I vestiti perfetti per l'estate? Quelli che valorizzano la body shape

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I vestiti estivi sono la quintessenza della comodità! Sceglieteli rispettando la forma del vostro corpo e non vorrete indossare altro. Scommettiamo?

I vestiti estivi, si sa, sono i migliori amici delle donne. "Ma come, non erano i diamanti?", vi starete chiedendo. Forse, ma in modo differente.
Sì, perché d'estate un bell'abitino è davvero il massimo: lo si seleziona in base all'occasione tra i tanti presenti nell'armadio, lo si indossa con un solo gesto et voilà… si è già bell'e pronte per calcare le scene, qualsiasi esse siano!
E quindi alzi la mano chi non ama infoltire il proprio "parco-vestiti" di stagione calda in stagione calda, per avere sempre a disposizione nuovi passe-partout da sfoderare in ogni situazione.

Ma qual è il modo migliore per scegliere tra le tante proposte che ogni estate animano le diverse collezioni? Certo: occasione, stile e gusti personali sono punti fondamentali da tenere sempre in considerazione, ma non sono i soli parametri da tenere d’occhio. Già, anche in questo frangente infatti la soluzione migliore è quella di selezionare i propri vestiti in base alla body shape, ovvero prestando particolare attenzione alla forma del proprio corpo e puntando sui capi più valorizzanti.

Per facilitarvi nella missione (spoliler: assolutamente possibile!) denominata "caccia al vestito perfetto", abbiamo pensato di preparare un vademecum con le dritte fondamentali per fare all-in sugli abiti giusti - una body shape alla volta - il tutto accompagnato da una nostra selezione tratta dai best of delle collezioni spring-summer 2021. Pronte a scoprire quali vestiti fanno davvero al caso vostro?

Vestiti per body shape a clessidra

Un piccolo indizio: tra le 5 body shape è considerata la più equilibrata e femminile. Avete già indovinato? Parliamo della silhouette a clessidra, ovvero quella forma che ha fianchi e ampiezza interna delle spalle sulla stessa linea, un vitino "da vespa" ben segnato e un décolleté che va dal medio al prosperoso. Insomma, ricalca le forme sinuose - guarda che caso! – proprio di una clessidra.

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Se, come la bella Scarlett Johansson, vi riconoscete in questa forma di fisico il vostro obiettivo sarà solo quello di non nascondere la vostra silhouette, ma di valorizzarla ben consapevoli del suo equilibrio perfetto.
Pochi paletti insomma, solo un consiglio per le clessidra: fate sempre del vostro punto vita e della vostra sinuosità autentici punti di forza.

Bene, ecco come si traduce tutto questo in vestiti. Molto azzeccati i wrap dresses, come il modello di Guess, o gli abiti midi con scollo a V e gonna a campana che funzionano per ripetizione replicando la forma a clessidra, specie se con tessuti fluidi e leggeri come il satin.

Da includere assolutamente nel guardaroba anche i vestiti con scollo a cuore che si stringono in vita con un'allure un tipicamente rétro. Fidatevi: non ve ne pentirete! Infine, siete tra le fortunelle che possono permettersi senza batter ciglio tubini attillati e slip dress scivolati: sarebbe un peccato non approfittarne, non vi pare?

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Mini dress a portafoglio in satin GUESS
Credits: guess.eu

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Slip dress ZARA
Credits: zara.com

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Abito con scollo a cuore PRADA
Credits: mytheresa.com

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Abito canotta a coste ARKET
Credits: arket.com

Vestiti per body shape a triangolo (o pera)

La cosiddetta forma a triangolo (detta anche "a pera") è quella che presenta un upper body piuttosto esile e un punto vita ben evidente, a fronte di un lower body più pieno. In questa body shape infatti il peso si concentra tipicamente su fianchi e cosce, il che conferisce alle "donne triangolo" una sinuosità simile a quella delle clessidra, ma con un disequilibrio più o meno evidente tra il busto e la parte inferiore del corpo a cui prestare un po' di attenzione.

