Curiosità sulla storia delle righe
Colorate, marinière, pinstriped: le righe sono entrate nella Hall of Fame della moda. Intrise di nostalgia, semplicità, freschezza, hanno dettato lo stile del tempo che attraversavano, acquisendo molteplici significati e indagando nuovi mix.
Vi sveliamo 5 curiosità sulla loro storia nel costume.
MILLE DI QUESTE RIGHE
In ogni periodo storico sono rintracciate le origini delle righe, questo perché nel tempo si sono trasformate molte volte indosso a personaggi di spicco, che, con il loro stile, hanno scandito il ritmo del simbolo grafico.
La riga di per sé è una linea, una traccia lasciata da un punto in movimento, o un insieme di puntini vicinissimi tra loro, e il suo andamento può assumere forme diverse in base anche al tipo di superficie su cui viene prodotta. Elemento predominante per costruire le varie figure, negli anni Sessanta, l’Op-Art rese il millerighe più geometrico, tralasciandone la natura decorativa.
In questa prospettiva le linee andavano perlopiù a formare dei precisi disegni optical, per uno stile stripes-chess-dot.
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LA CHEMISE BRETON
Lo stile marinière deriva dai pescatori e dai marinai bretoni, con la loro maglia a righe orizzontali, generalmente blu e bianche o nere e bianche.
La Chemise Breton, inizialmente, fu ideata per uomini, ma una giovane Coco Chanel ne intuì l’attitude modaiola e il passaggio da capo utilitario a tendenza femminile fu immediato.
Gli anni Cinquanta furono il periodo di glorificazione della millerighe. Nel 1958 la marina militare fece della maglia bretone una divisa, 21 righe a simboleggiare ogni vittoria di Napoleone.
Negli anni Novanta vi fu, da una parte Jean Paul Gaultier che, oltre a fare del millerighe blu e bianco il suo baluardo di stile, unì righe e pois dando il via alla tendenza delle espressioni ossimoriche; dall’altra Kurt Cobain che consacrò l’aspetto ribelle del millerighe nel grunge.
RIGHE COLORATE
Il riferimento storico e temporale è nel folclore sudamericano delle baiadera, ballerine che danzavano con abiti attraversati da righe multicolor.
La palette colori derivava dalla pittura Ndebele con cui la tradizione africana ha dipinto capanne e tessuti. A glorificare il millerighe colorato fu Carmen Miranda la quale ispirò Salvatore Ferragamo nella realizzazione di sandali platform colorati.
Più tardi le righe vennero chiamate “a sdraio” poiché riproducevano il tessuto delle sdraio da spiaggia, e nel ’68 Missoni lanciò un abito di maglia lavorato a baiadera.
Nel 1967 Dior inserì nell’Alta Moda un abito lungo con la spalla scoperta a righe trasversali colorate, Biba a Londra decorò negozio e scarpe con motivo rigato, e il movimento hippie, con i suoi look eccentrici e le righe ovunque, segnarono un preciso tragitto della stampa.
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PINSTRIPED
Caratterizzato da sottili linee bianche che percorrono il tessuto in lana pettinata o in flanella, questo tipo di rigato è generalmente riconosciuto come gessato.
Il termine deriva dal rimando evidente al gesso. Reso noto da personaggi appartenenti alla cultura degli anni Trenta, come i gangastar di Chicago, diventò simbolo dell’eleganza rigorosa grazie anche ai dandy, e a personaggi femminili con predilezione per lo stile androgino.
Le versioni del gessato sono essenzialmente tre: il pinstripe, che si distingue per la successione di piccoli punti, cui è costituita la riga bianca; il chalck stripe, ovvero, una linea continua tracciata col gesso; il cable stripe, la cui riga è costruita da trattini diagonali.
La raffinatezza del mannish style viene colta nel 1966 da Yves Saint Laurent, il cui smoking gessato verrà indossato da una modella ritratta nella celebre immagine in bianco e nero di Helmut Newton.
