«Dedicato alle escort di Milano»: l'editoriale di Silvia Grilli
Nell’agosto 2024 una giovane donna si è presentata alla polizia. Ha raccontato maltrattamenti, sesso non sicuro, un aborto, sfruttamento. Ha detto: «Ho provato per anni a denunciare. Ho deciso di farlo per il senso di ingiustizia che sentivo, per come venivano trattate le ragazze. Ma ora ho paura». La sua denuncia ha aperto un’inchiesta culminata con quattro arresti e un sequestro di oltre un milione di euro. Quasi cento nomi sono finiti nei fascicoli della Procura di Milano.
Ma quello che è rimasto sui media è una storia pruriginosa da rotocalco. “Le ragazze” sono rimaste sullo sfondo. In primo piano è la caccia frenetica ai nomi dei clienti calciatori. Fiorello ci ha scherzato sopra in diretta. NESSUNO HA RACCONTATO CHE COSA SIGNIFICASSE DAVVERO STARE DENTRO QUEL SISTEMA.
Perché quelle ragazze non andavano e venivano: abitavano nello stabile di Cinisello Balsamo sede dell’agenzia che procurava le escort. Casa e lavoro erano la stessa cosa. Il controllo su di loro era continuo.
NEL SUO NUOVO FILM, LA SPOSA!, MAGGIE GYLLENHAAL HA FATTO LA SCELTA CHE IL NOSTRO GIORNALISMO NON HA VOLUTO FARE. Ha messo al centro della storia Ida, una prostituta che, nella Chicago degli Anni 30, lavora per un boss criminale. La donna viene maltrattata, silenziata, uccisa. La regista ha guardato chi non viene mai visto.
Nel film, Ida è riportata in vita per essere la compagna di qualcun altro. Il suo corpo vale qualcosa. Lei, come persona, no. Ma, senza memoria e senza il patriarcato inculcato dalla nascita, capisce che il sistema è costruito contro di lei. Si ribella in modo caotico, violento, bellissimo. IN UNA SCENA, CHE È IL CUORE POLITICO DEL FILM, PUNTA UNA PISTOLA CONTRO GLI UOMINI INVITATI A UNA FESTA DI LUSSO E LI CHIAMA PER QUELLO CHE SONO: ABUSATORI COPERTI DAL PROPRIO PRIVILEGIO. Per la prima volta, Ida viene vista.
ANCHE LA GIOVANE DONNA CHE HA DENUNCIATO A MILANO HA TRASFORMATO LA RABBIA IN RIBELLIONE. MA È STATA RIDOTTA A UNA BATTUTA, SENZA ESSERE VISTA.
FARE GIORNALISMO È SCEGLIERE A CHI DARE VOCE. IN QUESTO CASO, LA MAGGIORANZA HA SCELTO IL GOSSIP, NON LE RAGAZZE INGABBIATE IN UNO STABILE DI CINISELLO BALSAMO. Eppure quella era l’unica storia che valeva la pena raccontare.
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