Tommy Hilfiger ci racconta la nuova collezione SS25, un omaggio allo stile di vita nautico e alla città di New York

Un tributo allo spirito intramontabile della Grande Mela, un omaggio alla profonda connessione della città con il mondo nautico: Tommy Hilfiger ha svelato ieri, nel corso della New York Fashion Week, la nuova collezione SS25.
Dopo lo show dell’Oyster Bar di Grand Central dello scorso febbraio, il brand ha voluto far rivivere un altro dei luoghi simbolo più iconici di New York e ha presentato i nuovi look della prossima stagione in una location inedita: sui ponti del decommissioned MV John F.Kennedy, un vecchio traghetto di Staten Island ormai in disuso.
La cornice perfetta per celebrare la quintessenza di New York e la nuova collezione SS25 che è una vera e propria una reinterpretazione dell’estetica nautica in chiave contemporanea.
Al centro del “New American Prep”, così lo ha definito il designer, i codici del marittimi nei colori distintivi del brand (rosso, bianco e blu), tante righe e gli immancabili look d’ispirazione college.
Insieme ad altri grandi classici dello stile Tommy rivisitati con un tocco più moderno, a partire dalle camicie a righe Breton e Ithaca ispirate al patrimonio velico, dalle giacche da regata, dai pantaloni utility realizzati con nylon delle tele da vela e cotoni increspati o dai pantaloni capri, in versione monocromo e a quadri, abbinati a maglie da pescatore dal fit oversize.
A dare un twist ai look, bandane che si annodano al collo, sleeper intrecciate a mano e i cappellini da baseball con il nuovo TH Monogram in corda.
Ma ecco cosa ci ha rivelato il designer qualche ora prima dello show.
L'intervista con Tommy Hilfiger
Com'è nato il concept della sfilata? Dopo l'Oyster Bar dello scorso anno, come è venuta l’idea del traghetto?
"Abbiamo iniziato a progettare una collezione nautica e stavamo cercando una location iconica per la sfilata. Uno dei membri del nostro team ha avuto l'idea di utilizzare questo traghetto, di proprietà di Pete Davidson e Colin Jost. Li abbiamo contattati e sarà il primo evento mai tenuto su questo traghetto. Siamo entusiasti e penso che anche loro lo siano, perché è qualcosa di così diverso, innovativo e unico - un'esperienza che unisce intrattenimento e moda."
Pensa che l'idea di utilizzare luoghi storici non più in uso possa essere replicata anche in altri paesi, magari in Italia?
"Sì, in futuro cercheremo sicuramente luoghi unici per le nostre sfilate. Immagina, ad esempio, il Duomo di Firenze, sarebbe fantastico! Abbiamo molte opzioni da esplorare."
Parliamo del "See now, Buy now". È stato uno dei primi a crederci e ora il concetto si è evoluto. Come sta andando, cosa ne pensa?
"In prima fila durante la sfilata, vedremo celebrità e influencer con addosso i look della collezione autunnale. In questo modo, il pubblico potrà vedere come vestono i capi e acquistarli subito. Anche se in passerella verranno mostrati i capi della collezione Primavera 2025, i look indossati dai VIP e dagli influencer sono già disponibili per l'acquisto. Questa combinazione tra moda attuale e futura è un'idea brillante perché ci consente di aggiornare l’offerta in tempo reale."
Gli essenziali di Tommy Hilfiger sono fantastici. Come si fa a reinventarli stagione dopo stagione visto che sono così importanti per il brand?
"Questa è sempre la sfida più grande. Stiamo cercando di rimanere fedeli al DNA del brand, ma modernizzandolo. È importante mantenere l’essenza e la personalità del marchio mentre lo evolviamo. La coerenza è fondamentale; se guardi a brand come Chanel, hanno mantenuto una grande coerenza per anni, restando sempre rilevanti e moderni. Karl Lagerfeld mi ha insegnato questo quando ho avuto l'opportunità di incontrarlo. Mi disse che aveva preso gli archivi di Coco Chanel e aveva rinnovato i suoi migliori capi per l’oggi. Tornato a New York, ho chiesto al mio team di design di fare lo stesso con il nostro archivio, e il nostro business è rifiorito. È una filosofia che seguiamo ancora oggi."
E riguardo alla nuova collezione primaverile? Ha dei pezzi preferiti?
