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Arriva la luna blu e noi vi diciamo perché si chiama così, quando e dove vederla

Arriva la luna blu e noi vi diciamo perché si chiama così, quando e dove vederla

foto di Grazia.it Grazia.it — 18 Maggio 2026
luna-blu
Il 31 maggio 2026 il cielo italiano ospita una rara Luna Blu, seconda Luna piena del mese e microluna dell’anno. Ma cosa la rende così speciale da meritare una serata con il naso all’insù?

La data da segnare è il 31 maggio 2026, ma la storia comincia prima. In quel mese la Luna sarà piena due volte: la prima il 1° maggio, la cosiddetta Luna dei Fiori, la seconda proprio il 31. È questa “replica” a fine mese che il calendario battezza Luna Blu.

Non aspettatevi però un disco color Tiffany nel cielo sopra casa. Il colore resterà il solito bianco-dorato. Il bello è capire perché il fenomeno è considerato raro, che cosa lo rende particolare nel 2026 e, soprattutto, quando alzare gli occhi dal terrazzo o dalla spiaggia per goderselo.

Cos’è una Luna Blu e perché si chiama così

Nel linguaggio astronomico moderno, Luna Blu è la seconda Luna piena che cade nello stesso mese di calendario. È il caso del maggio 2026: plenilunio il 1° e di nuovo il 31.

Esiste anche una definizione più antica: secondo la tradizione ripresa dal Maine Farmer’s Almanac, è Luna Blu la terza Luna piena in una stagione che ne contiene quattro. Il Royal Observatory di Greenwich ricorda entrambe le versioni e conferma che la prossima Luna Blu, in senso “popolare”, sarà proprio quella del 31 maggio 2026.

Il nome non ha nulla a che fare con il colore. In inglese l’espressione “once in a blue moon” indica qualcosa che succede quasi mai, come il nostro “ogni morte di papa”. Da qui il passaggio all’uso astronomico per la Luna piena “extra”. Il colore azzurro si vede solo in condizioni atmosferiche eccezionali, per esempio dopo grandi eruzioni vulcaniche o incendi, ma è un fenomeno distinto e indipendente dal nome.

Perché a maggio 2026 le Lune piene sono due

La chiave è nel calendario. La Luna impiega circa 29 giorni, 12 ore e 44 minuti per passare da una fase piena alla successiva. I nostri mesi, invece, durano 30 o 31 giorni (tranne febbraio). Questo scarto di qualche giorno fa sì che, quando il plenilunio cade proprio all’inizio del mese, il ciclo abbia il tempo di “chiudersi” di nuovo prima che il mese finisca.

Nel 2026 succede esattamente questo: Luna piena il 1° maggio, poi le altre fasi (ultimo quarto il 9, Luna nuova il 16, primo quarto il 23) e di nuovo Luna piena il 31. In media un mese con due pleniluni compare ogni 2-3 anni, per questo la Luna Blu resta un piccolo evento da tenere d’occhio nel calendario.

L’identikit della Luna Blu del 31 maggio 2026

Tecnicamente il plenilunio cade il 31 maggio 2026 alle 08:45 GMT, cioè alle 10:45 in Italia (ora legale). Si tratta di una Luna Blu mensile e, allo stesso tempo, di una microluna: la Luna piena più piccola e distante dell’anno, perché si verifica vicino all’apogeo, il punto più lontano dell’orbita lunare.

Rispetto a una Luna piena media, il diametro apparente sarà più piccolo di circa il 7%; rispetto a una superluna la differenza può arrivare al 14%. Numeri interessanti per chi confronta le foto, ma a occhio nudo la dimensione vi sembrerà del tutto normale.

Dal punto di vista del cielo, la Luna Blu brillerà nella costellazione dello Scorpione, in avvicinamento a Ofiuco, e passerà vicina ad Antares, la stella rosso-arancio che segna il “cuore” dello Scorpione. Dall’Italia vedremo una semplice congiunzione molto scenografica; solo in alcune zone di Argentina, Cile, Bolivia e Antartide la Luna arriverà a coprire Antares per qualche minuto.

*** Ecco perché quando c'è la luna piena dormiamo bene ***

Quando e dove vederla dall’Italia

Il momento di massima illuminazione cade di giorno, quindi invisibile nel cielo italiano. Ma per i nostri occhi la Luna apparirà piena dal 30 maggio al 1° giugno. Le serate da tenere libere sono due: la notte tra il 30 e il 31 maggio e la sera del 31.

La regola è semplice: la Luna piena sorge a est intorno all’ora del tramonto, sale in cielo verso sud a metà notte e tramonta a ovest all’alba. In pratica, in tutta Italia potrete cercare la Luna Blu bassa sull’orizzonte est o sud-est poco dopo il tramonto, quando assume quella tipica tonalità dorata e si presta benissimo alle foto con il paesaggio. Più tardi, in tarda serata, guardate verso sud per coglierla vicina ad Antares.

Per godervela al meglio scegliete un luogo con orizzonte libero verso est e sud-est: il mare, una collina, un lago. Allontanarsi dalle luci forti di città e centri commerciali aiuta molto: meno inquinamento luminoso, più stelle intorno alla Luna.

Come fotografare (e raccontare) la Luna Blu

Con lo smartphone, puntate tutto sulla stabilità e sulla composizione. Usate la modalità notte o “pro”, appoggiate il telefono a un muretto o usate un piccolo treppiede, toccate il disco lunare sullo schermo e abbassate leggermente l’esposizione per evitare un pallone bianco senza dettagli. Inquadrate sempre anche un pezzo di città, un profilo di montagna, un albero: dà proporzioni alla Luna e rende la foto molto più interessante.

Con fotocamere reflex o mirrorless potete partire da impostazioni tipo ISO 200-400, tempo di scatto tra 1/250 e 1/500 di secondo e diaframma tra f/5.6 e f/8, mettendo a fuoco in manuale su infinito. Per le foto con paesaggio, l’ideale è scattare all’ora d’oro o all’ora blu vicino al sorgere della Luna e usare il bracketing di esposizione, da unire poi in HDR, così da bilanciare il disco luminoso e il primo piano più scuro.

Ultima curiosità per completare il quadro: se un mese può avere due Lune piene, può anche restarne senza. Quando febbraio non ospita nessun plenilunio, si parla di Luna Nera, evento ancora più raro (l’ultima volta nel 2018, la prossima nel 2037). Dopo la Luna Blu del 31 maggio 2026, le prossime date da segnare saranno il 20 maggio 2027, Luna Blu “stagionale”, e il 31 dicembre 2028, di nuovo Luna Blu mensile: altre scuse perfette per alzare lo sguardo.

© Riproduzione riservata

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