I film romantici più belli del 2017

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Film romantici 2017: per inguaribili romantici, ma anche per cine-intenditori, ecco le storie d’amore più belle arrivate al cinema nel 2017

Il 2017 è stato un anno particolarmente ricco di film romantici.

Se quello che cercate è un film d'amore in grado di farvi singhiozzare avvolti da una montagna di fazzoletti, qui trovate quello che fa al caso vostro.

Armatevi di gelato, pop-corn e tutte le schifezze che preferite, chiamate gli amici e accendete la tv, vi diciamo quali sono i film d'amore più belli dell'anno.

Da vedere subito se ve li foste persi.

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1 La la land

La La Land, di Damien Chazelle

Se siete tra i pochi fortunati che ancora devono vedere «La La Land», non attendete oltre: tuffatevi in questa bellissima storia d’amore, che ha il ritmo dei musical della vecchia Hollywood, ed è una dichiarazione d’amore assoluto per il cinema da parte del suo regista.

Mia (Emma Stone - premiata come Miglior Attrice Protagonista agli scorsi Academy Awards per questo ruolo) e Sebastian (un incredibile Ryan Gosling) s'incontrano e s’innamorano nel pieno della loro giovinezza e delle rispettive aspirazioni professionali: lui vuole aprire un locale di jazz, lei vuole affermarsi come attrice.

«La La Land» racconta il loro amore in una Hollywood spietata e indifferente, tra la voglia di stare insieme e le difficoltà che però possono nascere anche dai sogni.

2 Moonlight

Moonlight, di Barry Jenkins

Definire «Moonlight» un film romantico può sembrare azzardato.

Eppure - senza entrare nello spoiler - crediamo che il film di Barry Jenkins abbia nella sua trama una delle storie d’amore più belle, interessanti e meglio raccontate del 2017.

Divisa in tre capitoli, la pellicola narra la vita - infanzia, adolescenza e età adulta - di Chiron, un giovane ragazzo di colore cresciuto nei sobborghi di Miami.

Qui, sia grazie sia a causa della comunità in cui vive, viene guidato alla scoperta di se stesso e alla formazione di un io con cui dovrà imparare a fare i conti.

3 La bella e la bestia

La Bella e la Bestia, di Bill Condon

La celebre favola Disney trova la sua versione live-action per il cinema con la regia di Bill Condon («The Twilight Saga: Breaking Dawn» - Parti 1 e 2), ma soprattutto l’interpretazione di Emma Stone (Belle) e Dan Stevens (la Bestia).

Se vi è piaciuto l’originale animato con tanto di canzoni, balletti e coreografie mozzafiato, andate sereni: troverete tutto questo e ancora di più (alcune scene come quella di Lumière che canta «Stia con noi» in questa nuova trasposizione è spettacolare).

Al contrario, se non vi è piaciuto l'originale evitate anche questo, perché il film è molto aderente al cartone animato.

4 La luce sugli oceani

La luce sugli oceani, di Derek Cianfrance

Nonostante sia un titolo un po’ sottotono del regista di «Blue Valentine» e «Come un tuono», il film che ha fatto incontrare e innamorare Alicia Vikander e Michael Fassbender (fra l’altro, era già successo tra Eva Mendes e Ryan Gosling in «Come un tuono»: che Cianfrance porti bene?) è un dramma in costume ambientato alla fine della Prima Guerra Mondiale.

Tom (Fassbender) decide di rifuggire agli orrori della guerra appena terminata, accettando un lavoro come guardiano del faro nell’isolata Janus Rock.

Prima di partire per il suo viaggio incontra Isabel, con cui si sposa e si trasferisce.

L’isolamento, l’impossibilità della donna di avere figlio nonostante il desiderio e una bambina portata dal mare, metteranno a dura prova il loro amore.

Soprattutto quando la madre naturale (Rachel Weisz) incomincerà a capire e a indagare sulla vera identità di quella che i due spacciano come figlia propria.

5 Loving

Loving, di Jeff Nichols

1959, Virginia, Richard Loving (Joel Edgerton) è un uomo semplice, gran lavoratore, bianco, innamorato più di ogni altra cosa di Mildred (Ruth Negga), una giovane ragazza nera.

Sono gli anni in cui la Virginia punisce ancora con il carcere le unioni miste: Richard pensa che basti sposarsi a Washington per superare il problema, ma non è così.

