Meglio tenere le tapparelle abbassate tutto il giorno o solo nelle ore più calde d'estate? Abbiamo la risposta per voi
Quando fuori la temperatura sfiora i 40 gradi, in casa parte il rito automatico: tapparelle tutte giù, luce azzerata, sperando nel miracolo del fresco. Poi però il termometro interno continua a salire e vi ritrovate a sudare… nel buio.
La buona notizia è che non è colpa vostra, ma di un dettaglio che quasi nessuno spiega: non basta “abbassare le tapparelle”. Conta come e quando lo fate. E sì, esiste una risposta abbastanza netta alla domanda: meglio tutto il giorno o solo nelle ore più calde.
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L’errore delle tapparelle sempre abbassate
L’idea di base è intuitiva: se il sole scalda, io chiudo tutto e mi proteggo. Il problema nasce quando la tapparella viene abbassata completamente, attaccata al vetro, e resta così per ore sotto il sole.
Tra vetro e tapparella c’è un piccolo cuscino d’aria. Se lo sigillate, il sole lo scalda come una serra in miniatura: quella bolla diventa rovente e il calore viene spinto verso l’interno. Alcuni produttori avvertono persino che, con il caldo estremo, si possono danneggiare sia il vetro sia l’avvolgibile.
Per evitarlo, le moderne tapparelle hanno fessure di ventilazione proprio per far circolare l’aria. Gli esperti raccomandano di non ostruirle mai nei giorni più torridi e di lasciare qualche centimetro tra il bordo inferiore della tapparella e il davanzale. Bastano pochi centimetri per permettere all’aria calda intrappolata di sfogare verso l’esterno invece che entrare in casa.
Meglio tapparelle abbassate tutto il giorno o solo nelle ore più calde?
Le linee guida principali dicono tutte la stessa cosa: schermare il sole quando picchia diretto sui vetri, aprire quando fuori è più fresco che dentro.
Tradotto in pratica: non è una guerra contro la luce, ma contro l’irraggiamento solare.
La regola d’oro è semplice:
- tapparelle giù (ma non sigillate) quando fuori fa più caldo che dentro *e* il sole colpisce direttamente la finestra;
- tapparelle su o molto aperte quando fuori è più fresco, soprattutto di notte e all’alba.
Come regolare tapparelle e finestre stanza per stanza
Non tutte le finestre sono uguali. Quelle esposte a sud e ovest, soprattutto ai piani alti, sono le più critiche. In mansarda o con lucernari, poi, il sole colpisce quasi perpendicolare al vetro: qui una tapparella esterna ben usata può cambiare completamente il clima interno.
I produttori di schermature indicano che una tapparella esterna può bloccare fino a oltre il 90% del calore solare incidente sul vetro. Ma questo vale se:
- è abbassata nelle ore giuste,
- non è schiacciata contro il vetro,
- le fessure di aerazione restano aperte.
Piano terra su strada trafficata o poco sicura? Potete tenere la tapparella quasi tutta giù anche di notte, lasciando però comunque spiragli per la circolazione dell’aria e aprendo l’anta a vasistas, se presente. Sul lato nord, dove il sole arriva poco, potete essere più generosi con la luce naturale e meno rigidi con gli orari.
Cinque regole pratiche per non sbagliare
1. Sfruttate il fresco notturno: di notte e alle prime ore del mattino aprite le finestre e alzate (o alzate molto) le tapparelle dove è sicuro.
2. Non aspettate di sentire caldo: abbassate le tapparelle sulle finestre esposte poco prima che il sole arrivi sul vetro, non dopo.
3. Mai sigillare: lasciate sempre aperte le fessure della tapparella e qualche centimetro in basso per evitare l’effetto forno.
4. Coordinare tapparelle e climatizzazione: se accendete condizionatore o ventilatore con tapparelle tutte alzate e sole diretto, state sprecando energia.
5. Non trasformate la casa in un bunker: nelle stanze meno esposte tenete più luce possibile. Il benessere passa anche dalla sensazione di non vivere in una grotta, e le linee guida per gli ambienti di lavoro lo confermano.
Alla fine la risposta è questa: meglio tapparelle abbassate bene, nei momenti giusti, che tapparelle abbassate sempre. Il fresco non dipende dal buio totale, ma da come gestite quei pochi centimetri tra il sole e il vostro vetro.
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