I gelati confezionati più buoni dell'estate 2018

DESKTOP_gelati_bar2018MOBILE_Gelati2018

Abbiamo assaggiato tutti i nuovi gelati dell'estate: coni e stecchi, ghiaccioli e gelati creativi, ecco quali sono i gelati più buoni del 2018

Sono ormai cinque anni che assaggiamo i nuovi gelati confezionati lanciati estate dopo estate alla ricerca dei prodotti più golosi e attraenti: novità da bar (o da freezer di casa) firmate Algida, Sammontana, Nestlè Motta (e non solo).

Come al solito una giuria di golosi ha scelto e assaggiato 10 prodotti appena messi sul mercato (o riformulati nella ricetta).

A ogni gelato abbiamo dato un voto e un giudizio scritto, puntando su due aspetti per noi importantissimi: le aspettative e la realtà.

Ecco quindi la nostra classifica dal gelato novità meno buono al migliore con tanto di motivazioni di ogni posizione.

(Continua sotto la foto)

10_Pirullo Marshmellow Sammontana

10° posto: Pirulo Marshmallow della Motta

Avete mai visto quel meme della donna in foto stock che si tocca il cuore in preda a un malore? Il Pirulo Marshmallow, presentato (anche ai bar) come il gelato che avrebbe "spaccato" questa estate, ci è parso un incubo.

Va dato atto che il gelato ricoperto di ghiacciolo al gusto marshmallow riproduce fedelmente il sapore originale del dolce più amato dai bambini (e dai bambini cresciuti troppo come noi).

Il nostro giudizio, parimenti infantile è: se non è buono, che almeno sia «instagrammabile»! E invece no: con la sua forma indefinita (gravissimo!), è dolce in un modo irreale e in definitiva non sembra nemmeno di mangiare un gelato. Non rinfresca come dovrebbe. Bocciato senza recupero.

09_magnum_praline

9°posto: Magnum Praline Algida

Lo sappiamo amici e amiche, non siete abituati a vedere uno stecco con un nome così importante in fondo alla nostra classifica. Eppure è successo, credeteci è accaduto.

Questo promesso paradiso fatto di gelato alla nocciola ricoperto di cioccolato e nocciole caramellate è tanto buono fuori quanto insopportabile dentro.

È vero, il cioccolato al latte belga è clamoroso, lievemente amarognolo, incredibilmente stuzzicante. Ma il mix di sapori al suo interno è confuso, è come un sudoku inferno, non si capisce se sei tu che sei scemo o è lui che ti prende in giro.

Come direbbe Bastianich a Masterchef: ci hai diluso.

08_Biscotto-Pan-di-Stelle-Sammontana

8° posto: Biscotto Pan di Stelle

Premessa: per noi il Pan di Stelle non è solo un biscotto, ma una religione laica.

Addirittura dei folli avevano già provato a crearlo a casa, un gelato tra due biscotti con le stelline, tendenzialmente con lo stesso risultato che ottieni quando compri le borse d'alta moda taroccate.

Ogni confezione di Pan di Stelle gelato ha al suo interno due pezzi "mini".

Le dimensioni del biscotto farcite con gelato fiordilatte sono del tutto identiche all'originale. Non sappiamo come dirvelo: il biscotto però non è croccante come l'originale, pur essendo l'originale. La sensazione che lascia in bocca ad alcuni membri della nostra giuria tra l'altro, è lievemente farinoso, un po' troppo secco.

Poteva essere un capolavoro da Oscar, ma è un simpatico b-movie tedesco in onda su Raidue.

07_Magnum-Double-Caramello-Algida

7° posto: Magnum Double Caramel Algida

Più che una novità, è un ritorno. Un ritorno molto atteso, perché in questi anni di "double" ne abbiamo affrontati tanti (alcuni di questi buoni come un bonifico ricevuto) ma la tenerezza di questa adorabile formula, ci mancava.

