pizzaiolo casertano, Michele Pascarella, che ha trasformato la nostalgia di casa in una macchina perfetta da classifica. L’Italia, quindi, resta sul podio, ma con un twist: la bandiera tricolore sventola fuori dai confini.

La notizia: la pizzeria più buona del mondo è a Londra

Secondo la guida 50 Top Pizza, al primo posto nel 2026 c’è Napoli on the Road a Londra, al secondo Una Pizza Napoletana di New York, al terzo Confine a Milano, prima italiana in classifica mondiale.

Nella top 10 entrano anche I Masanielli – Francesco Martucci (Caserta) e Seu Pizza Illuminati (Roma), oltre a insegne americane, brasiliane, spagnole e giapponesi. Tokyo, per esempio, piazza in alto il celebre The Pizza Bar on 38th, una pizzeria di soli otto posti nel cuore di un grande hotel di lusso.

Per chi non la conoscesse: 50 Top Pizza nasce dieci anni fa come guida italiana e dal 2022 pubblica anche la classifica mondiale fino a 100 locali, coprendo 36 Paesi. Dietro ci sono ispettori e critici che valutano impasti, cotture, topping, carta bevande e servizio, come una vera “Guida Michelin” della pizza.

La prima pizzeria di Napoli, invece, arriva al dodicesimo posto: è Palazzo Petrucci Pizzeria, che incassa anche il premio speciale “Performance of the Year”. Non proprio un’uscita di scena.

Chi è Michele Pascarella e cos’è Napoli on the Road

Michele Pascarella è originario di Maddaloni, in provincia di Caserta. Nel 2011 si trasferisce nel Regno Unito. Nel 2016 parte la sua avventura: un’Ape Piaggio con forno montato a bordo, con cui serve pizze nei mercati londinesi. Prima le ruote, poi i muri.

Dopo il food truck arrivano infatti i locali fissi: prima Chiswick, poi Richmond e infine Soho. In parallelo, una collezione di riconoscimenti: Pizza Maker of the Year 2023, miglior pizzeria d’Europa nel 2024 e 2025, quinto posto mondiale nel 2025. Il numero uno del 2026 è l’ultimo gradino.

Il legame con l’Italia resta fortissimo. Impasto in stile napoletano contemporaneo, ingredienti italiani selezionati, nomi delle pizze che parlano di memoria, come la celebre “Ricordi d’infanzia”, già premiata in passato come pizza dell’anno. Napoli on the Road è, di fatto, un pezzo di Campania trapiantato in una Londra super cosmopolita.

classifica-pizza

Com’è mangiare nella pizzeria numero uno al mondo

Se pensate alla classica pizzeria con il menù plastificato e la lista infinita di varianti, dimenticatela. Nella sede di Soho il format è da ristorante: niente menù di pizze tradizionale, ma un percorso degustazione a spicchi stagionali.

Si comincia spesso con assaggi dedicati al pomodoro, poi fritti curatissimi, quindi una serie di pizze servite una fetta alla volta, con abbinamenti che giocano sui grandi piatti italiani: dal vitello tonnato alla Margherita reinterpretata in chiave fine dining. La degustazione costa intorno ai 75 euro a persona, bevande escluse, e la lista d’attesa è di settimane, se non mesi, nelle serate più richieste.

Qui la pizza diventa un’esperienza da prenotare con anticipo, quasi come un concerto o uno spettacolo teatrale. Non è un caso che a esplodere sia stata Londra: pubblico abituato a spendere per la ristorazione, critica internazionale sempre in città, un’enorme comunità di italiani pronti a fare da cassa di risonanza.

Intanto, un’altra insegna “ibrida”, 50 Kalò di Ciro Salvo, ottiene a Londra il premio per la migliore frittura, mentre la sede storica di Napoli conferma la sua posizione tra le migliori pizzerie italiane. Segno che il dialogo tra Italia e Regno Unito è apertissimo.

E in Italia? Le pizzerie top senza prendere l’aereo

Per chi preferisce restare entro i confini nazionali, la classifica 50 Top Pizza Italia 2026 è una vera mappa del tesoro. Al numero uno c’è Confine a Milano, che unisce pizza contemporanea e carta vini importantissima. Al secondo posto, ex aequo, i già citati I Masanielli di Caserta e Seu Pizza Illuminati di Roma. Terza posizione, ancora Napoli, con Palazzo Petrucci Pizzeria.

Subito dopo arrivano I Tigli di San Bonifacio, considerata una delle culle della pizza degustazione, e 50 Kalò a Napoli. Completano la top ten Avenida Calò a Roma, Dry Milano, Cambia-Menti e Sarà Martucci a Caserta, e BOB Alchimia a Spicchi in Calabria.

Tradotto per voi: se volete assaggiare una pizza di livello mondiale senza passaporto, fra Milano, Roma, Napoli e Caserta avete già un itinerario quasi obbligato. E non sono solo le grandi città: realtà come BOB Alchimia a Spicchi o La Cascina dei Sapori a Rezzato dimostrano che la provincia italiana è tutt’altro che fuori gioco.

Intanto, fuori dall’Italia, la mappa della pizza parla sempre più lingue. Nella stessa top 10 mondiale compaiono San Paolo in Brasile, Madrid, Tokyo con due locali, e Jersey City. Più sotto spuntano Hong Kong, Seul, Pechino, Melbourne, Bangkok. Spessissimo, dietro al forno c’è un italiano o un figlio di emigrati.

Il messaggio, alla fine, è doppio. Sì, la pizza più buona del mondo per il 2026 si mangia oggi a Londra. Ma il cuore, la tecnica e le storie che la alimentano restano profondamente italiani. E questo, più che motivo di delusione, è forse la scusa perfetta per organizzare il prossimo viaggio. O almeno la prossima prenotazione.

*** Quante volte a settimana si può mangiare la pizza? ***

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