PASSERELLA A RIGHE
Le rivisitazioni dei vari stili millerighe, passando per le ingegnose menti del couturier, si rigenerano costantemente anche se permane l’onda di nostalgia.
Per l’Autunno/Inverno 14-15, troviamo quindi accostamenti di motivi diversi: dall'Op-Art che rende morbido l'andamento stesso delle righe, all'irregolarità più o meno simmetrica, passando per i gessati.
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Kinraden: i gioielli danesi che si ispirano ad arte e architettura arrivano in Italia

Ci sono marchi che inseguono il tempo, e altri che lo abitano. KINRADEN appartiene a questa seconda, rara, categoria.
Nato dalla visione dell’architetta danese Sarah Emilie Müllertz, il brand di alta gioielleria costruisce forme che non rispondono alle stagioni, ma alla durata, al pensiero e alla materia.
Oggi KINRADEN entra nel mercato italiano non come semplice espansione commerciale, ma come incontro naturale con una cultura che da secoli riflette gli stessi valori: arte, architettura e una bellezza concepita per resistere al tempo.
Per Müllertz, l’Italia è da sempre un punto di riferimento silenzioso ma fondamentale: un luogo in cui l’artigianalità nasce dalla pazienza, i materiali raccontano storie e il progetto è un atto etico prima ancora che estetico. In questo dialogo tra Nord Europa e Mediterraneo, i gioielli KINRADEN si rivelano per ciò che sono: piccole architetture da indossare, pensate per accompagnare il corpo e la vita di chi le sceglie, oggi come domani.
Prima foto l'orecchino Ionic in argento, seconda foto l'orecchino Elsa con i bracciali The Arch, Mini Electra e Hera
«Sento un legame profondo con l’Italia», ci ha confessato Müllertz, «mi sono sempre considerata profondamente europea, e l’Italia è al centro di tutto ciò che ci ha formati: architettura, arte, artigianato, cultura. Da molto tempo mi sento vicina a questo Paese e, in molti modi, siamo tutti connessi attraverso le radici dell’architettura e dell’arte che affondano proprio in Italia».
Per celebrare questo incontro il brand ha organizzato una cena evento a Milano con la stampa e figure influenti il cui stile riflette quello curato da Müllertz, e con la partecipazione del celebre chef surrealista Marco Corradi - in arte Marco Assaggia.
Lo chef Marco Assaggia e la cena di KINRADEN a Milano - credit photo: Roberto Illiano
«Le persone che indossano KINRADEN sono essenziali per il brand», continua Müllertz, «sono profondamente ispirata da chi sceglie i nostri gioielli: individui attenti, curiosi, che apprezzano l’artigianalità, il design e considerano il silenzio una qualità. È emozionante vedere come un gioiello diventi loro, come si muova con loro, raccolga storie e viva nel loro mondo. La nostra community è qualcosa di cui sono immensamente orgogliosa».
Un'occasione unica per conoscere le nuove collezioni, come la Imprint Collection, ispirata al mondo naturale dove legno e metalli si fondono in armonia, la Levitas Collection, con forme "leggere", come dice il nome stesso, e organiche, la Eternal Echoes Collection che trae ispirazione dal capolavoro architettonico di Carlo Scarpa (e anche qui torna il legame con l'Italia), la Two Worlds Collection che traduce invece l’estetica surreale del Triadic Ballet di Oskar Schlemmer in pezzi originalissimi e iconici, la Oxygen Collection che esprime la purezza e la semplicità della forma, la Stilos Collection, con le sue linee ispirate alle colonne greche dove i materiali sostenibili trovano la loro espressione, e ancora la Radiant Collection, che cattura la luce in ellissi fluide realizzata in oro e argento riciclato e la Kindred Collection, ispirata alle poesie d’amore di Emily Dickinson fino ad arrivare all'ultimissima Nautilus Collection, ispirata alla spirale della quale cattura il movimento e la grazia.