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Se come la favolosa J.Lo tenete alto lo stendardo della body shape a triangolo, ecco la vostra mission: aggiungere volume sull'upper body e restare più asciutte sui fianchi, in modo da ricreare un equilibrio visivo tra "sopra" e "sotto". Insomma, un gigantesco sì va a tutti gli abiti che presentano elementi un po' bold nella parte superiore e risultano più lineari nella parte inferiore.

Funzionano alla grande dunque tutti quei vestiti che hanno rouches, volant, fiocchi o maniche a sbuffo a regalare enfasi nella zona di spalle e busto per poi ricadere lisci sui fianchi.

Molto bene anche gli abiti strutturati (magari con spalline o applicazioni extra) nella parte alta e che sottolineano con determinazione il punto vita (vostro grande punto di forza). State invece alla larga da tutti i vestiti che presentano elementi aggiuntivi e volumizzanti sui fianchi - come tasconi o pince - e nessuno si farà del male!

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Long dress con volant all'altezza delle spalle DOLCE & GABBANA
Credits: dolcegabbana.com

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Vestito senza spalline con maxi-balza H&M
Credits: hm.com

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Vestito strutturato con maniche a sbuffo ZIMMERMANN
Credits: luisaviaroma.com

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Mini dress con spalline sottili e volant sull'upper body SISLEY
Credits: sisley.com

Vestiti per body shape a mela (o triangolo inverso)

La body shape a mela (o triangolo inverso) è una forma di fisico che presenta un upper body più voluminoso - con seno, braccia e addome più morbidi - e un lower body marcatamente più esile e asciutto.

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Vi riconoscete in questa silhouette come la bella Catherine Zeta Jones? Bene, che l'operazione "riequilibrare busto e fianchi" abbia inizio!
In questo caso si dovrà ragionare in modo diametralmente opposto rispetto al fisico a triangolo e aggiungere volume sui fianchi valorizzando le gambe, stando attente invece a slanciare adeguatamente la parte superiore del corpo.

Ed eccoci alla pratica. Puntate dritte su vestiti monospalla, con scolli profondi a V o con maniche a kimono (tutti elementi dal super-potere allungante e snellente) e dite "sì" senza riserve a mini dress che lascino le gambe in bella mostra (vostro grande punto di forza).

Molto bene anche incroci e drappeggi tattici nella zona dell'addome (a proposito: il tubino firmato Marella è perfetto!) e gli abiti che riescono ad aggiungere enfasi ai fianchi grazie ad applicazioni o a plissé nella zona della gonna. Bene, ora che avete tutte le istruzioni per l'uso della vostra body shape non vi resta che scegliere…non credete?

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Mini dress monospalla con drappeggio sul fianco VICTORIA BECKHAM
Credits: farfetch.com

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Tubino con scollo a V e drappeggio MARELLA
Credits: marella.com

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Abito monospalla con gonna plissé PINKO
Credits: pinko.com

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Mini dress con scollo a V e maniche a kimono NANUSHKA
Credits: nanushka.com

Vestiti per body shape a rettangolo

Spalle, vita e fianchi sono visivamente sulla stessa linea. Di quale forma di fisico staremo mai parlando? Ma del rettangolo ovviamente, una body shape tendenzialmente asciutta e decisamente la più androgina tra le 5 silhouette.

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Se vi riconoscete in questa descrizione, allora sì: avete una body shape a rettangolo come la deliziosa Keira Knightley e il vostro obiettivo principale sarà quello regalare sinuosità alle linee del corpo, aggiungendo strategicamente volume qua e là e cercando di segnare il punto vita. Oppure potrete sceglie di rispettare la vostra androginia, ma ricordando sempre di aggiungere un po' di morbidezza extra all'insieme.