Il gelato cremoso alla vaniglia con una copertura al cacao e guarnitura al caramello avvolto in un croccante strato di cioccolato al latte, sembra la formula segreta per debellare qualsiasi malattia.

Forse non verrà mai accettato dalla comunità scientifica come un valido anti-depressivo, ma il sapore che rimane in bocca dopo il primo morso, ti fa lasciare alle spalle ogni dispiacere. Perché è settimo?

Perché è un classico, tra mille classici, che rimane sospeso nella sua ovvia bontà. 

06_oreo

6° posto: Oreo biscotto gelato

Quando si parla dell'Oreo è un po' come quando si parla della bibita Red Bull: c'è chi lo ama e chi lo odia. Divide e, proprio per questo, impera. Il biscotto gelato (alla vaniglia) fatto di Oreo non è ambizioso, anche nel packaging scarno, ma arriva lontano con il suo gusto inconfondibile.

Gusto di biscotto al cioccolato (48%) che com'è noto, crea una forma di accettabile dipendenza.

Il gelato croccante, saporitissimo (al limite dell'illegale), con pezzi di Oreo sbriciolati all'interno. La formula scelta vince senza spingere troppo. Ci ha colpiti la perfetta aderenza tra l'immagine presentata sulla confezione e il prodotto interno, perfettamente identico.

Se siete fan degli Oreo, ora non riuscirete più a farne a meno.

05_coppa_nonno_cono

5° posto: Cono Coppa del Nonno

Non ci siamo sbagliati, non è un refuso. La storica Coppa del nonno da quest'anno è anche uno splendido cono con vero infuso di caffè. Le aspettative per questo gelato nella nostra giuria erano altissime. Un po' sono state deluse, un po' no. Adesso, con calma, vi spieghiamo perché.

Il vero colpo di genio di questo cono non è tanto nel gelato (che contiene un quantitativo infuso di caffè solo del 4,5%) ma nei confetti ricoperti di cioccolato aromatizzati al caffè (stupendi!) e nello sciroppo al cioccolato presente sopra e dentro il cono: una cosa che ti si scioglie anche il cuore per la tenerezza.

Ti senti come quando vedi i cuccioli di cane con il padrone che sparisce dietro la coperta. La realtà del gelato poteva spingere un po' di più verso l'eccellenza. Un'occasione persa? Non del tutto.

Se ve lo trovate davanti, prendetelo con fiducia. È validissimo.

04_Non Mordere Sammontana Nocciola Gianduia

4° posto: Non mordere alla Nocciola Gianduia

Sapete già bene che la risposta Sammontana al croccante della concorrenza, è questo "Non mordere", pubblicizzato come un gelato nato per sciogliersi in bocca. In questa formulazione di gelato alla nocciola con pasta di nocciole con variegato al cacao-nocciola e copertura ovviamente morbida al cacao e nocciole (avete ancora respiro?), proverete delle emozioni a voi sconosciute.

Tipo incontrare gli alieni o Beyoncé.

Se avete mai mangiato un vero gianduiotto piemontese, qui non crederete alle vostre papille gustative. L'aggettivo più corretto per definirlo è "cremosissimo": il sapore di questo gelato vi rimarrà sotto il palato per tantissimo tempo. Per alcuni giurati, anche troppo.

Ma non è forse questo quello che cerchiamo da un cioccolatino? A voi la scelta.

03_Maxibon_black_Cookies

3° posto: Maxibon Black Cookie

Il gelato biscotto tra i più famosi nel mercato, si arricchisce di una nuova varietà "black". Attenzione: non c'è niente di fondente in questo gelato anche se si fa chiamare "nero".

La novità è nella presenza di cacao ovunque.

È un gelato al cioccolato, con granella al cioccolato, con biscotti al cacao e gocce di cioccolato, con copertura al cacao e granella di nocciole e colpo di grazia, granella di biscotti. È così croccante che rimarrete spiazzati da quanto un cibo può essere croccante.