Prima foto: la collana Electra (mini), il bracciale Legacy e gli anelli Bond e gli orecchini Alisa, seconda foto: orecchino The Gasp e la collana Electra (large)
Abbiamo chiesto alla Direttrice Creativa quanto il suo background nel mondo dell'architettura abbia influito nel forgiare un brand come KINRADEN e ci ha spiegato come la sua formazione abbia plasmato il suo approccio al design del gioiello e abbia in qualche modo completamente fuso i principi più metodici di una materia come l'architettura con la filosofia del design.
«KINRADEN nasce proprio da questa base: un modo architettonico di pensare alla forma, alle proporzioni e ai materiali. In architettura si lavora all’interno di una triangolazione fatta di spazio, funzione e presenza umana. Nel gioiello questo si traduce in corpo, materiale e scopo – garantendo che ogni pezzo viva con naturalezza sul corpo, offrendo una bellezza solida, intenzionale e pensata per durare nel tempo».
Prima foto: orecchino Betty, anello Petal e pendente Drizzle, seconda foto: bracciale Legacy e anelli Wise Tears, Hanna, Flare, Brethren, Bond e Arnold
E cosa vede Sarah Emilie Müllertz nel futuro del brand?
«La mia intenzione è far crescere KINRADEN con presenza e integrità: costruire la maison con spazi retail propri in tutta Europa, a partire da Milano, dove l’intero universo del brand possa esprimersi pienamente».
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Cosa comprare da Zara a Gennaio per iniziare l'anno con uno stile pazzesco

Anno nuovo...vecchie (buone) abitudini. E tra queste c'è sicuramente lo shopping, siete d'accordo con noi? Allora bando alle ciance, concentriamoci sui capi e gli accessori perfetti da acquistare adesso per cominciare il 2026 con lo stile cool che ci meritiamo!
Per farlo ci siamo rivolte al nostro brand del cuore, specialmente quando si tratta di cavalcare i trend più forti del momento ma senza esaurire di botto l'intero budget mensile. Parliamo di Zara, ovviamente: il colosso spagnolo è infatti un alleato assai prezioso in questi casi.
E non ha fatto eccezione neppure stavolta. Nella sezione "The New" sull'e-commerce del marchio abbiamo trovato infatti tantissime proposte, una più bella dell'altra, per dare una svolta stilosissima al nostro guardaroba di inizio anno.
Curiose di scoprire di quali must have si tratta? Non vi resta che scrollare la nostra selezione qui sotto.
Vi assicuriamo che troverete senz'altro qualcosa in grado di soddisfare il vostro appetito fashion, dai pezzi più statement come il classico cappotto lungo doppiopetto a quelli più modah come la giacca con soffici frange.
Lasciatevi tentare!
Cosa comprare da Zara a Gennaio: i capi e gli accessori must have
Cappotto a doppiopetto con cintura in vita, ZARA
Camicia jacquard con bottoni gioiello, ZARA
Jeans wide leg, ZARA
Collier in maglia metallica con perla, ZARA
Midi dress asimmetrico in tessuto jacquard, ZARA
Giacca con frange, ZARA
Cardigan con colletto leopardato, ZARA
City bag stampa cocco, ZARA
Gonna midi con le frange, ZARA
Slingback effetto pelliccia, ZARA
Credits: zara.com
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Tutte pazze per le sciarpe a triangolo! Ecco i modelli da non lasciarsi scappare quest’inverno
Abbiamo iniziato a notarle l’anno scorso e a distanza di 12 mesi nulla è cambiato: le sciarpe a triangolo svettano ancora in cima alla lista dei grandi must-have dell’inverno.
Sarà perché, a differenza delle classiche sciarpe invernali, sono decisamente più facili da annodare, perché sono un accessorio 2 in 1 che si può portare sia al collo sia in testa, al posto del cappello, o perché rendono chic qualunque tipo di look.
