MFW Day 2: il meglio del secondo giorno di sfilate PE 2024

Quella di ieri è stata una giornata piena di impegni, ma siamo ancora all’inizio, la Milano Fashion Week sta entrando adesso nel vivo e il bello deve ancora venire.
Al mattino, abbiamo visto la nuova collezione di Max Mara. Poi abbiamo scoperto le nuove creazioni di Genny e i look di Prada ispirati a una donna piena di contraddizioni.
Grande attesa nel pomeriggio per il super show di Moschino, preceduto da Aigner e dall'inconfondibile eleganza di Emporio Armani.
Insomma, se non avete ancora avuto modo di aggiornarvi su tutto quello che è accaduto durante il secondo giorno di MFW, tranquilli: ve lo raccontiamo noi!
Max Mara dalle forme lineari ai materiali meravigliosi
La collezione Primavera Estate 2024 di Max Mara è dedicata alla mania per l’orticoltura: avete notato che qualsiasi metro quadrato ancora libero del paesaggio urbano è diventato all’improvviso un giardino? Le borse conterranno più facilmente un portatile e una lunch box che non fiori freschi appena raccolti. E quei sandali con il cinturino e il tacco alto non sono stati pensati per lavorare in campagna, bensì per camminare per la città. Ma la donna di oggi è pronta per questa new wave quando esce di casa indossando un outfit Max Mara da land girl.
Genny e l'omaggio al lusso total white
Sfumature di bianco. Infinite, ragionate, impercettibili, più visibili. Un esercizio di stile che abbraccia tutta la nuova collezione GENNY, Primavera-Estate 2024.
Sara Cavazza Facchini, direttore creativo di GENNY, riposiziona l’attenzione sull’interpretazione della luminosità in relazione al corpo femminile. Il bianco è da sempre la sua cromia identitaria. La sua pratica estetica trova un’area di confort nel dialogo con la neutralità ottica del chiarore naturale. Infatti, la scelta iconica di un orizzonte total white è la scelta che Sara Cavazza Facchini ha compiuto fin dagli albori della sua esperienza creativa con GENNY. Si tratta di un percorso importante che è ora è giunto a celebrare il suo primo decennale.
La nuova collezione GENNY è la rappresentazione della leggerezza, quella più candida e rasserenante. Il lavoro della designer si è concentrato sulla materializzazione di un’aurea che accompagna la quotidianità di una donna costantemente brillante.
Il lavoro di stile assicura alla silhouette della fisicità la libertà espressiva più naturale. I volumi corporei sono presenti, ma mai attillati. Sono linee scivolate, morbide, accondiscendenti. La collezione si orienta in un habitat dalla forte impronta tropicale: un giardino di orchidee, simbolo della sensualità di GENNY.
Gli accessori sono consequenziali all’espressione di naturalezza primordiale. Una trama di intrecci identifica cinture, borse, calzature.
Prada e l'eterno conflitto tra il bello ed il brutto
Prada porta in passerella ancora una volta, un tipo di estetica volutamente distaccata dai canoni del bello nella moda, che tutti noi siamo abituati a vedere.
La sfilata primavera/estate 2024 che ha preso vita all'interno della Fondazione Prada, presenta una donna colma di contrapposizioni e generi diversi: frange, vestiti fluttuanti che dimostrano una femminilità rinnovata ma, nel frattempo, i capelli vengono coperti da fasce scure. I completi presentano maniche extra lunghe e spalline super bold, il tutto completato da tacchi con colori sgargianti ed occhiali da sole retrò.
Una borsa disegnata da Mario Prada risalente al 1913 circa e conservata negli archivi Prada viene riprodotta e reinterpretata.
Il modello, una borsa da sera con chiusura a telaio, caratterizzata da un elemento intagliato a mano che ritrae una figura mitologica, riflette l’entusiasmo contemporaneo per le estetiche e gli stili artistici storici orientali che hanno influenzato a livello mondiale le arti decorative e le belle arti tra la fine del diciannovesimo e l’inizio del ventesimo secolo.
