10 nuovi romanzi da leggere a marzo

Marzo è il mese delle svolte. L’inverno cede lentamente e le giornate si allungano, l’aria porta promesse di novità e piccoli brividi di primavera. È il momento perfetto per lasciarsi catturare dai nuovi romanzi da leggere che sanno scuotere, divertire, sorprendere e, non da ultimo far riflettere, proprio come questo periodo dell’anno che non è più grigio ma non è ancora inondato di piena luce.
Per meglio farci trasportare nel tepore - anche mentale - che inizia proprio in questi giorni, uno stratagemma ottimo è quello di riempire il comodino di memoir che raccontano passioni e follie quotidiane, noir metropolitani serrati e ironici, indagini che attraversano città in trasformazione, romanzi storici che reinventano miti e saggi che uniscono filosofia e cultura pop.
È proprio questo il contenuto del nostro "comodino letterario" che vi proponiamo per marzo. Tra amori fragili e clandestini, amicizie improbabili nate ai margini, ritorni epici carichi di rancore e storie di formazione che parlano di desideri e identità, grazie ai seguenti dieci romanzi e titoli vari freschi di stampa potrete vivere tante vite e avventure emozionanti, pronte ad arricchirvi mentre state comodamente appollaiate sulla poltrona o prendete un po' di sole marzolino su una panchina al parco.
Nella rose di libri di questo mese non manca la riflessione sul presente e sulle sfide contemporanee: tra tecnologia che sfuma i confini tra umano e artificiale e visioni filosofiche che interrogano destino, libertà e bene, ogni libro offre uno sguardo acuto e originale.
Marzo è il mese ideale per storie vive, dinamiche, capaci di tenere insieme leggerezza e profondità, ritmo e introspezione, adrenalina e pensiero. Pagine che si leggono in fretta ma restano a lungo nella mente, perfette per accompagnare un mese che ha tutta l’energia di un inizio e il fascino di un passaggio.
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10 nuovi romanzi da leggere a marzo 2026
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Crostata alla crema di Cheff Slutty
Annoiata e stanca del suo lavoro d’ufficio nel reparto marketing di una grande azienda, Slutty Cheff decide di mollare tutto per dedicarsi all’unica cosa che ama davvero: cucinare. Così sostituisce le email con le emulsioni e parte all’inseguimento del suo sogno di diventare chef. Il mondo dell’alta cucina londinese si rivela molto più estremo di quanto avesse immaginato: più duro, ma anche più elettrizzante. Dalle settimane lavorative di sessanta ore in cucine senza finestre alla consapevolezza di essere l’unica donna nello spogliatoio; dalla pura adrenalina del servizio alle sbandate per baristi e altri chef; fino all’ebbrezza di pedalare senza tenere le mani sul manubrio per le vie di una città che dorme ancora, in un mattino in cui tutto può succedere.
Le disavventure di Slutty Cheff narrate nelle pagine del romanzo Crostata alla crema raccontano cosa significhi vivere appieno la vita, tra piaceri, sfide, sogni e una giusta dose di caos. Una combinazione squisita di schietta onestà alla Anthony Bourdain, cruda e senza filtri, e di umorismo tagliente alla Girls. Un memoir audace e irresistibile sulla realtà dietro le quinte della ristorazione: un mondo dominato da uomini e scandito da ritmi implacabili.
2 rapine, 1 giorno di Alessandro Canale
Sono passati più di dieci anni da quando Duilio Sciobbica detto Mortaretto, attrezzista saltuario a Cinecittà con un talento per aprire qualunque serratura, ha realizzato un leggendario controsgobbo: ha anticipato una grossa rapina sulla Roma-Fiumicino già programmata da altre temibili bande. Per salvarsi dalle vendette, Mortaretto sceglie di costruirsi un alibi di ferro, facendosi incarcerare per tutt’altri motivi e passando cinque anni al sicuro in carcere. Oggi finalmente libero, Duilio si occupa con la moglie Silvana della trattoria Ventre de Vacca, mentre cerca di ricucire il difficile rapporto con la figlia Jessica, convinto che furti e rapine facciano ormai parte del suo passato. Sarà solo il rischio di vedere andare in fumo la sua nuova rispettabile vita di oste, marito e padre (e il timore di non potersi godere il lauto bottino di quel vecchio colpo) a spingerlo a riprendere in mano gli strumenti del mestiere e organizzare un nuovo controsgobbo. Questa volta, però, lo farà nei panni del giustiziere...