Tornati a casa, i due vengono arrestati, processati e non rimane loro altro che dichiararsi colpevoli, accettando l’esilio imposto di 25 anni in un altro Stato.

La Lega dei Diritti Civili, però, inizia a interessarsi alla loro storia, facendola arrivare fino alla Corte Suprema.

Il caso Loving è una pagina di storia davvero accaduta e il film di Nichols è una sua cronaca fedele.

the big sick

The Big Sick, di Michael Showalter

Interpretato da Kumail Nanjiani e Zoe Kazan, «The Big Sick» racconta la vera storia d’amore tra il famoso stand-up comedian di origini pakistane - che nel film veste i panni di se stesso - e sua moglie Emily V. Gordon.

Prodotto da Judd Apatow, «The Big Sick» è una commedia romantica con una marcata impronta indie, che muove le fila narrative dall’incontro dei due a Chicago, durante uno show che lui sta tenendo in un locale.

Quella che entrambi vorrebbero sia la storia di una notte, si trasforma presto in una relazione.

A complicare le cose, però, ci sono da una parte la famiglia di lui, che lo vorrebbe vedere sposato con una ragazza delle proprie origini, e dall’altra un’improvvisa malattia di lei, che la costringe in coma in ospedale.

«The Big Sick» parla di amore, ma anche d’ integrazione, soprattutto quella delle seconde generazioni che nell’America delle mille opportunità si trovano in bilico tra tradizioni da non dimenticare e nuovi valori a cui fare spazio nelle proprie vite.

battaglia dei sessi

La battaglia dei sessi, di J. Dayton e V. Faris

Con ‘battaglia dei sessi’ vengono chiamate tre storiche sfide del tennis giocate da un uomo contro una donna: 13 maggio 1973 - Bobby Riggs vs. Margaret Court, 20 settembre 1973 - Bobby Riggs vs. Billie Jean King, 25 settembre 1992 - Jimmy Connors vs. Martina Navrátilová.

La più famosa, anche per l’eco mediatico che ne seguì, è la seconda.

Billie Jean King (Emma Stone) è una talentuosa tennista californiana che, negli anni Settanta, si batte perché lei e le sue colleghe, a parità di carriera, percepiscano la stessa retribuzione dei colleghi uomini.

Quando Bobby Riggs (Steve Carell), campione ormai a riposo, le propone una sfida sul campo per dimostrare la ‘superiorità maschile’, Billie accetta creando un caso storico.

Vi direte: e che c’entra con le storie d’amore?

Sposata con Larry King nei non così libertini anni ’70, la campionessa di tennis aveva una relazione clandestina con Marilyn Barnett.

Il racconto della storia d’amore tra le due ragazze è uno degli aspetti migliori del film.

6 allied

Allied - Un’ombra nascosta, di Robert Zemeckis

Più che per il film in sé, «Allied - Un’ombra nascosta» fino a oggi è stato citato dai rotocalchi di tutto il mondo per la presunta tresca tra Brad Pitt e Marion Cotillard che molti hanno additato come la causa di rottura dei Brangelina.

I rumors non sono mai stati confermati, anzi, ma in molti sono corsi a vedere il nuovo film di Zemeckis anche solo per questo.

È il 1942 quando Max Vatan, capitano d’aviazione franco-canadese conosce Marianne Beausejour a Casablanca e si finge suo consorte: l’obiettivo è invitare l’ambasciatore tedesco a un ricevimento e assassinarlo.

Conclusa la missione, tra i due scocca un amore tanto pericoloso quanto travolgente.

7 song to song

Song to Song, di Terrence Malick

Ryan Gosling, Rooney Mara, Michael Fassbender e Natalie Portman sono protagonisti, insieme ad altre star del calibro di Cate Blanchett, Patti Smith e Iggy Pop, di questo nuovo film del regista di «The Tree of Life» e «The New World».

Anche se non capiamo la nuova ‘sindrome da Woody Allen’ che sembra aver colpito l’ormai troppo prolifico Malick, «Song to Song» si dimostra un’altra pellicola introspettiva in cui è ancora il tema del ritorno a farla da padrone.

Siamo a Austin, in Texas, città di musica e case discografiche. BV (Gosling) è un musicista: a una festa a casa di Cook (Fassbender), un produttore senza scrupoli, incontra Faye (Mara).

BV non sa che i due hanno avuto una storia non ancora del tutto conclusa e s’innamora della ragazza.