"Sì, ho molti pezzi preferiti. Mi piacciono i crop top e i pantaloni cargo. Adoro i pantaloni a vita alta abbinati ai crop top. Mi piacciono anche le giacche oversize su misura per le donne e le giacche varsity oversize. Apprezzo i tessuti tecnici moderni, come i nylon stropicciati e i tessuti tecnici traspiranti e impermeabili. I trench coat sono un altro pezzo forte. Le righe sono sempre il nostro fiore all’occhiello per noi, così come i quadretti in diverse varianti di colore, sempre con influenze nautiche e sportive, a partire dal tennis che è lo sport del momento."
Quando avevate progettato i capi della nuova collezione, avevate una persona specifica in mente?
"Beh, pensiamo a celebrità e influencer come Gigi Hadid, Zendaya e Sophia Richie. Consideriamo come i nostri capi potrebbero adattarsi a loro e come potrebbero indossarli. È importante pensare alla nostra community e ai volti noti che seguiamo."
È un grande appassionato di musica, segue dei nuovi artisti e le piacerebbe vederli associati a Tommy Hilfiger?
"Adoro ancora il rock classico, ma abbiamo collaborato con artisti come SZA, che è molto popolare ora, e Ice Spice, che è davvero cool. Guardiamo anche a star come Beyoncé e Rihanna, che sono delle vere megastar. Beyoncé, per esempio, è stata il volto del nostro profumo “True Star” e abbiamo avuto modo di conoscerci meglio. È davvero straordinaria. Mi piace pensare alle grandi star, ma mi piace anche sostenere i giovani talenti. "
Ha dei consigli di stile per la collezione?
"Mi piace molto giocare con le forme. Posso mostrarti il moodboard della collezione. Ecco, questa è la nostra idea iniziale. Era la nostra campagna pubblicitaria del 2006. Prendiamo spunti da persone, luoghi e cose, come righe, quadretti, rosso, bianco e blu. Studiamo come mostrare le diverse tonalità di blu e quali idee nautiche tradizionali possiamo modernizzare. Poi facciamo i primi schizzi, realizziamo dei campioni e alla fine arrivano sul moodboard. Qui c’è l’influenza del tennis, ma vediamo anche elementi nautici. Le forme sono più ampie, come gli shorts tipo pantalone abbinati ai crop top, che mi piacciono molto. Ci sono anche i pantaloni cargo e i vestiti da tennis. Combinando il preppy e il collegiale con il nautico, otteniamo una collezione che adoro. Molte righe, nylon stropicciato, trench coat e nuovi filati. Abbiamo creato texture davvero eleganti, con capi impermeabili in tre varianti. Molte camicie su misura per uomini e donne, con bottoni più grandi. Vogliamo mantenere il casual, ma con un tocco più raffinato, perché il casual in America può essere molto informale, con shorts e infradito. Vogliamo che il casual sia più elegante."
Negli show di Tommy Hilfiger ci sono sempre nuovi volti. Sarà così anche questa volta?
"Oggi ci saranno molti giovani talenti in prima fila. Non vediamo l'ora. Sono influencer sui social media e sono al centro dell'attenzione del momento."
Gli ospiti avvistati allo show di Tommy Hilfiger
E a New York ieri sera c’erano tantissimi volti noti della Tommy Family. Da Felix e Lee Know degli Stray Kids a Jisoo e Damson Idris fino a Abby Champion, volto della Campagna Fall '24 che ha sfilato tra gli applausi del suo fidanzato, Patrick Schwarzenegger.
Il finale dello show è stato reso ancora più emozionante dai Wu-Tang Clan di Staten Island, Ghostface Killah, Method Man e Raekwon, con Questlove che è tornato a curare la colonna sonora dello show.
Tra gli ospiti speciali, talenti musicali come Tinashe, Quavo, Doechii, Ayra Starr e la rock band giapponese Mrs. Green Apple, oltre a icone culturali globali come l'attore canadese Maitreyi Ramakrishnan e le star della T-Wave Pond, Phuwin, Fourth e Gemini.
Sfogliate la gallery per scoprire alcuni degli ospiti presenti in front row.
Gli ospiti in front row allo show di Tommy Hilfiger
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Credits: courtesy of press office - Intervista a cura di Sara Moschini
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Voglia di shopping? Vi diciamo subito cosa comprare da Zara, H&M e Mango per costruire dei look super!

Le giornate si allungano, il sole tramonta sempre più tardi e quell'aria non più gelida ma "frizzantina" ci annuncia che l'inverno volge al termine.
Eh sì, è iniziato il mese che dà il via ufficiale alla primavera e ci sembra giusto fare un check al guardaroba, non solo per il tanto temuto "cambio armadio" ma anche per dare un twist ai nostri look.