La borsa, originariamente proposta in seta moiré, è ricreata in nappa e re-nylon. Traendo ispirazione da questo modello, il particolare dettaglio di chiusura viene utilizzato anche su borse tote dal taglio oversize in pelle o re-nylon. Entrambe esprimono l’artigianalità e la continua curiosità del marchio Prada che hanno segnato questi incredibili 110 anni di storia.
Emporio Armani: luminosità e leggerezza di pensieri
Emporio Armani attraverso la sfilata PE 2024, ha voluto far trasparire leggerezza e il desiderio di portare nel vestire tocchi di altrove, come raccolti in viaggio, catturati nell'aria, come tracce di una brezza delicata che tutto pervade.
Questa è una collezione senza peso, bensì luminosa e fatta di tessuti leggeri, da tocchi metallici e iridescenti. Le giacche fluide si modellano sul busto o lo toccano appena, i crop top e gli shorts rivelano lembi di pelle, coperti a volte da trasparenze pittoriche. I pantaloni accompagno la silhouette e le lunghe gonne danzanti sottolineano il passo.
Il percorso cromatico parte dai beige caldi e dorati, per raffreddarsi in toni argento, gesso e grigi minerali.
Aigner porta in passerella l'arte del movimento Arts & Crafts
Milano, 21 Settembre 2024 AIGNER è tornato a sfilare alla Milano Fashion Week presentando la collezione Spring-Summer 2024 ispirata alla dimensione artistica del movimento Arts and Crafts del tardo XIX Secolo.
I temi principali del movimento sono un ritorno all’artigianalità e l’uso di materiali di alta qualità di origine naturale e sostenibile, entrambi elementi chiave della nuova collezione.
Christian Alexander Beck, Direttore Creativo di AIGNER, ha presentato outfit estremamente attuali e forti, che alternavano strutture importanti e scultoree a look oversize, ensemble fluidi con un approccio artistico. Sfilano i completi suit con crop top e pantaloni morbidi a vita bassa in lana georgette e nappa, top, gonne e abiti avvolgenti, i mini dress in vernice lucida. I body in tulle stampato con il pattern distintivo di stagione Arts and Crafts si affiancavano a trench oversize in pelle, utility jacket, giacche e minigonne. Crop top, top, gonne e abiti realizzati in Hypertube - una seta trasparente con fiori in silicone che creano un artistico effetto 3D sui capi.
GCDS e il ritorno a casa
Lo show ideato da Giuliano Calza, direttore creativo di GCDS, si svolge nella sede di GCDS, in un set che ricorda le presentazioni in atelier che erano la regola, una volta.
La collezione segna un deciso ritorno a casa. Giuliano esplora le radici napoletane, ma anche le origini del marchio, il che significa anche fare i conti con il logo, ed esibirlo, con gusto e spavalderia. Il tutto con una nuova consapevolezza, che è essenzialmente il sentire da atelier, animato dallo spirito di fashion lover del suo autore, che ha segnato la crescita di GCDS negli ultimi anni.
Pertanto ci sono denim e pelle, ma anche paglia, e tanto tweed molto borghese, come nei tailleur da sciura; ci sono mocassini e calzini bianchi, capi sartoriali e camicie, abiti a coste lunghi e corti e tocchi glamour. Il tutto mescolato con una certa spontaneità, con la spensieratezza di chi apprezza la formalità e la spezza un po’. Il logo è presente, ma discreto, anche al posto del tacco. Un telefono molto amato in bachelite ritorna sotto forma di borsa di legno, plateau e tacchi elevano la silhouette e il fascino discreto della borghesia viene portato di qua e di là.
Il ritorno a casa permette a GCDS di iniziare un nuovo viaggio, e così via.
Moschino celebra i suoi 40 anni
Per celebrare il 40° anniversario di Moschino, è stato chiesto a quattro celebri stylist, quattro donne, di creare una collezione ispirata ai modelli iconici di Franco Moschino dal 1983 al 1993.
Queste differenti visioni prodotte dal variegato background artistico e generazionale di ciascuna creatrice condividono un obiettivo comune: mostrare come quattro punti di vista separati articolino simultaneamente la varietà dell'ispirazione di Franco Moschino e il filo conduttore della sua filosofia.