Da lontano sembra una multa, da vicino un assegno in bianco firmato da papà.

Mentre vi scrivo a parecchie ore dall'assaggio, sto ancora ricordando la sensazione dello sgranocchio: vi servirà del tempo per ingollare ogni morso. Questo Maxibon black cookie non è un dolce freddo da bar, è l'evoluzione del biscotto gelato. 

Si classifica tra le 20 cose da fare prima di lasciare questo mondo e rinascere albero. È irrinunciabile nella vostra estate e adesso lo sapete.

02_Coffee-Shock-Algida

2° posto: Cornetto Coffee Shock

Adesso vi chiediamo un minuto di silenzio per rispetto di questo prodotto di gioielleria tempestato di brillanti che è il Cornetto Coffee Shock, praticamente introvabile nei bar perché sta andando a ruba.

Respirate, trattenete il respiro. Fatto? Adesso urlate: che buonooo!!!

Non c'è paragone con gli altri gelati al gusto caffè. Con vero infuso (oltre il 22%) 100% arabica, riproduce l'esperienza della crema caffè e lo fa benissimo.

Il croccantissimo cono al cioccolato e i pezzetti di cioccolato fondente lo rendono il perfetto alleato estivo dell'estate. Caffè normale, macchiato o ginseng? La nostra risposta sarà «Coffee Shock».

Sposatelo. Non vi tradirà con qualcuno conosciuto su Instagram.

01_Amando-Sammontana

1° posto: Amando Sammontana

Il mercato dei gelati da bar è ormai molto spostato sul cioccolato e molto meno su altri gusti, ben che meno sulla frutta. Non abbiamo abbastanza dati a spiegarvi il perché, ma certamente sono meno amati dal pubblico.

Piuttosto, ci si rifugia in un ghiacciolo.

Ora stiamo per sconvolgere le vostre certezze.

Amando Sammontana è un dolce freddo alla frutta (frutti rossi, mela e kiwi o pesca) che non ha coni d'ombra, scusate il gioco di parole. È uno stecco di gelato alla vaniglia fatto con latte di mandorla, perfetto per gli intolleranti al latte e adatto anche ai celiaci.

Sopra un sorbetto di frutta (al 45%!) compatto, spettacolare come un panorama mozzafiato.

Lo assaggiate ed è semplicemente perfetto in estetica, anche dopo il primo morso. Il gusto, leggero e dissetante, ci ha letteralmente lasciati senza parole. Il sapore del gelato al latte di mandorla è delicato, non eccessivamente dolce, è dissetante e gratificante. Per di più: non gonfia e non vi fa sentire in colpa.

È così buono che non sembra vero. E invece è vero.

  • IN ARRIVO

Cioccolata, salmone e... 5 cibi da mangiare contro la tristezza

dieta alimentazione inverno zuppadieta alimentazione inverno zuppa hero
Dalla cioccolata calda al pesce azzurro: ecco cosa mangiare per essere più felici e contrastare la tristezza invernale

A volte per migliorarsi l'inverno basta sapere cosa mangiare per essere più felici.

Con le giornate corte e il freddo pungente, infatti, l’umore può risentirne più di quanto pensiamo. Non è solo una sensazione passeggera: per molte persone l’inverno porta con sé stanchezza mentale, malinconia e una sorta di rallentamento emotivo che gli esperti chiamano winter blues (cioè tristezza invernale).

La buona notizia è che, accanto a uno stile di vita equilibrato, anche ciò che mettiamo nel piatto può fare la differenza nel nostro umore. 

L’alimentazione, infatti, non influisce solo sul corpo ma ha un ruolo diretto anche sul benessere mentale, sull’energia e sulla stabilità dell’umore. Alcuni cibi, più di altri, possono infatti diventare veri alleati nei mesi più bui dell’anno.