Durante un viaggio insieme, il triangolo amoroso si complica quando Cook incontra una giovane cameriera (Portman) e decide di sposarla.

le nostre anime di notte

Le nostre anime di notte, di Ritesh Batra (Netflix)

Presentato alla scorsa edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, «Le nostre anime di notte» è tratto dall’omonimo romanzo - se non lo avete mai letto, fatelo prima di guardare il film - di Kent Haruf.

Perfettamente interpretato da Robert Redford e Jane Fonda, il film racconta la storia di un uomo e una donna, entrambi avanti con l'età e vicini di casa, che rimasti vedovi decidono di affrontare le singole solitudini attraverso compagnia e sostegno reciproci.

Tra pregiudizi, invidie e incomprensioni di chi gli sta intorno, i due si scoprono indispensabili l’uno per l’altra.

Il film è disponibile nel catalogo Netflix.

il mio godard

Il mio Godard, di Michel Hazanavicius

Stacy Martin è Anne Wiazemsky. Louis Garrel è suo marito Jean-Luc Godard.

Una delle figure più iconiche del cinema mondiale viene raccontata attraverso gli occhi della donna che lo ha amato.

Il loro rapporto sempre in bilico tra passione e risentimento, il sessantotto e la guerra nel Vietnam sono al centro del nuovo lavoro del regista premio Oscar per «The Artist», Michel Hazanavicius.

Più che una biografia inedita per fan del regista della Nouvelle Vague, «Il mio Godard» è una intrigante storia d’amore che ambisce ad arrivare a un pubblico più ampio.

Peccato allora che molta della sua ironia possa essere apprezzata fino in fondo solo da chi conosce il lavoro di Godard. Per gli altri sarà tiepido intrattenimento.

Victoria e Abdul

Vittoria e Abdul, di Stephen Frears

Il nuovo film di Stephen Frears («The Queen», «Florence») è tratto da una storia vera e racconta l’amicizia tra la Regina Vittoria e Abdul Karim, un giovane ragazzo indiano che, giunto in Inghilterra per il Giubileo d’oro in onore della sovrana(1887), finisce per instaurare con lei un profondo legame di fiducia.

Nonostante non sia né tra le storie femminili più interessanti portate sul grande schermo da Frears né una vera e propria storia d’amore, «Victoria & Abdul» è un film romantico e commovente che ci mostra come la vita sia sempre portatrice di nuove e inaspettate sorprese che è bello accogliere, a qualsiasi età, senza pregiudizi di sesso, rango o età.

il domani tra di noi

Il domani tra di noi, di Hany Abu-Assad

Kate Winslet e Idris Elba sono protagonisti di questo love story drama tratto dall’omonimo romanzo di Charles Martin e diretto da Hany Abu-Assad («Omar»).

Ashley è una scrittrice e deve prendere un aereo per arrivare al suo matrimonio.

Ben è un medico e deve tornare a casa da una conferenza.

Quando viene annunciata la cancellazione del loro volo, i due decidono di noleggiare insieme un piccolo aeroplano.

Già in volo, il loro pilota accusa un malore e il velivolo precipita su una montagna innevata.

Isolati da tutto e da tutti, oltre che feriti, Ashley e Ben devono capire come scendere la montagna per salvarsi, mentre tra di loro nasce una forte intesa. 

Nonostante tutti i fan di Kate Winslet si domanderanno come cavolo è arrivata a interpretare questo film, gli appassionati dei melodrammi romantici avranno pane per i propri denti con il plus di un cast formidabile.

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Dove hanno girato Love Story? Le location dietro l'amore tra JFK Jr. e Carolyn Bessette

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Se volete tuffarvi nella storia d'amore di Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette ecco tutte le location in cui andare a NYC (e non solo)

Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette, serie tv in esclusiva su Disney+, mette al centro non solo la relazione tra i due protagonisti, ma i luoghi che ne hanno definito l’immagine.

Con Sarah Pidgeon, Paul Anthony Kelly, il lavoro del produttore esecutivo Brad Simpson e del costumista Rudy Mance, la New York degli anni ’90 viene ricostruita attraverso spazi iconici e fedelmente reinterpretati.

** John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette: la loro “Love Story” nella nuova serie su Disney+ vi piacerà, parola nostra **

Le location di Love Story

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Quando gli spazi diventano racconto

Il loft di Tribeca, passeggiate con il cane Friday, gli uffici minimal di Calvin Klein, i ristoranti storici downtown, i club della nightlife anni ’90, l’appartamento di Jackie sulla Fifth Avenue, il compound di Hyannis Port.