Pubblicato a inizio Duemila con il titolo Il controsgobbo e criminalmente passato sotto silenzio, il romanzo di Alessandro Canale torna oggi in libreria per Accento Edizioni, pronto a conquistare i lettori che merita, grazie al suo ritmo vorticoso, a una brillantezza tutta romana e alla scanzonata spietatezza della migliore commedia all’italiana. La prefazione è di Marco Malvaldi.
Il sangue degli architetti di Diego Lama
È lunedì mattina – maledetto, pensa Veneruso, come tutti quelli che Dio manda in terra – e il commissario ne ha già le tasche piene della vita e pure della morte quando bussano alla porta del suo ufficio: qualcuno ha ucciso l’architetto Lester Young, rovesciandogli addosso un busto di marmo dal Palazzo delle Belle Arti. Il colpevole si nasconde per forza nell’edificio, e il movente è chiaro: quel giorno si stava per assegnare l’appalto di un importante progetto cittadino, e Young era il vincitore annunciato. Veneruso concentra quindi le attenzioni sugli avversari della vittima… ma il quadro si complica in fretta, tra donne misteriose, faccendieri pieni di segreti e altri, pirotecnici assassinii. Chi c’è dietro al mistero? E qual è il movente?
Le indagini e le avventure di Veneruso si alternano ad amori infranti, rimpianti mai sopiti, eterni sogni di futuri più o meno possibili e tanta dolente tenerezza, tutti a consumarsi all’altare del Grande Nemico, il Tempo, che gira, gira, gira e gira, e forse, questa volta, presenterà il conto più temuto.
Il sangue degli architetti di Diego Lama è il libro che non può mancare in borsa questo mese, senza se e senza ma.
Harry Potter e la filosofia. Cercare il senso della vita a Hogwarts a cura di David Baggett e Shawn E. Klein
Harry Potter non è solo magia e battaglie: è una saga che pone domande universali sul bene e sul male, sulla libertà e sul destino. In questo volume, diciotto filosofi accompagnano i lettori tra le sale di Hogwarts, armati delle idee di Aristotele, Platone, Kant e altri grandi pensatori.
I brevi saggi esplorano il mondo di Harry, Hermione, Ron e soci attraverso temi come il coraggio e l’amicizia, l’ambizione e il potere, la conoscenza come emancipazione, il sacrificio e l’amore come senso ultimo dell’esistenza. Ne nasce un libro sorprendente, che unisce cultura pop e riflessione filosofica, mostrando come il fantasy possa diventare uno strumento perfetto per interrogare la nostra vita quotidiana e trovare delle risposte.
Un’impresa del genere l'aveva già fatta Simone Ragazzoni con Harry Potter e la filosofia, uscito nel 2008. E i fan della saga del maghetto occhialuto non vedevano l’ora di un altro libro del genere!
Materialismo gotico di Mark Fisher
Viviamo nell’epoca del materialismo gotico: piattaforme, IA, guerre in streaming, identità frammentate e lavoro che divora la vita, con confini labili tra naturale e artificiale, vita e morte. È il presente distopico del tecnocapitalismo già previsto da Mark Fisher, manifesto visionario e prequel di Realismo capitalista.
