Da Esposito a Piras: la mappa dei cognomi più diffusi regione per regione in Italia
Rossi è il cognome più diffuso in Italia, lo confermano i dati Istat e tutte le classifiche nazionali. Ma fermarsi qui farebbe sembrare il Paese un enorme condominio senza differenze. In realtà i cognomi disegnano una mappa finissima di mestieri, santi, paesaggi e dialetti.
Uno studio pubblicato da Preply nel febbraio 2026, basato sulle statistiche del sito Cognomix, ha messo in fila i tre cognomi più diffusi per ciascuna regione, escludendo però i 20 più comuni a livello nazionale. Il risultato è una “foto di famiglia” molto nitida: scorrendo l’elenco potete capire se il vostro cognome è fra quelli che raccontano l’identità della vostra zona.
Come è stato fatto lo studio sui cognomi italiani
Lo studio di Preply ha usato il database statistico di Cognomix per individuare, regione per regione, i tre cognomi con più portatori. Prima, però, sono stati tolti i 20 cognomi dominanti a livello italiano, come Rossi, Russo, Ferrari, Esposito, Bianchi, Romano, Colombo, Ricci, Marino, Greco. Questo filtro permette di far emergere i cognomi “tipici”, quelli che caratterizzano davvero un territorio.
Per ogni coppia regione-cognome è stata calcolata anche l’incidenza ogni 1.000 abitanti. In Sardegna, per esempio, Sanna arriva a circa 4,9 persone ogni 1.000 abitanti, con migliaia di portatori concentrati nell’isola. In Trentino-Alto Adige cognomi come Mair, Co e Pichler superano le 2 unità ogni 1.000 abitanti. Nelle regioni più popolose, invece, anche un cognome molto diffuso ha percentuali più basse: in Lombardia, Riva supera le 7.000 persone ma resta sotto 1 ogni 1.000 abitanti.
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Mappa rapida: i cognomi più diffusi in Italia regione per regione
Ecco, in ordine alfabetico, i cognomi italiani più diffusi per regione secondo lo studio Preply, senza i grandi “classici” nazionali.
Abruzzo: Felice, D’Alessandro, D’Angelo. Basilicata: Grieco, Colangelo, Pace. Calabria: Perri, Ferraro, Romeo. Campania: Sorrentino, Ferrara, Coppola. Emilia-Romagna: Montanari, Barbieri, Fabbri. Friuli-Venezia Giulia: Fabbro, Mauro, Furlan. Lazio: De Santis, Proietti, De Angelis. Liguria: Pastorino, Bruzzone, Parodi. Lombardia: Cattaneo, Riva, Sala. Marche: Moretti, Vitali, Marinelli. Molise: Testa, Lombardi, Iorio. Piemonte: Barbero, Ferraris, Ferrero. Puglia: Leo, Lorusso, Santoro. Sardegna: Piras, Pinna, Sanna. Sicilia: Caruso, Lombardo, Messina. Toscana: Gori, Martini, Innocenti. Trentino-Alto Adige: Co, Pichler, Mair. Umbria: Moretti, Rosati, Proietti. Valle d’Aosta: Favre, Cerise, Valle. Veneto: Trevisan, Sartori, Dalla.
Se il vostro cognome non compare, può comunque essere molto diffuso: semplicemente non rientra nella rosa dei tre più rappresentativi dopo l’esclusione dei “big” nazionali.
Cosa raccontano questi cognomi: santi, mestieri, luoghi e soprannomi
La religione è una matrice fortissima. D’Angelo in Abruzzo deriva dal greco anghelos, “messaggero di Dio”, e si diffonde soprattutto dal XIII secolo, quando il culto degli angeli esplode nella devozione popolare. Nel Lazio troviamo De Angelis, letteralmente “degli angeli”. In Basilicata Pace nasce come nome augurale e richiama la Madonna della Pace o San Paciano. In Puglia Santoro è legato alla festa di Ognissanti. Più dolorosi Innocenti in Toscana e Proietti in Umbria: indicavano spesso bambini abbandonati e accolti negli istituti religiosi dell’Italia centrale.
Un’altra grande famiglia è quella dei mestieri. In Emilia-Romagna Fabbri viene dal latino faber, l’artigiano che forgiava utensili, armi, ferri di cavallo. In Friuli-Venezia Giulia c’è Fabbro, stessa radice. In Piemonte Ferrero nasce da faber ferrarius, il fabbro ferraio specializzato nel ferro. In Molise Iorio risale a Iorius, variante medievale di Giorgio, da gheorgòs, “contadino”: un rimando diretto al lavoro nei campi. In Liguria Pastorino parla da solo e racconta una terra dove l’allevamento ha avuto un peso importante.
Molti cognomi sono una carta geografica tascabile. Messina in Sicilia deriva dall’omonima città, il cui nome greco rimanda alla forma “a falce” del porto. Marinelli nelle Marche porta con sé il mare e i villaggi di pescatori dell’Adriatico. Sala, tipico della Lombardia, potrebbe indicare una corte signorile longobarda o terreni paludosi della Pianura Padana. Valle in Valle d’Aosta è quasi una didascalia del paesaggio alpino. Sorrentino, Trevisan, Lombardo segnalano una provenienza da Sorrento, Treviso, la Lombardia. Poi ci sono i soprannomi: Sanna in Sardegna viene dal termine sardo per “zanna”, forse nato da una caratteristica fisica evidente. Parodi in Liguria, da una possibile radice latina paratus, “pronto”, rimanderebbe a una persona affidabile. Romeo in Calabria, dal greco rhomaios, indicava in origine il pellegrino diretto a Roma.
Migrazioni interne e come scoprire dove il vostro cognome è più forte
Questa mappa racconta le radici, non sempre la distribuzione attuale. Gli studi raccolti dalla Treccani mostrano che molti cognomi nati in Puglia o nel Sud, come Calò, Perrone, Leo, Quarta, Lorusso, oggi hanno i gruppi più numerosi a Roma o Milano. Le grandi migrazioni interne del Novecento hanno spostato intere famiglie, ma i cognomi continuano a tradire l’origine.
Se volete capire dove “abita” il vostro cognome, potete fare così: 1) aprite un sito dedicato alle statistiche sui cognomi, per esempio Cognomix, Mappadeicognomi o Geneanet; 2) inserite il cognome nella barra di ricerca; 3) guardate la mappa per regione, provincia o comune e confrontatela con la classifica qui sopra; 4) fate caso al dato di incidenza ogni 1.000 abitanti, che racconta quanto il cognome sia concentrato in quella zona. Anche se non rientra nei tre cognomi più diffusi della regione, può comunque essere una piccola tessera preziosa del grande mosaico familiare italiano.
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