Per farlo potrebbe essere un'ottima idea concedersi un pezzo nuovo, che sia un abito o un piccolo accessorio, da mixare con i nostri capi preferiti per un boost di glamour immediato.
Sono tantissime le proposte super interessanti viste sbirciando tra le nuove collezioni moda della spring-summer 2026. Ma per non pesare eccessivamente sul badget mensile ci siamo concentrate sui nostri 3 brand low cost preferiti: Zara, H&M e Mango.
Dall'immancabile trench alla giacca in similpelle, dall'abito in maglia sottile alla combo camicia bianca + pencil skirt in similpelle.
Parlando di accessori si spazia dalle ballerine in pelle intrecciata alle pumps con tacco midi da mixare con tanti outfit diversi, ma anche una borsa in suede super capiente perfetta per tutti i giorni.
Che cosa aspettate a scegliere i vostri never without di Marzo?
Cosa comprare a Marzo da ZARA
Tra le "primizie fashion" individuate sull'e-commerce del brand spagnolo ci siamo orientate su capi classy e intramontabili ma con quel tocco originale che non guasta.
Un trench beige ma con fodera color check, un blazer nero dalla vestibilità oversize, da mixare con camicia bianca e jeans flare.
Ai piedi delle décolleté a punta burgundy con tacco midi comodo e una tracolla in pelle scamosciata.
Trench con inserto check print, Zara
Blazer oversize, Zara
Camicia bianca, Zara
Jeans flare, Zara
Pumps con tacco midi, Zara
Borsa a tracolla in suede, Zara
Credits: zara.com
Cosa comprare a Marzo da H&M
Al trench preferite una giacca in pelle/similpelle più grintosa e cool e ai jeans preferite dei pantaloni eleganti? Eccovi accontentate!
Bellissime anche la polo in misto seta in un colore blu notte favoloso, la blusa con dettagli in sangallo, la minigonna in twill cammello e le ballerine in pelle intrecciata.
Giubbotto in similpelle, H&M
Polo in misto seta, H&M
Pantaloni ampi, H&M
Blusa in sangallo, H&M
Minigonna in twill, H&M
Ballerine in pelle intrecciata, H&M
Credits: 2.hm.com
Cosa comprare a Marzo da MANGO
Marzo pazzerello, dice il vecchio adagio. Il che significa che non è ancora arrivato il momento di archiviare maglie e maglioni.
Per questo motivo abbiamo puntato sul modello most wanted di stagione, ossia il cardigan chunky con la zip. Perfetto in abbinamento con una pencil skirt marrone e delle slingback con dettaglio gioiello.
Cardigan con zip, Mango
Pencil skirt in similpelle, Mango
Slingback con dettaglio gioiello, Mango
Abito in maglia sottile, Mango
Camicia con ricami floreali, Mango
Pantaloni con le pinces, Mango
Credits: shop.mango.com
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Dentro Sharra Pagano: Alessia Pellarini riscrive il linguaggio del gioiello

Dopo oltre cinquant’anni di storia, Sharra Pagano inaugura un nuovo capitolo sotto la direzione creativa di Alessia Pellarini. Designer con un percorso che attraversa alcune delle più importanti maison del lusso come Prada, Chloé, Fendi e Louis Vuitton. Pellarini porta con sé uno sguardo stratificato, che nasce dalla moda ma oggi trova nel gioiello un nuovo spazio di libertà.
Credits: Courtesy of Press Office
Per lei infatti, il passaggio dal prêt-à-porter al fashion jewelry non è una rottura, ma una continuità: «Ho sempre lavorato su proporzioni, equilibrio, armonia. Qui lo faccio in scala ridotta, ma con la stessa intensità».
Il risultato? La Collezione A: si tratta di una linea che rilegge l’archivio del marchio senza nostalgia, trasformandolo in un vocabolario contemporaneo fatto di catene, maglie tubolari, richiami a cinturini d’orologio e geometrie essenziali. Gioielli pensati per essere indossati ogni giorno, senza età, senza genere, senza etichette.
Credits: sharrapagano.it
Fondata a Milano da Lino Raggio e diventata negli anni un punto di riferimento per lo stile di una generazione di creativi – da Giorgio Armani a Moschino, Sharra Pagano torna oggi a essere un laboratorio di idee. Un marchio che non imita, ma interpreta: “fantasia applicata ai materiali”, come diceva il suo fondatore.
Abbiamo fatto una chiacchierata con Alessia Pellarini per farci raccontare questo nuovo inizio.
Se dovesse descrivere Sharra Pagano oggi con due parole, quali userebbe?