Materialismo gotico esplora l’inquietante possibilità che le macchine siano vive e noi morti come loro, in un mondo dove agire non significa essere vivi. Fisher dissolve le distinzioni tra organico e inorganico, finzione e realtà, tra universi ipermoderni e figure ambigue tra umani, macchine e intelligenze artificiali, come in Blade Runner e Terminator. Attraverso riferimenti a Deleuze, Guattari e Baudrillard, il libro mette in luce un presente in cui macchine e esseri viventi si confondono, tracciando le radici del pensiero di Fisher sul nostro tempo.
Il cuoco giapponese di Lucia Visonà
Hugo, chiamato “il cuoco giapponese” anche se in realtà è francese, arriva a Parigi da un piccolo paesino e inizia a vivere tra i boulevard e le piazze della città, lavorando in una guinguette per sbarcare il lunario. Una sera incontra Madame Laval, o Margot, una vecchietta eccentrica, gourmet e bugiarda seriale, che decide di trasformarlo in un grande chef.
Da quell’incontro nasce un’amicizia strampalata e tenera: insieme esplorano Parigi come una città segreta, tra ristoranti mitici, cucine esotiche e piatti raffinati. Madame Laval, con il suo “savoir vivre”, insegna a Hugo ricette dimenticate, lo introduce a vini pregiati e a personaggi fuori dal tempo, mentre entrambi vivono avventure culinarie e sociali fatte di risate, fughe dai ristoranti e scoperta dei piaceri della vita.
Tra gesti di cura, scoperte gastronomiche e qualche incomprensione, la storia che si dipana pagina dopo pagina nel romanzo Il cuoco giapponese di Lucia Visonà racconta la bellezza di fermarsi, assaporare il momento e crescere attraverso l’amicizia, il cibo e le esperienze condivise.
Alaska di Valentina Maini
Con una voce magnetica, Valentina Maini racconta in Alaska una storia d'amore fragile e clandestina, e insieme la vicenda di una lunga e combattuta affermazione artistica, dando la parola all'inconscio, alle immagini che si annidano nella parte più nascosta e congelata dell'anima, impossibili da nominare.
Maia ha vent'anni quando si innamora di Sergio, un uomo che – come si dice – potrebbe essere suo padre. Sergio è un pescatore, è sposato, ha due figli: la loro storia non potrà mai funzionare. Eppure quella ragazza che si mantiene dipingendo per strada e sogna di diventare un'artista esercita su di lui una fascinazione a cui decide di abbandonarsi. Sulla loro relazione – strana, turbolenta, intensa – incomberanno la felicità e il naufragio. Niente potrà impedire alla barca di salpare, niente le permetterà di raggiungere la terraferma. Tra fantasie ricorrenti di un'isola misteriosa e una profonda amicizia con Louis – il ragazzo che la ospita nel suo bislacco appartamento e che diventerà il punto di riferimento della sua vita – Maia si vede lentamente sprofondare nell'amore e nella sua stessa mente, imprigionata in immagini, fantasticherie e ossessioni. Che cosa vogliono dirle i suoi sogni? Celano un avvertimento? Che cosa Maia non riesce a vedere? In una Venezia allucinata, il cui profilo si mescola a quello della straordinaria bellezza e delle opere d'arte che la popolano, Maia si troverà a confrontarsi con le ferite più profonde della sua infanzia – quelle da cui ci difendiamo con più forza – e proprio in quel conflitto troverà l'energia per diventare se stessa, assecondando la sua natura più inquieta e profonda. E finalmente, si alzerà il velo di Maia (anche se qui al posto della y c'è la i, e al posto di Schopenhauer c'è Valentina Maini).
Ho paura torero di Pedro Lemebel
Nella primavera dell’86, le notti a Santiago del Cile trascorrono funeree, trafitte da spari, grida e luci di camion blindati. La protesta dilaga e, negli empori dei quartieri poveri, dove vendono un quarto di zucchero a credito, la gente si chiede se quello non sia l’anno buono perché la dittatura venga spazzata via.
