George Clooney a Venezia riceve il Leone d'Oro alla carriera: 8 curiosità che raccontano come è diventato una star

È difficile immaginare George Clooney prima di George Clooney. Prima dei red carpet, prima degli Oscar, della villa sul lago di Como e di quella naturale eleganza da star della vecchia Hollywood che negli anni è diventata quasi un suo marchio di fabbrica.
Eppure, dietro una delle carriere più riconoscibili del cinema americano, c'è una storia fatta di lavori improbabili, serie televisive dimenticate, occasioni mancate e persino un supereroe che lui stesso non ha mai avuto problemi a criticare.
Una carriera lunga abbastanza da meritargli, oggi, uno dei riconoscimenti più prestigiosi del cinema internazionale.
Questa sera, 2 settembre, durante la cerimonia di apertura dell'83esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, Clooney riceve infatti il Leone d'Oro alla Carriera, con Laura Dern incaricata di pronunciare la laudatio in suo onore.
Un premio che l'attore ha accolto con la consueta ironia: Venezia, ha spiegato, è da sempre il suo festival preferito e ricevere il Leone d'Oro è un enorme onore. Anche se, ha scherzato, "probabilmente significa che sono vecchio".
Questa si trasforma allora in un'occasione perfetta per tornare indietro nel tempo e scoprire alcuni capitoli meno conosciuti della sua carriera. Curiosi?
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Prima di fare l'attore George Clooney voleva diventare un giocatore di baseball
Se le cose fossero andate diversamente, oggi forse conosceremmo George Clooney per tutt'altro motivo. Cresciuto in Kentucky e grande appassionato di baseball, da adolescente sognava infatti di diventare un giocatore professionista.
Nel 1977, a soli 16 anni, partecipò ai provini dei Cincinnati Reds, all'epoca una delle squadre più forti della Major League Baseball. Il contratto, però, non arrivò mai.
Prima di Hollywood ha venduto scarpe da donna (e tagliato tabacco)
Quella di Clooney non è stata esattamente un'ascesa immediata verso Hollywood. Prima di riuscire a vivere di cinema ha fatto diversi lavori: ha venduto scarpe da donna, lavorato come DJ, venduto assicurazioni porta a porta e tagliato tabacco per poco più di tre dollari l'ora.
A 22 anni partì per Los Angeles con circa 300 dollari in tasca e una vecchia Chevrolet Monte Carlo. Aveva però un contatto importante: sua zia era Rosemary Clooney, celebre cantante e attrice americana. Questo non significò, tuttavia, trovare immediatamente le porte di Hollywood spalancate. Lavorò per circa un anno come suo assistente e autista e, lasciata casa della zia, arrivò persino a dormire nello sgabuzzino di un amico mentre raggiungeva in bicicletta i provini.
Prima del successo sarebbero arrivati anni di piccoli ruoli e produzioni fallite. Una gavetta molto più lunga di quanto suggerisca l'immagine dell'attore a cui tutto sembra essere sempre riuscito con estrema facilità.
Prima del successo in ER aveva già interpretato un medico in una serie chiamata E/R
È una di quelle coincidenze che sembrano scritte apposta per una biografia cinematografica. Quasi dieci anni prima di diventare il pediatra Doug Ross in ER - Medici in prima linea, il ruolo che nel 1994 lo avrebbe trasformato in una star internazionale, George Clooney aveva già indossato il camice.
Nel 1984 apparve infatti nella sitcom E/R (sì, il titolo è quasi lo stesso) interpretando un giovane medico di nome Ace. La serie durò soltanto una stagione e non ebbe lontanamente l'impatto del medical drama che sarebbe arrivato un decennio più tardi.
Nel frattempo George Clooney continuò a lavorare soprattutto in televisione, comparendo in serie come The Facts of Life, The Golden Girls e Roseanne. In The Facts of Life, per esempio, interpretava un giovane tuttofare chiamato – curiosamente – George.
Per ottenere ER dovette praticamente andare a cercarsi il ruolo
Il successo di ER non arrivò semplicemente perché qualcuno vide Clooney e decise che sarebbe stato il perfetto Doug Ross. Fu lui a capire quanto quel personaggio potesse essere importante.
Secondo la ricostruzione della Television Academy, Clooney venne a sapere che il progetto era in preparazione, riuscì a procurarsi il copione e iniziò a fare pressione per poter sostenere il provino. Aveva già alle spalle moltissima televisione (ormai aveva partecipato a circa venti pilot mai decollati) ma gli mancava ancora il ruolo capace di cambiare tutto.