Ogni location costruisce l’immaginario della serie: cemento e vetrocemento, palette neutre, interni stratificati, atmosfere glamour ma misurate.

n Love Story le case, gli uffici e i ristoranti non sono solo scenografie decorative ma strumenti narrativi. Raccontano potere, stile, esposizione mediatica e quell’equilibrio fragile tra privato e pubblico che ha trasformato JFK Jr. e Carolyn Bessette-Kennedy in un’estetica prima ancora che in una coppia.

Lavoro & Minimalismo

Calvin Klein HQ – Carolyn lavorava qui prima di diventare una Kennedy. La serie ricostruisce gli uffici newyorkesi con palette neutra, linee essenziali, superfici in metallo e marmo: un manifesto del minimalismo anni ’90.

Questo spazio riflette lo stile silenzioso e sofisticato di Carolyn, che nasce come icona fashion anche attraverso l’ambiente lavorativo.

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Tribeca Glam

Panna II - Nel primo episodio li vediamo a cena in quello che sembra lo storico ristorante indiano dell’East Village, illuminato da fili di lucine colorate. Non è certo che sia stato davvero il loro primo appuntamento, ma la scena restituisce perfettamente l’atmosfera spontanea e giovane della New York di quegli anni.

The Odeon - Brasserie francese aperta nel 1980 a Tribeca. Ritrovo di artisti, scrittori e attori, spesso frequentata anche dal cast di Saturday Night Live. Carolyn adorava l’hamburger con spinaci saltati al posto delle patatine. Perfetto anche per un Martini seguito da doughnuts o profiteroles.

Bubby’s – Brunch spot storico aperto nel 1990. JFK Jr. ordinava oatmeal e café latte, Carolyn preferiva il matzo ball soup o piatti più leggeri. Frequentavano il locale con amici o in coppia, con una presenza discreta ma sempre riconoscibile: un rituale mattutino che racconta la loro quotidianità tra stile e semplicità.

Loft di Tribeca – Gran parte della storia si svolge al 20 North Moore Street. Gli interni sono ricostruiti in studio, rispettando la pianta originale. Cemento, acciaio, vetrocemento e grandi open space: uno stile “fratty” nella realtà, più chic per la serie. Lampade iconiche, tavoli scultorei e sedute vintage raccontano la doppia anima di JFK Jr.: erede di una dinastia politica ma uomo urbano e contemporaneo.

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Nightlife & Fashion

Mudville 9 – Dive bar iconico di Tribeca, teatro di feste e party notturni. La coppia vi andava per chiudere la serata dopo cene ed eventi, godendosi il ritmo della città senza eccessi, tra amici e musica dal vivo.

C.O. Bigelow – Storica farmacia di Greenwich Village, dove Carolyn comprava i celebri cerchietti Charles J. Wahba. Piccoli acquisti quotidiani che mostrano la loro vita “normale” tra lavoro e mondanità, sempre con stile impeccabile anche negli spazi più semplici.

I loro ristoranti preferiti (ancora aperti oggi)

Walker’s – Taverna di quartiere aperta nel 1987, accanto al loro loft. Burger leggendario, atmosfera rilassata: un rifugio semplice in una zona già allora in trasformazione.

Nobu – Sushi e cucina giapponese contemporanea firmati Nobu Matsuhisa, fondato con Robert De Niro e Drew Nieporent. Cena sofisticata, luogo perfetto per una coppia raffinata.

Indochine – Ristorante franco-vietnamita di Noho, storico ritrovo fashion. Carolyn vi fu fotografata più volte tra eventi mondani e cene private.

L’appartamento di Jackie Kennedy

Totalmente opposto al minimalismo di Carolyn, con pattern, marmi, tappeti e opere d’arte. La serie alleggerisce l’impatto visivo, scegliendo tonalità cipria, pesca, beige e avorio. Simbolico “passaggio di testimone” tra le due donne più importanti nella vita di John, che non si incontrarono mai.

Hyannis Port: il mito del compound Kennedy

Le riprese si sono svolte a Bellport, Long Island, trasformando una villa sul mare in una versione romantica e cinematografica della residenza storica. Cancello bianco, vialetto in ghiaia, bandiera americana: ogni dettaglio rafforza la dimensione mitica del racconto.