Quali vestiti scegliere? In questo caso partiamo dalle fantasie: stampe con disegni e pattern tondeggianti sono decisamente una manna per voi, così come le nuances piene e decise che risultano più "riempitive". Lo stesso dicasi per i tagli: prediligete abiti con linee morbide e curve a quelli con dettagli marcatamente squadrati. Ne consegue che sulle figure a rettangolo funzionino alla grande scolli tondi, a barca oppure all’americana ed elementi come balze e merletti dai bordi stondati.

Se desiderate un look che regali molta morbidezza all'insieme un grosso sì va a vestiti ricchi di elementi volumizzanti - come rouches e volant - mentre se siete alla ricerca di un abito più lineare puntate dritto sulle forme ad A e non resterete deluse (perfetti i mini dresses anni 60 oppure le varianti a polo). Infine, evitate abiti stretch o comunque troppo attillati che rischierebbero di enfatizzare la forma a rettangolo e sarete praticamente a cavallo.

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Abito con scollo all'americana e balza tondeggiante ELISABETTA FRANCHI
Credits: elisabettafranchi.com

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Abito flower print con volant e scollo tondo TORY BURCH
Credits:mytheresa.com

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Mini dress con taglio a trapezio MAX & CO.
Credits: maxandco.com

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Abito polo con scollo dalla linea tondeggiante GUCCI
Credits: gucci.com

Vestiti per body shape ovale

Upper body spiccatamente più importante e tondeggiante del lower body, specie nella zona dell'addome? Potreste avere una body shape ovale, ovvero quella forma di fisico caratterizzata da seno prosperoso, assenza di punto vita e peso che tende ad accumularsi su pancia e braccia.

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Se avete questo tipo di silhouette, come la bella Selena Gomez, la mission consisterà principalmente nell’assottigliare e slanciare il più possibile il busto e nell'andare a caccia del punto vita, camuffando l'addome (vostro vero "punto debole").

Ma veniamo al sodo: come raggiungere l'obiettivo? Evitate tanto i vestiti troppo fascianti quanto quelli troppo over e a taglio dritto, che rischierebbero di aggiungere volume extra indesiderato. Molto bene invece abiti fluidi, che cadano morbidi e accarezzino la figura, meglio se in tessuti matte e in sfumature o fantasie non troppo sgargianti.

In quanto alle linee funzionano divinamente gli scolli verticalizzanti a V, ma anche i drappeggi diagonali e strategici nella zona dell'addome o gli incroci in grado di ricreare otticamente il punto vita. Decisamente consigliati sono anche i midi dress con taglio sotto il seno e che ricadano morbidi, come il modello di Cos, aka gli alleati perfetti per camuffare l'addome con delicatezza. E ora diteci: ora che avete capito quali abiti vi valorizzano davvero, non vi è venuta voglia di provarli tutti?

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Midi dress con scollo a V e vita rialzata COS
Credits: cosstores.com

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Long dress incrociato con scollo a V e tagli obliqui MAJE
Credits: maje.com

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Abito morbido con scollo a V incrociato OLYMPIAH
Credits: farfetch.com

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Abito con arricciatura e drappeggio GIORGIO ARMANI
Credits: armani.com

Image celeb: Getty Images

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Sfilate Haute Couture: il meglio delle collezioni Primavera-Estate 2026 che hanno sfilato a Parigi

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Le giornate dedicate all'Alta Moda si sono concluse: facciamo un recap di debutti, novità e curiosità che hanno segnato queste sfilate

Finita l'avventura con le passerelle maschili, il gennaio parigino lascia spazio ai voli creativi dell'Alta Moda.

La settimana della moda dedicata all'Haute Couture, che oggi dura in realtà non più di quattro giornate, porta sotto i riflettori le collezioni Primavera-Estate 2026 delle Maison del lusso e dei loro atelier.

