Le scarpe più comode (ma anche chic) da indossare dopo i 50 (salvaguardando stile e benessere)
Dopo i 50, molte donne scoprono che le stesse décolleté che a 30 reggevano una giornata intera oggi diventano un incubo già a metà mattina. I piedi cambiano: l’elasticità dei tessuti diminuisce, il cuscinetto plantare si assottiglia, compaiono piccoli dolori diffusi mai sperimentati.
Tradotto in pratica: non ha senso curare viso, corpo e alimentazione e poi rovinarsi tutto con scarpe sbagliate. La buona notizia è che potete sentirvi femminili e chic anche con modelli bassi o medio-bassi.
Perché il tacco altissimo non è più un obbligo (e nemmeno un favore ai piedi)
Secondo molti ortopedici e podologi, il piede maturo sopporta male gli estremi: né stiletto da dieci centimetri, né ballerina ultrapiatta. Le scarpe completamente flat scaricano il peso sul tallone e possono favorire fascite plantare; i tacchi troppo alti, invece, sovraccaricano avampiede e schiena.
Il compromesso più furbo è un tacco basso e largo, fra i 2 e i 4 centimetri. Dà un minimo di slancio, aiuta la postura e vi permette di camminare a passo deciso senza pensare a ogni gradino. Altro alleato da rivalutare è la punta arrotondata o leggermente squadrata: lascia spazio alle dita e riduce il rischio di peggiorare un alluce valgo già sensibile.
Un dettaglio spesso sottovalutato è la pianta. Dopo i 50 la larghezza del piede tende ad aumentare; costringerlo in forme strettissime significa invitare calli, neuromi e dolori articolari. Meglio cercare modelli dichiaratamente “comoda pianta” ma con linee pulite e materiali di qualità, così nessuno penserà a una scarpa ortopedica.
Come riconoscere una scarpa davvero comoda (prima ancora di provarla)
Partite dalla forma: la zona dell’avampiede deve sembrare accogliente, non a punta aggressiva. Una scarpa è amica dei piedi maturi quando potete immaginare le dita distese, non accavallate. Se avete già problemi articolari, privilegiate tomaie morbide in nappa o camoscio, che si adattano senza sfregare.
Poi guardate tacco e suola. Ideale una base ampia, stabile, con suola in gomma flessibile e magari un leggero supporto plantare o inserto ammortizzato. Molti brand propongono plantari interni in memory foam o archi leggermente sostenuti: un dettaglio quasi invisibile dall’esterno, ma che alla sera fa la differenza su schiena e ginocchia.
Infine, la prova. Gli esperti consigliano di misurare le scarpe nel pomeriggio, quando il piede è un po’ più gonfio, e di lasciare circa mezzo centimetro tra alluce e punta interna. Fate qualche passo veloce, poi provate a salire e scendere un gradino: se la scarpa resta ben ferma senza scivolare, stringere o “tagliare” sul collo del piede, siete sulla strada giusta.
I modelli più chic da indossare dopo i 50
I mocassini sono la vera alternativa elegante alla décolleté. Sceglieteli in pelle liscia o scamosciata, con punta non estrema e suola stabile. In ufficio funzionano con pantaloni sartoriali dritti; nel weekend con jeans e blazer; la sera con un abito midi, se volete smorzare la formalità del look senza perdere stile.
Le ballerine strutturate meritano un capitolo a parte. Dimenticate i modelli piattissimi e mollicci: meglio versioni con suola leggermente spessa, tacco interno o soletta ammortizzata e tomaia che abbraccia bene il piede. Nei colori nude o cuoio allungano visivamente la gamba, in nero o bordeaux sostituiscono degnamente una scarpa con tacco basso anche per una cerimonia diurna.
Le Mary Jane sono perfette se desiderate un tocco romantico ma con più stabilità. Il cinturino tiene il piede fermo, il tacco largo da 3-4 centimetri è l’ideale per stare in piedi a lungo. Belle con gonne midi plissé, ma sorprendenti anche con un pantalone alla caviglia e camicia bianca per un effetto “ragazza per bene” aggiornato.
Capitolo slingback: il tallone scoperto alleggerisce la silhouette, il cinturino posteriore dà sicurezza e il tacco medio-basso resta gestibile. In nero, blu o nude sono le classiche “scarpe giuste” per cene, incontri di lavoro importanti, matrimoni dove volete essere eleganti ma non passare la serata sedute.
Le sneakers minimal, infine, sono entrate ufficialmente nel guardaroba più raffinato. Puntate su pelle bianca o color crema, linee pulite, pochi dettagli metallici. Con un completo maschile regalano un’aria contemporanea, con un abito fluido spezzano il rischio “signora troppo formale”. Il vantaggio? Potete attraversare la città, salire e scendere dai mezzi, seguire nipoti e impegni vari senza pensare ai piedi.
Un trucco stilistico da non sottovalutare è il colore. Una scarpa vicina al vostro incarnato slancia, il nero e il blu navy sono imbattibili per versatilità, mentre un tocco di verde bosco, burgundy o rosso ciliegia rende immediatamente più moderno anche il tailleur più classico. L’importante è che la qualità dei materiali sia all’altezza: cuciture curate, fodera morbida, suole flessibili. Perché la vera eleganza, dopo i 50, passa anche da come vi sentite dentro le vostre scarpe.
Decolleté UNISA
Credits: unisa-europa.com
Mocassini con para in gomma ANTICA CUOIERIA
Credits: anticacuoeria.com
Ballerine in mesh con fibbia VIVAIA
Credits: vivaria.com
Sneakers con suola dentellata, VICTORIA SHOES
Credits: victoriashoes.com
Mary Jane in vernice e tacco quadrato GIOSEPPO
Credits: gioseppo.com
Slingback con tacco medio e punta arrotondata, STEVE MADDEN
Credits: stevemadden.com
Decolleté con zeppa BATA
Credits: bata.com
© Riproduzione riservata