L'eredità di Franco nella moda, quarant'anni dopo la fondazione del suo marchio, è ovunque. I suoi valori ed il suo insistere sulla necessità che le donne mantenessero le loro assolute libertà, il loro libero arbitrio, per evitare di diventare vittime di un sistema che lo preoccupava profondamente.
Tom Ford e gli anni 2000
Tom Ford porta ancora una volta in passerella il glamour e la seduzione, valori iconici del brand, aggiungendo però una nuova consapevolezza. La donna conosce il potere seduttivo che le appartiene e lo sfrutta più che mai attraverso i vestiti.
E' una collezione caratterizzata da scolli profondi, pelle e latex neri più lucidi che mai! Le tutine sono cortissime ed arricchite da zip frontali, i tailleur in pitone nero fanno capire che Tom Ford è tornato alle origini e ad una carica seduttiva da cui, negli ultimi anni, si era leggermente discostato.
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Sfilate Haute Couture: il meglio delle collezioni Primavera-Estate 2026 che hanno sfilato a Parigi

Finita l'avventura con le passerelle maschili, il gennaio parigino lascia spazio ai voli creativi dell'Alta Moda.
La settimana della moda dedicata all'Haute Couture, che oggi dura in realtà non più di quattro giornate, porta sotto i riflettori le collezioni Primavera-Estate 2026 delle Maison del lusso e dei loro atelier.
Sono stati giorni di debutti: Jonathan Anderson ha dato forma alla sua prima collezione couture non solo nei panni di direttore creativo di Dior ma di un'intera carriera; Matthieu Blazy ha firmato la sua prima prova da Chanel, mentre anche se forte di un'esperienza di lunga data, anche per Silvana Armani è arrivato il momento di lasciare la firma lì dove, per oltre cinquant'anni, si leggeva quella dello zio Giorgio scomparso lo scorso settembre.
A lavorare nella memoria di un nome e di un archivio importante si è trovato anche Alessandro Michele. Direttore creativo di Valentino, Michele ha dovuto portare avanti la sua narrazione haute couture relazionandola alla recente scomparsa di Valentino Garavani, al quale lo stilista romano ha dedicato parole e tributi da ricordare.
Tra tributi e nuovi inizi, a Parigi è andata in scena come da tradizione l'anima più creativa e senza confini della moda.
C'è chi come Daniel Roseberry, direttore creativo di Schiaparelli, ha riprodotto gli ormai celebri gioielli del Louvre sottratti al museo lo scorso ottobre durante una rapina rocambolesca e chi, come Gaurav Gupta, ha portato in passerella dei veri effetti speciali.
Scoprite con noi quali sono stati i momenti più memorabili di queste sfilate haute couture a Parigi.
Schiaparelli: l'agonia e l'estasi del creare
Schiaparelli Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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La collezione Haute Couture ideata da Daniel Roseberry per Schiaparelli nasce da un interrogativo che il designer si è posto dopo una visita, ammaliante, alla Cappella Sistina. "Come ci si sente mentre si crea qualcosa?", spostare l'attenzione dall'osservare com'è una cosa quando è stata fatta al processo creativo, al momento della sua ideazione.
Così prendono forma creature magiche: code di scorpione, creature quasi spaventose dominano la passerella, in un equilibrio tra la struttura che la couture richiede e la libertà di seguire un processo creativo che non conosce confini, sospinto dalla fantasia e dalla voglia di liberare la propria immaginazione smettendo di pensare.
Schiaparelli Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Elemento memorabile della sfilata sono stati anche gli ormai celebri gioielli rubati al Louvre nell'ottobre 2025: Roseberry gli ha voluti riprodurre e, a indossarli, è stata la star Teyana Taylor, ospite in prima fila allo show.
Teyana Taylor all'arrivo alla sfilata di Schiaparelli.
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Jonathan Anderson e la sua prima couture da Dior
Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Nel primo giorno di sfilate Haute Couture a Parigi è andato in scena il primo di una serie di debutti, quello di Jonathan Anderson nel mondo dell'alta moda.