Sono stati giorni di debutti: Jonathan Anderson ha dato forma alla sua prima collezione couture non solo nei panni di direttore creativo di Dior ma di un'intera carriera; Matthieu Blazy ha firmato la sua prima prova da Chanel, mentre anche se forte di un'esperienza di lunga data, anche per Silvana Armani è arrivato il momento di lasciare la firma lì dove, per oltre cinquant'anni, si leggeva quella dello zio Giorgio scomparso lo scorso settembre.

A lavorare nella memoria di un nome e di un archivio importante si è trovato anche Alessandro Michele. Direttore creativo di Valentino, Michele ha dovuto portare avanti la sua narrazione haute couture relazionandola alla recente scomparsa di Valentino Garavani, al quale lo stilista romano ha dedicato parole e tributi da ricordare.

Tra tributi e nuovi inizi, a Parigi è andata in scena come da tradizione l'anima più creativa e senza confini della moda.

C'è chi come Daniel Roseberry, direttore creativo di Schiaparelli, ha riprodotto gli ormai celebri gioielli del Louvre sottratti al museo lo scorso ottobre durante una rapina rocambolesca e chi, come Gaurav Gupta, ha portato in passerella dei veri effetti speciali.

Scoprite con noi quali sono stati i momenti più memorabili di queste sfilate haute couture a Parigi.

Schiaparelli: l'agonia e l'estasi del creare


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Schiaparelli Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office

La collezione Haute Couture ideata da Daniel Roseberry per Schiaparelli nasce da un interrogativo che il designer si è posto dopo una visita, ammaliante, alla Cappella Sistina. "Come ci si sente mentre si crea qualcosa?", spostare l'attenzione dall'osservare com'è una cosa quando è stata fatta al processo creativo, al momento della sua ideazione.

Così prendono forma creature magiche: code di scorpione, creature quasi spaventose dominano la passerella, in un equilibrio tra la struttura che la couture richiede e la libertà di seguire un processo creativo che non conosce confini, sospinto dalla fantasia e dalla voglia di liberare la propria immaginazione smettendo di pensare.

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Schiaparelli Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office

Elemento memorabile della sfilata sono stati anche gli ormai celebri gioielli rubati al Louvre nell'ottobre 2025: Roseberry gli ha voluti riprodurre e, a indossarli, è stata la star Teyana Taylor, ospite in prima fila allo show.

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Teyana Taylor all'arrivo alla sfilata di Schiaparelli.
Credits: Getty Images

Jonathan Anderson e la sua prima couture da Dior

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Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Nel primo giorno di sfilate Haute Couture a Parigi è andato in scena il primo di una serie di debutti, quello di Jonathan Anderson nel mondo dell'alta moda.

Una collezione, questa Primavera-Estate 2026, che ha trovato grande consenso e che mixa il linguaggio di Anderson, reso ormai riconoscibile dagli anni alla guida di Loewe e del proprio brand, JW Anderson, con i codici classici della Maison parigina.

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Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

L'uso e l'interpretazione dell'elemento floreale è legato alla prestigiosa casa di moda: è un mondo esplorato prima di lui da Raf Simons e ancor prima da John Galliano, a lungo direttore creativo tornato a bordo passerella proprio per applaudire Anderson.

Il quale ha raccontato, pochi giorni prima della sfilata all'interno di un'intervista con The New York Times, di aver invitato proprio Galliano a visionare la sua collezione in anteprima. E la benedizione, a quanto pare, c'è stata.

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Jonathan Anderson al termine della sfilata Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Il debutto di Matthieu Blazy da Chanel

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Attesissimo nel calendario di questa fashion week dedicata all'Alta Moda è stato il debutto di Matthieu Blazy. Anche per lui prima prova couture conclusa con grande entusiasmo. La sua narrazione si è presentata articolata e fortemente ispirata al mondo delle fiabe, tradotto però nel quotidiano.

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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

La passerella, disegnata da maxi funghi colorati e cascate di vegetazione di colore rosa, si apre sulle note di un classico Disney, sul canto che Aurora, protagonista de La bella addormentata nel bosco intona mentre passeggia nel bosco.