**A che ora cenare in inverno per restare in forma e in salute**

**Come non ammalarsi questo inverno? 8 cibi anti-influenza**

Cosa mangiare per essere più felici

(Continua sotto la foto)

Bridget Jones piumino

Cioccolata calda fatta in casa

Il cioccolato viene inserito istintivamente al primo posto quando si cerca cosa mangiare per essere più felici - giustamente: non è solo una coccola, ma un alimento con effetti positivi documentati sull’umore. Consumarlo con moderazione può aiutare a sentirsi più sereni grazie alla sua ricchezza di polifenoli, potenti antiossidanti che contribuiscono a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

Inoltre, il cacao è una fonte naturale di prebiotici, fibre che nutrono il microbiota intestinale: un intestino in salute è sempre più spesso associato a un miglior equilibrio emotivo.

Per beneficiare di queste proprietà, è importante scegliere cioccolato con almeno l’85% di cacao e limitarsi a piccole quantità quotidiane, meglio ancora se sotto forma di una cioccolata calda preparata in casa, calda e avvolgente.

Salmone e pesce azzurro

Il pesce grasso è uno degli alimenti più studiati per il benessere mentale. Salmone, sgombro, sardine e trota sono ricchi di omega-3, acidi grassi essenziali per il funzionamento del cervello.

Questi nutrienti hanno proprietà antinfiammatorie e interagiscono con i neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore. Inserire una o due porzioni di pesce azzurro a settimana può aiutare a contrastare la sensazione di apatia e affaticamento mentale tipica dei mesi invernali.

Per chi non ama il pesce, una valida alternativa può essere rappresentata da noci e semi di chia, anch’essi fonti vegetali di omega-3.

Cereali integrali

Pane integrale, avena, riso integrale, quinoa e farro sono spesso sottovalutati, ma svolgono un ruolo chiave nel supporto del benessere mentale. I cereali integrali sono ricchi di fibre, vitamine del gruppo B e antiossidanti, nutrienti fondamentali per il sistema nervoso.

Contengono inoltre triptofano, un amminoacido necessario per la produzione di serotonina, l’ormone che contribuisce alla sensazione di felicità. Grazie al loro basso indice glicemico, rilasciano energia in modo graduale, evitando i picchi e i cali che possono influire negativamente sull’umore.

Inserirli regolarmente nei pasti aiuta a sentirsi più equilibrati e concentrati durante la giornata.

Frutti di bosco

Mirtilli, lamponi e more sono un concentrato di benefici. Ricchi di flavonoidi, aiutano a proteggere il cervello dallo stress ossidativo e dall’infiammazione, due fattori collegati anche ai disturbi dell’umore.

Forniscono vitamina C e fibre, utili per la regolazione della glicemia e dell’energia mentale. Le ricerche suggeriscono che i mirtilli, in particolare, possano supportare memoria e concentrazione, aiutando a contrastare la tipica tristezza invernale.

Consumati sotto forma di composta calda, magari a colazione o come dessert leggero, diventano un alleato ideale durante l’inverno.

Frutta secca e granola

Mandorle, noci, anacardi e pistacchi sono una fonte preziosa di grassi buoni, vitamine e minerali fondamentali per il cervello. La frutta secca contiene triptofano, magnesio e vitamine del gruppo B, tutti nutrienti coinvolti nei meccanismi che regolano l’umore.

Consumata con regolarità, in quantità moderate, può contribuire a migliorare la risposta allo stress e a sostenere le funzioni cognitive.

Inserita in una granola fatta in casa, diventa una colazione nutriente e appagante, perfetta per iniziare le giornate invernali con più energia.

  • IN ARRIVO

«Non tutte le barrette proteiche fanno bene, ecco come sceglierle»: parola agli esperti

barrette proteichebarrette protecihe consigli
Le barrette proteiche non sono tutte uguali. Gli esperti ci spiegano come riconoscere quelle che fanno bene da quelle che sono solo snack

Negli ultimi anni, specie per chi fa una vita sportiva, la ricerca di proteine è diventata una piacevole ossessione. Così, il mondo dei cibi a base proteica si sono diffusi enormemente, creando un'offerta vastissima di barrette proteiche dove sembra quasi impossibile trovare quelle davvero salutari.

