Dieta dei legumi: come funziona e perché provarla

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I legumi sono un’ottima fonte proteica che permette di dimagrire in fretta e bene. Ecco i menù, i pro (e i pochi contro) della dieta dei legumi

La dieta dei legumi è un regime alimentare ipocalorico che promette di bruciare il grasso in maniera veloce e facile, senza patire la fame e senza togliere nutrienti fondamentali al benessere dell'organismo.

I legumi infatti sono un’ottima fonte di proteine di origine vegetale che favoriscono il dimagrimento, inoltre l’alto contenuto di fibre ha un elevato livello saziante.

** Diete e trucchi per dimagrire **

Dieta dei legumi: benefici, esempi di menù e controindicazioni

(Continua dopo la foto)

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Come funziona la dieta dei legumi

La dieta dei legumi è un regime alimentare che si basa su un elevato consumo di questo alimento iperproteico che permette di bruciare il grasso. 

La dieta dei legumi è un regime alimentare che può rientrare a pieno titolo nell'alimentazione di tipo mediterraneo.

Se ai legumi si aggiungono cereali integrali, abbondanti verdure e poche proteine animali (prediligendo il pesce), si avrà una variante della dieta mediterranea che farà molto bene non solo alla linea ma anche alla salute.

I legumi, infatti, sono un alimento sano di cui tutti dovrebbero riempirsi il piatto, indipendentemente dalla dieta scelta.

** Quante volte a settimana mangiare i legumi **

Dieta dei legumi: cosa mangiare

I protagonisti della dieta dei legumi sono ovviamente i legumi.

Diventa fondamentale variare il più possibile, assumendone ogni giorno specie differenti.

Potete scegliere tra fagioli, piselli, ceci, lenticchie, soia, fave, lupini e roveja (detta anche roveglia, roveggia, rubiglio, pisello dei campi o corbello).

Il bello di questa dieta è che consente di mangiare anche tutte le altre categorie alimentari: carboidrati come pasta e riso, verdure fresche oppure sotto forma di minestre e vellutate, carne di tagli magri (preferibilmente bianche), pesce e uova.

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Menù settimanale

Ecco gli esempi di menù per una settimana. Scambiateli a piacere e variate il più possibile, seguendo innanzitutto i vostri gusti e le esigenze nutrizionali.

Lunedì: a colazione, latte scremato e cereali integrali; per pranzo, pasta e fagioli e verdure miste (crude o cotte). Infine per cena petto di pollo alla piastra, contorno di verdure crude di stagione e un panino integrale.

Martedì, consumate una colazione a base di cereali integrali con yogurt magro, un pranzo con riso e lenticchie e verdure e una cena a base di pesce (alla griglia oppure al forno) con verdure.

Mercoledì iniziate la giornata con un paio di fette biscottate integrali con marmellata senza zucchero più una tazza di caffè o tè. A pranzo, un’insalata di riso accompagnata da verdure e per cena un piatto di minestra di farro con un panino integrale.

Giovedì si fa colazione con cereali integrali e yogurt magro, si pranza con un piatto di pasta integrale e una fettina di carne ai ferri con contorno di verdure grigliate. Per cena, una farinata di ceci o una frittata con farina di legumi (ceci o lenticchie preferibilmente), un piatto di verdure di contorno e un panino integrale.

Venerdì consumate per colazione un paio di fette biscottate integrali con un velo di marmellata senza zucchero, accompagnandole con una tazza di tè o di caffè. A pranzo, un piatto di cous cous con legumi e verdure mentre a cena via libera a bresaola con rucola di contorno e un panino integrale.

Sabatocolazione a base di latte scremato con cereali integrali, a seguire pranzate con pesce e verdure alla griglia e un panino integrale. Per cena, una pasta di legumi (come pasta e fagioli), una ricca insalata e un panino integrale. 


Domenica yogurt magro e cereali integrali per colazione, pasta e ceci come primo e verdure crude come secondo per pranzo mentre a cena carne magra alla griglia con insalata di contorno e un panino integrale.

Meglio legumi freschi, secchi o in scatola?

I legumi si possono acquistare sia secchi sia freschi sia in scatola sia surgelati.

Fagioli, ceci, lenticchie o piselli in scatola sono l’ideale quando si ha fretta ma non si vuole rinunciare alla dieta a base di legumi.

I legumi secchi necessitano infatti di ammollo, più o meno lungo a seconda della varietà.

Se quelli secchi mantengono tutte le proprietà, quelli freschi che si possono consumare crudi (ad esempio le fave) si rivelano ancora più buoni dal punto di vista nutrizionale. 

Quelli surgelati mantengono tutte le proprietà intonse.

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Quanto si perde

La dieta dei legumi aiuta a bruciare il grasso addominale e riesce a far perdere circa 3 chili a settimana.

L’ideale sarebbe seguirla per sette giorni ogni tanto, per un effetto purificante e sgonfiante davvero notevole che vi gioverà non solo alla linea ma anche alla pelle. Sia la salute sia la bellezza, infatti, traggono enormi benefici dal consumo di legumi.

Trattandosi di una dieta molto varia che integra diverse sostanze nutritive senza particolari rinunce, questa dieta si può seguire anche per più di una settimana.

Se però decidete di sposare questo regime alimentare per un mese, è bene aggiungere come spuntino mattutino e pomeridiano un frutto di stagione.

I benefici della dieta dei legumi

La dieta dei legumi è un buon regime alimentare in quanto rientra a pieno titolo in quello mediterraneo.

Tra i vantaggi c’è quello di aumentare il senso di sazietà grazie a un elevato contenuto di fibre (che aiuta anche a combattere la stitichezza).