La fiaba che racconta Blazy, però, a differenza della storia di Aurora, guarda all'essenziale: spoglia le strutture della couture e le alleggerisce, trasformando le icone della Maison attraverso l'uso di materiali trasparenti e impalpabili.


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Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


Gaurav Gupta: abiti con effetti speciali

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Gaurav Gupta Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Quella dello stilista Gaurav Gupta è un'Alta Moda condita sempre da un filo di meraviglia. L'abito a corolla, nero, che si illumina attraverso un'inedito corpetto-maschera luminoso, è stato uno dei momenti che hanno catturato maggiormente l'attenzione e lo stupore durante questa edizione della couture parigina.

Ma non è stato l'unico sempre sulla sua passerella. Sfila infatti anche l'abito che si indossa... in due! Una creazione doppia, fatta di intrecci indissolubili.

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Gaurav Gupta Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images


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Armani Privé: un passaggio di testimone che funziona

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Silvana Armani posa con le modelle che indossano la collezione Armani Privé.
Credits: courtesy of press office / GettyImage

Tra gli show più attesi della Paris Haute Couture Week, la collezione Primavera-Estate 2026 di Armani Privéla prima disegnata dalla direttrice creativa Silvana Armani, nipote del fondatore scomparso lo scorso settembre. Il segno di continuità è chiaro: il DNA della casa di moda emerge a ogni uscita ma al contempo si fa strada una visione più femminile.

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Armani Privé Primavera-Estate 2026.
Credits: courtesy of press office / GettyImage

La palette cromatica dai riflessi acquatici, tanto cara allo zio, si sposa con il nero in un gioco di riflessi e di accenti fluidi sofisticati su tagli contemporanei e in linea con un linguaggio attuale.

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Silvana Armani.
Credits: courtesy of press office / GettyImage

Le notti glam degli anni Settanta da Elie Saab


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Elie Saab Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office

Un po' nomade e un po' diva, la donna di Elie Saab mixa influenze etno-chic alle atmosfere del jet-set anni Settanta. Spirito libero e ricami preziosi che riproducono lo splendore del chiaro di luna salgono in passerella raccontando una storia che incanta, quanto la maestria con cui ogni creazione viene minuziosamente realizzata.

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Elie Saab Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office

Il chiaroscuro di Zuhair Murad

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Zuhair Murad Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office

Riflette sull'attualità Zuhair Murad, sui tempi bui che avvolgono il mondo: tempi che, per rischiararsi, hanno bisogno anche di bellezza. Auspica una rinascita, il fiorire di un'epoca di prosperità che possa dare nuovamente linfa alla creatività e al genio umano.

Sfilano così colori pastello che sanno di leggerezza, di gioia, mentre corsetti in stile anni Cinquanta riportano al centro il corpo nei suoi storici e romantici canoni femminili.

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Zuhair Murad Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Press Office


Valentino Specula Mundi, l'attenzione sullo sguardo

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Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino

Alessandro Michele, alla sua seconda sfilata couture da quando ha assunto la direzione creativa di Valentino, trasporta lo spettatore in un mondo inedito, in cui invita a riscoprire lo sguardo e l'osservare come un gesto lento, concentrato. Lo fa attraverso il set-up della sfilata stessa, fondamentale da raccontare per capire nella totalità la collezione.

All'interno della location sono state riprodotte delle versioni del Kaiserpanorama, una macchina ottica inventata verso la fine dell'Ottocento: un sistema che prevedeva una struttura circolare provvista di piccole aperture, come due lenti di binocolo, che permettevano di osservare una serie di immagini stereoscopiche che si alternavano al suo interno.

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Il set-up della sfilata Haute Couture di Valentino.
Credits: Courtesy of Valentino.

All'interno di queste invece si avvicendavano le modelle, spiate dagli invitati attraverso delle piccole finestrelle. Un'impostazione speciale, antica ma allo stesso nuova, che ha offerto un modo unico e personale di osservare gli abiti e gli accessori che celebravano, con tensione teatrale, lo stile delle dive della vecchia Hollywood.