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«Direi Milano e libertà. Milano perché Sharra Pagano, per me, è un ritratto fedele della città in diverse epoche: dagli anni ’70 agli ’80, fino a oggi. In quel periodo Milano era una capitale creativa con una forte identità, ma anche sorprendentemente aperta, inclusiva, internazionale. Sharra Pagano incarna proprio quello spirito. Libertà perché, guardando i gioielli, non ho mai percepito confini netti: non di genere, non di età, non di stile. Sono oggetti che si trasformano a seconda di chi li indossa. Non “appartengono” a qualcuno: prendono la personalità di chi li sceglie».
Quando ha aperto per la prima volta l’archivio del brand, cosa l’ha colpita di più?
«C’è stato un vero e proprio shock positivo. Mi aspettavo un archivio ordinato, quasi museale, e invece mi sono trovata davanti a una sorta di anarchia creativa. C’erano centinaia, anzi migliaia di pezzi: gioielli monumentali accanto a forme minimal, sperimentazioni fortissime vicino a linee pulite. Era come entrare in una famiglia imperfetta, piena di caratteri diversi. Quella libertà, quell’energia, mi ha emozionata perché non era “costruita”: era istintiva, vera. È stato lì che ho capito che non dovevo copiare il passato, ma assorbirne lo spirito».
Credits: sharrapagano.it
Il nome Sharra Pagano nasce come un suono “sospeso”, senza genere. Quanto questa libertà le somiglia e quanto ha influenzato la sua visione creativa?
«Tantissimo. Non mi sono mai sentita a mio agio dentro strutture troppo rigide. Nel mio lavoro di moda ho sempre cercato di spingere oltre i limiti, anche quando c’erano regole precise su fit, silhouette, categorie. Con il gioiello questa libertà è ancora più forte: non penso mai a “per chi” è un pezzo, ma a che energia ha. Quando ho scoperto la storia del nome, ho avuto la sensazione di unire i puntini. Come se inconsciamente fossi già in sintonia con quella visione sospesa, aperta, fluida».
Se Collezione A fosse una persona, che carattere avrebbe?
«Sarebbe una persona magnetica. Non ha paura di essere notata, ma non è mai sfacciata. È bold, ma con una naturalezza sofisticata. È qualcuno che ama esprimersi, che gioca con la propria immagine, ma senza ostentazione. C’è sempre un equilibrio tra forza e misura, tra presenza e leggerezza».
Qual è, secondo lei, il gesto più bello che una persona può fare con un gioiello?
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«Dimenticarselo addosso. Quando un gioiello smette di “decorare” e diventa parte della persona. Non deve dominare chi lo indossa, ma fondersi con lui. È in quel momento che l’oggetto diventa davvero vivo».
Il brand è storicamente legato a Milano. Che rapporto ha con questa città?
«Milano per me è casa, anche se la vivo poco perché viaggio molto. Ha un rigore che adoro, ma allo stesso tempo una libertà fortissima. È una città che ti spinge a essere concreta e creativa insieme. Questo equilibrio tra struttura e slancio è qualcosa che ritrovo spesso anche nel mio lavoro».
Le nuove generazioni hanno un rapporto diverso con il gioiello. Cosa ha notato?
Credits: sharrapagano.it
«Credo oggi ci sia una ricerca di significato molto più profonda. In un momento storico in cui l’abbigliamento tende al minimalismo, il gioiello diventa il punto focale, lo “statement” che racconta chi sei. Vedo una generazione che usa il gioiello come linguaggio identitario, quasi filosofico, non solo come ornamento e mi piace davvero tantissimo».
C’è un gioiello a cui lega un ricordo personale?
«Sì, in generale sono molto legata ai gioielli regalati: amici, amori, affetti. Ho una collezione di ciondoli e amuleti che porto sempre con me. Ne ho tantissimi. Non li cambio spesso: diventano parte di me, come una seconda pelle perchè per me ogni pezzo racchiude una storia».
Credits: sharrapagano.it
Cosa sogna per questo brand? Un desiderio, non una strategia
«Vorrei davvero che Sharra Pagano restasse irregolare, imperfetto e soprattutto vivo. Che continuasse a crescere senza diventare rigido, senza perdere quell’anarchia creativa che ho trovato negli archivi. Sogno collaborazioni, pezzi unici, nuove strade. Ma soprattutto sogno un brand che non smetta mai di sperimentare».
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Giorgio Armani: 5 highlight della sfilata FW26
Cala il sipario sulla Milano Fashion Week e come, da tradizione, è stato lo show di Giorgio Armani a chiudere questa lunga settimana ricca di eventi, presentazioni e sfilate.