In uno di questi quartieri, in una casetta macilenta, vive la Fata dell’angolo, un travestito che abita appunto all’angolo della strada. Nelle sue mattine di finestre spalancate, lo si sente spesso cantare “Ho paura torero, ho paura che stasera il tuo sorriso svanisca”. Tutto il quartiere sa che ama intonare vecchie canzoni in falsetto, ricamare tovaglie con cherubini e uccellini per le signore dei quartieri alti, truccarsi come una mammoletta dalle sopracciglia increspate. “Gli manca solo il fidanzato,” bisbigliano dalle case di fronte. Nella sua vecchia soffitta, la Fata dell’angolo però ospita già un ragazzo che le fa battere il cuore: dice di chiamarsi Carlos e di essere uno studente universitario, in realtà è un militante del Fronte patriottico, Manuel Rodríguez, che usa la soffitta per incontrarsi clandestinamente con i suoi compagni di lotta. Finché un giorno, i destini di Carlos e della Fata si incrociano con quello di Pinochet, il dittatore tormentato dagli incubi della sua infanzia e dalla paura della morte.
Nella grande tradizione sovversiva del romanzo latino-americano, sospeso tra la realtà e il sogno, la quotidianità e il mito, Pedro Lemebel narra di un amore proibito che si intreccia con la storia politica di un paese. Lo fa con una prosa sensuale, scoppiettante e malinconica. “A Lemebel non serve scrivere poesie per essere il più grande poeta della mia generazione. Nessuno tocca le profondità dell’animo come lui”. A dirlo è il grande Roberto Bolaño, quindi correte in libreria.
Verso casa di Pat Barker
Dopo dieci, sanguinosi anni la guerra è finita e Agamennone può tornare a Micene. Ma tra presagi di morte e desideri di vendetta, quello che doveva essere un trionfo rischia di trasformarsi in una spietata resa dei conti. Troia giace in rovine fumanti, mentre i Greci vittoriosi riempiono le navi con il loro bottino. Accanto ai tesori saccheggiati ci sono le numerose troiane fatte prigioniere, tra cui la leggendaria profetessa Cassandra, preda e concubina del re Agamennone, e la sua vigile ancella Ritsa, la guaritrice che ha perso tutto ed è ormai solo una schiava.
Ad attendere il rientro della flotta c’è la regina Clitennestra, moglie di Agamennone. Con il cuore a pezzi per la scelta del marito di sacrificare la figlia maggiore agli dèi in cambio di un vento favorevole per Troia, ha trascorso questo lungo decennio a pianificare la rivalsa, in un palazzo infestato da fantasmi. E mentre Cassandra e Clitennestra si avvicinano man mano l’una all’altra, una cosa è certa: questo atteso ritorno a casa cambierà per sempre il destino di tutti. Dopo Il silenzio delle ragazze e Il pianto delle troiane, Pat Barker prosegue con Verso casa nell’impresa di liberare il mito dallo scintillio delle armi e dalle incrostazioni del tempo per renderlo di nuovo profondamente umano.
Vietato morire qui di Elizabeth Taylor
Da poco vedova, la signora Laura Palfrey approda al Claremont, un sobrio hotel londinese popolato da pensionati eccentrici. Tra conversazioni forzate, passeggiate e l’attesa – spesso vana – del nipote che lavora al British Museum, le sue giornate scorrono uguali. Finché l’incontro con un giovane scrittore squattrinato non apre uno spiraglio inatteso: un’amicizia improbabile e preziosa.
Pubblicato nel 1971, Vietato morire qui è considerato il capolavoro di Elizabeth Taylor, tra le grandi voci britanniche del Novecento. Una storia affascinante sulle illusioni della vecchiaia, la solitudine e le possibili forme dell’affetto, resa indimenticabile da personaggi vividi, osservazioni sottili e un’ironia elegante e sofisticata. Viene ripubblicato ora da Blackie Edizioni, con la prefazione di Lorenza Gentile.
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