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Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino

Un immaginario tanto caro al fondatore, Valentino Garavani, ricordato da Alessandro Michele sia attraverso una lettera, condivisa su Instagram poco prima dell'inizio della sfilata, sia all'inizio della stessa, attraverso la voce di Garavani ripresa dal documentario Valentino: L'ultimo Imperatore di Matt Tyrnauer che è risuonata prima dell'uscita del primo look.

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Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino

Le eroine di Robert Wun

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Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Si intitola Valor: The Desire to Create, and the Courage to Carry On la sfilata di Robert Wun. In passerella, maschere gioiello, total look dorati, corone e corpetti scolpiti che non deludono chi ama le creazioni del visionario designer.

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Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

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Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images

Curiosità dal front row

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Nicole Kidman, Fernanda Torres e Tilda Swinton in prima fila da Chanel.
Credits: Getty Images

Non sarebbe una vera fashion week senza qualche piccolo momento virale dalle prime file, quelle popolate da celebrities e personalità note.

Uno dei nomi di queste sfilate pare essere proprio quello di Lauren Sánchez: la signora Bezos non è mancata, accompagnata dal magnate inventore di Amazon, da Schiaparelli come da Dior ed è apparsa con nientemeno che Anna Wintour, storica direttrice di Vogue America – oggi alla guida di tutte le edizioni – oltre che con lo stylist Law Roach, che pare stia curando i suoi outfit.

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Lauren Sánchez Bezos e Jeff Bezos all'ingresso della sfilata Schiaparelli.
Credits: Getty Images

Un volto noto delle serie tv è stato invece ospite di Gaurav Gupta: parliamo di Jean-Christophe Bouvet che veste i panni di Pierre Cadault nella fortunata serie Netflix Emily in Paris. E anche a bordo passerella, perché alla sfilata è arrivato con tanto di ventaglio-tributo.

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Dakota Johnson e Lily Allen alla sfilata Valentino.
Credits: Getty Images

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Rihanna alla sfilata Dior.
Credits: Getty Images

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Dua Lipa e A$AP Rocky in prima fila da Chanel.
Credits: Getty Images

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La stampa a pois non accenna a perdere appeal: ecco i nostri "never without" per la nuova stagione

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Pois, pois e ancora pois: l'iconica stampa dal fascino rétro continua a conquistarci, stagione dopo stagione

Se non li amate, dovrete rassegnarvi alla loro presenza nel guardaroba. Sì, perchè la loro permanenza tra i trend di stagione non ha certo i giorni contati, anzi, tutt'altro!

Se invece li adorate, proprio come noi, sarete felicissime di non doverne fare a meno neanche nella nuova stagione in arrivo.

Parliamo dei pois, of course, l'iconica stampa a pallini che bene o male, anno più, anno meno, "milita" da diversi decenni nel comparto delle tendenze moda più interessanti.

Ma che, a dirla tutta, nelle ultime stagioni ha avuto un vero e proprio "revamp" che l'ha fatta balzare in cima ai pattern più amati dai nostri designer del cuore che puntualmente la includono nelle loro collezioni.

Non fa eccezione per l'appunto la spring summer 2026 che vede protagonisti i pois, un po' in tutte le salse. Su abiti e abitini, gonne midi o corte, camicette vaporose, abiti bon ton, pantaloni di ogni sorta e tanti accessori stilosi, dalla borsetta alle pumps, passando per l'immancabile foulard di seta.

E voi siete pronte per sfoderare i pois anche in total look o preferite puntare solo su un piccolo dettaglio? In entrambi i casi, nella nostra selezione troverete l'opzione più giusta per voi...fatevi tentare!