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John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette: la loro “Love Story” nella nuova serie su Disney+ vi piacerà, parola nostra

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In streaming dal 13 febbraio, la serie prodotta da Ryan Murphy, ripercorre una delle storie romantiche più invidiate e tragiche d’America

Il 13 febbraio fa il suo debutto su Disney+ con i primi tre episodi Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette. Prodotta dall’uber-prolifico Ryan Murphy (American Horror Story), la serie ripercorre la storia romantica tra l’erede di casa Kennedy, figlio di John Fitzgerald e Jacqueline, interpretato da Paul Anthony Kelly, e Carolyn Bessette, carismatica e talentosa PR che a lungo ha militato al fianco di Calvin Klein. Nella serie Carolyn ha il volto della magnetica Sarah Pidgeon. 

Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette inizia dalla fine, per poi tornare indietro al primo incontro tra i due e alla parabola romantica della loro invidiatissima storia. Nella serie ci sono il lavoro di lei per Calvin Klein, le sue passioni, il suo innato talento per la moda, quella spontaneità che farà breccia nel cuore di uno degli scapoli più potenti d’America. Ci sono il peso del cognome di lui, la famiglia, la pressione dei media. C’è New York, spttacolare e bellissima, vissuta nella sua frenesia creativa e nel suo benessere più invidiabile. 

Love Story debutta in streaming il 13 febbraio su Disney+ con le prime 3 puntate, seguite da un episodio alla settimana ogni venerdì. Quello dedicato a JFK Jr. e a Carolyn Bessette è il primo capitolo di una nuova serie antologica che rivive, proprio in pieno stile Ryan Murphy, le grandi storie d’America, in questo caso romantiche. La serie è tratta dal libro Once Upon a Time di Elizabeth Beller che, pubblicato ormai un paio di anni fa, ha raccontato diversi dettagli fino ad allora inediti della relazione tra i due. 

Love Story

Di cosa parla Love Story

Quella tra John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette è stata una storia romantica che ha ammaliato l’America. Lui, figura regale e scapolo d’oro, era già una vera celebrità mediatica quando conosce lei, bellissima e volto noto della New York della moda per essere passata in pochissimo tempo da venditrice a figura creativa di spicco in Calvin Klein.

Lui, assoggettato al suo nome; lei, indipendente e libera. Si conoscono a una festa e scatta subito un amore destinato a essere indissolubile. La loro storia inizia, gli occhi della nazione di catalizzano su di loro, le attenzioni dei media si intensificano rischiando di separarli.

Il tragico epilogo della loro storia romantica è noto - i due moriranno in un incidente in elicottero nel 1999 - ed è qui che il racconto inizia per poi ripercorrerla tutta.

Il peso di essere un Kennedy quando vorresti solo essere “normale”

La passione dei media per JFK Jr. è uno degli elementi su cui la serie mette l’accento. I giornali gli dedicano copertine e qualsiasi cosa faccia è sempre sotto gli occhi di tutti. Sono i media che diventano, in più casi della relazione con Carolyn, un elemento di disturbo e quasi di rottura.

Essere un Kennedy per John è un plus, per i privilegi di cui gode, ma anche un peso. La madre Jaqueline, interpretata dalla sempre eccellente Naomi Watts, suggerisce a più riprese che è una condizione con cui non si può non fare i conti ma che, gli suggerisce, non deve diventare un giogo, soprattutto in amore. 

Love Story

Carolyne Bessette, la moda, Calvin Klein e New York

La serie è una ricostruzione piuttosto fedele e accurata della storia dei due prima, durante e dopo il loro incontro. La parte che più ci coinvolge nella visione è scoprirne il dietro le quinte.

Se la storia personale e gli ambienti che frequenta John rispecchiano il suo status lasciandoci a bocca aperta, la parte più interessante è quella che riguarda Carolyn e il suo lavoro nella moda, tra mansioni, feste, la sua amicizia con Calvin Klein e un modo di vivere New York da favola.

È una serie stilosissima perché loro due lo erano e quindi la riproduzione pressoché fedele dei loro gusti in fatto d’abbigliamento è bastata. Il costumista Rudy Mance - noto collaboratore di Murphy - a proposito, ha affermato di aver cercato pezzi autentici soprattutto per i look di Carolyn, consapevole dell’importanza che gli spettatori avrebbero attribuito alla sua figura e alla coerenza estetica. 