Il loro essere in formato “snack” le ha portate con successo ovunque: dalle farmacie (che per primi le hanno adottate) ai supermercati, fino addirittura ai negozi di articoli da regalo e igiene per la casa.

Le barrette proteiche sono un oceano nel quale è facile perdersi, per questo abbiamo gettato un salvagente chiedendo a figure con grande esperienza nel campo (nella nutrizione con grande vita sportiva) per comprendere meglio cosa scegliere quando le compriamo, partendo subito a gamba tesa su tutto ciò che sarebbe meglio evitare.

(Continua dopo la foto)

barrette proteiche da evitare

Quali sono le barrette proteiche da evitare?

«La prima importante “red flag” è il contenuto proteico» ci racconta la dietista Elisa Rosso «se navighiamo sotto i 15 grammi di proteine per barretta, non è così proteica, è quindi più che altro uno snack». L’altro aspetto da considerare sono gli zuccheri. «Se ne trovate più di 10 o 12 grammi in totale di zuccheri, che equivale già a un cucchiaio di zucchero, c’è già di certo un rapporto poco equilibrato». È concorde anche il nutrizionista sportivo Marco Tancredi, che sottolinea l’importanza di guardare sempre ai grammi totali di prodotto: «È importante fare attenzione al peso della barretta, guardando i valori percentuali, facendo occhio poi che non abbia un’alta dose di grassi, in genere sopra il 10%. Farei attenzione anche all’eccessiva presenza di sciroppi che rendono il prodotto più gustoso, ma meno utile allo scopo».

Vanno bene anche per chi non fa fitness?

Tendenzialmente sì. Ma se usati come “alternativa rapida” a spuntini in mancanza di alternative. «Chi per vari motivi ha bisogno di un surplus di proteine, può usarlo come approccio d’emergenza» racconta Elisa Rosso «ma spesso ne fanno uso persone che magari non fanno sport ma che hanno bisogno di prendere peso, magari concentrando l’uso di barrette in un periodo specifico dell'anno. Con l’aiuto di uno specialista, si va a inquadrare ogni singola posizione. «Può essere molto utile a chi è non più giovanissimo» racconta Marco Tancredi «in modo tale da tutelare la tonicità muscolare e alcuni processi fisiologici dovuti all’avanzare dell’età, a prescindere che faccia sport o meno».

quali barrette proteiche scegliere

Da quali valori ingredienti si riconosce una barretta di valore?

«È importante controllare l’origine delle proteine: possono essere di origine animale, come le proteine del siero del latte o dall’uovo, oppure di origine vegetale, come quelle che arrivano dai legumi e dalla frutta secca» spiega Marco Tancredi. «La barretta va guardata in base al “valore” che può dare a noi che la mangiamo: ad esempio se una persona è in definizione per "vedere" meglio la propria muscolatura, non consiglierei una barretta con più di 250 calorie o magari considererei una possibilità che molti escludono, ovvero quello di mangiarne solo metà» chiarisce Elisa Rosso.

Le barrette proteiche più “sane” sono quelle meno buone?

«Supponendo che una barretta sia come la stiamo descrivendo finora, ovvero con pochi zuccheri e pochi grassi, ecco, magari potrebbe risultare meno golosa. Ma la domanda da farsi è un’altra e la trovo più interessante» spiega Marco Tancredi «non è che forse il sapore di una barretta risulta buono o cattivo se le nostre abitudini alimentari sono buone o cattive? È chiaro che una persona abituata a ingerire cibi molto zuccherati e molti grassi, troverà alcune barrette meno buone». «Il mercato delle barrette è sconfinato, basta fare un po’ di tentativi e saper scegliere, anche perché è molto soggettivo» chiarisce invece Elisa Rosso «ormai però ci sono barrette equiparabili a dolci veramente dolci in termini di gusto, pur essendo molto più contenuti negli zuccheri, quindi basta provare».

migliori barrette proteiche

Qual è la differenza con le barrette energetiche?