Polka dot mania: i capi e gli accessori a pois protagonisti della nuova stagione

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Un total look della collezione Primavera-Estate 2026 di Alessandro Enriquez, in collaborazione con Rossella Jardini

Courtesy of Press Office

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Credits: monsoonlondon.com

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Credits: zara.com

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ROUJE

Credits: rouje.com

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VALENTINO GARAVANI

Credits: valentino.com

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REFORMATION

thereformation.com

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RIXO LONDON

Credits: rixolondon.com

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Credits: shop.mango.com

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Credits: parfois.com

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Credits: ferragamo.com

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MARELLA

Credits: it.marella.com

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H&M

Credits: 2.hm.com

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STRADIVARIUS

Credits: stradivarius.com

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BERSHKA

Credits: bershka.com

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Milano Cortina 2026: quando la moda scende in pista

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Dalle divise ufficiali firmate Armani alle capsule heritage e ai kit sostenibili: i brand trasformano le Olimpiadi in un laboratorio di stile e responsabilità.

Il conto alla rovescia per Milano Cortina 2026 è ufficialmente iniziato e, come da tradizione, i Giochi Olimpici Invernali non sono solo una vetrina sportiva ma anche un potente catalizzatore per il mondo della moda.

I brand infatti, grandi e piccoli, hanno colto l’occasione per sviluppare collezioni dedicate, rafforzare la propria presenza sul territorio e, in molti casi, legare il proprio nome a progetti sociali, culturali e sostenibili.

In prima linea c’è naturalmente EA7 Emporio Armani, che firma le divise ufficiali della squadra italiana. Una collaborazione che va oltre la semplice sponsorizzazione: Armani rinnova il suo storico legame con lo sport proponendo capi ad alte prestazioni che uniscono tecnologia e stile.

Questi sono pensati non solo per gli atleti ma anche per raccontare un’idea di italianità contemporanea, fatta di eleganza funzionale e orgoglio nazionale.

Accanto all’Italia, anche il Canada punta su un partner che coniuga performance e valori: lululemon, che veste il Team Canada grazie alla collaborazione con il Comitato Olimpico e Paralimpico Canadese.

La collezione è costruita attorno a materiali tecnici, design inclusivo e attenzione al benessere fisico e mentale degli atleti, temi centrali nella narrazione del brand, sempre più orientato a una visione olistica dello sport.

Le Olimpiadi diventano così una piattaforma globale, sfruttata dai marchi per consolidare identità e posizionamento. Anche i brand tecnici giocano un ruolo centrale: Salomon ad esempio ha svelato modelli come le Speedcross 6 GORE-TEX, interpretando lo spirito olimpico attraverso calzature pensate per affrontare condizioni estreme.

Parallelamente, alcune maison sfruttano Milano Cortina come occasione per investire fisicamente sul territorio. Prada, ad esempio, ha inaugurato una nuova boutique nel cuore di Cortina d’Ampezzo, rafforzando il legame tra lusso, turismo e paesaggio alpino. Un segnale chiaro di come le Olimpiadi non siano solo un evento temporaneo, ma un’opportunità strategica di lungo periodo.

Nel complesso, Milano Cortina 2026 si conferma un vero e proprio laboratorio di sperimentazione per la moda: tra heritage e innovazione, tra performance sportiva e lifestyle, i brand non si limitano a “sfruttare” l’onda olimpica, ma la trasformano in uno strumento potente, capace di unire stile, identità e responsabilità sociale.

Sfogliate la gallery per scoprire tutti i capi e gli accessori ufficiali dei tanto attesi Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026!

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Come abbinare i jeans: 5 look di tendenza da provare adesso

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Evergreen per definizione, i pantaloni in denim continuano a occupare un posto d’onore nel guardaroba. Ecco alcune idee look perfette per la stagione in corso, da replicare in poche mosse.

Etichettarli semplicemente come un capo “basic” sarebbe decisamente riduttivo. I jeans sono piuttosto una costante del guardaroba, uno di quei key pieces in grado di attraversare indenni epoche, mode e stagioni.

Impossibile farne a meno, soprattutto in questi giorni dell’anno scanditi da temperature glaciali e meteo capriccioso.