Love Story

A chi piacerà Love Story e perché

Love Story vi piacerà perché è una meravigliosa storia romantica vera e perché racconta un pezzo di storia americana. La coppia Kennedy-Bessette è sempre stata molto in vista e chiacchierata e per questo molto riservata sul proprio lato più intimo e personale.

Rimane celebre la loro scelta di sposarsi con una cerimonia riservatissima (il 21 settembre 1996), alla presenza solo di una cinquantina di invitati a Cumberland Island in Georgia.

Anche dei loro tre anni di matrimonio, tra una passione mai estinta ma anche tanti attriti causati dalla reciproca visibilità, non si è mai saputo moltissimo e questa serie offre uno sguardo completo e senza precedenti sugli accadimenti. 

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Cime tempestose non è Cime tempestose. E non basta Jacob Elordi a salvarlo

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Cime tempestose di Emerald Fennell è la versione pop-hot del classico di Emily Brontë, da cui però si allontana troppo, privandolo del cuore

Lo chiameremo Cime tempestose di Emerald Fennell.

Perché se è vero che gli adattamenti cinematografici non devono di continuo essere paragonati ai romanzi da cui sono tratti, qui c’è un problema di fondo legato ai principi narrativi con cui nascono uno e l’altro.

Il Cime tempestose di Emily Brontë è un romanzo che parla di un’ossessione, di un amore “tossico”, di una relazione che non si concretizza mai portando alla distruzione i suoi protagonisti.

Quello di Emerald Fennell è un racconto erotico in stile Harmony dove i due personaggi principali, Catherine Earnshaw interpretata da Margot Robbie e Heathcliff da Jacob Elordi, inseguono l’happy end della loro attrazione in un gioco erotico che viene portato avanti dalla regista per tutto il film e ha un compimento (plurimi compimenti… quindi se ci andate perché siete fan di Jacob Elordi o di Margot Robbie, la visione avrà di sicuro un senso per voi). 

Cime tempestose è un romanzo che meriterebbe una serie. La prima parte è dedicata al rapporto tra Heathcliff e Catherine, mentre la seconda - che al momento non ha trovato posto nelle trasposizioni - è la storia delle seconde generazioni della loro famiglia.

Anche il film di Emerald Fennell si ferma alla prima parte, concentrandosi quindi su quella che trasforma in una storia romantica di due giovani che sono cresciuti insieme, imparando a conoscersi, a capirsi e ad amarsi in modo totale (“Lui è me più di me stessa” dice Catherine in una delle frasi più celebri, che a breve diventerà un meme per qualche dedica romantica). 

Catherine è una ragazza intelligente e capricciosa che sa di avere sulle spalle la parabola discendete della sua famiglia, con il padre che si è indebitato tra gioco e alcol.

Heathcliff è un trovatello che Mr. Earnshaw ha deciso di adottare e che, una volta cresciuto, lavora nella casa di famiglia, chiamata Cime tempestose, come tuttofare.

Siamo nella campagna inglese dell’Ottocento. Il loro è un rapporto impari per il tempo, ma nato da un legame così forte che, non risolto nel libro, porterà follia e violenza. Questa base narrativa nel film si dissolve completamente.

L’intento della regista quindi sembra alla fine solo quello di usare il nome, le atmosfere e la coppia cult del romanzo per costruire un’altra storia, di tormento passionale e sfortune romantiche con due attori super hype. 

Quella di Emerald Fennell non è una versione moderna del classico (Romeo+Giulietta di Luhrmann lo era e ancora oggi, a trent'anni dalla sua uscita, è un film pazzesco). È un'altra versione del classico.

È una proiezione emotiva di come probabilmente la regista, da fan, voleva sarebbe finita la storia. Ma non è Cime Tempestose

Cime tempestose

L’erotismo in Cime tempestose di Emerald Fennell

Dalla scena d’apertura dell’impiccagione - fra l’altro, una delle più belle del film, con il sottofondo musicale pazzesco di House di Charli xcx con John Cale - in avanti, il film è zeppo rimandi sessuali. Ogni inquadratura - dalla bava di lumaca alle figure rinchiuse in un libro - ci ricorda che siamo lì per quello. Sesso.

Quindi tutta la narrazione più che sulla parabola emotiva tra Catherine e Heathcliff si concentra su quella erotica. Parabola che viene traslata anche sul rapporto che Catherine ha con il marito Mr. Linton, molto casto-tradizionale, e che Heathcliff avrà con Isabella, di sottomissione di lei.