«Se parliamo di barrette energetiche» spiega Marco Tancredi «sono tendenzialmente ricche di carboidrati e spesso sono utilizzate da chi fa endurance, ovvero attività sportiva per un tempo prolungato, integrando per non avere cali di energie. Mangiarle durante l’allenamento fornisce energia sul breve e medio termine e permettono di non avere cali di zuccheri». «Consiglio di fare attenzione alle barrette non proteiche che magari si pongono come “barrette light” o “sostitutive del pasto”» racconta Elisa Rosso «spesso queste barrette “vestite per la dieta” hanno pochissimi nutrienti utili. Se bisogna fare attenzione a quelle proteiche, bisogna fare ancora più attenzione a quelle che non lo sono».

Se le barrette proteiche sono poco digeribili

«Le proteine del latte isolate o idrolizzate sono in genere quelle più assimilabili» spiega Elisa Rosso «ma la differenza vera, anche se è un discorso soggettivo, la fanno i dolcificanti. Lo dico perché alcuni tipi di dolcificanti, in base alle quantità, potrebbero diventare lassativi. Quindi io spesso prediligo quelli con zucchero o miele rispetto ai dolcificanti che finiscono in -oli, ma ovviamente è sempre personale. A quel punto meglio una barretta digeribile anche se meno “leggera”: la tolleranza intestinale è un fattore importante».

barrette proteiche se non fai sport

Si possono fare da soli?

«Assolutamente sì» spiega Marco Tancredi «si possono fare con fiocchi d’avena, proteine del siero del latte, burro di arachidi o mandorle, latte e miele. Ci sono parecchie ricette davvero valide on line, vale la pena fare dei tentativi». «È molto più facile fare quelle da “endurance”, da integrare negli allenamenti lunghi, fatte con avena, riso soffiato, datteri, frutta secca o essiccata, tritati con il miele e conservate in frigo» spiega Elisa Rosso «quelle proteiche possono essere fatte addirittura anche con l’albume. Diciamo che è un ottimo modo per risparmiare e avere controllo sugli ingredienti, quindi perché non provare?»

  • IN ARRIVO

Altro che integratori! Ecco gli alimenti da inserire nella dieta per sostenere la salute in modo naturale

alimenti cibo dieta collagene heroGettyImages-mangiare-sano-verdura-dieta-dimagrire
Dalle vitamina al magnesio: ecco i nutrienti fondamentali per la salute da assumere attraverso una dieta varia ed equilibrata

Negli ultimi anni abbiamo imparato a guardare alla salute con occhi diversi: meno scorciatoie, più consapevolezza. E così, accanto a una crescente offerta di integratori, cresce anche una domanda semplice ma cruciale: è davvero necessario ricorrere a capsule e polveri, o possiamo sostenere la salute partendo da ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto?

Sempre più esperti concordano su un punto: quando l’alimentazione è varia, bilanciata e ricca di nutrienti, il cibo resta la prima e più efficace forma di prevenzione.

Alcuni micronutrienti, in particolare, svolgono un ruolo chiave nel supportare il sistema immunitario, il metabolismo e il benessere generale. E la buona notizia è che si trovano in alimenti comuni, accessibili e spesso già presenti nella nostra cucina.

**5 superfood che fanno super-bene alla salute**

Il punto non è “mai integratori”, ma prima il cibo

Parlare di salute naturale non significa demonizzare gli integratori, ma rimetterli nel loro giusto contesto. In presenza di carenze diagnosticate o esigenze specifiche, possono essere utili, e comunque sempre dopo una consultazione medica.