La vera sfida? Trovare modi sempre diversi per abbinarli con stile. Il rischio di ricadere nei soliti outfit - già visti e rivisti - quando si parla di un pezzo passepartout come i mitici pantaloni in denim è infatti dietro l’angolo. Ma basta poco per scongiurare l’effetto déjà-vu e dar vita a combinazioni interessanti e tutt’altro che banali.

Abbiamo messo a punto 5 mix & match con i jeans da cui prendere spunto, perfetti da replicare e sfoggiare in poche mosse. Scopriteli tutti!

Come abbinare i jeans: con il pullover alla marinara e le ballerine

Mixando denim e maglieria non si sbaglia mai, ma per rendere questa combo più modaiola e meno prevedibile, optate per un paio di jeans a palazzo - magari con taschine applicate sul davanti, come vogliono le tendenze - e un pullover alla marinara. Completate l’insieme con orecchini a cerchio e ballerine rasoterra colorate per un risultato dal sapore parisienne, fresco e contemporaneo.

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Pullover in lana e cotone con colletto alla marinara SÉZANE, jeans a palazzo con taschine sul davanti FRAME, orecchini a cerchio in ottone placcato argento FEDERICA TOSI, ballerina in pelle REFORMATION

Credits: press office, frame-store.com, federicatosi.it, thereformation.com

Come abbinare i jeans: con la camicia a righe e gli stivaletti

L’idea look più cool della stagione è quella che vede protagonisti i jeans a palloncino (o barrel che dir si voglia) eletti all’unanimità da it girl e addetti ai lavori a nuovo feticcio fashion. Insieme a camicia a righe, stivaletti e occhiali ovali in stile librarian-chic diventano la divisa ideale per le giornate in ufficio (e non solo).

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Camicia in cotone biologico con silhouette a clessidra FILIPPA K, jeans barrel fit a vita media ARKET, occhiali con montatura in acetato EYEPETIZER, stivaletto in pelle stretch con tacco kitten A.EMERY

Credits: filippa-k.com, arket.com, press office, aemery.com

Come abbinare i jeans: con il dolcevita e i mocassini

I jeans a gamba dritta sono uno di quei must presenti in ogni armadio e funzionano alla perfezione anche con un semplice dolcevita. Per un risultato ricercato e chic, il segreto sta tutto nel puntare sui complementi giusti: un giaccone in pelle scamosciata e un paio di mocassini mannish sono quello che ci vuole per dare carattere all’intero outfit.

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Giubbotto double face con fodera in montone sintetico ZARA, jeans delavé a sigaretta ROUJE, pullover a collo alto in misto cashmere H&M, mocassino in pelle G.H.BASS

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Come abbinare i jeans: con la polo in maglia e le sneakers

Lo sappiamo bene, i jeans vanno d’accordissimo con la polo, che si tratti di modelli classici oppure over, in piquet o in maglia. Una “base” ideale su cui costruire look casual e quotidiani, dove a fare la differenza sono i dettagli. Qui abbiamo scelto un paio di sneakers total white e una borsa capiente dalle linee minimal, che aggiunge un tocco sofisticato all’insieme.

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Polo in maglia a righe MANGO, jeans flared in denim a vita alta MISS SIXTY, maxi bag in pelle DIENÉE, sneakers MIU MIU

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Come abbinare i jeans: con la blusa elegante e gli stivali

Chiudiamo in bellezza con un abbinamento jeans dal mood boho che gioca con volumi e texture differenti: jeans skinny (ebbene sì, stanno tornando!) in denim raw, blusa vaporosa in satin con fusciacca al collo e stivali con tacco bold. Il tocco finale? La borsa a secchiello in suede, da portare in spalla con nonchalance.

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Blusa in tessuto jacquard con fusciacca & OTHER STORIES, jeans skinny CLOSED, bucket bag in suede con fibbia LIFFNER, stivale in pelle con plateau MIISTA

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