E anche se proviamo a fregarcene che nel romanzo invece nessuno di loro fa nulla, ma proprio nulla, tipo manco si toccano, e invece qui a un certo punto fanno solo quello, e che lui ha le fattezza di Jacob Elordi, arriviamo a non poterne più perché non rimane nulla nemmeno di non detto o di non visto, nemmeno a stuzzicarci la fantasia (non a caso la scena più erotica del film è quella di loro due nella stalla). 

Cime tempestose

La musica di Charli xcx, ma non solo: cosa salviamo del film di Emerald Fennell

Cime tempestose è ambientato nella campagna dello Yorkshire. Nella sua trasposizione, Emerald Fennell ricostruisce con un piglio registico originale, quasi da videoclip, i luoghi in cui si svolge la vicenda: dalle due case, Cime tempestose (residenza degli Earnshaw) e Thrushcross Grange (residenza dei Linton), alla brughiera che ritorna in tutta la sua cupa atmosfera, carica di freddo e nebbia.

** Una notte nelle brughiere di "Cime Tempestose": la camera da letto di Cathy è su Airbnb **

Molto carine anche le parti in cui Emerald Fennell racconta gli scherzi che si fanno Heathcliff e Catherine: una parte della loro infanzia che portano avanti da adulti. Interessante, inoltre, l’interpretazione netta che la regista dà alla figura di Nelly Dean (Hong Chau), la domestica di casa Earnshaw e poi Linton, che nel libro è la voce narrante. Nelly è una figura che per molti lettori non ha una collocazione precisa - è lei la responsabile dell’allontanamento di Heathcliff? - mentre nel film di Emerald Fennell è un personaggio che ha un ruolo fondamentale in tutta la storia (e per molti aspetti ci fa rivalutare anche passaggi del romanzo…). 

La colonna sonora è perfetta: dai pezzi scritti da Charli xcx per il film a cult di Kate Bush, David Bowie, Noah Cyrus, ma non solo, la musica aderisce magnificamente sulla resa visiva del film e sulle sue atmosfere. 

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Cosa resterà di Cime Tempestose di Emerald Fennell?

Di sicuro Jacob Elordi e Margot Robbie, entrambi meravigliosi. Lui è un Heathcliff fin troppo bello e innamorato, a cui manca tutta quella parte di cattiveria, vendetta e grezzume che ci saremmo aspettati dal personaggio originale, ma come ormai avrete capito, il film non era quella la direzione che voleva prendere. Lei come Catherine invece è più aderente all’originale in tutto. Insieme sono pazzeschi.

Speriamo che non rimanga questa come versione di trama del titolo di Emily Brontë. In molti andranno a vederlo e il rischio è che pensino che la storia del romanzo sia questa: ci sono delle aderenze, ma finisce lì. Quello originale è un racconto cupo, violento, che non ha nulla a che fare con il romanticismo pop e i pruriti sessuali. È un classico moderno, molto disturbante, anche riletto oggi.

Non è questione di Gen Z che ha difficoltà a leggere il classico - come si è sentito su TikTok in queste settimane - o di Millennials che l’hanno letto, di chi lo amerà e di chi no “ma per fortuna c’è Jacob Elordi…”. Il problema è chiamare Cime tempestose un film che di quel titolo non ha l’essenza.

Quindi andate al cinema, godetevelo come una love story interessante da vedere a San Valentino, ma poi speriamo che nelle vostre menti rimarrà come “quel film in costume con Margot Robbie e Jacob Elordi”. Poi leggete il libro e capite che è tutta un'altra storia. 

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Questi 5 attori si sono rifiutati di tornare nella serie Bridgerton

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Da Regé-Jean Page a Phoebe Dynevor, tutte le scelte che hanno cambiato il cast di Bridgerton stagione dopo stagione

Ogni stagione di Bridgerton porta con sé nuovi protagonisti, nuove storie d’amore e - inevitabilmente - nuove assenze.

Fa parte della natura stessa della serie prodotta da Shondaland: ogni stagione cambia protagonista, rimescola le dinamiche e sposta il focus narrativo all'interno della famiglia Bridgerton. Eppure, non tutte le uscite di scena vengono percepite allo stesso modo dal pubblico.