Non dimentichiamo che i legumi sono uno dei cibi con proprietà anti-colesterolo più efficaci. Contengono infatti una famiglia di sostanze (le saponine) in grado di contrastare il colesterolo “cattivo” (LDL) e di impedirne l’assimilazione, riducendone il contenuto nel sangue.

In più contengono la la lecitina (1g per 100g e 2,5g nella soia), una sostanza che funziona come emulsionante favorendo l’eliminazione del colesterolo nel sangue attraverso le vie biliari e abbassando i trigliceridi nel sangue.

Controindicazioni

Se la dieta dei legumi non diventa troppo iperproteica (limitando molto i carboidrati) oppure troppo ipocalorica (mangiando quantità esigue di cibo), non presenta particolari controindicazioni.

L’unico “fastidio” che si potrebbe notare è quello legato al meteorismo e alla difficoltà a digerire i legumi.

Chi ha un intestino problematico potrebbe soffrire di crampi e dolori addominali dovuti all’assunzione di fagioli, ceci, lenticchie & Co.

Esistono però vari trucchetti per rendere i legumi più digeribili, ad esempio cuocerli aggiungendo un po’ di alghe o di spezie.

La variante di legumi più facile da digerire che produce quindi meno gas intestinali e meno problemi a essi legati? Le lenticchie rosse. Con quelle potete stare tranquilli.

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In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Il piatto delle Feste per eccellenza vi stupirà: ecco perché.

Non è Capodanno senza il Cotechino con le lenticchie, un abbinamento tradizionale che, se mangiato alla mezzanotte, si dice porti fortuna e prosperità per l'anno nuovo.

Ma allora perché concederselo solo durante le Feste? Il Cotechino Modena IGP è un ottimo prodotto italiano che si presta perfettamente anche a ricette gourmet, da servire non solo durante la stagione fredda, soprattutto perché meno calorico di quanto si pensi.

In cerca di ricette sfiziose per Natale (e non solo)? Idee e miti da sfatare sul Cotechino Modena IGP

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Ogni anno, arriva puntuale il momento di scegliere il menu per il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. L’usanza (ma anche l’indubitabile bontà e gusto) vuole che il Cotechino sia sempre e comunque presente a tavola e, per abitudine, siamo soliti proporlo con i classici abbinamenti lenticchie e purea di patate. 

Ma per stupire parenti e amici sappiate che ci sono ricette raffinate e innovative che combinano insieme tradizione e modernità.

Proprio il Consorzio di tutela Zampone e Cotechino Modena IGP – che oggi conta 13 aziende, tra i principali produttori dei due prodotti insigniti dell’ambito riconoscimento “Indicazione Geografica Protetta” – ha deciso di lanciare una sfida ai consueti luoghi comuni.

E così, grazie al coinvolgimento dello chef Luca Marchini del ristorante stellato L’erba del Re di Modena, sono venuti fuori piatti insoliti e originali come il Cotechino croccante accompagnato con zabaione semi salato, cipolle all’aceto balsamico di Modena ed emulsione oppure la Pasta all’uovo con un ragù di Zampone, fondo bruno e cioccolato fondente.

Ricette che fanno venire l’acquolina ancora prima di sentire il profumino che sprigionano in pentola e – ottima notizia! – contrariamente ai pregiudizi, si possono gustare senza grandi sensi di colpa. Sì perché il Cotechino ha meno calorie di quanto si pensi: un etto corrisponde a circa 250 calorie, un apporto inferiore a quello di un piatto di pasta scondita ed equivalente a quello di una mozzarella. 

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Altro mito da sfatare: il colesterolo è presente in quantità simili a quello contenuto nel pollo o nella spigola e comunque inferiori a quelle presenti in tanti alimenti che consumiamo abitualmente come le uova, frutti di mare o formaggio grana.

Questo prodotto dalla lunga storia e tradizione – una miscela di carni suine ottenute dalla muscolatura striata, grasso suino, cotenna, sale e pepe intero e/o a pezzi – rispetto al passato, ha visto ridursi il contenuto di grassi e sodio e oggi è in linea con i suggerimenti della moderna scienza nutrizionale.

Lo dicono gli esperti, e in particolare le recenti analisi dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (ex INRAN ora CREA NUT): il Cotechino non solo ha un elevato contenuto di proteine nobili e un moderato contenuto di grassi (perché persi in parte con la cottura) ma anche più grassi insaturi rispetto a quelli saturi ed è ricco di vitamine del gruppo B e di minerali, soprattutto ferro e zinco.

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Si tratta poi di un prodotto costantemente controllato proprio perché tutelato da un Consorzio, ormai attivo da oltre 20 anni, che ne garantisce la produzione nel territorio previsto dal disciplinare (Modena, Ferrara, Ravenna, Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Cremona, Lodi, Pavia, Milano, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Mantova, Verona e Rovigo), secondo l’originale e tradizionale ricetta (determinati ingredienti, proporzioni e spezie) e rispettando precise caratteristiche qualitative (colore, sapore e soprattutto un contenuto minimo di proteine e massimo di grassi).

E poi, ultimo ma non per importanza, da considerare la velocità di preparazione di questo piatto. Quanto quella di un piatto di pasta, tra ebollizione e cottura: proprio così. Grazie al packaging in alluminio della versione precotta, che richiede una cottura in acqua bollente, ci vogliono solo 20 minuti. Quindi, cos’altro aspettare? Se già state sognando un bel piatto di Cotechino fumante, il conto alla rovescia è già partito e da questo momento avrete meno di un quarto d’ora per sbizzarrivi!

Se volete cimentarvi in ricette alternative con il Cotechino Modena IGP – un prodotto la cui origine risale addirittura al Cinquecento – potete consultare la sezione ricette del sito web del Consorzio con un’ampia serie di proposte che vanno dal brunch all’aperitivo. 

Pubblicazione finanziata con la Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n. 16/95