Una collezione, questa Primavera-Estate 2026, che ha trovato grande consenso e che mixa il linguaggio di Anderson, reso ormai riconoscibile dagli anni alla guida di Loewe e del proprio brand, JW Anderson, con i codici classici della Maison parigina.
Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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L'uso e l'interpretazione dell'elemento floreale è legato alla prestigiosa casa di moda: è un mondo esplorato prima di lui da Raf Simons e ancor prima da John Galliano, a lungo direttore creativo tornato a bordo passerella proprio per applaudire Anderson.
Il quale ha raccontato, pochi giorni prima della sfilata all'interno di un'intervista con The New York Times, di aver invitato proprio Galliano a visionare la sua collezione in anteprima. E la benedizione, a quanto pare, c'è stata.
Jonathan Anderson al termine della sfilata Christian Dior Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Il debutto di Matthieu Blazy da Chanel
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Attesissimo nel calendario di questa fashion week dedicata all'Alta Moda è stato il debutto di Matthieu Blazy. Anche per lui prima prova couture conclusa con grande entusiasmo. La sua narrazione si è presentata articolata e fortemente ispirata al mondo delle fiabe, tradotto però nel quotidiano.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
La passerella, disegnata da maxi funghi colorati e cascate di vegetazione di colore rosa, si apre sulle note di un classico Disney, sul canto che Aurora, protagonista de La bella addormentata nel bosco intona mentre passeggia nel bosco.
La fiaba che racconta Blazy, però, a differenza della storia di Aurora, guarda all'essenziale: spoglia le strutture della couture e le alleggerisce, trasformando le icone della Maison attraverso l'uso di materiali trasparenti e impalpabili.
Chanel Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Gaurav Gupta: abiti con effetti speciali
Gaurav Gupta Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Quella dello stilista Gaurav Gupta è un'Alta Moda condita sempre da un filo di meraviglia. L'abito a corolla, nero, che si illumina attraverso un'inedito corpetto-maschera luminoso, è stato uno dei momenti che hanno catturato maggiormente l'attenzione e lo stupore durante questa edizione della couture parigina.
Ma non è stato l'unico sempre sulla sua passerella. Sfila infatti anche l'abito che si indossa... in due! Una creazione doppia, fatta di intrecci indissolubili.
Gaurav Gupta Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Armani Privé: un passaggio di testimone che funziona
Silvana Armani posa con le modelle che indossano la collezione Armani Privé.
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Tra gli show più attesi della Paris Haute Couture Week, la collezione Primavera-Estate 2026 di Armani Privé, la prima disegnata dalla direttrice creativa Silvana Armani, nipote del fondatore scomparso lo scorso settembre. Il segno di continuità è chiaro: il DNA della casa di moda emerge a ogni uscita ma al contempo si fa strada una visione più femminile.
Armani Privé Primavera-Estate 2026.
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La palette cromatica dai riflessi acquatici, tanto cara allo zio, si sposa con il nero in un gioco di riflessi e di accenti fluidi sofisticati su tagli contemporanei e in linea con un linguaggio attuale.
Silvana Armani.
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Le notti glam degli anni Settanta da Elie Saab
Elie Saab Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Un po' nomade e un po' diva, la donna di Elie Saab mixa influenze etno-chic alle atmosfere del jet-set anni Settanta. Spirito libero e ricami preziosi che riproducono lo splendore del chiaro di luna salgono in passerella raccontando una storia che incanta, quanto la maestria con cui ogni creazione viene minuziosamente realizzata.
Elie Saab Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Il chiaroscuro di Zuhair Murad
Zuhair Murad Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Riflette sull'attualità Zuhair Murad, sui tempi bui che avvolgono il mondo: tempi che, per rischiararsi, hanno bisogno anche di bellezza. Auspica una rinascita, il fiorire di un'epoca di prosperità che possa dare nuovamente linfa alla creatività e al genio umano.
Sfilano così colori pastello che sanno di leggerezza, di gioia, mentre corsetti in stile anni Cinquanta riportano al centro il corpo nei suoi storici e romantici canoni femminili.
