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Malattia: l’INPS rivoluziona le visite fiscali. Ecco i nuovi orari e l’errore che azzera l’indennità

Malattia: l'INPS rivoluziona le visite fiscali. Ecco i nuovi orari e l'errore che azzera l'indennità

foto di Grazia.it Grazia.it — 15 Maggio 2026
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Le visite fiscali INPS hanno nuovi orari uguali per pubblici e privati, con controlli anche nei festivi. Ecco quali sono le fasce di reperibilità e quali sono gli errori da non fare

Mettersi in malattia significa anche fare attenzione all’orologio. Con un messaggio ufficiale, l’INPS ha cambiato le fasce di reperibilità per le visite fiscali e ha allineato regole che per anni erano diverse tra pubblico e privato. Risultato: controlli più omogenei, ma anche meno alibi per chi fa finta di dimenticarsi di farsi trovare.

Per voi, che magari il medico in giacca e cravatta alla porta lo avete visto solo nei film, tradurre queste norme in pratica concreta è fondamentale. Perché la malattia resta un diritto, ma le visite fiscali INPS con i nuovi orari portano con sé obblighi precisi, sanzioni non leggere e qualche trucco di autodifesa da conoscere.

Nuovi orari delle visite fiscali INPS: fasce uguali per pubblico e privato

Da quando il Messaggio INPS n. 4640 del 22 dicembre 2023 ha recepito una sentenza del TAR del Lazio, le fasce di reperibilità sono identiche per tutte e tutti. L’orario è dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, sette giorni su sette, compresi sabato, domenica e festivi.

Prima i dipendenti pubblici avevano finestre molto più lunghe, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, mentre nel privato l’obbligo era già limitato a quattro ore. Oggi il quadro è unico: chi lavora come dipendente, sia nella pubblica amministrazione sia in azienda, deve essere reperibile nello stesso identico intervallo.

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Come funzionano i controlli: chi manda il medico fiscale

Dal 2018 il cosiddetto Polo unico dei controlli affida quasi tutte le visite fiscali all’INPS, anche per la maggior parte delle amministrazioni pubbliche. Il medico può arrivare perché l’istituto ha attivato un controllo a campione oppure perché il datore di lavoro, insospettito da assenze strategiche, ha chiesto una verifica specifica.

Secondo i dati INPS più recenti, solo una piccola quota dei certificati di malattia porta a una visita domiciliare, ma il controllo può ripetersi anche più volte nello stesso periodo di assenza. Tradotto: non potete rilassarvi dopo il primo campanello, perché il medico fiscale potrebbe tornare nei giorni successivi.

Quando potete uscire in malattia e chi è esonerato dalla reperibilità

Essere in malattia non vuol dire restare barricati in casa tutto il giorno. Fuori dalle fasce 10-12 e 17-19 potete uscire, sempre che le attività non contrastino con la guarigione. Anche durante gli orari di reperibilità potete allontanarvi per visite specialistiche, esami, terapie, farmacia o altri motivi sanitari, purché documentati.

La parola d’ordine è prove: conservate referti, impegnative, mail di convocazione, scontrini della farmacia. In alcuni casi la legge vi esonera proprio dall’obbligo di reperibilità: patologie gravi con terapie salvavita, invalidità almeno al 67 per cento, infortuni sul lavoro, malattie professionali, gravidanza a rischio, ricovero o day hospital. L’INPS però può sempre controllare la documentazione.

Cosa rischiate se il medico INPS non vi trova a casa

Se il medico fiscale bussa e voi non ci siete, parte una procedura di contestazione. In assenza di una giustificazione valida, l’indennità di malattia viene azzerata per i primi dieci giorni e ridotta del 50 per cento per quelli successivi. Parallelamente il datore di lavoro può aprire un procedimento disciplinare, che nei casi estremi arriva al licenziamento.

Avete dieci giorni di tempo per spiegare perché non eravate in casa, inviando all’INPS e al datore di lavoro tutta la documentazione utile. Meglio muoversi subito: una mail del centro medico, il foglio della prenotazione, perfino lo scontrino della benzina se siete corsi al pronto soccorso possono fare la differenza tra una svista e un taglio allo stipendio.

Il nuovo sistema di controlli prova a tenere insieme due esigenze: tutelare chi è davvero malato e scoraggiare i furbetti del certificato. Per stare tranquille, la ricetta è meno drammatica di quanto sembri: indicate il domicilio giusto, rispettate le fasce 10-12 e 17-19, limitate le uscite non indispensabili e, se dovete spostarvi, fate il pieno di prove.

© Riproduzione riservata

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