Fatto sta che le sciarpe a triangolo continuano a dominare le tendenze della stagione, confermandosi uno degli accessori più desiderati del momento.
Le trend setter sembrano avere una particolare predilezione per i modelli total red, perfetti per spezzare gli outfit monocromatici tipici della stagione e per accendere anche le mise più essenziali.
Ma in circolazione si trovano facilmente anche varianti dai colori neutri, ancora più versatili, o dalle stampe vibranti, la scelta ideale per dare un twist a qualsiasi abbinamento.
Le più belle da puntare ASAP? Da quelle in lana a quelle in cashmere, perfette per affrontare con la giusta dose di stile anche le giornate più fredde: ecco una mini selezione di sciarpe a triangolo da tenere d’occhio durante la prossima sessione di shopping.
Sciarpe a triangolo: i modelli da mettere in wishlist quest’inverno
ZARA Sciarpa triangolare rossa in misto lana
Credits: zara.com
LEMAIRE Sciarpa in pelle a triangolo
Credits: mytheresa.com
CELINE Sciarpa in cashmere e seta
Credits: celine.com
DESIGUAL Sciarpa verde con bordi a contrasto
Credits: desigual.com
H&M Sciarpa a triangolo in maglia blu
Credits: 2.hm.com
PARFOIS Sciarpa a triangolo in un mix di lane
Credits: parfois.com
COS Sciarpa in lana Merino color giallo burro
Credits: cos.com
Foto in apertura: GettyImage
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Cappotti per l’inverno? Questi sono i modelli più cool da acquistare approfittando dei saldi

Se siete alla ricerca dei cappotti invernali perfetti da acquistare durante i saldi, questo è il momento giusto per fare scelte mirate e consapevoli. Con l’arrivo delle temperature più rigide e le promozioni in arrivo, investire in un nuovo capospalla diventa non solo necessario, ma anche strategico.
I saldi invernali permettono infatti di puntare su modelli di qualità, magari desiderati da tempo, approfittando di prezzi decisamente più accessibili.
Quest’anno secondo noi, la parola d’ordine è versatilità. I cappotti invernali si adattano a stili ed esigenze diverse, passando dal look da giorno a quello più elegante. I modelli classici restano un pilastro del guardaroba: linee pulite, colori neutri come nero, grigio, cammello o panna continuano a essere una scelta sicura, capace di accompagnarci stagione dopo stagione.
Accanto ai grandi evergreen, però, trovano spazio anche proposte più audaci: cappotti lunghi e avvolgenti, modelli corti, magari con sciarpa coordinata - versioni stampate, perfette per dare carattere anche ai look più minimal e varianti in faux fur, calde e scenografiche, che aggiungono un tocco fashion immediato.
Anche la palette cromatica si fa interessante: oltre ai toni neutri, spazio a nuance vitaminiche e stampe, ideali per ravvivare i look invernali. Quanto alla vestibilità, si passa dai cappotti over, comodi e attuali, ai modelli più strutturati e femminili, spesso valorizzati da cinture in vita.
Ora non resta che selezionare i vostri cappotti invernali preferiti e aggiungerli subito alla wishlist: l’inverno è appena iniziato, ma le promo migliori non aspettano.
Cappotti invernali in saldo: i modelli da comprare subito
COS
Credits: cos.com
H&M
Credits: hm.com
GANNI
Credits: ganni.com
ROUJE
Credits: rouje.com
STAND STUDIO
Credits: standstudio.com
ARITZIA
Credits: aritzia.com
MASSIMO DUTTI
Credits: massimodutti.com
NANUSHKA
Credits: nanushka.com
RESERVED
Credits: reserved.com
MAX&CO
Credits: maxandco.com
MANGO
Credits: mango.com
MAJE
Credits: maje.com
ZARA
Credits: zara.com
OAK + FORT
Credits: oakandfort.com
RIXO
Credits: rixolondon.com
UNIQLO
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