Ma nella quotidianità, un’alimentazione ricca, colorata e varia resta lo strumento più potente che abbiamo.

Prima di cercare la soluzione in una pillola, vale la pena guardare il piatto: spesso è lì che si nasconde la risposta più semplice (e più efficace) per prenderci cura del nostro benessere psicofisico ogni giorno.

**5 trucchetti per mangiare meglio (senza che il gusto ne risenta)**

(Continua sotto la foto) 

04-salmone

Omega 3: grassi “buoni” per cuore e cervello

Gli omega 3 sono tra i nutrienti più citati quando si parla di benessere a lungo termine. Contribuiscono alla salute cardiovascolare, supportano la funzione cerebrale e aiutano a modulare i processi infiammatori dell’organismo.

Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi – come salmone, sgombro, sardine e alici – ma anche alcune fonti vegetali, tra cui noci, semi di lino e semi di chia. Consumati regolarmente, inseriti in un’alimentazione equilibrata, possono ridurre il bisogno di integrazioni esterne, soprattutto in assenza di carenze specifiche.

Vitamina C: molto più di un alleato contro i malanni

Spesso associata solo ai mesi invernali, la vitamina C è in realtà fondamentale tutto l’anno. Supporta il sistema immunitario, favorisce l’assorbimento del ferro e contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, con effetti positivi sulla salute generale.

Agrumi, kiwi, fragole, peperoni, broccoli e verdure a foglia verde ne sono ottime fonti. Il consiglio è consumarli freschi e poco lavorati, perché la vitamina C è sensibile al calore e alla conservazione prolungata.

Vitamina D: il nutriente che unisce sole e alimentazione

La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, dei muscoli e del sistema immunitario. Il nostro corpo la produce grazie all’esposizione solare, ma l’alimentazione può contribuire in modo significativo, soprattutto nei mesi in cui il sole scarseggia.

Si trova in alimenti come pesce grasso, uova, latte e yogurt fortificati. Inserirli regolarmente nella dieta aiuta a mantenere livelli adeguati, riducendo il ricorso automatico agli integratori, che andrebbero valutati solo in caso di reale necessità.

visore-dieta-dukeEVI

Selenio: un piccolo minerale, un grande supporto

Il selenio è un oligoelemento spesso sottovalutato, ma fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide e per la protezione delle cellule dai danni ossidativi. Svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute metabolica e immunitaria.

Le noci del Brasile ne sono una delle fonti più concentrate, ma si trova anche in pesce, uova, cereali integrali e legumi. Bastano quantità moderate, inserite con regolarità, per coprire il fabbisogno quotidiano.

Magnesio: equilibrio per muscoli, nervi ed energia

Il magnesio è coinvolto in centinaia di reazioni biochimiche nel nostro organismo. Aiuta a regolare la funzione muscolare e nervosa, contribuisce alla produzione di energia e sostiene l’equilibrio emotivo, con effetti positivi anche sulla salute mentale.

È presente in alimenti come verdure a foglia verde, legumi, frutta secca, semi, cereali integrali e cacao amaro. Una dieta ricca di questi cibi può aiutare a prevenire quella sensazione di stanchezza diffusa che spesso porta a cercare soluzioni rapide sotto forma di integratori.

Zinco: un alleato silenzioso del sistema immunitario

Lo zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla sintesi proteica. È importante per la salute della pelle, dei capelli e delle unghie, oltre che per la capacità dell’organismo di rispondere agli stress esterni.

Si trova in alimenti come semi di zucca, legumi, cereali integrali, latticini e carne. Anche in questo caso, la varietà alimentare è la chiave per garantirne un apporto adeguato.

  • IN ARRIVO

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

Progetto-senza-titoloNatale Cotechino
Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

(Continua sotto la foto)

Cotechino Modena IGP_1_1

Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

Natale Cotechino 1_1

Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

Capodanno Cotechino 1_1

Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95