Dopo l’esordio con lo show di Emporio Armani, Silvana Armani ha svelato oggi in passerella “Nuovi Orizzonti”, la nuova collezione FW26, la prima da lei realizzata dopo la scomparsa dello zio. Una collezione che riprende i codici iconici del brand ma con uno sguardo verso il futuro.
Ma ripercorriamo insieme i 5 punti salienti della sfilata.
01. La location
Lo show è andato in scena come di consueto in un luogo molto caro a Giorgio Armani, il Teatro/Armani di via Borgonuovo, il quartier generale della Maison. Proprio lì, in quello stesso palazzo in cui viveva lo stilista e che recentemente ha ospitato anche la nuova campagna del brand con Vittoria Ceretti.
02. La palette
La palette della collezione è elegante e sofisticata. Pennellate delicate di bianco, grigio, verde salvia e carta da zucchero si alternano a tocchi di blu cobalto e di bordeaux, nuance che ha tutte le carte in regola per diventare il nuovo nero.
03. La collezione FW26 di Giorgio Armani
Fluidità e leggerezza sono le parole chiave della nuova collezione FW26 di Giorgio Armani. Il layering scandisce lo stile della prossima stagione: giacche, camice e maglie si sovrappongono con facilità, strati fluidi e leggeri si tolgono e si aggiungono a seconda delle occasioni. Cappotti e blouson, così come i pantaloni, hanno silhouette ampie e morbide. Il velluto è protagonista su camicie, abiti e sulle mini bag da polso. Gli abiti da sera presentano drappeggi o ricami e lavorazioni preziose che rievocano le vette delle montagne.
04. Il brano di Mina che ha chiuso lo show
A chiudere lo show, a sorpresa, “A costo di morire”, un brano inedito scritto da Fausto Leali e cantato da Mina. Una canzone che era nata per celebrare per i 50 anni di carriera di Giorgio Armani e che invece si è trasformata in un omaggio allo stilista scomparso lo scorso settembre.
05. Il front row
Ad assistere alla sfilata, tantissimi special guest come le attrici Pilar Fogliati, Andy McDowell, Margherita Buy, Vittoria Puccini insieme a molti altri amici del brand.
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Tra brutalismo e sensualità: 5 highlight dello show FW26 di Bottega Veneta
Una collezione dedicata a Milano che racconta l’essenza della milanesità in un dialogo tra brutalismo e sensualità: è la FW26 di Bottega Veneta.
Per la prossima stagione la direttrice creativa Louise Trotter ha immaginato un guardaroba contemporaneo ispirato all’architettura brutalista e austera della città, dietro la quale si nasconde però una sensualità sottile e una seduzione misurata.
La nuova collezione FW26 è infatti “una riflessione sull'intimità oltre che sulla protezione. Il modo in cui una facciata austera nasconde la bellezza che si cela al suo interno” si legge in una nota della maison.
Ma ecco 5 punti chiave dello show.
01. L'ispirazione
A ispirare la direttrice creativa è stato mosaico di suggestioni: i milanesi e i loro look dall’eleganza disinvolta, la nostalgia evocata dalla pochette della nonna e delle scarpe vissute del papà, l’arte di Maria Callas e Pierpaolo Pasolini e la loro capacità di amare e vivere al di fuori dalle convenzioni.
02. La collezione FW26 di Bottega Veneta
La collezione FW26 di Bottega Veneta interpreta gli archetipi della milanesità mescolando capi eleganti di alta sartoria e pezzi più quotidiani. Il rigore del tailoring si esprime attraverso capispalla dalle silhouette strutturate e pantaloni sartoriali dal fit impeccabile. Accanto a trench imbottiti e berretti in lana, sfilano abiti elegantissimi che le sciure milanesi sceglierebbero per la Prima della Scala.
03. La pelliccia
Per la prossima stagione Louise Trotter ha voluto mettere in luce la grande maestria del brand nell'imitare l'apparenza della pelliccia combinando tessuti in seta, fil coupé, maglieria e fibre tecniche. Un gioco di texture e materiali che si ritrova nei capispalla, negli abiti ma anche nei gioielli e nelle calzature.
04. Gli accessori
Tra gli accessori, oltre alle mules in finta pelliccia e alle ballerine borchiate, le nuove preziosissime maxi bag in pelle intrecciata che si alternano a colorate buste della spesa.
05. Il front row
Tra i tanti special guest avvistati in front row, Daisy-Edgar Jones, Claire Foy, Anna Wintour, Julienne Moore, Lux Pascal, Lauryn Hill, Miriam Leone e tanti altri.
Credits: GettyImage / Courtesy of press office
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