Zuhair Murad Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Valentino Specula Mundi, l'attenzione sullo sguardo
Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino
Alessandro Michele, alla sua seconda sfilata couture da quando ha assunto la direzione creativa di Valentino, trasporta lo spettatore in un mondo inedito, in cui invita a riscoprire lo sguardo e l'osservare come un gesto lento, concentrato. Lo fa attraverso il set-up della sfilata stessa, fondamentale da raccontare per capire nella totalità la collezione.
All'interno della location sono state riprodotte delle versioni del Kaiserpanorama, una macchina ottica inventata verso la fine dell'Ottocento: un sistema che prevedeva una struttura circolare provvista di piccole aperture, come due lenti di binocolo, che permettevano di osservare una serie di immagini stereoscopiche che si alternavano al suo interno.
Il set-up della sfilata Haute Couture di Valentino.
Credits: Courtesy of Valentino.
All'interno di queste invece si avvicendavano le modelle, spiate dagli invitati attraverso delle piccole finestrelle. Un'impostazione speciale, antica ma allo stesso nuova, che ha offerto un modo unico e personale di osservare gli abiti e gli accessori che celebravano, con tensione teatrale, lo stile delle dive della vecchia Hollywood.
Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino
Un immaginario tanto caro al fondatore, Valentino Garavani, ricordato da Alessandro Michele sia attraverso una lettera, condivisa su Instagram poco prima dell'inizio della sfilata, sia all'inizio della stessa, attraverso la voce di Garavani ripresa dal documentario Valentino: L'ultimo Imperatore di Matt Tyrnauer che è risuonata prima dell'uscita del primo look.
Valentino Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Courtesy of Valentino
Le eroine di Robert Wun
Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Si intitola Valor: The Desire to Create, and the Courage to Carry On la sfilata di Robert Wun. In passerella, maschere gioiello, total look dorati, corone e corpetti scolpiti che non deludono chi ama le creazioni del visionario designer.
Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
Credits: Getty Images
Robert Wun Haute Couture Primavera-Estate 2026.
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Curiosità dal front row
Nicole Kidman, Fernanda Torres e Tilda Swinton in prima fila da Chanel.
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Non sarebbe una vera fashion week senza qualche piccolo momento virale dalle prime file, quelle popolate da celebrities e personalità note.
Uno dei nomi di queste sfilate pare essere proprio quello di Lauren Sánchez: la signora Bezos non è mancata, accompagnata dal magnate inventore di Amazon, da Schiaparelli come da Dior ed è apparsa con nientemeno che Anna Wintour, storica direttrice di Vogue America – oggi alla guida di tutte le edizioni – oltre che con lo stylist Law Roach, che pare stia curando i suoi outfit.
Lauren Sánchez Bezos e Jeff Bezos all'ingresso della sfilata Schiaparelli.
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Un volto noto delle serie tv è stato invece ospite di Gaurav Gupta: parliamo di Jean-Christophe Bouvet che veste i panni di Pierre Cadault nella fortunata serie Netflix Emily in Paris. E anche a bordo passerella, perché alla sfilata è arrivato con tanto di ventaglio-tributo.
Dakota Johnson e Lily Allen alla sfilata Valentino.
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Rihanna alla sfilata Dior.
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Dua Lipa e A$AP Rocky in prima fila da Chanel.
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La stampa a pois non accenna a perdere appeal: ecco i nostri "never without" per la nuova stagione

Se non li amate, dovrete rassegnarvi alla loro presenza nel guardaroba. Sì, perchè la loro permanenza tra i trend di stagione non ha certo i giorni contati, anzi, tutt'altro!
Se invece li adorate, proprio come noi, sarete felicissime di non doverne fare a meno neanche nella nuova stagione in arrivo.
Parliamo dei pois, of course, l'iconica stampa a pallini che bene o male, anno più, anno meno, "milita" da diversi decenni nel comparto delle tendenze moda più interessanti.
Ma che, a dirla tutta, nelle ultime stagioni ha avuto un vero e proprio "revamp" che l'ha fatta balzare in cima ai pattern più amati dai nostri designer del cuore che puntualmente la includono nelle loro collezioni.