Alcuni addii sono stati silenziosi, altri annunciati con grande chiarezza, altri ancora accompagnati da dichiarazioni che hanno acceso il dibattito tra fan e addetti ai lavori. Dietro la decisione di non tornare ci sono motivazioni diverse; ma il risultato è che, stagione dopo stagione, il cast della serie si è trasformato, lasciando indietro personaggi amatissimi o controversi, ma sempre centrali nell’immaginario collettivo. 

Ecco allora cinque attori che hanno scelto di non tornare (o di farlo solo marginalmente) in Bridgerton, spiegando (più o meno apertamente) il perché.

**8 serie da vedere se vi è piaciuto Bridgerton**

**10 curiosità su Bridgerton che (probabilmente) non sapete**

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Regé-Jean Page, che ha interpretato Simon Basset 

È il caso più emblematico. Dopo il successo travolgente della prima stagione di Bridgerton, Regé-Jean Page è diventato una star globale nel giro di poche settimane. Il suo Simon Basset, duca di Hastings, ha catalizzato l’attenzione del pubblico (soprattutto di quello femminile), rendendo la sua assenza dalla seconda stagione impossibile da ignorare.

L’attore ha però chiarito più volte che la decisione era stata presa fin dall’inizio: «Mi ero iscritto per un arco narrativo di una stagione» ha spiegato in un’intervista. «Simon aveva una storia completa: entrava, viveva il suo conflitto, trovava l’amore ed era libero».

Nessun ripensamento, dunque, né ritorni strategici: Page ha scelto di voltare pagina e concentrarsi su nuovi progetti, da Hollywood al cinema d’autore.

Phoebe Dynevor, che ha interpretato Daphne Bridgerton

Se Simon è scomparso di colpo, Daphne ha fatto un’uscita più graduale. Phoebe Dynevor è tornata brevemente nella seconda stagione, ma ha poi confermato di non essere coinvolta nei capitoli successivi di Bridgerton. Anche in questo caso, la motivazione è narrativa prima ancora che personale.

«La storia di Daphne era completa» ha dichiarato l’attrice. «Ha avuto il suo lieto fine, ed è giusto così».

Phoebe Dynevor ha poi ammesso di essere una grande fan della serie, ma di sentirsi pronta a esplorare ruoli diversi. Un addio elegante, coerente con il personaggio che ha contribuito a rendere la serie un fenomeno globale.

Charithra Chandran, che ha interpretato Edwina Sharma 

La seconda stagione ha ruotato attorno al triangolo amoroso tra Anthony, Kate ed Edwina Sharma. Ma, una volta concluso quel capitolo, Charithra Chandran, che ha interpretato Edwina, ha chiarito che non tornerà stabilmente nel mondo di Bridgerton.

«La storia di Edwina è arrivata a una conclusione naturale», ha spiegato.

L’attrice ha sottolineato come il personaggio abbia trovato una nuova consapevolezza e un nuovo inizio lontano da Londra, rendendo superfluo un ritorno. Anche qui, nessun drama: solo una scelta coerente con l’arco narrativo.

**Jonathan Bailey racconta il destino di Anthony nella quarta stagione di Bridgerton**

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Ruby Barker, che ha interpretato Marina Thompson 

Più complessa e dolorosa è stata l’uscita di scena di Ruby Barker, interprete di Marina Thompson. Presente nelle prime due stagioni di Bridgerton, il suo personaggio aveva una traiettoria narrativa oscura e irrisolta, che ha diviso il pubblico.

La stessa Barker ha raccontato pubblicamente le difficoltà vissute durante e dopo l’esperienza nella serie, parlando apertamente di salute mentale. «Non mi sono sentita supportata» ha detto in un’intervista, spiegando che il periodo successivo a Bridgerton è stato particolarmente duro.

Il suo ritorno non è mai stato annunciato, e la sua storia sembra essersi chiusa definitivamente fuori scena.

Jessica Madsen, che ha interpretato Cressida Cowper 

Diverso, e più sorprendente, il caso di Cressida Cowper. Per tre stagioni è stata una presenza fissa: antagonista, provocatrice, spesso sopra le righe. Nella terza stagione, però, Bridgerton le ha regalato una backstory più profonda e ambigua, culminata in un finale amaro.

Jessica Madsen ha lasciato intendere che il suo percorso nella serie potrebbe essersi concluso, spiegando di aver dato tutto al personaggio. «Cressida è stata intensa, complessa, e raccontarla è stato un viaggio», ha detto. Un addio che lascia il segno, proprio perché arriva nel momento di massima complessità narrativa.

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