Quel ruolo arrivò con Doug Ross. Clooney rimase nella serie per cinque stagioni e il medico pediatra affascinante, ribelle e imperfetto lo trasformò definitivamente in uno degli uomini più famosi della televisione americana. Da lì il passaggio al grande schermo sarebbe stato praticamente inevitabile.
Prima di diventare una star, George Clooney recitò ne Il ritorno dei pomodori assassini
Prima di ER, degli Oscar e dei film di Steven Soderbergh, nella carriera di George Clooney c'è stato spazio anche per un titolo che oggi sembra quasi impossibile associare a una delle star più eleganti di Hollywood: Il ritorno dei pomodori assassini.
Uscita nel 1988, la commedia horror diretta da John De Bello era il sequel del film cult Attack of the Killer Tomatoes! e vedeva un giovanissimo Clooney interpretare Matt Stevens. All'epoca l'attore era ancora lontano dal successo e accettava piccoli ruoli tra cinema e televisione nel tentativo di farsi strada a Hollywood.
Il film non fu esattamente un trionfo della critica (ancora oggi è uno dei titoli peggio recensiti della sua filmografia) ma è diventato negli anni una piccola curiosità per i fan. E soprattutto dimostra quanto lunga sia stata la gavetta di Clooney: sarebbero serviti ancora sei anni prima dell'arrivo di Doug Ross e della fama mondiale con ER.
In South Park ha doppiato un cane (facendo praticamente solo versi)
Forse una delle apparizioni più improbabili della sua carriera è però quella in South Park. Nel 1997, quando era già diventato una delle star televisive più famose d'America grazie a ER, George Clooney prestò la voce a Sparky, il cane di Stan. Il dettaglio più divertente? Il personaggio non aveva praticamente battute: il contributo dell'attore consisteva essenzialmente in versi e guaiti.
Dietro quel cameo c'era però un legame particolare con la serie. Clooney era stato infatti uno dei primi sostenitori del lavoro di Trey Parker e Matt Stone e aveva contribuito a far circolare tra amici e conoscenti di Hollywood The Spirit of Christmas, il cortometraggio che anticipò la nascita di South Park.
E lui stesso, anni dopo, ha continuato a scherzare su quell'esperienza. Durante un AMA su Reddit definì ironicamente il ruolo di Sparky qualcosa che aveva praticamente "completato" la sua carriera.
Perse il ruolo in Thelma & Louise contro Brad Pitt
Prima di diventare amici, colleghi e complici nella saga di Ocean's, Clooney e Brad Pitt si ritrovarono dalla parte opposta di un provino decisamente importante.
Clooney tentò infatti di ottenere il ruolo di J.D., il giovane autostoppista che seduce Thelma in Thelma & Louise. La parte andò invece a un allora quasi sconosciuto Brad Pitt e contribuì a trasformarlo in uno dei nuovi sex symbol di Hollywood. Clooney ha raccontato negli anni quanto gli fosse pesato perdere quell'occasione, al punto da evitare il film per diverso tempo.
Col senno di poi, la sconfitta non sembra avergli fatto troppo male: qualche anno dopo sarebbe arrivato ER, mentre i due avrebbero finito per condividere lo schermo in Ocean's Eleven, Ocean's Twelve, Ocean's Thirteen e, molti anni più tardi, Wolfs.
E poi c'è Batman, il film di cui George Clooney non ha mai smesso di prendersi gioco
Nel 1997 George Clooney era ormai abbastanza famoso da diventare Bruce Wayne in Batman & Robin di Joel Schumacher. Il film, però, è passato alla storia per ragioni decisamente diverse da quelle sperate: stroncato dalla critica, è ancora oggi ricordato come uno dei capitoli più controversi della saga cinematografica dedicata all'Uomo Pipistrello.
Clooney non ha mai cercato di riscriverne la storia. Al contrario, negli anni ha trasformato quel flop in uno dei suoi aneddoti preferiti, scherzando ripetutamente sulla propria interpretazione e riconoscendo apertamente che il risultato non funzionò.
Forse è anche questo uno dei motivi per cui il Leone d'Oro alla carriera sembra arrivare nel momento giusto. Perché quella di Clooney non è stata una filmografia senza errori, ma una carriera costruita attraversando televisione e cinema, commedie e drammi, successi giganteschi e passi falsi, fino a passare dietro la macchina da presa come regista, sceneggiatore e produttore.
Due Oscar, quattro Golden Globe e una serie di film diventati ormai parte della cultura popolare sono arrivati dopo. Il Leone d'Oro alla Carriera di Venezia, dove Clooney presentò per la prima volta un film nel 1998 con Out of Sight e dove negli anni ha vissuto alcuni dei momenti professionali e personali più importanti della sua vita, oggi chiude idealmente il cerchio.
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