Non fa eccezione per l'appunto la spring summer 2026 che vede protagonisti i pois, un po' in tutte le salse. Su abiti e abitini, gonne midi o corte, camicette vaporose, abiti bon ton, pantaloni di ogni sorta e tanti accessori stilosi, dalla borsetta alle pumps, passando per l'immancabile foulard di seta.
E voi siete pronte per sfoderare i pois anche in total look o preferite puntare solo su un piccolo dettaglio? In entrambi i casi, nella nostra selezione troverete l'opzione più giusta per voi...fatevi tentare!
Polka dot mania: i capi e gli accessori a pois protagonisti della nuova stagione
Un total look della collezione Primavera-Estate 2026 di Alessandro Enriquez, in collaborazione con Rossella Jardini
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MONSOON
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ZARA
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ROUJE
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VALENTINO GARAVANI
Credits: valentino.com
REFORMATION
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RIXO LONDON
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MANGO
Credits: shop.mango.com
PARFOIS
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FERRAGAMO
Credits: ferragamo.com
MARELLA
Credits: it.marella.com
H&M
Credits: 2.hm.com
STRADIVARIUS
Credits: stradivarius.com
BERSHKA
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Milano Cortina 2026: quando la moda scende in pista

Il conto alla rovescia per Milano Cortina 2026 è ufficialmente iniziato e, come da tradizione, i Giochi Olimpici Invernali non sono solo una vetrina sportiva ma anche un potente catalizzatore per il mondo della moda.
I brand infatti, grandi e piccoli, hanno colto l’occasione per sviluppare collezioni dedicate, rafforzare la propria presenza sul territorio e, in molti casi, legare il proprio nome a progetti sociali, culturali e sostenibili.
In prima linea c’è naturalmente EA7 Emporio Armani, che firma le divise ufficiali della squadra italiana. Una collaborazione che va oltre la semplice sponsorizzazione: Armani rinnova il suo storico legame con lo sport proponendo capi ad alte prestazioni che uniscono tecnologia e stile.
Questi sono pensati non solo per gli atleti ma anche per raccontare un’idea di italianità contemporanea, fatta di eleganza funzionale e orgoglio nazionale.
Accanto all’Italia, anche il Canada punta su un partner che coniuga performance e valori: lululemon, che veste il Team Canada grazie alla collaborazione con il Comitato Olimpico e Paralimpico Canadese.
La collezione è costruita attorno a materiali tecnici, design inclusivo e attenzione al benessere fisico e mentale degli atleti, temi centrali nella narrazione del brand, sempre più orientato a una visione olistica dello sport.
Le Olimpiadi diventano così una piattaforma globale, sfruttata dai marchi per consolidare identità e posizionamento. Anche i brand tecnici giocano un ruolo centrale: Salomon ad esempio ha svelato modelli come le Speedcross 6 GORE-TEX, interpretando lo spirito olimpico attraverso calzature pensate per affrontare condizioni estreme.
Parallelamente, alcune maison sfruttano Milano Cortina come occasione per investire fisicamente sul territorio. Prada, ad esempio, ha inaugurato una nuova boutique nel cuore di Cortina d’Ampezzo, rafforzando il legame tra lusso, turismo e paesaggio alpino. Un segnale chiaro di come le Olimpiadi non siano solo un evento temporaneo, ma un’opportunità strategica di lungo periodo.
Nel complesso, Milano Cortina 2026 si conferma un vero e proprio laboratorio di sperimentazione per la moda: tra heritage e innovazione, tra performance sportiva e lifestyle, i brand non si limitano a “sfruttare” l’onda olimpica, ma la trasformano in uno strumento potente, capace di unire stile, identità e responsabilità sociale.
Sfogliate la gallery per scoprire tutti i capi e gli accessori ufficiali dei tanto attesi Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026!
Collezioni Milano Cortina 2026
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Come abbinare i jeans: 5 look di tendenza da provare adesso

Etichettarli semplicemente come un capo “basic” sarebbe decisamente riduttivo. I jeans sono piuttosto una costante del guardaroba, uno di quei key pieces in grado di attraversare indenni epoche, mode e stagioni.
Impossibile farne a meno, soprattutto in questi giorni dell’anno scanditi da temperature glaciali e meteo capriccioso.
La vera sfida? Trovare modi sempre diversi per abbinarli con stile. Il rischio di ricadere nei soliti outfit - già visti e rivisti - quando si parla di un pezzo passepartout come i mitici pantaloni in denim è infatti dietro l’angolo. Ma basta poco per scongiurare l’effetto déjà-vu e dar vita a combinazioni interessanti e tutt’altro che banali.
Abbiamo messo a punto 5 mix & match con i jeans da cui prendere spunto, perfetti da replicare e sfoggiare in poche mosse. Scopriteli tutti!
Come abbinare i jeans: con il pullover alla marinara e le ballerine
Mixando denim e maglieria non si sbaglia mai, ma per rendere questa combo più modaiola e meno prevedibile, optate per un paio di jeans a palazzo - magari con taschine applicate sul davanti, come vogliono le tendenze - e un pullover alla marinara. Completate l’insieme con orecchini a cerchio e ballerine rasoterra colorate per un risultato dal sapore parisienne, fresco e contemporaneo.
Pullover in lana e cotone con colletto alla marinara SÉZANE, jeans a palazzo con taschine sul davanti FRAME, orecchini a cerchio in ottone placcato argento FEDERICA TOSI, ballerina in pelle REFORMATION
Credits: press office, frame-store.com, federicatosi.it, thereformation.com
Come abbinare i jeans: con la camicia a righe e gli stivaletti
L’idea look più cool della stagione è quella che vede protagonisti i jeans a palloncino (o barrel che dir si voglia) eletti all’unanimità da it girl e addetti ai lavori a nuovo feticcio fashion. Insieme a camicia a righe, stivaletti e occhiali ovali in stile librarian-chic diventano la divisa ideale per le giornate in ufficio (e non solo).
Camicia in cotone biologico con silhouette a clessidra FILIPPA K, jeans barrel fit a vita media ARKET, occhiali con montatura in acetato EYEPETIZER, stivaletto in pelle stretch con tacco kitten A.EMERY
Credits: filippa-k.com, arket.com, press office, aemery.com
Come abbinare i jeans: con il dolcevita e i mocassini
I jeans a gamba dritta sono uno di quei must presenti in ogni armadio e funzionano alla perfezione anche con un semplice dolcevita. Per un risultato ricercato e chic, il segreto sta tutto nel puntare sui complementi giusti: un giaccone in pelle scamosciata e un paio di mocassini mannish sono quello che ci vuole per dare carattere all’intero outfit.
Giubbotto double face con fodera in montone sintetico ZARA, jeans delavé a sigaretta ROUJE, pullover a collo alto in misto cashmere H&M, mocassino in pelle G.H.BASS
Credits: zara.com, rouje.com, 2.hm.com, ghbass-eu.com
Come abbinare i jeans: con la polo in maglia e le sneakers
Lo sappiamo bene, i jeans vanno d’accordissimo con la polo, che si tratti di modelli classici oppure over, in piquet o in maglia. Una “base” ideale su cui costruire look casual e quotidiani, dove a fare la differenza sono i dettagli. Qui abbiamo scelto un paio di sneakers total white e una borsa capiente dalle linee minimal, che aggiunge un tocco sofisticato all’insieme.
Polo in maglia a righe MANGO, jeans flared in denim a vita alta MISS SIXTY, maxi bag in pelle DIENÉE, sneakers MIU MIU
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Come abbinare i jeans: con la blusa elegante e gli stivali
Chiudiamo in bellezza con un abbinamento jeans dal mood boho che gioca con volumi e texture differenti: jeans skinny (ebbene sì, stanno tornando!) in denim raw, blusa vaporosa in satin con fusciacca al collo e stivali con tacco bold. Il tocco finale? La borsa a secchiello in suede, da portare in spalla con nonchalance.
Blusa in tessuto jacquard con fusciacca & OTHER STORIES, jeans skinny CLOSED, bucket bag in suede con fibbia LIFFNER, stivale in pelle con plateau MIISTA
Credits: stories.com, closed.com, liffner.co, miista.com
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